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Anno IV, 15 settembre 2009

 
     
 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 
 

'Fiumi di sangue':

 

all’Occidente non importa nulla della morte degli afgani

 

The Frontier Post, Pakistan

 

 

 

Scores killed in Nato air strike in Afghanistan - 4 Sept 09

7 Settembre 2009

Mentre i pezzi grossi americani ed europei si preoccupano di come fare per proteggere in Afghanistan le loro vie di comunicazione, gli afgani pagano questo con fiumi di sangue innocente: il sangue dei civili, dei loro bambini e delle loro donne. L’ultimo di questi incessanti bagni di sangue è stato l’incursione aerea NATO di Venerdì nella provincia di Kunduz. L’attacco ha fatto almeno 90 vittime, per lo più civili, come il comando della NATO è riluttante ad ammettere.

Nondimeno, si nega che questo attacco micidiale sia avvenuto sotto le direttive del nuovo comandante della NATO in Afghanistan generale Stanley McCrystal. Recentemente il generale aveva dato ordine alle sue truppe di evitare attacchi quando delle vite civili erano a rischio, implicita ammissione dei massicci massacri di civili conseguenti alle operazioni della coalizione.

Tale ordine era stato emesso anzitutto per liberarsi dalle conseguenze negative di questi massacri della guerra della NATO in Afghanistan, come l’ordine dato recentemente dal capo dei Talibani Mullah Omar alle sue truppe. Ciò perché, pur essendo le operazioni dei Talibani dirette principalmente contro obiettivi militari, le loro bombe stradali, le bombe suicide, le imboscate, e gli attacchi frontali, finiscono anch’essi col causare anche un pesante numero di vittime civili.

Ma il lato più triste di questo colossale massacro di civili in Afghanistan è l'assenza di lacrime negli occhi degli occidentali. Essi sembrano tenere un meticoloso elenco dei loro soldati caduti, ma non si preoccupano minimamente di calcolare quanti civili afgani sono stati ammazzati. Fino a questo momento non un solo controllore occidentale dei Diritti Umani ha toccato l’argomento di questa carneficina di civili. Persino organizzazioni internazionali di rispetto come Amnesty International e la Human Rights Watch sono rimaste zitte. I cuori degli occidentali si affliggono soltanto per i morti loro. E se in occidente la guerra in Afghanistan sta diventando sempre più impopolare, ciò si deve solo al crescente numero di morti e di vittime nelle file dei militari occidentali.


Gli inglesi sono irritati col loro governo perché non fornisce alle truppe apparecchiature salva-vita, automezzi corazzati ed elicotteri per aumentare la loro potenza letale. E nei loro mezzi di informazione essi mostrano con insistenza scene patetiche di funerali dei loro soldati uccisi in Afghanistan, facendo vedere tutti i loro parenti in lacrime. Frattanto il Segretario della Difesa americano Robert Gates è ingarbugliato in un’aspra diatriba con l’agenzia d’informazione americana The Associated Press per avere essa dato pubblicità alla foto di un soldato americano mortalmente ferito, sostenendo che ciò ha ulteriormente addolorato la famiglia del soldato. Anche gli afgani piangono i loro morti; certamente non danzano né cantano. E in Afghanistan la morte violenta di un ucciso non la piangono soltanto i suoi parenti stretti, perché per v ia dei legami di sangue è tutta la tribù che partecipa al lutto. Anche gli afgani hanno delle persone care, e molte.

E poi c’è la questione: gli invasori capeggiati dagli americani, in Afghanistan cosa ci stanno a fare? Se l’invasione era una risposta all’attentato terrorista dell’undici Settembre, allora l’Afghanistan non era il candidato giusto, perché l’attacco non era stato progettato in Afghanistan e in esso non erano implicati afgani. L’attacco venne organizzato in Germania ed eseguito da giovani arabi che avevano studiato in università occidentali e erano stati addestrati in scuole di volo americane. Se invece l’invasione riguardava al-Qaeda, gli invasori non l’avevano localizzata né avevano cercato di eliminarla, anzi, le avevano consentito di riaggrupparsi. Nel 2005 gli americani hanno persino sciolto il gruppo speciale [della CIA] costituito "per catturare bin Laden vivo o morto".

Ormai dobbiamo convivere con gli stupidi imbrogli delle potenze occidentali, che si sono arrogate il diritto di bollare come "canaglie" popoli interi e poi di tiranneggiare e ricattare quelli che hanno bollato in questo modo. Così hanno fatto in Irak con Saddam Hussein. Hanno bollato l’Irak come "stato canaglia", e poi sono seguiti i pogroms [attacchi alle minoranze etniche] dei civili iracheni, effettuati dapprima col manipolare micidiali sanzioni delle Nazioni Unite che hanno fatto morire migliaia di bambini iracheni imponendo una critica mancanza di cibo e di medicine di cui avevano bisogno, e poi con lo scatenare una guerra disapprovata dal Consiglio di Sicurezza delle stesse Nazioni Unite, guerra che ha ucciso innumerevoli civili. Se al mondo esistesse una giustizia, l’intero partito degli Stati Uniti favorevole a questa guerra andrebbe processato per crimini contro l’umanità.

In che differiscono i Talibani di oggi dai loro cugini che combatterono gli invasori sovietici con una guerra che lo stesso Occidente chiamò Jihad (Guerra Santa) e che i sovietici chiamavano terrorismo? Dov’è la differenza fra coloro che allora l’Occidente chiamava combattenti della libertà e Mujahiddin (Guerrieri Sacri), e che i sovietici chiamavano banditi?

Lasciamo agli storici di decidere su questo punto. Per ora, l’Afghanistan è sommerso da fiumi di sangue di civili massacrati. Ed è triste riconoscere che non sono pianti da chi sta lontano.





Articolo originale:
http://worldmeets.us/thefrontierpost000034.shtml

 

Traduzione di Rolando M. per Uruknet.de

http://www.uruknet.de/?s1=1&p=s10477&s2=10

 

Link a questa pagina:

http://www.terrasantalibera.org/Afganistan_fiumi_di_sangue.htm

 

 

 

 
 

 

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