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Appello:
'Revocate adesso la decisione di dedicare a Israele la
Fiera del Libro di Torino'.
14-03-2008
Riceviamo dalla Redazione di Infopal
(vedi anche link :
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7947
)
Appello
Per aderire a questo appello scrivere a:
fieralibera@libero.it
Con questo appello torniamo a chiedere alla direzione
della Fiera del Libro di Torino di revocare la decisione
di avere come ospite d’onore lo Stato d’Israele per
l’edizione 2008. Gli chiediamo di farlo ora e di
dedicare questa edizione della Fiera del Libro alla pace
cioè ad un “paese morale” coniugabile e comprensibile in
molte lingue: pace, salaam, peace, paix, frieden,
mir, paz,
shalom...
1.
Chiediamo di revocare una decisione sbagliata ed
inopportuna fortemente condizionata dalla volontà delle
autorità israeliane di celebrare in un importante evento
culturale in Italia un atto esplicitamente politico come
la celebrazione dei sessanta anni della nascita dello
Stato di Israele.
Occultare la Palestina e il dramma del popolo
palestinese – indissolubilmente connessi alle scelte
concrete di Israele – è stata una forzatura che non
poteva passare sotto silenzio, né in Italia nè altrove.
Tanto più alla luce della mattanza scatenata dalle forze
armate israeliane contro la popolazione palestinese di
Gaza
2.
A nessuno è sfuggita la dimensione politica e per molti
aspetti strumentale della decisione di dedicare a
Israele l’edizione 2008 della Fiera del Libro.
Questa dimensione tutta politica, non può essere
occultata dal tentativo di disegnare la contestazione e
il dissenso dalla scelta della direzione della Fiera del
Libro di Torino come una operazione tesa ad imbavagliare
la cultura o di mettere a tacere la letteratura ebraica
ed israeliana. Nulla di più falso. Al contrario
riteniamo che proprio il tentativo di utilizzare la
cultura come forma di legittimazione della politica di
uno Stato sia un’offesa verso il buonsenso dell’opinione
pubblica, una strumentalizzazione della libertà di
espressione e del ruolo degli scrittori.
Allo stesso modo riteniamo maldestro e fallace il
tentativo di lasciar credere che la campagna di
contestazione della Fiera del Libro di Torino sia
partita dalle capitali dei paesi arabi e islamici e non
da una spinta dal basso della società civile italiana.
E’ accaduto esattamente il contrario sia sul piano
cronologico che politico. E’ stato solo dopo che
associazioni e comitati impegnati nella solidarietà con
il popolo palestinese hanno contestato la decisione di
dedicare a Israele la Fiera del Libro che il dibattito e
l’allarme hanno raggiunto la sponda sud del
Mediterraneo. Solo in seguito alle denunce delle
associazioni sono venute crescendo proteste e proposte
di boicottaggio anche tra gli scrittori e le istituzioni
del mondo arabo-islamico. Affermare il contrario è una
falsità che non aiuta la discussione né la soluzione.
3.
Gli echi e i contraccolpi di questa iniziativa di
contestazione in Italia sono stati talmente forti e
argomentati che scrittori e intellettuali arabi,
israeliani e arabi-israeliani hanno deciso di non
partecipare ad un evento che celebra i sessanta anni
della nascita di uno Stato nato sulle spalle della
popolazione palestinese e che definisce questo
anniversario come Nakba (la catastrofe).
E’
ormai evidente che sono molti ad aver compreso che così
come è stata concepita e costruita la Fiera del Libro di
Torino di quest’anno, l’ha trasformata in un evento
scivoloso e strumentalizzabile, decidendo di
conseguenza, pubblicamente o meno, di tenersene alla
larga.
Ciò dimostra che l’operazione fin qui tentata è fallita
e che la direzione della Fiera del Libro ha un’ultima
possibilità di evitare tensioni, polemiche e
strumentalizzazioni che condizioneranno pesantemente un
evento culturale come quello di maggio a Torino.
C’è solo una decisione da prendere e noi torniamo a
chiedere con questo appello che venga presa adesso:
revocare la decisione di dedicare a Israele la Fiera del
Libro e dedicare l’edizione di quest’anno alla pace. E’
l’unica scelta che può restituire contenuto e dignità
alla Fiera del Libro e forse riparare ad alcuni dei
danni fatti nelle relazioni culturali tra l’Italia e il
resto delle società del Mediterraneo e allo spirito
libero e critico del confronto tra le culture.
Primi firmatari:
Gianni Vattimo (università di Torino)
Angelo Baracca (università di Firenze)
Giulietto Chiesa (giornalista ed europarlamentare)
Giorgio Forti (ECO, rete ebrei contro l’occupazione)
Wasim Dahmash (università di Cagliari)
Danilo Zolo (università di Firenze)
Edoardo Magnone (università di Tokio)
Giorgio Cremaschi (sindacalista Fiom)
Antonello Petrillo (università di Napoli “O .Benincasa”)
Domenico Losurdo (università di Urbino)
Luciano Vasapollo (università di Roma “La Sapienza”)
Nella Ginatempo (università di Messina)
Guglielmo Carchedi (universita' di Amsterdam)
Antonio Di Stasi (università Politecnica delle Marche)
Rita Martufi (ricercatrice Cestes-Proteo)
Andrea Martocchia, ricercatore Istituto
Nazionale di Astrofisica
Annamaria Crescimanni (università. La Sapienza, Roma)
Mauro Cristaldi (università. La Sapienza, Roma)
Nino Pagliccia (universita della British Columbia,
Canada)
Marco Rizzo (europarlamentare)
Salvatore Cannavò (deputato uscente)
Fosco Giannini (senatore uscente)
James Petras (Università di New York e di Halifax,
USA/Canada)
Joaquim Arriola (università di Pamplona, Spagna)
Ricardo Antunes (università di Campinas, Brasile)
James Cockcroft (università di Montreal, Canada)
Josè Alberto Jaula Botet (università di Pinar del Rio,
Cuba)
Alvaro Bianchi (università di Campinas, Brasile)
Honorato Tessier Fuentes (università di Coahuila,
Messico)
Carolus Wimmer (parlamentare, Venezuela)
Manuel Mera (Fondazione per lo Studio Sociale e
Sindacale, Galizia, Spagna)
Mauricio Nunez (Centro Studi Martiano, Cuba)
Henrike Galarza, (Universidad Pública de Navarra, Paesi
Baschi)
Francisco Dominguez (università. Middlesex, Londra)
Francisco Torrealba (parlamentare Venezuela)
Alberto Munguira Elizondo, (università pubblica della
Navarra, Paesi Baschi)
Gloria Martínez González (Università Nazionale Autonoma
di Città del Messico)
Alejandro Valle (Università Nazionale Autonoma di Città
del Messico)
Filo De Fero (Redazione Terra Santa Libera .org)
14-03-2008 |