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Anno III,  Comunicato  64, del  4 Settembre  2008

 

 

 

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Noi vi diamo il saluto.

Khalid Amayreh, traduzione di InfoPal

22 agosto 2008

Mentre scrivo queste parole, due navi con a bordo circa 46 pacifisti di molte nazionalità stanno navigando da Cipro verso la Striscia di Gaza, in un simbolico sforzo di rompere il crudele blocco israeliano del territorio costiero palestinese.

Il Free Gaza Movement, l'organizzatore dell'audace missione, comprende persone di varie provenienze culturali e religiose che sono unite nella loro dedizione alla causa della libertà verso i circa 1,5 mllioni di gazesi, tormentati da un assedio quasi totale che ha ulteriormente ridotto la già povera enclave in un campo di concentramento virtuale.

Tra le persone che prendono parte alla coraggiosa missione ci sono una suora cattolica di 81 anni e la cognata dell'ex premier britannico Tony Blair, oltre ad attivisti musulmani, ebrei e cristiani.

Se tutto va bene, le due barche, la Free Gaza e la Liberty, consegneranno medicine di pronto intervento e altri aiuti umanitari ai bambini di Gaza.

Centinaia di bambini e di altri civili sono morti a causa della riduzione nel rifornimento di medicine e cibo a seguito di un anno di assedio.

Israele, che è ovviamente in imbarazzo per la pubblicità che circonda la missione umanitaria, ha minacciato di impedire con la violenza alle due barche di raggiungere Gaza.

Israele non ha mai smesso di raccontare al mondo che non sta più occupando Gaza. Queste affermazioni sono una bugia scandalosa, poiché l'occupazione israeliana continua a esercitare uno stretto controllo sul mare, sul cielo e sui valichi della Striscia di Gaza.

Non ci sono dubbi sul fatto che il proseguimento dell'assedio di Gaza rappresenti una vergogna per la coscienza dell'intera umanità.

E' una vergogna per gli Stati Uniti, che spudoratamente cospirano con Israele violando e tormentando questi innocenti palestinesi il cui unico "crimine" è la loro audacia nell'aver scelto un governo i cui leader non sono amati da Tel Aviv e Washington.

E' anche una vergogna per gli stati dell'Europa, che stanno a guardare passivamente uno stato predatore mentre assalta civili inermi in uno stile molto simile a quello usato dai nazisti del Terzo Reich, circa settant'anni fa.

Ma la maggior vergogna s'abbatte sui paesi arabi, specialmente sull'Egitto, che sta completando l'assedio israeliano rifiutandosi di aprire il valico di Rafah per permettere alla popolazione di comprare cibo e medicine e di viaggiare all'estero.

Non posso davvero capire come noi, arabi e musulmani, possiamo biasimare Israele, uno stato crudele e criminale che vorrebbe spazzare via i palestinesi dalla faccia della terra, mentre i cosiddetti paesi arabi fratelli chiudono le frontiere in faccia a migliaia di disperati alla ricerca disperata di cure.

Voglio chiedere ai dirigenti egiziani quanti palestinesi devono morire prima che l'Egitto ascolti le grida disperate dei gazesi affamati e morenti? Vergognatevi.

Noi vi portiamo il saluto

A quei coraggiosi uomini e donne a bordo delle navi Liberty e Free Gaza, vorrei dire quanto segue:

Vi porto il mio saluto per il vostro coraggio e abnegazione umana. Voi rappresentate, senza dubbio, una luce in un mondo sopraffatto dal buio. I vostri sforzi altruistici per amore degli oppressi, uomini, donne e bambini di Gaza, mostrano che, in questo mondo, ci sono ancora persone coraggiose che non cedono al potere bruto.

Saluto la vecchia suora, Anne Montgomery, dell'Ordine religioso del Sacro Cuore, per la sua coraggiosa determinazione a prendere parte, nonostante la sua età, a questa missione pericolosa e di sfida.

Io saluto la giornalista Lauren Booth per il suo voler dimostrare che il giornalismo non è "una professione moralmente neutra" e che gli onesti giornalisti devono essere anche persone oneste che prendono posizioni attive per la giustizia.

Saluto Jeff Halper, il professore di Antropologia e coordinatore del Comitato israeliano contro la Demolizione delle Case (ICHAD), che, prendendo parte a questa sublime missione, ha fatto un'importante dichiarazione, cioè, che ci sono ebrei nel mondo che non sostengono la repressione israeliana in stile nazi del popolo palestinese e che l'affamare e aggredire civili innocenti per motivi politici è incompatibile con la vera moralità ebraica.

Saluto il parlamentare greco, Tasos Kourakis, che ha espresso la determinazione di "rompere il muro di silenzio che circonda Gaza", denunciando lo scandaloso assedio di un popolo che Israele sta cercando di distruggere perché mira alla libertà.

Saluto il dott. Paul Larudee, co-fondatore della missione Free Gaza, per la sua coraggiosa determinazione a portare avanti questa sfida a dispetto di tutte le minacce e intimidazioni che giungono da Israele.

Saluto Yvonne Ridley, presentatrice TV, autrice e pacifista, per la sua instancabile dedizione alla causa della giustizia in Palestina, Afghanistan e in altre parti del mondo.

Io saluto tutti voi, uno per uno, per il vostro impegno morale per l'umanità.

Che Iddio vi benedica.

Articolo originale:
http://www.palestine-info.co.uk/en/default.aspx?xyz=U6Qq7k%2
bcOd87MDI46m9rUxJEpMO%2bi1s7NqZoIZ6SkykmKfqzUWlkOtxBOhsymRWb ...

GLI ANTEFATTI:

"Free Gaza: le due imbarcazioni verso il porto di Gaza. Sabotaggio alla strumentazione elettronica. Difficili i collegamenti telefonici."

FreeGaza.org

 

23 agosto 2008


Alle 9 di questa mattina si trovavano a 50 miglia dalle acque di Gaza. Hanno subito sabotaggi ai satellitari. Così si legge nel sito ufficiale, www.freegaza.org: "Alle 10 (ora locale, ndr) di questa mattina, la squadra cipriota del movimento Free Gaza ha potuto brevemente parlare con la nostra gente a bordo delle imbarcazioni Free Gaza e Liberty. Stanno tutti bene e ci chiedono di rilasciare il seguente comunicato: 'I sistemi elettronici che garantiscono la nostra sicurezza a bordo delle navi Free Gaza e Liberty sono stati sabotati. Entrambe la imbarcazioni battono bandiera greca e si trovano su acque internazionali. Siamo vittime di pirateria elettronica. Siamo attualmente nell'area GMS P A2 e ci affidiamo alla nostra strumentazione satellitare per le chiamate di emergenza, se necessario. Siamo civili di 17 nazioni e portiamo avanti questo progetto per rompere l'assedio di Gaza. Non siamo marinai professionisti. Come risultato, c'è preoccupazione per la salute e l'incolumità della gente a bordo, in questa situazione di emergenza. Stiamo viaggiando in aspre condizioni di navigazione e chiediamo al governo greco e alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità e di proteggere i civili a bordo delle due navi che si trovano in acque internazionali'.

Questa mattina, durante una conferenza stampa, il Parlamentare Jamal Al-Khudari, presidente del Comitato popolare contro l'Assedio, ha messo in guardia Israele dal tentare di aggredire le navi e ha denunciato il sabotaggio del sistema di comunicazione a bordo.

"Vi accoglieremo o come eroi", ha detto rivolgendosi al gruppo di volontari internazionali in rotta verso Gaza.

Sito della missione www.freegaza.org/

Free Gaza, le due imbarcazioni hanno rotto l'assedio: l'equipaggio scende sulla spiaggia e festeggia con la popolazione.

Infopal

23 agosto 2008

Infopal - Gaza. Alle 18 ora locale le due imbarcazioni, Liberty e Free Gaza, sono entrate nel porto di Gaza e l'equipaggio è sceso in spiaggia, dove una folla di palestinesi lo ha accolto con gioia.

L'assedio è stato rotto, almeno a livello simbolico, nonostante i ripetuti tentativi israeliani di impedire il viaggio delle due imbarcazioni.

A ricevere il coraggioso e determinato equipaggio di Liberty e Free Gaza ci sono centinaia di cittadini, tra giornalisti, politici, dignitari e di civili.

Ieri, in un comunicato stampa, il "Movimento Free Gaza" ha dichiarato che la sua missione era quella di "denunciare l'illegalità delle operazioni israeliane, di rompere l'assedio e di esprimere solidarietà al popolo di Gaza che sta soffrendo".

Il sito online del quotidiano israeliano "Ha'aretz" ha citato una fonte politica che afferma che lo Stato israeliano ha deciso di autorizzare l'accesso delle due barche a Gaza per impedire ai passeggeri di "attuare il loro piano di provocazione".

Da parte sua, il primo ministro palestinese Ismail Haniyah ha espresso apprezzamento e gratitudine per l'"audace gesto umanitario".

Il presidente dell'ANP, Mahmoud Abbas, ha telefonato agli attivisti appena sbarcati per congratularsi con loro per la "perseveranza" dimostrata.

Il gruppo di pacifisti rimarrà a Gaza per circa 10 giorni, visitando la Striscia per conoscere la reale situazione provocata dall'assedio. Sono previsti incontro con i leader dell'area.

A differenza dell'eco suscitata dalla coraggiosa impresa delle due navi, i siti online dei nostri maggiori quotidiani non hanno ritenuto interessante riportare la notizia.

 

Link: www.infopal.it/testidet.php?id=9142