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di Antonella Ricciardi http://www.antonellaricciardi.it/
Seconda Puntata
Sia il processo di espropriazione che quello di allontanamento dei poveri devono essere effettuati con discrezione e cautela". Questa dichiarazione, in cui Herzl definisce proprio un Paese abitato da un altro popolo, rende tristemente manifesta l'idea di trasformare la Palestina in una colonia di popolamento. Lo stesso Herzl aveva a fine '800 mandato due rabbini a sondare la situazione in Palestina, ed essi riportarono un messaggio in codice, in realtà abbastanza chiaro, e cioè: "La sposa è bellissima, ma è sposata con un altro uomo", dove la sposa è la terra di Palestina, e l'altro uomo rappresenta i palestinesi (la citazione è tratta dal libro "The Iron Wall", dell'ebreo Avi Shlain). E' chiaro quindi che i rapporti tra palestinesi (che nella loro lingua non avevano neppure un termine per indicare l'ostilità verso gli ebrei), ed i nuovi arrivati, in particolare dagli anni '20, cominciassero a divenire conflittuali (in passato i palestinesi avevano accolto gli ebrei senza ostilità). Intanto, a tratti favorita dal mandato britannico, proseguiva l'immigrazione, spesso illegale, degli ebrei. Essi spesso si insediavano nei kibbutz, comunità agricole basate su un collettivismo volontario, spesso presentate come modelli di un certo socialismo: anche se il collettivismo volontario può evitare un totalitarismo collettivista forzato di tipo stalinista, è vero però che il kibbutz si basava sul lavoro ebraico esclusivamente, escludendo in modo discriminatorio i non ebrei.
Ancora nel 1938, Gandhi disse: "La mia comprensione per gli ebrei non mi impedisce di affermare la necessità di giustizia. La richiesta di una Patria per gli ebrei non mi trova d'accordo. Nonostante il richiamo alla Bibbia e la tenacia con cui gli ebrei hanno ardentemente desiderato il ritorno in Palestina, la Palestina appartiene ai palestinesi, come l'Inghilterra appartiene agli inglesi o la Francia ai francesi. E' errato e disumano che gli ebrei si sostituiscano agli arabi. Ciò che accade in Palestina oggi non può essere giustificato da alcun codice o condotta morale. I mandati internazionali sono stati istituiti dopo l'ultima guerra. Sarebbe un crimine contro l'umanità allontanare i fieri arabi dalla Palestina per darla interamente o in parte agli ebrei". Vani furono i tentativi sionisti di avvicinare alla propria causa papa Pio X, che rifiutò per motivi teologici (l'opposizione cattolica per un Israele veterotestamentario basato su esclusivismo etnico con base territoriale). Vano fu anche il tentativo del sionista estremista laico (il sionismo era prevalentemente laico), Vladimir Jabotinsky, di avvicinarsi al fascismo per motivi strumenali. Con i provvedimenti nazisti e fascisti antiebraici, poi, aumentò l'emigrazione israelita verso la Palestina. A proposito di nazismo, pare che non subito, almeno alcuni ebrei, abbiano avuto profondo sentore dell'ostilità hitleriana nei loro confronti. Ad esempio, nel 1934, il rabbino sionista Joachim Prinz, nel suo libro "Wir Juden" (la traduzione del suo titolo è: "Noi Ebrei"), scrisse: "Noi vogliamo che l'assimilazione sia rimpiazzata da una nuova legge: la dichiarazione di appartenenza alla nazione ed alla razza ebraica" (alle pagine 154 e 155). Comunque, con le misure antiebraiche naziste e fasciste, e con le misure ancora più ostili avvenute durante la Seconda guerra mondiale, gli ebrei cominciarono ad essere visti quali vittime. Dopo la guerra, mentre si diffondeva un'ondata di emozione per la vicenda della Shoah, il mandato inglese sulla Palestina stava scadendo.
I palestinesi erano in grande maggioranza mussulmani (sunniti, con minoranze di sciiti duodecimani, drusi e baha'i ), c'erano poi comunità palestinesi cristiane, si trattava di cattolici, ortodossi e protestanti, tutte e tre le comunità erano divise a loro volta in riti locali. I palestinesi, spesso poverissimi, erano soprattutto contadini, mentre erano ad esempio meno numerosi tra loro i beduini, gli arabi nomadi. Con la spartizione del 1947 e la prima guerra arabo-israeliana del 1948-'49 (scoppiata in seguito alla dichiarazione d'indipendenza d'Israele, il 14 maggio maggio 1948), comiciò così l'esodo ed il dramma del popolo palestinese (in arabo "nakba", catastrofe).
fine della seconda puntata
FONTE: http://www.antonellaricciardi.it/articoli/articoli_sulla_cronistoria_palestinese/seconda_puntata.htm
LINK A QUESTA PAGINA http://www.terrasantalibera.org/Antonella_Ricciardi_cronistoria_palestinese_2.htm
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