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(Deut 6, 4 …) Johannes De Parvulis Fonte : www.parvulis.com/Documents/2-main-it-05.htm |
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La tua missione: servire da guida
alle Nazioni. Ma senza amore la giustizia muore, e tutto si blocca. Anche la
Regalità della tua razza diventa inutile, come un assegno privo di fondi.
Te lo dice la tua millenaria esperienza.
Per arrivare a un mondo migliore
devi sposare la Legge d’Amore che Gesù Cristo ha predicato due
mila anni fa sulla terra dei tuoi avi. Allora la giustizia trionferà
ovunque come frutto della tua conversione, e per approfittare dei suoi
benefìci le Nazioni del mondo – che tu credevi di dover
sottomettere – ti vorranno per guida, e loro stesse ti cercheranno per
offrirtene il ruolo.
* * *
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A PROPOSITO DI QUESTO LIBRO: Dio
ha affidato agli Israeliti una missione importante: servire da guida alle
Nazioni. Non tutti gli Ebrei [1]
percepiscono questa missione allo stesso modo. Per alcuni è
spirituale, per altri è materiale. I primi sono contro il Governo mondiale e contro lo Stato d’Israele (così
come oggi esiste), i secondi sono in favore di questi due progetti, e vi
partecipano finanziariamente. All’interno dell’Ebraismo esistono
due opposte correnti, due potenze, due regni. Di questi due regni uno solo
sopravvivrà, per poi durare in eterno. [2]
In questa lotta, che oggi aumenta sempre più, le persone poco
informate crederanno che il vincitore iniziale sia quello definitivo, mentre
invece accadrà l’inverosimile. Il vincitore iniziale sarà
sconfitto. Per volere di Dio. “In extremis”. Le cose andranno
così: il Corpo mistico di
Cristo, assassinato dagli Ebrei alleati del Male, risusciterà allo
stesso modo che Gesù, suo Fondatore, è risuscitato dopo la sua
crocifissione. Allora inizierà il Regno
messianico, l’Era nuova, il Millennio
felice. (Ap 20, 1-6). Il Regno messianico avrà come
ministri molti Ebrei divenuti Cristiani per aver capito che non ha senso
aspettare un Messia che non sia Amore. Questa loro conversione alla legge
d’Amore predicata da Cristo li renderà definitivamente atti a
guidare le Nazioni. Per guidare le Nazioni è necessaria la giustizia,
che per funzionare ha bisogno a sua volta dell’Amore. Dio è
Amore. Gesù è Amore. La prova: Gesù ha talmente amato l’Umanità
che per essa si è lasciato immolare come un agnello. Un Messia che
arriva al punto di offrire la sua vita per amore delle persone amate è
sicuramente il vero Messia. Non è possibile che sia falso. [3] Conclusione: Gli
Ebrei hanno la precedenza sulle altre razze della Terra, non solo nel Bene ma
anche nel Male. [4]
Il re del Bene è Cristo, quello del Male è l’Anti-Cristo.
Gli Ebrei che scelgono di allearsi col Regno del Male lavoreranno come sempre
per l’Anti-Cristo, che farà di tutto per impedire che la
giustizia e la pace regnino sulla Terra. All’inizio sembrerà
vincitore, ma la sua vittoria sarà solo apparente, come quella di
Pirro, e servirà come un filtro purificatore che permetterà a
Dio di scegliere i suoi candidati all’Era nuova. [5] * * * Le principali fonti d’informazione di questo
libro sono le seguenti: 1) La Storia. 2) La Bibbia. (A. T. e N. T.). 3) Gli insegnamenti dei Papi di Roma. 4) Le testimonianze di persone celebri. 5)
I Profeti cristiani contemporanei. (Rivelazioni recenti). |
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A PROPOSITO DELL’AUTORE: Johannes De Parvulis è un ex-professore universitario (in pensione) a cui piace
tradurre da une lingua all’altra i libri che parlano di profezie,
soprattutto quelli dei Profeti cristiani contemporanei. Nel fare queste traduzioni gli capita spesso di
scoprire cose interessanti. Per dare ad altre persone scelte da Dio la
possibilità di beneficiare di queste sue scoperte, mette in ordine le
profezie tradotte, e compone un libro. Questa volta il libro ha per titolo: “Ascolta Israele”. (E-mail : parvulis@parvulis.com
) |
Dedica
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Dedico questo libro a una donna ebrea. Si chiama Myriam,
che vuol dire Maria. Non si tratta di un’ebrea qualsiasi, ma della
Madre di Cristo, il “Messia”. “Attraverso te, Maria di
Nazareth, amo tutti gli Ebrei del mondo. Ti offro le pagine di questo libro.
Aiuta le persone che le leggeranno a capirle per quello che sono: un atto di
fede, di speranza, e d’amore nei confronti di quel Popolo eminente del quale hai fatto parte vivendo in
terra. Dato che per volontà di Dio e
tua, la maternità che ora ti abbellisce e glorifica in cielo non si
limita agli Ebrei ma si estende a tutti i popoli della terra, ti chiedo di
intercedere presso tuo Figlio affinché in grazia di essa questo nostro
mondo, da secoli diviso, possa arrivare all’unità e alla pace
che ne consegue.” (Johannes De
Parvulis) |
Agli
Ebrei di buona volontà.
Quello che ho scritto in queste pagine riguarda la
tua eredità e il tuo destino prodigioso, ô Israele del mio cuore.
Conoscere se stessi è una cosa grande.
Conosci tu chi sei davanti a Dio, e davanti al resto dell’Umanità?
In queste pagine scoprirai una tua immagine, quella che da qualche anno il
Cielo mi offre mentre ti osservo alla luce della mia Fede cristiana.
I tuoi Figli, pur facendo tutti parte della
discendenza del grande giusto che è Abramo, sono ancora divisi in due
schiere opposte: giusti e ingiusti. Oggi vorrei parlarti con amore di questa
tua situazione. Sappi – anch’io te lo dico – che il tuo
destino è di guidare le Nazioni del mondo. Non come tu pensi a modo tuo,
ma come Dio pensa. Uno dei tuoi, chiamato Pietro, ha già conosciuto un
destino simile. Pietro era un povero pescatore ed è diventato Papa, il
primo della storia. Così avverrà anche di te. Farai da guida alle
Nazioni.
Ciò che ancora non sai è che per
guidare il mondo con giustizia bisogna essere vaccinati contro la
superbia, com’è accaduto a Pietro. La cosa è successa la
notte del suo rinnegamento. Dopo il fattaccio egli ha pianto il suo peccato con
vero dispiacere, e questo gli ha permesso di essere perdonato. In più,
le sue lacrime gli hanno permesso di essere vaccinato per tutta la vita contro
la superbia. (“Ô felix culpa”: Non tutto il male vien per nuocere).
Anche tu, se vuoi, sarai perdonato da Colui che hai
rinnegato e condannato a morire crocifisso. Coloro fra i tuoi che imiteranno
Pietro saranno perdonati e quindi chiamati a guidare le Nazioni, coloro invece
che imiteranno Giuda e lo faranno senza mai pentirsi, smisteranno ingenti
quantità di denaro in questo mondo, ma alla fine moriranno soli e
disperati com’è morto lui, Giuda.
Oggi il tuo Ebraismo è minacciato, il tuo
Messianismo è minacciato, il tuo Regno santo è minacciato,
ô Israele. Da dove viene la minaccia? Dalla divisione che mette i tuoi
Figli gli uni contro gli altri. Quelli tra voi che concepiscono
l’Ebraismo santamente sono perseguitati di nascosto da quelli che lo
concepiscono alla rovescia, svuotandolo della sua essenza divina, che è
la santità.
Vorrei dirti, ô Israele, che la lotta che i
tuoi Figli si fanno aumenta non solo le loro sofferenze ma anche quelle
dell’intera Umanità, che per varie ragioni vive nel vortice da
essi creato. [6] Il
risultato di questa lotta funesta (doppiamente funesta, perché occulta)
è che il Male trionfa ancora sul Bene. I Profeti cristiani contemporanei
mi assicurano tuttavia – e assicurano te, e ci assicurano tutti –
che il tempo del Male sta per finire, e che fra poco inizierà il tempo
del Bene. [7]
Israele
del mio cuore, se tu volessi darti la pena di leggere i messaggi scritti da
questi Profeti, tale lettura ti aiuterebbe a capire una cosa importante: che il
Governo mondiale è un falso Regno messianico. [8] Il
vero Regno messianico sarà instaurato dal Messia qualche anno più
tardi (circa 3½). Il nome del vero Messia è Gesù. [9]
È lo stesso Gesù che due mila anni fa ha sacrificato la sua vita
per redimere il mondo. Egli non verrà più in qualità di
Redentore, ma come Re, per presiedere alla nascita [10] del
suo Regno terrestre. Iniziata due mila anni fa, la gestazione di questo Regno
sta per arrivare a termine, il che significa che la sua nascita avverrà
nel tempo dell’attuale generazione.
Tutti i tuoi figli, ô Israele, sono stati
eletti da Dio alla santità, eppure presso di voi non mancano i
sostenitori del falso Regno messianico, a un punto tale che sembrano adesso la
maggioranza. [11]
Conclusione:
Il contenuto di queste pagine, ô Israele, dovrebbe permetterti di capire
che il Governo mondiale – che non è il Regno messianico –
servirà da crogiuolo (o filtro purificatore) agli eletti Ebrei e non
Ebrei, e che da tale crogiuolo emergerà un popolo estremamente
purificato, composto da persone alle quali Dio accorderà il privilegio
di partecipare alla vita del Regno messianico, [12] il
paradiso terrestre dell’Era nuova.
Johannes De Parvulis
INDICE DEI CAPITOLI
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A proposito di questo libro. A proposito dell’autore. Dedica. Agli Ebrei di buona
volontà. INDICE Introduzione EBREI, UN POPOLO “SUI GENERIS”. 1) - Regno
messianico contraffatto. 2) - La Scimmia
infernale: «Anch’io mi servirò degli Ebrei.» 3) - Gli Ebrei alleati
del Male. 4) - Gli Ebrei alleati
del Bene. 5) - Promessa
divina interpretata alla rovescia. Conseguenze. 6) - Forza misteriosa e “Protocolli”. 7) - L’opera
dei Farisei. 8) - Preludio
purificatore. 9) - Parusia intermedia e Regno messianico. 10) Le doglie del
Parto supremo. POTERE
MONDIALE, CHI LO VUOLE? 1 -.. Prima domanda: “Chi vuole
dominare la Terra?” 2 - “Nuovo
Ordine Mondiale”: dittatura?
3 - Illuminati + Massoni. (Mente + braccio).
4 - Terrorismo
oggi. (Da dove viene? Dove va?) 5 - Previsioni
logiche. 6 - Conclusioni. |
POTERE
MONDIALE, CHI LO MERITA? 1 -.. Seconda domanda: “Chi merita di dominare la
Terra?” 2 - “Novus Ordo Sæculorum”. 3 - Hitler,
occultismo, e “Protocolli”. 4 - “Israele”
contro Israele? 5 - Gli
Ebrei fedeli alla Torah dicono che
“Israele” (lo Stato d’Israele) è moralmente
illegittimo. 1 - Terza domanda: “A chi
sarà dato l’effettivo dominio della Terra”? 2 - Dio
ci svela i suoi progetti tramite i Profeti. 3 - Gesù
a Mgr Ottavio Michelini. 4 - La
Madonna a don Stefano Gobbi. 5 - Gesù
a Marie Sevray. 6 - Gesù
a Françoise. 7 - Gesù
a Maria Valtorta. 8 - Gesù
a JNSR. 9 - Gesù
a Luisa Piccarreta. 10 - Gesù
a Vassula Ryden. 1 - Dieci brani presi dal libro: “El Judio en el misterio de la historia”. 2 - Dieci brani riportati dal libro: “La Conjuration anti-chrétienne”. 3 - I figli d’Israele secondo l’opera di Maria Valtorta. |
1 - Leone
XIII e la Massoneria. (Enciclica: “Humanum Genus”) 2 - Origini
probabili della Massoneria.
3 - Mgr
Jouin e lo spirito massone. 1 - Sette
persone celebri si esprimono sugli Ebrei. 2 - Pio
XII e gli Ebrei. 3 - Testimonianza
di Joseph Lemann, un Ebreo convertito al cristianesimo. Il probabile
sistema monetario del Regno messianico: suo funzionamento. 1 - L’isola dei
naufraghi. Racconto. 2 - Spunti ricavati dal suddetto racconto. Enciclica sul pericolo di permettere agli Ebrei di vivere mischiati ai
Cristiani. (Benedetto XIV) Quattro
figure illustrative connesse col cap. 3, sez. n. 2. |
Introduzione
Le pagine di questo libro
descrivono la lotta che oggi infuria tra le forze del Bene e quelle del Male per
la conquista definitiva del diritto di regnare su tutti gli abitanti della
Terra. [13] Siamo tutti consapevoli
che alla fine il Bene trionferà, e che sulla Terra ci sarà un
nuovo Paradiso
terrestre, ma prima di arrivarci la Terra conoscerà una versione contraffatta
di questo Paradiso, la versione diabolica dell’Anti-Cristo: il Governo
mondiale.
Spiegazione
più dettagliata:
Il
ruolo degli Ebrei è sempre stato molto importante nella lotta che il
Bene e il Male si fanno sulla Terra, ma oggi – si direbbe – questo
ruolo risulta più importante di sempre. Tra i Farisei della Diaspora ebraica esistono una dozzina di famiglie
straricche e strapotenti i cui capi hanno deciso di instaurare sulla Terra un
loro proprio Regno messianico, [14]
cioè una loro versione di quel famoso Regno che Dio ha promesso a tutti i suoi eletti, e agli Ebrei
in particolare. [15] Questa versione precipitata del
Regno di Dio in Terra, frutto dell’impazienza di questo piccolo
gruppo di Ebrei elitisti, oggi
è chiamata “Governo mondiale” oppure “Nuovo Ordine Mondiale”. A questo
punto ci si domanda: Il “Governo mondiale” è o non è
quel Regno messianico che Dio ha promesso all’Umanità
tramite i suoi Profeti? La risposta è “no”. Non è
possibile che questo “Governo mondiale” sia il Regno di Dio
profetizzato nelle Scritture, perché il suo regime sociale, politico ed
economico non si appoggia sulla parola di Dio, che è quella della Torah
e della Bibbia, ma su di un libretto infame che ha per titolo: Protocolli dei Saggi di Sion. Dittatura,
tirannia, dispotismo, assolutismo. Il tutto su scala mondiale! [16]
Allora, se
questo regno non è il “Regno di Dio”, che
cos’è?
È la
sua contraffazione umano-diabolica. Un vero incubo. Per chi sa del regime
nazista e simili, quest’incubo non è il primo del genere, ma sarà
l’ultimo della serie, e anche il peggiore, perché condurrà
l’umanità sull’orlo dell’abisso. Risulta però
– lo affermano i Profeti cristiani contemporanei – che Dio interverrà in
ultima istanza per evitare che l’umanità precipiti
nell’auto-distruzione.
Questo
mondo nuovo voluto dall’uomo si
rivelerà un’immensa catastrofe, ma alla fine di tutto, quando Dio
interverrà per evitare il peggio, i superstiti si accorgeranno che la
suddetta catastrofe aveva anch’essa uno scopo: servire da filtro purificatore
al mondo nuovo voluto da Dio. [17] Tutto
ciò che accade sulla Terra ha uno scopo.
1) Regno messianico contraffatto.
Sappiamo
che i capi Farisei, la cui mentalità
è quella degli Ebrei elitisti,
vorrebbero che il loro Impero giudaico
universale (alias: Nuovo Ordine
Mondiale) fosse il Regno messianico, ma le numerose informazioni che
la provvidenza mette a nostra disposizione ci garantiscono che esso non
è il Regno messianico, ma una versione diabolica di tale Regno. Il vero Regno messianico non
darà mai la precedenza ai valori materiali, ma a quelli spirituali. [19] Le righe che seguono hanno per scopo di spiegare
questa affermazione.
2) La Scimmia infernale: « Anch’io
mi servirò degli Ebrei. »
Satana
è abituato a scimmiottare tutto quello che Dio fa, ma un giorno ne
appresi una di nuova. Appresi che al tempo di Abramo [20] egli si accorse che Dio voleva guarire l’Umanità tramite i
futuri discendenti del grande patriarca, e questo avrebbe liberato
l’Umanità da tutti i mali causati dal Peccato originale. Satana
pensò: «Se per portare al mondo la salvezza Dio vuole servirsi dei figli di Abramo,
segno è che questa gente è dotata di qualità eccezionali,
come quella che permette di fare da canale alle potenze soprannaturali. Se
così è – pensò Satana –essi faranno da
canale anche alla mia potenza soprannaturale. Anch’io li userò, ma
per il Male. Mi servirò di loro per portare al mondo la distruzione,
quella definitiva. » [21]
Questa
storia mi ha permesso di capire che gli Ebrei, che all’inizio erano stati
scelti da Dio per fare il Bene, sono poi stati scelti anche
dall’Avversario di Dio, che è Satana; e Satana non li ha scelti
come alleati per guarire l’Umanità, ma come complici per finire di
distruggerla. Dio non ha visto questo? … Sì, Dio ha visto tutto,
ma nella sua infinita sapienza ha deciso di non intervenire. Voleva che
l’uomo fosse libero di scegliere tra Lui e il suo Avversario, e per
questo ha permesso a Satana di avere anche lui le sue carte da giocare. Da
allora in poi, gli Ebrei che si mettono col demonio non obbediscono più
a Dio, ma al demonio. Da lui vengono poi ripagati con onori, ricchezze, potere
politico, potere economico, tutte cose terrene e transitorie. Egli non
può dare di più. Dio ha stabilito che le ricchezze non
transitorie, quelle eterne, siano riservate agli alleati suoi, non a quelli di
Satana.
3)
Gli Ebrei alleati del Male.
Questa
storia mi ha pure insegnato che l’ebraismo aveva in sè il profumo della
santità, all’inizio. Gli Ebrei erano stati scelti per aiutare Dio
a realizzare il famoso: Piano divino di Salvezza, ma quando Dio ha
permesso a Satana di servirsi anche lui del Popolo ebraico, una parte di questo
Popolo ha cominciato a corrompersi, come succede a un corpo sano aggredito
improvvisamente dalla cancrena. Poi la cancrena si è talmente allargata
che se oggi uno la guarda, si spaventa. [22] Se poi si mette a fissarla, al posto dell’Ebraismo finisce per
vedere un mostro, che per dire la verità assomiglia alla famosa “Bestia dell’Apocalisse”.
Persino
coloro che non badano a queste cose si sono accorti che negli ultimi secoli l’ebraismo cancrenoso si è sviluppato,
e sviluppato a un punto tale che una persona comune non riesce più a scorgerne
la parte sana, tutta coperta, quasi soffocata, dalla parte cancrenosa. Per
questa ragione le persone che credono ancora all’esistenza
dell’Ebraismo santo sono rare. Ma l’Ebraismo santo non ha mai
cessato di esistere, ed esisterà sempre. Quello cancrenoso invece
perirà, anche se oggi è grosso da far paura. [23]
4) Gli Ebrei
alleati del Bene.
Una lotta incessante sussiste tra
l’Ebraismo santo e quello non-santo, [24] come riflesso di quella che in tutto il mondo oppone il Bene al Male.
Se paragoniamo l’Ebraismo a
un albero, l’Ebraismo santo si riconosce osservando le sue radici, che
portano nomi come Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Davide, e contemplando
i frutti dei suoi rami, che sarebbero i santi del Nuovo Testamento, quelli che
hanno accettato di vivere secondo la Legge d’amore predicata da Cristo:
Maria di Nazareth, i santi Apostoli, eccetera. Gesù Cristo è il
divino Messia, l’Ebreo veridico per eccellenza. Come tale Gesù
potrebbe essere paragonato all’Albero nella parte chiamata
“tronco”.
Malgrado la grande ostilità
che gli Ebrei non santi esprimono nei confronti degli Ebrei santi e di quanti
li venerano, noi sappiamo che se nel mondo c’è ancora un po’
di vita, lo dobbiamo a questi santi perseguitati e a quanti li venerano. Se nei
secoli futuri la speranza e la vita continueranno ad esistere, sarà
ancora per merito di questi santi. L’Ebraismo vero è quello santo.
Esso non morirà mai, perché in esso circola una linfa che si
chiama coraggio, il coraggio d’amare.
5)
Promessa divina interpretata alla rovescia: conseguenze.
Che cos’è il Nuovo Ordine Mondiale ?
[25]
Chi
guarda con mente lucida il mondo attuale si accorge che coloro che spingono
questo progetto sono un esiguo numero di persone strapotenti e straricche, una
dozzina di capi-famiglia di razza ebraica. [26] Questi odierni Farisei si credono importanti perché si
considerano l’aristocrazia del Popolo ebraico, il popolo col quale Dio ha
fatto alleanza allo scopo di realizzare il suo Piano di Salvezza. Detto Piano
implica la creazione di quel famoso Regno
al quale gli antichi Profeti del Popolo ebraico hanno sempre attribuito le
tre caratteristiche seguenti: 1) origine divina, 2) imperituro, 3) universale
(ovvero a raggio mondiale). I capi farisei summenzionati, ansiosi di
accaparrarsi i privilegi che la promessa divina attribuisce all’insieme
del Popolo ebraico all’interno di questo Regno, hanno deciso di accelerare i tempi di Dio, e stanno adesso
organizzando un “Regno di
Dio” che purtroppo non ha nulla di divino. [27]
6) “Forza Misteriosa” e “Protocolli”.
I famosi “Protocolli dei Saggi di
Sion” non raccontano favole. Sono un
libretto di consigli destinati a servire da base teorica e pratica al Nuovo Ordine Mondiale. Alcuni li definiscono
“falsi”, come per dire che si tratta di pagine senza valore. Forse
è vero il contrario, perché gli effetti pratici di queste pagine
scritte si possono verificare ovunque; sono davanti agli occhi di tutti, il che
li rende perlomeno attuali. Secondo lo studioso
G. S. Lawrence, [28] il contenuto di queste pagine sarebbe stato concepito
nell’anno 43 dopo Cristo, a Gerusalemme, nel palazzo del re Erode Agrippa
I, colui che secondo gli Atti degli Apostoli fece imprigionare l’apostolo
Pietro e ammazzare l’apostolo Giacomo maggiore.
Questo
Erode Agrippa I, re degli Ebrei, aveva deciso di eliminare dal suo territorio
tutti i discepoli di quel famoso Nazareno che una decina d’anni prima era
morto crocifisso. Aveva notato che tali discepoli diventavano sempre più
numerosi, e temeva che il loro numero crescente potesse minacciare la sopravvivenza
del suo giudaismo personale. Come risposta aveva convocato a palazzo i
capi-famiglia di otto famiglie farisaiche, scelte tra le più influenti
del suo regno. Lo scopo di tale riunione era di concepire un programma
d’azione destinato a proteggere il loro “giudaismo”. Il
programma d’azione fu deciso, redatto, e ricopiato nove volte
affinché ognuno dei presenti potesse averne una copia. I nove astanti
approfittarono della circostanza per costituirsi in associazione, alla quale
diedero un nome, quello di: “Forza
Misteriosa”. Perché tale nome? Perché la cosa
più importante per questo gruppo era di rimanere un’organizzazione
segreta e anonima. In questo modo i discepoli del Nazareno si sarebbero potuti
eliminare senza destare sospetti, giacché l’azione distruttrice
prevista dal programma segreto sarebbe stata da tutti percepita come
proveniente dall’interno del gruppo perseguitato, non dall’esterno. [29]
Nell’anno
70 d. C. iniziò l’esilio degli Ebrei. Nonostante l’esilio,
due delle nove famiglie farisaiche fondatrici dell’Associazione “Forza Misteriosa” riuscirono a
trasmettersi il manoscritto dei Protocolli da una generazione
all’altra, fino all’epoca attuale. [30]
7)
L’opera dei Farisei.
Da chi
è formato il mostruoso corpo che permette allo spirito giudeo-farisaico
di agire nel mondo? È formato da Ebrei non-santi. Alla testa di detto corpo ci sono persone che per
mentalità assomigliano a quelle che Gesù chiamava “razza di
vipere”. [31] Questa razza – la razza farisaica – non è
scomparsa dalla faccia della terra. Lo conferma il fatto seguente: nel 1717 alcuni ebrei a mentalità farisaica si sono riuniti a
Londra, in Inghilterra, per rilanciare mondialmente il tremendo programma dei Protocolli.
[32]
Da
quel tempo sono trascorsi tre secoli, e sulla Terra è già tutto
pronto per dare ai suddetti Farisei la possibilità di impadronirsi del
potere mondiale. La preoccupazione principale di questi Farisei è di
controllare in maniera assoluta ogni cittadino, in quello che dovrà fare
e in quello che dovrà pensare. Il colmo è che a questo potere
ultra-dispotico gli agenti dei mass-media attuali, pagati per fare gli
interessi dei loro padroni, danno il nome lusinghiero di Nuovo Ordine Mondiale. Che bene potrà mai derivare da un
siffatto sistema governativo, che fin d’ora dimostra di essere bacato,
essendo frutto di un’interpretazione viziata delle promesse divine? [33]
8) Preludio purificatore.
“Quanto
tempo durerà la tragica avventura del Governo mondiale?”
Molti si fanno questa domanda, aggiungendo con ansia: “Ma
è vero che Dio interverrà in
extremis per annientare l’opera assurda dei Farisei?” A queste
due domande prendo il rischio di rispondere nel modo seguente:
« Diversi Profeti cristiani contemporanei affermano – alla stregua
di S. Paolo – che la generale conversione del Popolo ebraico alla legge
d’amore predicata da Cristo, trasformerà in Paradiso terrestre
l’inferno creato nel mondo dalle caste presuntuose di detto Popolo. [34] Questo significa che il nostro mondo sarà rimesso a nuovo, non da un gruppetto di Ebrei crudeli e superbi, ma grazie alla misericordia di Dio.
Sappiamo – tramite i Profeti – che l’uomo non sarà
salvato dall’uomo, ma da Dio, che nella circostanza interverrà un
solo istante prima che si produca la nostra auto-distruzione. [35]
L’immane catastrofe contribuirà
comunque a far avanzare il Piano divino. Sappiamo, infatti, che
l’avvento della Nuova Creazione [36] necessita un preludio
purificatore di grande ampiezza, un’ampiezza mai vista in precedenza, e
che mai riapparirà in futuro. »
9) Parusia intermedia
e Regno messianico.
Il Regno messianico è il mondo attuale rimesso a nuovo. Non dagli uomini, ma
da Dio. Questo Regno messianico corrisponde al Regno di Dio in Terra, e la sua grandiosa inaugurazione
coinciderà con la Parusia intermedia, la seconda delle tre Parusie previste dal Piano divino di Salvezza. [37] È
importante sapere che detto Piano prevede
tre Parusie: la prima è quella avvenuta due mila anni fa, la
seconda è quella che sta per sopravvenire nel tempo attuale, la terza
è quella della Fine del Mondo. Scopo della prima fu la Redenzione
del mondo, scopo della seconda è l’instaurazione sulla Terra del Regno
messianico, scopo della terza sarà il Giudizio Universale.
Di
queste tre Parusie, la seconda, che è imminente,
servirà a Gesù per inaugurare il suo Regno messianico. Profeti degni di fede ripetono da anni che detta Parusia è imminente perché l’Umanità
è arrivata all’inizio del suo settimo millennio di esistenza, e
che nel Piano di Dio questo millennio equivale alla nostra domenica,
giorno di santificazione, e di riposo. Se così è –
com’è logico che sia, e come io penso che sia effettivamente
– tra poco assisteremo al ritorno di Cristo Gesù, lo stesso
Gesù che due mila anni fa fu rigettato dai suoi connazionali, e che
molti Ebrei e pseudo-cristiani continuano a rigettare anche oggi. I medesimi
Profeti aggiungono che questa Parusia
intermedia non avrà il carattere umile della prima, ma che
sarà grandiosa, gloriosa, regale, degna di coincidere con
l’inaugurazione del Regno di Dio
in Terra, il Regno messianico. In
questa stessa occasione – dicono i Profeti – l’Umanità
sarà rimessa a nuovo e gratificata di nuovi Cieli e di una nuova
Terra.
10) Le doglie del Parto supremo.
Non
si tratta di un parto qualsiasi, ma di quello che darà al mondo il Regno
messianico. Il Regno messianico è come un infante
che sta per nascere e che la famiglia aspetta con ansia. In questo momento i
membri della nostra Famiglia umana, quelli che sono in stato di veglia, lo
aspettano con trepidazione. Sanno che deve arrivare: adesso … domani
… tra poco. Sanno pure che da quando esiste il Peccato originale le madri
degli uomini sono condannate a partorire nel dolore, ma che i dolori del parto
sono presto seguiti da una grandissima gioia, che è quella di vedere che
la vita continua nella famiglia.
L’Universo
è come una madre, e forse è per
questo che talvolta viene chiamato “Madre Natura’’! È
vero che “Madre Natura’’,
cioè l’Universo, soffre quando “il bambino’’ che
ha nel seno spinge per venire al mondo? Certo che soffre! E i suoi dolori sono
di portata universale. Questo paragone è per farci capire che il parto
che l’universo nostro sta per avere, quello del Regno messianico,
comporta dei dolori che sono universali. Qui mi chiedo: i dolori
“universali’’ che l’Umanità sta per avere
saranno forse seguiti da una gioia altrettanto “universale’’
quando il Regno di Cristo sarà
nato? Certo! Così avverrà sicuramente. E le persone che
già sognano d’entrare in questo Regno di felicità dovrebbero
cominciare a prepararsi all’istante, poiché esso inizierà
fra poco, subito dopo la Purificazione
che la Terra subirà sotto la ferula dell’Impero giudaico
universale, l’orribile dittatura che vorrà condannarci a
prendere in noi il Marchio della Bestia
apocalittica, quello della schiavitù:
il 666.
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"micro-CHIP"
ELETTRONICO Fra non molto, l’acquistare e il
vendere diventerà impossibile per coloro che rifiuteranno di integrare
questo tipo di "micro-chip" nella loro pelle. Ma molte persone
l’accetteranno, e facendo questo saranno controllate in tutto, anche
nella volontà. Il fenomeno si produce per mezzo delle onde magnetiche.
Tramite i suoi Profeti, Dio ci avverte di non accettare il
"micro-chip", perché chi lo accetta rinuncia ipso facto alla sua libertà
umana e alla sua dignità di Figlio di Dio. |
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Ora sappiamo a che attenerci. Essendo ogni parto
preceduto da dolori, quelli tipici ad ogni specie, è possibile che i
dolori del grandioso e nobilissimo Parto che sta per avvenire siano di una
intensità mai vista. Ma dato che Dio li permette, un motivo che li renda
plausibili c’è sicuramente. La loro ragion d’essere, secondo
me, è quella di dare agli invitati alle Nozze della parabola evangelica
la possibilità di guadagnarsi “l’Abito nuziale”, e con
onore!
– II –
POTERE MONDIALE, CHI AMBISCE AVERLO?
1) – Prima domanda: “Chi vuole dominare la Terra?”
Queste
pagine mostrano la lotta che infuria tra il Bene e il Male per il controllo del
mondo nel quale viviamo. Dio e Satana se ne contestano
la reggenza. Dio ci propone la sua con amore e nel rispetto della nostra
libertà, Satana invece tenta di imporci la sua attraverso trucchi e
sotterfugi di ogni genere, senza amore, ma con odio, frutto della sua invidia. [38] I
Profeti cristiani contemporanei dicono che questa antica lotta sta per
concludersi. Se è vero, avremo fra poco un dominatore unico sulla Terra:
Dio oppure Satana.
Dio e Satana usano le
forze di cui dispongono, ma su di Satana pesa già una condanna, quella
di non poter dominare il mondo in modo definitivo. Il Male non ha diritto di
prevalere sul Bene, eccetto là dove Dio lo permette in maniera
provvisoria, quel tanto che basta per verificare la fedeltà dei suoi
umili servitori. Fra poco le forze del Male saranno quindi sconfitte, e Dio
sarà proclamato Re del mondo nella persona di Cristo.
Mentre noi tutti aspettiamo l’arrivo di questo giorno benedetto,
è facile notare che più esso si avvicina, più i
combattimenti tra Dio e Satana diventano violenti, feroci, radicali, e non
solamente nella realtà invisibile ma anche in quella visibile. È
dunque arrivato il tempo che io condivida con voi, se la cosa v’interessa,
le informazioni che la Provvidenza ha messo a mia disposizione a proposito di
questo combattimento. Le informazioni e le rivelazioni che qui sono offerte
rispettano la Rivelazione cattolica tradizionale, essendo essenzialmente
fondate sugli insegnamenti dei Papi e su quelle dei Profeti cristiani
contemporanei.
2) – Dittatura "illuministica".
La reazione del lettore potrebbe essere: «Conosco la dittatura franchista, quella fascista, quella
nazista, ma questa dittatura
‘illuministica’ non so proprio che cosa sia... nè da dove
venga. » Rispondo subito. Il termine ‘illuministico’
è nuovo, ma la realtà che esprime è concreta e attuale. La
spiegazione è la seguente: lo scrittore americano David Icke [39] dichiara che il terrorismo che infuria oggi
è una creazione degli Illuminati, un pugno d’individui che
da secoli si trasmettono di generazione in generazione un progetto di dominio
mondiale. [40] Gli attacchi dell’11 settembre 2001
sarebbero stati pensati e segretamente finanziati da loro. Essi avrebbero in
mente di distruggere l’attuale sistema mondiale per mettere al posto suo
il Nuovo Ordine Mondiale. Anche se il titolo sembra attraente, questo nuovo
“ordine” avrebbe come scopo di assicurare ai suoi ideatori un
potere politico e finanziario assoluto. La dittatura ‘illuministica’,
quindi, altro non è che la dittatura degli Illuminati, o che si considerano tali. [41]
Se quanto dice David Icke è vero, il nostro mondo sta per essere
catapultato in un regime dittatoriale spaventoso. Se i fatti che riporta sono
veri, è in gioco la vita di tutti, quella dell’intero Pianeta.
3) – Illuminati +
Massoni. (Mente + braccio operativo).
Nel nostro corpo umano il cervello e le braccia non hanno la stessa
funzione. Icke ci fa capire che nel nostro mondo gli Illuminati fungono
da cervello e i massoni da braccio operativo. Gli Illuminati
– che fungono da cervello – per manipolare le popolazioni mondiali
si servono del braccio operativo, i massoni. Per fare il lavoro, gli strumenti
utilizzati sono soprattutto i mass-media e il sistema bancario. Controllando i
mass-media, si controllano le opinioni, le idee, i pensieri, e controllando la
circolazione dei soldi si controlla la vitalità di tutta
l’économia mondiale. (Questa dipende dalla circolazione dei soldi
come l’energia vitale del nostro corpo dipende dalla circolazione del
sangue).
Icke dice che gli Illuminati
non si fanno vedere in pubblico. Si tengono nascosti come fanno i burattinai
che tirano le fila delle loro marionette da dietro le quinte. (Il fatto di non
essere visibili agli occhi delle masse fa sì che parecchia gente sia
convinta che essi non esistano). È importante sapere che un membro della
Massoneria non sa mai con precisione da chi proviene l’ordine al quale
obbedisce; [42] sa soltanto che il rifiuto di obbedire comporterebbe per lui gravi
scompensi. In certi casi il massone paga con la vita il suo rifiuto di
obbedire. [43]
A differenza degli Illuminati
il cui numero è molto ristretto, Icke afferma che i Massoni si contano a milioni, e che sono presenti
in tutti i paesi del mondo e in tutti i ceti sociali, persino in seno
all’alto e al basso clero cattolico. (Questa situazione offrirebbe agli Illuminati
la possibilità di condurre gli avvenimenti mondiali a loro piacimento, a
un punto tale che essi sono in grado di prevedere il risultato delle loro
operazioni prima ancora che queste siano ufficialmente lanciate). Nel caso
delle torri gemelle di New York, questi “burattinai” si sarebbero
serviti dell’odio che una parte del mondo arabo nutre nei riguardi degli
Americani, per infliggere all’America gli attacchi terroristici
dell’11 settembre 2001. Subito dopo si sarebbero serviti del patriottismo
esacerbato degli Americani stessi per scatenare un contrattacco a largo raggio.
Ciò ha generato la crisi attuale.
Se David Icke è nella verità, la presente situazione
mondiale è quanto gli Illuminati si proponevano di realizzare fin
dall’inizio. E la storia non finisce qui: la guerra continua, anzi... si
allarga.
4) – Terrorismo odierno. (Da dove viene? Dove va?)
Gli amici di Oussama Ben Laden, coscienti o no di essere delle
marionette manipolate (dagli Illuminati), [44] agli occhi del mondo sono coloro che l’11
settembre hanno attaccato per primi. In questo modo hanno permesso ai
contrattaccanti Americani di giustificare agli occhi del mondo la reazione
bellica che quasi subito è scattata contro di loro, da tutti considerati
come “aggressori”. A questo punto mi chiedo: è vero che gli
avvenimenti dell’11 settembre sarebbero stati voluti dai “burattinai”
allo scopo di provocare questa reazione bellica americana? Se la risposta
è affermativa, sia gli Arabi sia gli Americani sarebbero degli egregi
burattini segretamente manipolati da un potere nascosto, quello degli Illuminati.
Icke dice che gli Illuminati sono ansiosi di dominare il mondo.
Il motivo è che essi sono Ebrei, e che gli Ebrei avrebbero ereditato
questo diritto da Dio stesso. La cosa non è del tutto priva di
fondamento. Le Scritture parlano di un mondo che Dio vuole salvare tramite gli
Ebrei, ai quali poi verrebbe affidato il compito di guidarlo con giustizia; ma
se l’Ebreo che legge la Scrittura lo fa con spirito farisaico, la
Scrittura è inevitabilmente interpretata alla rovescia. [45]
Icke afferma che le atrocità dell’11 settembre 2001 sono
solo la prima fase del piano concepito dagli Illuminati per giungere al
dominio della Terra. Durante la prossima fase, dice Icke, la manipolazione
sarà fatta a tutti i livelli – mentale, emozionale, fisico –
per obbligare le popolazioni della Terra ad accettare l’idea di una terza
guerra mondiale, cosa che alcuni finiranno per reclamare a gran voce.
Icke sostiene che le popolazioni della terra non si rendono conto del
machiavellismo che si nasconde dietro questo progetto. Sono vittime di un
lavaggio di cervello che i mass-media, soprattutto la televisione,
somministrano quotidianamente a tutta la gente. La manipolazione degli Illuminati
è così efficace, dice Icke, che la maggior parte degli
occidentali sono convinti che la lotta contro il terrorismo sia una cosa
necessaria, nobile, sacra! [46]
Se Icke vede giusto, lo scopo dei contrattacchi USA-NATO-UK contro i
talebani dell’Afghanistan e contro l’Irak di Saddam Hussein non
è tanto di catturare Oussama Ben Laden o Saddam Hussein, come di
precipitare la Terra nel caos. Questo caos è percepito dagli Illuminati come necessario alla nascita
del Nuovo Ordine Mondiale,
perché il vuoto provocato dal crollo del sistema attuale permetterebbe
agli Illuminati di imporre ovunque, e con più facilità, la
loro dittatura.
5) - Previsioni logiche.
Gli occidentali, quasi tutti, pensano che queste cose siano troppo
assurde per potersi avverare. Anch’io la pensavo così, ma non
più. Ora penso che se le popolazioni della terra dovessero sentirsi
seriamente minacciate nella loro sicurezza, e che il Governo mondiale ne approfittasse per presentarsi come
l’unico capace di dare sicurezza (eliminando il terrorismo e la guerra
generalizzata), le suddette popolazioni finirebbero per accettare l’idea
di un Governo mondiale. L’uomo
ha bisogno di sicurezza, la cerca come l’aria che respira; salvo che
… se un giorno il Governo mondiale
diventasse veramente effettivo, le previsioni di David Icke diventerebbero
tutte possibili.
Icke è d’avviso che i popoli della terra, a cominciare
dagli Americani, dovrebbero rifiutare il lavaggio di cervello che i mass-media
applicano loro di continuo. Si tratta, dice, di una manipolazione psichica
collettiva concepita dagli Illuminati per spingere il mondo ad accettare
la loro prossima dittatura. La suddetta manipolazione è mantenuta in
funzione dalla Massoneria, i cui membri, come si sa, diventano complici
di tutto questo male tramite la loro cieca ubbidienza, cieca perché
interessata.
Anche se queste cose sembrano complesse, alla base sono semplici, e
potrebbero essere sintetizzate nel modo seguente. Alcuni capi invisibili [gli Illuminati]
finanziano segretamente dei capi visibili [i Massoni] [47] affinché questi si servano del
terrorismo per distruggere l’ordine mondiale attuale. Scopo ultimo:
rimpiazzare l’ordine mondiale attuale con un “ordine”
mondiale nuovo, quello concepito dai capi invisibili [gli Illuminati], che come motto si sono scelti l’espressione
latina “Chaos ex
ordo”. [48]
Se ciò è vero, il responsabile numero uno delle
distruzioni dell’11 settembre 2001 non è più il
kamikaze arabo, ma l’Illuminato ebreo. Quest’ultimo si
sarebbe servito dell’odio mortale che certi arabi nutrono nei confronti
degli Americani, e del patriottismo ferito di quest’ultimi, per seminare
distruzione e panico a livello mondiale. [49]
Myron Fagan dice che la prima guerra
mondiale, la seconda, e la terza (che sta per venire), fanno parte di un piano
che Albert Pike avrebbe formulato più di un secolo fa ad uso degli Illuminati. Nel disegno di Albert Pike
ognuna di queste tre guerre possiede un suo obiettivo particolare. Albert Pike
ha detto:
«La prima guerra mondiale
avrà per scopo di eliminare il regime degli zar di Russia, e di
trasformare la Russia in una roccaforte del comunismo ateo. Le discordie che i
nostri agenti (gli agenti degli Illuminati.
ndr) faranno nascere tra impero tedesco e impero britannico serviranno a
fomentare questa guerra. A guerra finita, il comunismo ateo dovrà essere
impiantato allo scopo di essere poi utilizzato per distruggere altri governi, e
indebolire le religioni.
La seconda guerra mondiale avrà per scopo di permettere al comunismo
internazionale di espandersi fino ad uguagliare in potere i paesi cristiani. Il
miglior modo per raggiungere detto obiettivo sarà di utilizzare
l’opposizione tra fascisti e sionisti politici (sostenitori politici
dello stato dell’Israele). In seguito il comunismo internazionale
sarà mantenuto sotto controllo fino al cataclisma sociale previsto per
la fine.
La terza guerra mondiale dovrà essere fomentata
utilizzando l’opposizione che già esiste tra musulmani da un lato
e sionisti politici dall’altro. Questa guerra dovrà essere
condotta in modo tale che Islam e Israele si distruggano a vicenda, mentre le
altre nazioni saranno obbligate a partecipare alla guerra scegliendo
l’uno o l’altro dei due campi. Essendo divisi su questa questione,
i Paesi del mondo dovranno lottare gli uni contro gli altri fino allo
sfinimento, che dovrà essere fisico, mentale, spirituale, ed economico,
cioè totale. Allora tutto sarà pronto per il lancio del Governo mondiale. » [50]
6) – Conclusioni.
A mano a mano che i conflitti s’intensificano come conseguenza di
queste rappresaglie e contro-rappresaglie, le Nazioni del mondo finiranno per
lasciarsi convincere che la sicurezza è nel Governo mondiale. I vantaggi offerti dal Governo mondiale saranno falsi ma verranno presentati come veri.
Sarà creato un sistema di polizia unico, instaurata una moneta unica,
imposto a tutti un sistema di controllo unico. Per vendere e comprare
sarà necessario avere la pulce elettronica sotto la pelle, come
già profetizzato in Ap 13, 17. Chi rifiuterà la pulce elettronica sarà costretto a vivere
nel nascondimento. Tra i “ricalcitranti” ce ne saranno diversi che
la polizia mondiale arresterà col pretesto del terrorismo potenziale. [51]
Ecco ciò che l’Inferno sta preparando alla Terra tramite
gli Illuminati. Icke sostiene che gli Illuminati riusciranno a sottomettere l’intera Umanità
e a portarla in breve tempo sull’orlo dell’abisso. Per salvare
l’Uomo dall’auto-distruzione sarà necessario che Dio intervenga
direttamente ancora una volta, la terza.
- III -
POTERE MONDIALE, CHI LO MERITA?
1) – Seconda domanda: “Chi merita di dominare la Terra?”.
La
Chiesa crede, e noi con lei, che Dio soltanto meriti di regnare
sull’umanità. Da questo credo nasce la certezza cristiana che il
Bene prevarrà sul Male, non solo in cielo ma anche in terra. Tuttavia la
lotta persiste, anzi … oggi sembra più furiosa di sempre anche
perché è vicina la sua conclusione. In questa lotta le armi per
attaccare o difendersi sono anche i libri, e tra questi ce n’è uno
intitolato: Protocolli dei Saggi di Sion. Esso insegna ciò che bisogna fare per giungere al
controllo mondiale. I suoi autori – che sono Ebrei dalla mentalità
elitista – non lo vogliono riconoscere, e pagano degli
"esperti" affinché lo definiscano "un falso".
È evidente che questo libro mette in imbarazzo coloro che in sua
presenza si sentono smascherati. Alle volte la polemica è talmente viva,
che uno finisce per pensare che non esista al mondo un libro più
contestato di questo. [52]
Il contenuto dei “Protocolli”: Per fare un esempio, le pagine di questo documento spiegano che se un
gruppo di persone vuole intervenire all’interno di una nazione o di una
zona prescelta, allo scopo di farvi regnare i propri interessi, occorre che
l’operazione di intervento abbia per base un motivo giudicato valido
dall’opinione pubblica. Se il motivo non esiste bisogna crearlo
artificialmente. Come? Il modo migliore, il più efficace, consiste nel
fomentare disordini all’interno della regione prescelta. Senza questa azione preventiva sarebbe
impossibile giustificare agli occhi del mondo un intervento diretto destinato a
‘sistemare’ gli affari degli altri, e con di più sul loro
stesso territorio. Vi si legge pure che per proteggere la vita è
necessario all’occorrenza saper infliggere la morte (di preferenza ai
più deboli), e che i disordini provocati deliberatamente sono necessari
se risulta che ci sia un ordine “superiore” che meriti la
precedenza.
Il
numero degli articoli “protocollari” è di 24. Gli esempi qui
sotto citati hanno per scopo di mostrare al lettore quali sono i metodi che
detto libro prevede per far cadere una nazione. La lettura completa del libro
spiegherebbe ancora meglio il perché dei disordini che fanno tanto
soffrire il mondo attuale. [53]
Il primo articolo “protocollare” spiega
l’importanza di controllare la produzione dei soldi di una nazione per
arrivare al controllo intero di tale nazione.
Il secondo articolo sottolinea la necessità di
controllare la stampa.
Il terzo articolo insegna i trucchi e le strategie che
permettono di prendere in mano le redini del potere in modo progressivo.
Il quarto articolo parla della necessità di far diminuire
la fede che il popolo ripone in Dio: il popolo ha bisogno di noi uomini, non di
Dio.
Il quinto articolo dice che all’occorrenza bisogna saper provocare
artificialmente la confusione. Per esempio: “...Per
impadronirci dell’opinione pubblica dobbiamo creare l’imbarazzo
generale. Questo si ottiene facendo uscire opinioni contraddittorie da tutti i
lati. Le opinioni contraddittorie devono essere numerose, e mostrate a lungo,
quanto basta per far perdere la testa ai ‘Goym’. Questi devono
sentirsi come in un labirinto, e concludere che la cosa migliore per loro
è di rimanere senza opinione in politica.”
Il sesto articolo mostra la necessità di creare il
desiderio del lusso e delle comodità nell’uomo comune.
Il settimo articolo spiega come procedere per guadagnare il
controllo dei governi nazionali.
L’ottavo articolo mostra in
che modo si devono addestrare e controllare i presidenti e i capi delle
nazioni.
Il nono articolo
mostra il vantaggio che c’è a sfruttare le debolezze umane per
arrivare a un super Governo internazionale. Dice: “E le armi a nostra disposizione sono le ambizioni illimitate, le
bramosie ardenti, l’istinto di vendetta implacabile, l’odio, la
malizia. Siamo noi che controlliamo il terrore che tutto sommerge. Nei nostri
servizi abbiamo persone di tutte le opinioni, di tutte le dottrine, abbiamo i
nostalgici della monarchia, i demagoghi, i socialisti, i comunisti, e abbiamo i
sognatori, fabbricanti di utopie di ogni genere. Sono tutti all’opera:
Ognuno di loro agisce a nome proprio, con l’idea di sbarazzarsi al
più presto di quanto rimane di autorità legittima. Ognuno si
sforza di rovesciare l’ordine stabilito. A causa di questi atti
sovversivi tutti gli stati sono nell’angoscia. I loro governi invitano
alla pace, e pur di avere un po’ di pace e di tranquillità
sacrificherebbero tutto, ma noi non daremo loro pace finché non
riconosceranno apertamente il nostro super Governo internazionale, e con
sottomissione.”
Le
espressioni citate dimostrano che il testo dei “Protocolli” è stato preparato da un pugno di
Farisei, che sono Ebrei dalla mentalità elitista. Il Governo mondiale da
essi agognato non preconizza la libertà per tutti ma solo per i
dominatori. [54] Siccome i dominatori vogliono essere loro,
hanno deciso che per adesso è preferibile che nessuno conosca la loro
identità. Come risultato, molta gente pensa che essi non abbiano mai
esistito. [55]
2) – “Novus Ordo Sæculorum”.
L’immagine
esoterica qui riportata viene chiamata in inglese The great Seal. Si
trova sul retro del dollaro americano, ma pochi sanno ciò che significa,
e più nessuno ci fa attenzione.
|
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Questa immagine esoterica, chiamata
“The Great Seal” (Il grande sigillo) si trova al rovescio del
dollaro americano. L’anno MDCCLXXVI (1776) che appare inciso alla base della piramide,
fa riferimento all’indipendenza americana, ma anche alla data di
fondazione degli Illuminati da
parte di Weishaupt (1 maggio 1776). La Rivoluzione francese esploderà
tredici anni dopo questa data. Annuit coeptis Novus Ordo Sæculorum →
Traduzione letterale: Il Nuovo Ordine dei Secoli ha annuito ai suoi
partigiani in segno di conferma. → Traduzione libera: Il Nuovo Ordine
Mondiale ha dato ai suoi partigiani un segno di conferma. |
Il
"Nuovo Ordine Mondiale" (ovvero: Novus Ordo Sæculorum) pubblicizzato
dal dollaro americano sarebbe un qualcosa di artificiale, deciso in privato da
questo gruppetto di Ebrei, gli Illuminati, persone convinte che la sola
razza capace e degna di condurre gli affari della terra è la loro.
Questa loro convinzione sarebbe il risultato di una falsa interpretazione delle
Scritture sacre, le quali promettono ai figli d’Israele la guida
(spirituale) del mondo futuro. La promessa c’è, ma ha un senso
opposto a quello che gli viene solitamente attribuito dallo spirito farisaico. [56] La spiegazione è triplice.
Primo: Il linguaggio delle Scritture
è essenzialmente spirituale, non materiale. Il ruolo di guida delle
Nazioni che Dio promette agli Ebrei non è lo stesso se viene
interpretato in senso materiale anziché spirituale. Gli Ebrei elitisti
lo interpretano in senso materiale, allorché Dio si esprime in senso
spirituale. Secondo: il discorso delle Scritture sacre non
è rivolto a una dozzina di famiglie ebraiche
isolate ma a tutto il Popolo ebraico, cioè all’insieme degli Ebrei.
[57] Terzo: L’uomo non deve rubare a Dio assolutamente nulla, ma
aspettare che Dio stesso elargisca i doni che ha deciso di concedere. Il
prestigio del Popolo ebraico sarà accordato agli Ebrei su iniziativa
divina, non su iniziativa umana, e quando Dio lo vorrà, non quando
l’uomo lo vorrà. [58]
I
tre concetti appena enunciati sono di capitale importanza, per cui sono stati
illustrati con delle immagini accompagnate da commenti. Immagini e commenti si
trovano a fine libro, nelle quattro tabelle dell’annesso n. 2.
3) – Hitler, occultismo, e “Protocolli”.
Chi
è Adolf Hitler, a prescindere da quello che di lui già sappiamo
dai libri di storia? Si dice che Pio XII tentò di esorcizzarlo a
distanza, convinto che fosse posseduto dal demonio. Esistono prove che Pio XII
non era unico a pensarla in questo modo. Il generale Alexander von
Faikenhausen, comandante delle truppe tedesche stanziate in Belgio dal 1940 al
1944, non credeva troppo ai pregi del nazismo, e più di una volta
confidò i suoi dubbi a Leopoldo III, re del Belgio. Il monarca belga
rispose al generale che prima ancora che scoppiasse la guerra gli era capitato
una volta di incontrare Hitler nella città di Berchtesgaden. E parlando
sempre di Hitler raccontò al generale il fatto seguente: “Fui impressionato dal suo sguardo, in
netto contrasto col fisico insignificante del personaggio. Sembrava che fosse
abitato da uno spirito che non era il suo. In certi momenti sembrava vuoto del
tutto, e assente. Poi sembrava ritornare alla vita solo perché il suo
doppione lo riprendeva in mano. Ma non era lui veramente. Lui è un
essere senza importanza, una nullità quasi assoluta”.
Oltre
a questo episodio, c’è anche quello del sacerdote cattolico della
città di Schonstatt, che un giorno si trovò in mezzo alla folla,
a qualche metro da Hitler. Il sacerdote aveva in tasca un flaconcino
d’acqua benedetta, e data l’occasione volle usarla discretamente in
direzione di Hitler, recitando una formula di esorcismo. La reazione di Hitler
fu immediata. Cominciò ad agitarsi e a guardare attorno in modo strano,
allucinato, come se avesse voluto proteggersi da un’oscura minaccia.
Per quanto riguarda i Protocolli,
Hitler ha finito per considerarli uno specchio della mentalità ebraica
in generale. Nel suo Mein Kampf dichiara: “Ciò che
numerosi ebrei fanno forse inconsapevolmente si trova sistematicamente esposto
nei ‘Protocolli dei Saggi di Sion’. Poco importa di sapere quale
cervello ebraico sia l’autore di queste rivelazioni. Ciò che conta
è che i Protocolli rivelano la natura e le attività degli ebrei,
e lo fanno in modo irrefutabile, descrivendo molto bene la loro logica
interiore e i loro scopi finali”.
L’autore
Ildebrando Santangelo, nel suo libro L’ultima battaglia, dice che
Hitler scelse di annientare gli Ebrei quando scoprì le smisurate
ambizioni ebraiche rivelate dai Protocolli. Dato che gli autori dei
suddetti Protocolli sono Ebrei, e che un Ebreo si considera di norma un
prescelto da Dio al dominio della Terra, tra il Führer tedesco e gli Ebrei
fu la guerra aperta. Apparentemente Hitler era convinto che gli Ebrei fossero
tutti complici dei presunti autori dei Protocolli, i quali, lui pensava,
volevano dominare il mondo al posto suo, al posto della razza ariana. [59]
Accanto a questa prima tesi ce n’è pure un’altra,
secondo la quale il nazismo e il Führer
sarebbero stati “creati” da un minuscolo gruppo di Ebrei elitisti a
mentalità farisaica, banchieri di professione, persone convinte di
essere tra le più sagge ed illuminate del Globo. Sono loro che avrebbero
fatto il necessario per trasformare il caporale Adolf Hitler da persona
ultra-mediocre in un grande Führer.
Secondo questa tesi Hitler
si rese reperibile perché era un appassionato di occultismo. Gli piacevano le sedute
spiritiche e i riti satanici.
Queste cerimonie erano frequentate da persone di vario genere, Ebrei compresi.
Il caporale Hitler fu intercettato, motivato, “educato”,
“invasato”, e poi manipolato come una marionetta. Da chi? I banchieri ebraici
che lo hanno intercettato, motivato, “educato”,
“invasato”, e poi aiutato a scavalcare à tutta
velocità i gradini del potere, e che in seguito lo hanno finanziato allo
scopo di servirsi di lui per i loro interessi, sono rimasti sempre
nell’ombra, nascosti dietro emissari pagati per eseguire i loro ordini.
Questi banchieri, esperti sicuramente di occultismo, avrebbero agito in questo
modo per far scoppiare la seconda guerra mondiale, suscettibile di incrementare
all’estremo il commercio delle armi, fonte principale dei loro
strabilianti profitti. Oggi i figli o i nipoti di questi banchieri utilizzano la
loro potenza finanziaria per convincere il mondo, tramite i mass-média
di cui hanno il monopolio, che sono i Romani che hanno crocifisso Cristo, e non
i loro padri, che è stato Hitler ad eliminare sei milioni di Ebrei
innocenti e non i capitali che gli sono stati forniti affinché questo
grande sacrificio d’olocausto fosse messo ad esecuzione, e che la terza
guerra mondiale, che dovrà distruggere tutto per aprire la via al Governo mondiale (alias : Impero Giudaico Universale), è
l’opera di fantomatici terroristi. [60]
È
possibile che le due tesi suddette si completino a vicenda. Al lettore di
giudicare. Quando i finanzieri ebraici trasmisero le loro
allettanti proposte al “grande
prescelto” (Hitler), lo spirito alieno dell’ex-caporale [61] fu pronto ad accoglierle, tanto più che l’oro che le
accompagnava rendeva immediatamente realizzabile ogni progetto, sia politico
che razziale. [62]
4) – “Israele” contro Israele?
“Israele”
è uno stato politico, mentre Israele (scritto senza le virgolette)
è una famiglia di anime elette, una famiglia grande quanto lo può
essere il Popolo eletto nel suo insieme.
La
storia sacra dimostra che una lotta incessante sussiste tra Ismaele e Isacco,
tra Esaù e Giacobbe, tra Giuseppe e i suoi fratelli, tra Erode e i santi
Innocenti di Betlemme, tra Erode Antipas e il Battista, tra il Sinedrio e
Cristo, tra S. Stefano e i suoi lapidatori, tra gli Ebrei martirizzati per
Cristo ed i loro esecutori, tra l’apostolo Paolo e i suoi ex-correligionari,
tra la mentalità di Yitzhak Rabin e quella di Yigal Amir, suo assassino
... Di fronte a questi esempi qualcuno forse
dirà, magari a titolo di commento personale, che quando si tratta di
nuocersi reciprocamente e di ammazzarsi gli uni gli altri gli Ebrei sono capaci
di fare come tutti. Che sia vero che gli Ebrei sono capaci di nuocersi, di
ammazzarsi, di vendersi gli uni gli altri? Di tradirsi, di rubarsi, di
perseguitarsi gli uni gli altri? Che cosa dicono gli esperti?
Gli esperti dicono che umanamente parlando gli Ebrei sono
come tutti gli altri esseri umani, ma S. Paolo specifica che essi sono i primi
nel bene e i primi nel male. Gli esperti di storia mistica segnalano che
davanti a Dio gli Ebrei rappresentano il resto dell’Umanità. Se
ciò è vero, risulta che l’Umanità è un
riflesso di ciò che sono gli Ebrei, e gli Ebrei un riflesso di
ciò che è l’Umanità. Siccome l’Umanità
ha finora dimostrato di essere divisa in due grandi categorie: i complici del male da una parte, le vittime del male dall’altra,
ciò significa che gli Ebrei sarebbero anch’essi divisi –
come lo è l’Umanità – in due grandi categorie: complici del male da una parte, vittime del male dall’altra, con
la sola differenza che sarebbero i primi sia da un lato che dall’altro. [63]
Interrogando la storia ci accorgiamo che gli Ebrei venduti al
male non sono mai mancati, ma chi esamina il mondo attuale si accorge che gli
Ebrei che oggi servono il male sono più numerosi di sempre. È
come se il “Principe di questo mondo” – Satana – fosse
destinato a trionfare su tutto e su tutti. La
brava gente si chiede, non senza un pizzico di apprensione: “Che fine faremo se la
malvagità ebraica dovesse d’avvero trionfare?” Su questo
punto i messaggi che Dio ci manda tramite i suoi Profeti sono chiari. Dicono
che sulla Terra il male continuerà a “vincere” il bene, ma
che questa situazione non durerà molto. Il periodo attuale è come
quello che l’Umanità ha esperimentato alla morte di Cristo. Allora
la terra fu invasa da un’estrema desolazione che durò “tre
giorni”. Che cosa rappresentano questi tre giorni? I tre anni (e mezzo)
che durerà sulla Terra il potere dell’Anti-Cristo? (Chi
vivrà, vedrà).
Dei nuovi Farisei, dei nuovi Erode, dei nuovi Pilato, dei sacerdoti simili a quelle che
due mila anni fa vollero la morte di Cristo ce ne sono ancora sulla Terra. Ma
dov’è Gesù? Dov’è l’Agnello di Dio
destinato al grande Sacrificio? In questo momento Gesù non è
più tra noi in maniera corporea, visibile, come due mila anni fa. Al
posto suo c’è la sua Chiesa. “È
vero che i nuovi Farisei e le nuove caste sacerdotali riusciranno nuovamente a
mettere a morte Cristo nella figura del suo Corpo mistico, la Chiesa?”
[64] Sì, è vero. Gli attuali Profeti dicono
di sì, che ci riusciranno. Dio permetterà che ciò avvenga
perché tale “sconfitta” fa parte del suo Piano di Salvezza. Tuttavia, anche se la
Chiesa morirà, e per un certo tempo apparirà morta e sepolta, gli
attuali Profeti ci assicurano che essa non rimarrà a lungo nella sua
tomba, non più a lungo di quanto Gesù sia rimasto nella sua.
Passati i “tre giorni” la Chiesa risorgerà fulgida di
splendore. Il destino della Chiesa di Cristo è di camminare sulle tracce
del suo Fondatore, non solo nella morte ma anche nella risurrezione. [65]
Ancora una domanda: “Visto
che per volere di Dio la Chiesa di Cristo è destinata a risorgere
fulgida di splendore, come andranno le cose quando si produrrà tale
risurrezione?”
La Bibbia dice che gli esseri umani che risorgeranno per
formare la nuova Chiesa avranno un corpo paragonabile a quello di Cristo
risorto. Questa risurrezione è quella che S. Giovanni definisce: Prima Risurrezione. (Ap, 20, 5). Quindi
il tempo che seguirà la morte della Chiesa e la sua risurrezione
sarà all’immagine del Paradiso terrestre iniziale. I Profeti
cristiani contemporanei dicono che ci sarà un secondo Paradiso terrestre. Ciò
corrisponde alle promesse che Dio ha fatto agli eletti
dell’umanità fin dall’inizio. Dio ci dice e ci ripete che
prima della fine del mondo la Terra gioirà di un meraviglioso periodo di
pace, identificato dalla Scrittura col titolo di Millennio felice (Ap,
20, 1-6), e dai messaggi profetici più recenti col titolo di Nuova Era di Pace. [66]
5) – Gli Ebrei fedeli alla Torah dicono che “Israele” (lo Stato
d’Israele) è moralmente illegittimo.
Gli Ebrei fedeli alla Torah dicono che
“Israele” è illegittimo come nazione, perché è
stato voluto dall’uomo anziché da Dio, e perché si presenta
come uno stato laico anziché religioso.
La
comunità mondiale degli Ebrei fedeli alla Torah oggi forma
un’associazione chiamata: Jews united against Zionism. Nel
leggere il sito Internet di questa associazione, la Neturei Karta International
(www.nkusa.org), ci si accorge che questa comunità ebraica non è
per nulla d’accordo col sionismo che è all’origine dello
Stato d’Israele. Questa comunità esprime chiaramente la sua
opposizione alla fondazione e al mantenimento dello Stato d’Israele, di
cui essa preconizza lo smantellamento pacifico, affinché il territorio
venga restituito ai Palestinesi che da esso sono stati espulsi con la forza.
Il principale
motivo di questa presa di posizione è di natura religiosa.
Nell’anno 70 d. C., quando il Tempio di Gerusalemme fu distrutto dai
Romani, gli Ebrei avrebbero fatto un giuramento triplice davanti a Dio: 1) Di
non immigrare mai in massa in Terra d’Israele; 2) di non ribellarsi mai
contro le altre nazioni; 3) di non cercare di mettere fine al loro esilio fino
al giorno in cui Dio stesso non vi avesse posto un termine in maniera diretta.
[67]
Al motivo
religioso di obbedienza alla volontà divina (che interdice agli Ebrei di
fondare per se stessi uno stato laico) si aggiunge anche un motivo morale. Gli
uomini, Ebrei per primi, hanno il sacro dovere di obbedire ai dieci Comandamenti.
Ora i suddetti Comandamenti ordinano di rispettare la vita altrui, la
reputazione altrui, i beni altrui. Gli Ebrei fedeli alla Torah si sforzano di
ricordare ai loro fratelli che il mondo ebraico ha il sacrosanto dovere di
rispettare questi principi fondamentali della religione. Essi esprimono il loro
disappunto dicendo ai loro confratelli ebrei quanto dispiaciuti essi siano nel
constatare le gravissime derive morali che il movimento sionista ha generato:
« Noi deploriamo le tragedie che la ribellione sionista
ha provocato tra gli Ebrei. Deploriamo in modo particolare il fatto che la
suddetta ribellione sionista abbia fatto dimenticare ad essi il precetto
fondamentale della Torah che dice di agire verso gli altri con sentimenti di
compassione. Noi deploriamo le tragedie che la ribellione sionista ha provocato
tra i Palestinesi. Deploriamo in modo particolare le deportazioni e
l’oppressione che sono state inflitte loro. Deploriamo le perdite non
necessarie di migliaia di vite umane che sono sopravvenute nel corso dei
conflitti – inutili e crudeli – che hanno condotto alla
proclamazione e al mantenimento dello Stato sionista.»
A proposito
dei Palestinesi, gli Ebrei fedeli alla Torah si esprimono in questo modo:
«
I Palestinesi sono vittime della brutalità e dell’arroganza dei
sionisti. Sono vittime di una specie di narcisismo sionista che non vede nulla
e nessuno al di fuori di se stesso. Noi diciamo che il popolo palestinese ha
diritto alla propria patria, ed al risarcimento finanziario dei danni e delle
perdite subite. I profughi palestinesi hanno il diritto di ritornare al
più presto in quella che è la loro patria, la Palestina
storica.»
|
Il Giudaismo rigetta lo Stato ebraico. “I Rabbini autentici si sono sempre opposti al sionismo e
allo Stato d’Israele”. |
|
“Il Giudaismo esige che gli Ebrei siano sottomessi alle
nazioni che li accolgono”. “Lo Stato d’Israele non
rappresenta l’insieme degli Ebrei presenti nel mondo”. |
|
“Lo Stato d’Israele non
rappresenta tutti gli Ebrei del mondo”. |
|
“I sionisti non rappresentano
l’insieme degli Ebrei”. |
|
Parlare sì, ciarlare no. “Le tre promesse che abbiamo
fatto sono ancora valide”. |
- IV -
POTERE MONDIALE, CHI L’AVRÀ?
1)
– Terza domanda:
“A chi sarà dato l’effettivo dominio della Terra”.
Fin
qui è stato preso in considerazione il Nuovo Ordine Mondiale come progetto umano, concepito da uomini
senza Dio. [68] Il primo risultato prevedibile di tale sistema
sarebbe una terza guerra mondiale, che ci lascerebbe in eredità la Dittatura
mondiale illuministica seguita, a più o meno breve scadenza,
dall’autodistruzione. (È evidente che in vista di un potere
finale assoluto gli eredi del potere mondiale finirebbero per farsi la guerra
reciprocamente, e questo provocherebbe l’autodistruzione
dell’umanità perché verrebbero utilizzate le armi atomiche,
quelle biochimiche, e quelle derivanti dalla nano-tecnologia).
È
giunto il momento di chiedersi: potrebbe Dio permettere che
l’Umanità si auto-distrugga prima che il suo Piano d’amore sia completato? È difficile immaginarlo.
Se noi guardiamo il Piano di Dio nel
suo insieme ci accorgiamo che all’epoca di Noè
l’Umanità fu salvata per opera del Padre (preservando la vita di
Noè Dio Creatore salvò
l’Umanità in maniera fisica),
e che all’epoca della Redenzione la stessa Umanità fu salvata per
opera del Figlio (col suo sacrificio Dio Redentore
salvò l’Umanità rendendole la vita spirituale). Pur sapendomi indegno di sondare il pensiero divino,
mi sembra del tutto improbabile che Dio si prepari ad abbandonare
l’Umanità proprio adesso che la sua purificazione è quasi
ultimata. Inoltre, i Profeti cristiani contemporanei ci fanno capire che in
questo momento Dio non pensa ad abbandonarci, anzi … vuole salvarci
ancora, e questa volta, la terza, lo farà tramite lo Spirito Santo. Lo
Spirito Santo ci salverà in maniera piena, totale e conclusiva grazie al
dono della vita divina. Visto e
considerato che Dio è trinitario (Creatore, Redentore, Santificatore),
l’opera divina non si conclude con la Redenzione, ma con la
Santificazione, la quale suppone l’intervento della terza Persona della
SS. Trinità: il Santificatore.
[69]
2) – Dio
ci svela i suoi progetti tramite i Profeti. [70]
La
salvezza che ci verrà dallo Spirito Santo sarà quella definitiva.
Dio approfitterà di questa terza occasione per instaurare nel nostro
mondo il suo Regno messianico,
il Regno che da due mila anni la Chiesa ci insegna ad invocare con la preghiera
del Padre Nostro, e che S. Pietro descrive con le parole: “Regno d’amore e di
verità, di giustizia e di pace”. I Profeti cristiani contemporanei dicono
che Dio ha concepito questo Regno affinché l’uomo che
vivrà in esso conosca quella felicità che già esisteva nel
Paradiso terrestre prima della Colpa
originale. Dunque la grande Tribolazione che precederà la venuta di
questo Regno avrà per scopo di purificare l’Umanità in
vista delle meraviglie che l’aspettano nel suddetto Regno.
In
conclusione, anche se una dozzina di famiglie ebraiche, quelle farisaiche
dell’anti-Chiesa, riusciranno per un po’ di tempo a dirigere il
mondo, questo loro controllo non durerà molto. È possibile che la
sua durata sia l’equivalente di quei “tre giorni” durante i
quali Gesù è rimasto prigioniero delle viscere della terra,
apparentemente vinto poiché morto fisicamente. Alla fine di questi “tre
giorni”, come Cristo è risuscitato nella gloria, così
risusciterà anche il suo Corpo
mistico, la Chiesa, e con essa l’Umanità in generale. Secondo
questa logica, il Regno di Dio, detto
messianico, inizierà sulla Terra al momento di questa risurrezione.
Chi
volesse saperne di più su questo Regno
lo può fare leggendo Isaia nei passaggi intitolati La nuova Creazione.
Lo stesso Regno è pure descritto da S. Giovanni in quella sezione
dell’Apocalisse che gli esperti della Bibbia sogliono intitolare: Il
Millennio felice. [71] Sempre su detto Regno, nelle righe che seguono
il lettore troverà un po’ di quello che Dio cerca di trasmettere
all’umanità di oggi attraverso i suoi Profeti. Tra questi
figurano: Maria Valtorta, Vassula Ryden, Mgr Ottavio Michelini, JNSR, don
Stefano Gobbi, Françoise, Marie Sevray, Luisa Piccarreta. Il profeta
Amos dice: “Il Signore non fa nulla
senza prima svelare la sua idea ai suoi servitori, i profeti”
3) - Gesù a Mgr Ottavio Michelini.
21
giugno 1978: “Figlio mio, ti
confermo ancora una volta l’ora della purificazione, dopo la quale ci
saranno dei cieli nuovi, una terra nuova, ed una Chiesa nuova. Evidente
apparirà a tutti l’intervento decisivo di mia madre, Regina delle
vittorie, come pure la mia gloria ed il mio potere, potere e gloria di vero Dio
e di vero Uomo. Un’era nuova avrà
corso nella storia dell’umanità.” [72]
4) - La Madonna a don Stefano Gobbi. [73]
13
ottobre 1990 “È vicino il Regno
glorioso di Cristo che si stabilirà tra voi con la seconda venuta di
Gesù nel mondo. È il suo ritorno nella gloria. È il suo
glorioso ritorno per instaurare tra voi il suo Regno, e riportare tutta
l’Umanità, redenta dal suo preziosissimo sangue, allo stato del
suo nuovo Paradiso terrestre.”
1
gennaio 1995: “... perché si
avvicina il momento di un rinnovamento
universale. Satana sarà sconfitto; il potere del male sarà
distrutto; Gesù instaurerà il suo glorioso Regno fra voi, e
saranno così formati i cieli nuovi e la terra nuova.”
5) - Gesù a Marie Sevray.
‘Divins
Appels’, p. 32: “Alla Fine dei
Tempi (...) [74] Io mi riporto al Principio, e prima di chiudere
il Tempo voglio come esaurire tutti i miei poteri di Creatore! Ci sarà un rinnovamento magnifico,
come uno splendido concerto universale, ogni anima che dice la sua nota, quella
che gli avrà insegnato lo spirito di Luce e d’Amore, lo spirito
delle divine trasformazioni. Magnifico periodo di pace! Tutto sulla terra mi
darà gloria! Ogni creatura mi dirà sulla terra ciò che i
miei eletti mi dicono in Cielo! ”
6) - Gesù a Françoise. [75]
13
ottobre 1997: “I miei angeli sono
al lavoro per unire e santificare i miei, quelli che devono appartenermi per
l’eternità. Satana, lui, sta facendo cadere il più grande
numero possibile di anime per segnarle col suo sigillo diabolico. Si tratta di
un vero combattimento tra la luce e le tenebre. Maria apparirà presto, e
col suo sguardo spazzerà via il male che rimane sulla terra. Satana
sarà obbligato a ubbidirgli, e sarà cacciato. Resteranno sulla
terra i piccoli, quelli che hanno sempre voluto il bene, la giustizia,
l’equità, e che hanno messo Dio
al primo posto.”
7) - Gesù a Maria Valtorta.
[76]
18
novembre 1943. Gesù dice: “Continuo
a parlare ai miei precursori, a coloro che col loro olocausto preparano le vie
del Signore e evangelizzano senza altra forma che non sia quella della loro
vita santa.
Gioite, o miei servi fedeli, che non vi
accontentate di salvare la vostra anima ma vi offrite perché la Luce
vinca sulle Tenebre e la salvezza sia data a molti che ora di essa non sono
ansiosi. Quando sarà la mia ora non sarò solo a regnare. Voi
sarete con Me. Fin da questa terra sarete con Me durante il mio Regno d’amore e di pace. Non ve
l’ho forse promesso che voi sarete dove Io sarò, e che avrete un
posto nel mio Regno? Come dignitari di una reggia, i vostri spiriti mi saranno
corona sulla terra, servendomi come luminosi ministri, e erediteranno quel
possesso della terra che Io ho promesso ai mansueti, e che diverrà
possesso dei Cieli quando la Terra più non sarà.
Molto prima di quell’ora, o voi, giusti,
possederete il Cielo. Esso sta già aperto a ricevervi nell’ora del
vostro transito fuori dal carcere attuale. Ma allora [dopo il Giudizio ultimo]
sarà possesso fulgido, completo, cognito a tutte le creature, assunzione
della gloria anche della vostra carne con la quale avete conquistato il Cielo
facendo di essa il principale strumento di sacrificio per fedeltà al
vostro Dio.
Vincitori di Satana che la carne ha corrotta,
vincitori del senso che in voi si agita per eredità di peccato e per
aizzamento di Satana, possederete l’Universo insieme al vostro Dio e
sarete specchi di Dio che apparirà in tutto il suo splendore nelle
vostre carni glorificate. Simili al Padre sarete, o figli santi. Simili a
Gesù, Figlio mio santissimo. Simili a Maria, Regina nostra.
Del Padre avrete la somiglianza intellettiva, e
dei due gloriosissimi Viventi in Cielo la somiglianza umana. E poiché
avere l’Intelletto è come avere la Parola e l’Amore, e dove
è Uno sono i Due altri della Triade perfetta, voi avendo la somiglianza
del Padre, sarete possessori di quella Perfezione che fece l’uomo simile
a Lui, e lo elesse per figlio.
Prima di quell’ora sarete i dignitari del
mio Figlio. Vedrete il miracolo d’amore di una Terra immersa nella pace e
volta ad udire Dio. Conoscerete quale sarebbe stato il vivere dell’uomo
se non avesse avvilito se stesso col connubio di Satana.
Non sarete defraudati di quest’ora [il Regno temporale di Dio], o
amorosi seguaci dell’Amore fatto carne”.
8) - Gesù a JNSR. [77]
20
luglio 1997: “Dopo
l’evangelizzazione del mondo intero, allora scenderò dai Cieli, ed il mio Nome sarà cantato anche
dagli uccellini nel loro nido. La natura intera canterà il mio Ritorno
glorioso. Il Vento d’Amore è già alle porte. Ed ecco che
vengo. Così sia”.
28
novembre 2001: “Il giorno in cui verrò
non aspettatevi di vedermi qui o là. Sì, vi verrà detto:
l’ho visto, è nel tal posto. No, vi ripeto che verrò dalle altezze del mio Cielo di
gloria. Tutti mi vedranno. Nulla è impossibile a Dio. La
Purificazione è iniziata. Accettate la mia Croce che unita alla vostra
vi salverà, e salverà tutti quelli che vi sono cari,
perché lo sono ancora di più al mio Sacro Cuore. Allora
verrò a dire ad ognuno: ‘Vengo nella mia santa gloria. La tua vita
mi appartiene. Se mi segui, cammineremo insieme affinché il mondo
comprenda il valore che do a ognuno, perché voglio salvare questo mondo
con ciascuno di voi.
Il salvataggio della vostra Terra è un
affare familiare. Il Padre ve l’ha data in eredità. È
adesso che gliela dovete rimettere, nella sua santa mano, bella, pulita,
soprattutto innocente, perché il Male l’aveva trasformata in una
massa informe e sporca. Allora i figli del Padre si metteranno al lavoro,
guidati da Gesù, il Figlio unico del Padre che scende ad aiutare tutti i
suoi fratelli in Dio per rimettere questa Terra bella quanto Dio ve
l’aveva data all’origine.
Metterò nei vostri cuori tanto amore, tanta forza, e lo Spirito Santo
vi darà tanto ardore nella Fede, nella Speranza, nella Carità che
i vostri cuori si gonfieranno come le vele di un veliero di competizione, e che
voi trasformerete la vostra Terra in un giardino più bello
dell’Eden. Terra nuova di Dio e degli uomini. Di che annientare
l’orgoglio di Satana a cui non sarà più concesso di venire
a prendervi a tradimento. L’avrò respinto in fondo all’inferno,
dove si batterà coi suoi accoliti; non vi ho detto con le ‘mie
anime’.
Gli uomini avranno acquistato una tale
bontà, una tale intelligenza, che la pace di Dio risiederà su
tutta la Terra. Non ti ho detto che non mi vedrete in mezzo a voi. Dio è
ovunque. Come potrà il mio Amore scegliere un’anima? Siete tutti
in Me come sono tutto in voi. Sì, mi vedrete, mi toccherete. Quando? Fra
poco. Verrò nei prossimi giorni,
dopo l’Evangelizzazione totale della Terra.
Siete giunti ai tre quarti. Non voglio venire
senza che mi si speri e mi si chiami: ‘Vieni, Signore Gesù’!
La sera scende su tutta la Terra. La ricopre e la ricoprirà ancora con
molte sofferenze, pene, lacrime.
Fatemi conoscere! Vi chiedo di unire le vostre
forze, e di continuare a costruire la mia strada di Croci gloriose, di Croci
d’amore a migliaia, e su tutta la Terra. Il canto delle Croci
d’amore si alzerà verso Dio che vede la luce di queste Croci che
lo chiamano, le braccia tese da est a ovest: ‘Vieni, Signore Gesù’!
Allora, quando vedrò i cuori dei miei figli, i figli del mio divin Cuore
e della mia Croce luminosa, chiamarmi come fecero i miei beneamati Apostoli in
mezzo alle onde scatenate ‘Aiuto! Senza di Te, Signore, ci
anneghiamo!’, allora verrò. Perché non ci sarà
più orgoglio umano nei loro cuori. I miei figli si riconosceranno
piccoli e deboli senza il loro Dio: ‘Aiuto, Signore! Senza di te la Terra
muore’! Allora verrò. Sarà tempo di tornare, di ritornare,
per ristabilire l’ordine e la pace nel mio Amore infinito. Verrò
come un ladro che ha premura perché sta
per spuntare il Nuovo Giorno. Già l’orizzonte cerca la luce.
Il giorno che Dio si è scelto sta arrivando. Giorno di gloria, di pace,
di gioia sulla Terra come in Cielo. Amen”.
9) - Gesù a Luisa Piccarreta. [78]
21
settembre, 1923 “Per
questo Regno... tutto è pronto.
Tutto è preparato. Non rimane altro da fare che aprire le sue porte, e
farlo conoscere affinché l’uomo ne prenda possesso”.
10) - Gesù a Vassula Ryden. [79]
Tra
il 21 maggio 1997 ed il 22 giugno 1998: “Come
un tempo l’ho detto davanti a tutti, lo ridico ora: giorno verrà
– e detto giorno è vicino – in cui il vostro spirito sarà in cielo a glorificare la
nostra Santità trinitaria, anche se voi sarete tra gli uomini. Mentre il
vostro corpo si muoverà tra gli uomini, la vostra anima ed il vostro
spirito, catturati nella mia Volontà e pieni della nobiltà della mia Luce, saranno paragonabili a
quelli angelici. Vi troverete a camminare nell’Eden, in Paradiso, tra i
miei angeli e i miei santi, perché la vostra unione con Me sarà
completa. ... Ah! Gioiremo nel riconoscerci in voi. Avrete in voi
l’immagine del Dio mai visto, e Noi contempleremo in voi il Cielo. Il
fatto di possederci vi renderà capaci di vivere quella vita che Noi ci
aspettavamo da voi, una vita che raggiungerà la conoscenza più
completa della nostra Divina Volontà, e questo grazie ad una saggezza e
a una comprensione spirituale perfette.
La vita che vivrete, carissimi figli –
voi che siete stati creati per le nostre Corti imperiali – sarà
secondo il mio Pensiero sotto tutti gli aspetti. Vi santificherò, e sarete capaci di essere assolutamente
devoti.
Anche se tutte queste cose sono già
state annunciate nel Messaggio di Verità, pochissimi tra di voi hanno
compreso la mia Parola. Oggi il mondo sente, ma non comprende. Vede, ma
contempla delle immagini che non gli dicono niente.” [80]
- V -
Israele ai Raggi X
1) Dieci citazioni provenienti dal libro di Julio Meinvielle: “El Judio en el misterio de la historia”. [81]
BRANO
# 1: La Chiesa cattolica e gli Ebrei.
«Attraverso
la voce dei Pontefici di Roma, la Chiesa cattolica ha sempre detto che gli
Ebrei possono essere pericolosi, e che per questo è meglio tenerli
sorvegliati. Senza questa sorveglianza, in breve tempo essi potrebbero rovinare
una società, cristiana o non cristiana.
»»
Esistono almeno una quindicina di documenti che i Papi di Roma hanno scritto
nell’intento di mettere in guardia i governanti delle nazioni cristiane
contro il pericolo che costituisce una presenza ebraica non vigilata. Le
ragioni che spingono i Papi ad assumere posizioni de genere non è un
sentimento di odio anti-ebraico, ma una saggezza fondata sull’esperienza.
È bene dire, a prova di questo, che nel momento stesso in cui i Papi
denunciano il pericolo che gli Ebrei rappresentano per la società che li
ospita, essi aggiungono subito che i Paesi cristiani hanno comunque un dovere
di ospitalità verso gli Ebrei, e che per scongiurare ogni pericolo basta
concedere loro la possibilità di sistemarsi in zone riservate.
»» Perché i Papi agiscono così?
C’è forse una qualche contraddizione nell’atteggiamento che
essi adottano verso gli Ebrei? No, non c’è contraddizione
nell’atteggiamento dei Papi verso gli Ebrei. Anche se la presenza del
Popolo ebraico rappresenta un certo pericolo per una nazione ospitante, la
teologia cristiana riconosce a detto Popolo il diritto di esistere, ed anche,
in più, una considerazione specialissima, derivante dal fatto che questo
popolo è il padre della Chiesa. Come padre della Chiesa il Popolo
ebraico è sacro, e tale rimane anche se perverso. Per quanto perverso e
pericoloso sia un padre, i suoi figli gli devono ospitalità e rispetto.
Benché sia necessario impedire che la perversità di un padre sia
nociva alla famiglia, i figli non devono nè uccidere nè maltrattare
il loro padre.
»»
Sulla base di questi princìpi, il grande
Pontefice Innocenzo III riassume nel
modo seguente la dottrina e la giurisprudenza cattolica riguardo agli Ebrei:
»» Innocenzo III scrive:
Gli Ebrei sono i testimoni viventi della
vera fede. Il Cristiano non deve nè sterminarli nè opprimerli,
per non perdere la conoscenza della Legge. Allo stesso modo che essi, nelle
loro sinagoghe, non devono andar oltre ciò che consente la loro legge,
allo stesso modo noi non dobbiamo importunarli nell’esercizio dei
privilegi che sono stati loro accordati.
»» Anche se preferiscono persistere
nell’indurimento dei loro cuori anziché cercare di comprendere gli
oracoli dei Profeti e i segreti della loro Legge per arrivare alla conoscenza
di Cristo, essi hanno comunque diritto
alla nostra protezione. Siccome domandano di essere da Noi aiutati, Noi
accogliamo la loro domanda e li prendiamo sotto la Nostra protezione.
Trasportati dalla dolcezza della pietà cristiana, e seguendo le tracce
dei nostri predecessori: Callisto, Eugenio, Alessandro, Clemente e Celestino,
di felice memoria, vietiamo a chiunque di costringere al battesimo un qualsiasi
ebreo (...)
»» Nessun Cristiano deve permettersi di far loro del male, di
impossessarsi dei loro beni, o di cambiare i loro costumi senza un giudizio legale.
Che nessuno li disturbi nei loro giorni di festa, colpendoli o lanciando loro
delle pietre. Che nessuno li costringa in quei giorni a dei lavori che possono
essere fatti in altri tempi. Inoltre, opponendoci con tutta la nostra forza
alla perversità e all’invidia degli uomini, vietiamo a chiunque di
violare i loro cimiteri e dissotterrare i loro cadaveri per prendere il loro
denaro. Coloro che contravvenissero a queste disposizioni incorrerebbero nella
scomunica.
»»
Con queste sagge parole la Chiesa riconosce che gli Ebrei non solo hanno
diritto all’esistenza, ma hanno anche il diritto di essere rispettati
come tutti gli altri. Questo documento di Innocenzo III prova che
l’antisemitismo è condannato dalla Chiesa, perché gli
antisemiti osteggiano gli Ebrei senza tenere conto che gli Ebrei, oltre che a
far parte della razza umana, fanno parte di una stirpe il cui carattere
è sacro. » (op. cit., p. 58-59).
A proposito degli Ebrei, il Meinvielle aggiunge questo:
«La Chiesa, riconoscendo la perversità teologica che
c’è in essi, sapeva sottometterli a delle leggi sagge, e la sua
vigilanza era in allerta affinché non pervertissero i Cristiani.
Tuttavia, la Chiesa non ha mai odiato gli Ebrei, anzi, ha pregato per essi, ha
fatto pregare per essi, e in molteplici occasioni li ha difesi da vessazioni e
da persecuzioni ingiuste. Tant’è vero che quando, per la prima
volta dopo secoli, il Sinodo ebraico si è riunito pubblicamente a Parigi
nel 1807, convocato da Napoleone, questo stesso Sinodo ha reso un omaggio pubblico
alla benevolenza dei Pontefici romani. Questo documento che è conservato
nella “Collezione degli Atti
dell’assemblea degli Israeliti di Francia e del Regno
d’Italia”, contiene il testo seguente:
»» Omaggio di gratitudine degli Ebrei alla Chiesa. I
Deputati Ebrei dell’impero di Francia e del Regno di Italia, al Sinodo
Ebraico decretato il 30 Maggio ultimo scorso, presi da gratitudine per i
benefìci successivi che il clero cristiano ha fatto nei secoli passati
agli Israeliti degli Stati d’Europa, pieni di riconoscenza per
l’accoglienza che diversi Pontefici hanno fatto a differenti epoche agli
Israeliti di varie nazioni, quando la barbarie, i pregiudizi e
l’ignoranza riunita perseguitavano ed espellevano gli Ebrei dal seno
delle società, dichiarano: Che l’espressione di questi sentimenti
sarà registrata nel processo verbale di questo giorno affinché
resti per sempre come una testimonianza autentica della gratitudine degli
Israeliti di questa Assemblea per i benefìci che le generazioni che ci
hanno preceduti hanno ricevuto dagli ecclesiastici dei diversi paesi
d’Europa. » (op.
cit., p. 31).
BRANO
# 2: Il ghetto che era imposto agli
Ebrei.
«
Abbiamo detto che la Chiesa vuole che gli Ebrei siano rispettati
nell’esercizio dei loro diritti, senza che venga ignorato con questo il
pericolo che rappresentano. Per questo la Santa Sede ha creato la disciplina
del ghetto, che permette di isolare gli Ebrei restringendo i loro diritti
civili in seno alle nazioni cristiane che li accolgono.
»»
La legislazione sul ghetto è riassunta dal domenicano Ferraris con
queste parole: “Tutti gli Ebrei
devono abitare in uno stesso luogo, e se questo luogo non è sufficiente,
in due luoghi o tre, o in quanti sarà necessario. Questi luoghi devono
essere contigui ed avere solamente una porta per entrare e per uscire”.
»»
Dunque agli Ebrei che erano accolti dai popoli cristiani non era consentito di
abitare fuori dai ghetti, ed inoltre, a partire dal suono dell’angelus
della sera fino a quello della mattina seguente un ebreo non doveva uscire dal
suo ghetto. Questo modo di vivere presentava tre vantaggi importanti: [82]
»»
1) - Le autorità dello stato ospitante avevano sempre sotto controllo il
numero di Ebrei presenti sul loro territorio, e la loro identità. Questo
facilitava la loro sorveglianza.
»»
2) - Il sentimento di questa sorveglianza manteneva gli Ebrei sulla buona
strada poiché, in base l’insegnamento di S. Paolo che dice,
parlando di essi, che hanno ricevuto lo spirito di schiavitù nel timore,
è attraverso il timore che gli Ebrei sono governabili.
»»
3) - Sapendo che la notte è complice del malfattore (“Qui male agit, odit lucem” =
chi male agisce odia la luce), con questa ingiunzione si prevenivano le
perversità che gli Ebrei avrebbero potuto compiere durante la notte.
»»
Oltre alla reclusione nei ghetti, gli Ebrei dovevano sottoporsi
all’obbligo di portare una coccarda, o un nastro giallo, o un altro segno
che permettesse ai cittadini comuni di riconoscere subito un membro della razza
ebraica. In questo modo gli Ebrei non potevano fare del male ai Cristiani,
salvo a quelli che erano abbastanza sciocchi per mettersi in relazione con
loro. Si dirà: queste distinzioni odiose non vanno contro i diritti
legittimi chi sono dovuti ad ogni uomo, ad ogni collettività umana? Non
proprio. (...) Se una collettività vuole avere il privilegio di
governarsi con delle leggi proprie all’interno di una nazione che le
concede ospitalità, questa collettività non deve in seguito
approfittare della situazione per complottare contro la nazione ospitante.
È tuttavia il caso degli Ebrei, come lo dimostra la teologia cattolica,
come l’esigono le prescrizioni del Talmud, e come lo dimostra la storia
degli Ebrei in ogni tempo e in ogni luogo.
»» S. Tommaso d’Aquino fu un giorno consultato dalla Duchessa di Brabant che voleva sapere se
era bene o male che nel suo territorio gli Ebrei fossero obbligati a portare un
segno distintivo che li differenziasse dai Cristiani. S. Tommaso d’Aquino
rispose: “In accordo con quanto
è stato stabilito dal Concilio Generale, [83] in ogni territorio
abitato da Cristiani, e in ogni tempo, gli Ebrei dei due sessi devono
distinguersi dagli altri popoli tramite il loro modo di vestire. Ciò
è stabilito dalla loro propria legge, e cioè che ai quattro
angoli del loro mantello essi abbiano delle filettature distintive che
permettano di sapere se sono Ebrei”.
» (op. cit., p. 59-61).
BRANO
# 3: Altre restrizioni applicate agli
Ebrei.
«
Le restrizioni imposte agli Ebrei che le nazioni cristiane accoglievano sul
loro territorio non si limitavano all’obbligo di vivere all’interno
del ghetto. Per esempio, gli Ebrei non avevano diritto di assumere delle
nutrici cristiane o dei servitori cristiani. Il commercio di merci nuove era
loro vietato, come pure la confezione di seta e di tessuto. Si vietava loro
soprattutto di acquistare e di vendere la seta nuova, tessuta o no. Si vietava
loro di insegnare nelle università. La professione di farmacista non era
loro consentita, e neppure quella di medico, di albergatore, di magistrato, o
di ufficiale militare. Si permetteva loro di fare del commercio della
biancheria usata, o quello degli alimenti necessari alla vita. Gli Ebrei
avevano il permesso di esercitare professioni tipo banchiere, fornitore di re,
gioielliere, tipografo, assicuratore, professioni per le quali gli Ebrei
mostravano singolari attitudini, e che apparentemente non costituivano un
pericolo diretto per i Cristiani. » [84] (op. cit., p. 61).
BRANO
# 4: Esempio di reclamo contro gli Ebrei.
«
Le Logge massoniche d’Inghilterra intensificano le loro attività a
partire dal 1717, e decidono di applicare ovunque le loro teorie, cominciando
dalla Francia. Quaranta tre anni più tardi, nel 1760, i negozianti di Parigi si lamentano degli
Ebrei, e firmano una requisitoria collettiva che dà un’idea dei
problemi ai quali devono far fronte a causa degli Ebrei. Uno ha
l’impressione che non esistano più le leggi che la Chiesa aveva
istituito per proteggere le città cristiane contro il pericolo ebraico,
o che non siano più applicate. Il documento ha per titolo: “Reclamo dei Mercanti e
Commercianti di Parigi contro l’ammissione degli Ebrei”. Vi si legge tra l’altro:
»» “L’ammissione di questa specie
di uomini in una società è una cosa pericolosissima. Si possono
paragonare alle vespe che se si introducono nei nidi è solo per uccidere
le api, aprir loro il ventre per poter estrarre il miele che hanno nelle
viscere. Così sono gli Ebrei. È impossibile supporre che esistano
in essi le qualità dei cittadini normali. Nessun membro della loro razza
è educato nei princìpi di un’autorità legittima.
Sono convinti che ogni tipo di autorità esista come usurpazione dei loro
diritti, e si sforzano di realizzare un Impero universale. Considerano tutti i
beni della terra come se fossero di loro appartenenza, e i cittadini degli
stati come se fossero i ladri dei loro beni”.
Questo
documento parla poi del rapido accumulo di ricchezze di cui sono capaci gli
Ebrei, chiedendosi se il potere che permette loro di arrivare così velocemente
ad un tale grado di fortuna non sia magari di origine soprannaturale. Il testo
prosegue dicendo:
»» “Gli Ebrei non possono gloriarsi di
avere procurato vantaggi di nessun genere ai paesi dove sono stati tollerati.
Le nuove invenzioni, le scoperte utili, un lavoro faticoso ed assiduo, le
manifatture, gli armamenti, l’agricoltura, niente di tutto ciò
entra nel loro sistema. Ma si servono delle scoperte per alterarne le
produzioni, alterare i metalli, praticare ogni specie di usura, nascondere oggetti
rubati, acquistare dalle mani di assassini o di domestici, introdurre delle
merci proibite o difettose, offrire ai dissipatori o ai debitori mal presi
delle merci che precipitano il loro fallimento. I conteggi, i piccoli scambi,
gli aggiotaggi, i prestiti su pegni, i baratti, l’acquisto e la vendita,
ecco la loro industria. Permettere ad un solo ebreo una casa di commercio in
una città è come permettere il commercio in tutta la nazione.
Sarebbe come opporre ad ogni commerciante le forze di un’intera nazione
che non mancherebbe di adoperarli per sopprimere il commercio di ogni casa
produttrice, una dopo l’altra, e di conseguenza quello di tutta la
città”.
Il
documento conclude dicendo:
»» “Gli Ebrei non sono cosmopoliti, non
sono cittadini in nessun angolo della terra. Si considerano al di sopra di
tutto il genere umano; ne sono i
segreti nemici perché sperano di poter un giorno soggiogarlo come uno
schiavo”. » (op. cit., p. 62).
BRANO
# 5: Parole di San Pio V sugli Ebrei.
San Pio V, Papa di Santa Romana Chiesa dal 1566 al 1572,
sugli Ebrei si è espresso in questi termini:
«Il Popolo ebraico, che in passato il
Signore aveva scelto per accedere ai Celesti Misteri e ricevere gli Oracoli divini,
fu tanto elevato in dignità e grazia sopra gli altri popoli quanto poi
abbassato e umiliato a causa della sua incredulità. Alla maturazione dei
tempi questo popolo si è visto condannato come ingrato e perfido avendo
tolto la vita, e in modo indegno, al suo Redentore. È così che i
membri di questo popolo hanno perso il sacerdozio che conferiva loro
l’autorità della Legge. Da allora essi errano nel mondo, esuli dal
paese che il Signore, con grande bontà, aveva loro preparato, paese dove
colavano latte e miele. (...)
»» I popoli cristiani hanno accettato che i reduci di
questo popolo trovino ospitalità nei loro territori (...) ma
l’empietà e la perversità di queste persone sono tali che
per proteggere le collettività cristiane ci sentiamo ora in obbligo di
portare al più presto un rimedio alla forza del male. Senza parlare
delle numerose forme di usura con le quali gli Ebrei si impossessano delle
risorse dei Cristiani poveri, noi sappiamo che essi sono complici nel ricettare
la merce dei malandrini e dei ladri. Per impedire che vengano riconosciuti gli
oggetti profani e religiosi che questi rubano, essi li nascondono, li
trasportano altrove, oppure li trasformano completamente. (…)
»» Il colmo è che si
dedicano a sortilegi e incanti magici, alle superstizioni e ai malefici. In
questo modo fanno cadere nella rete del diavolo molte persone semplici o malate
le quali si immaginano che queste persone abbiano la capacità di
profetizzare l’avvenire, rivelare furti, tesori, cose segrete, o far
conoscere cose che nessun mortale è in grado di esplorare.
»» Infine, noi sappiamo
perfettamente in che modo indegno questa razza perversa parli del Cristo,
quanto pericolosa essa sia per i Cristiani, quanto inganno ci sia nelle insidie
che da essa vengono tese contro la vita dei Cristiani. » (op. cit., p. 57-58).
BRANO
# 6: Regole di disciplina stabilite dalla
Chiesa riguardo agli Ebrei.
«La
disciplina della Chiesa riguardo agli Ebrei può essere riassunta
così:
»»
1) Libertà per gli Ebrei, in
modo da assicurar loro la possibilità di vivere da comunità.
»»
2) Protezione per i Cristiani, in
modo da aiutare i Cristiani a non cadere nei trabocchetti giudaici.
L’evidenza mostra che per proteggere i Cristiani è necessario
ridurre le libertà degli Ebrei, e questa riduzione è una
conseguenza del controllo che i popoli che accolgono gli Ebrei sono obbligati
ad esercitare su di essi.
»»
Nel mese di luglio del 1555, Papa Paolo IV dà le seguenti disposizioni:
»»
“Gli Ebrei non devono permettere ai
Cristiani di chiamarli col titolo di Signore”. Ed anche: “Gli Ebrei non devono azzardarsi a
giocare, mangiare, o mantenere familiarità con i Cristiani”. [85] (op. cit., p. 63).
»»
Eppure la Chiesa di Roma, la stessa che chiede ai Cristiani di non frequentare
gli Ebrei, si oppone all’idea di vederli perseguitati. Per esempio, nel
ventesimo secolo la voce di Pio XI si alza più volte contro la politica
antisemita della Germania nazista, e Pio XII prende enormi rischi per salvare
la vita a numerosi Ebrei di Roma, Ebrei che dal 1940 al 1943 sono spietatamente
perseguitati dalla Gestapo tedesca presente nella capitale italiana. » [86]
BRANO
# 7: Saggezza della Chiesa verso gli
Ebrei.
«Penetrando
nel cuore dell’Ebreo e in quello del Cristiano, la Chiesa ha scoperto nel
primo un desiderio nascosto ma profondo di dominio universale, e nel secondo
una debolezza colpevole, quella che lo fa correre dall’Ebreo ogni volta
che le sue finanze danno segni di debolezza (una situazione che spesso è
causata dalla vita disordinata del Cristiano stesso).
»»
I Papi hanno sempre detto che per non cadere vittime degli Ebrei i Cristiani
devono semplicemente smettere di frequentarli, imparare a moderarsi, rinunciare
ai loro vizi e capricci. Secondo i Papi, se i Cristiani seguissero questi buoni
consigli non avrebbero più bisogno di correre in cerca di denaro dagli
usurai ebraici, nè di frequentare i cinema ebraici, nè di
comperare le riviste ebraiche; e non sarebbero domani condannati a sopportare
un padrone ebreo in fabbrica, un padrone ebreo in ufficio, un padrone ebreo in
banca, nell’impresa commerciale, nella ricchezza del paese, nel frumento,
nel grano, nel lino, nel latte, nel vino, nello zucchero, nel petrolio, nei
titoli e nelle azioni di ogni impresa importante, nella circolazione della
moneta, nell’oro e, colmo della disgrazia, nel campo politico! Secondo i
Papi, se i Cristiani seguissero i loro consigli avveduti non correrebbero il
rischio di pensare alla maniera ebraica in teologia, in filosofia, in storia,
in politica, in economia.
»»
Col passare del tempo i popoli cristiani hanno purtroppo abbandonato i consigli
dei Papi sul pericolo ebraico. È dunque normale che oggi subiscano il
peso del loro dominio, basato sui valori materiali. Non hanno finito di
subirlo, tale dominio, perché gli Ebrei che cercano di dominare i Gentili non fanno altro che seguire un
misterioso istinto che l’Onnipotente ha messo nella loro anima per
servire da pungiglione e da flagello ai Cristiani vili e negligenti. Questo istinto di dominio, tipicamente
giudaico, potrebbe esser qualificato di teologico, ed essere paragonato a una
missione segretissima che l’Ebreo stesso, a sua insaputa, avrebbe
ricevuto di Dio.
»»
Chi forma oggi la mentalità dei popoli cristiani? Li forma la stampa
giudeo-farisaica, le università, le scuole e le bibliografie
“ebraizzanti”. La "scristianizzazione"
dei popoli cristiani va di pari passo con la loro “ebraizzazione”,
e se la misericordia di Dio non dovesse intervenire per risparmiare ai
Cristiani cose più gravi, i Cristiani diventerebbero schiavi degli
Ebrei, e questa sarebbe la loro punizione. Gli Ebrei faranno qualsiasi sforzo
per ridurre in schiavitù i loro antichi “carcerieri”, i
Cristiani, e vendicarsi così delle pretese aggressioni subite nel
Medioevo.
»»
È il caso di ripetere ai Gentili,
che se continuano ad optare per una civiltà di grandezza materiale, dove
predomina Mammona, sono gli Ebrei che diventeranno padroni di tutto, ed essi Gentili saranno i loro schiavi. (...) Ho
la quasi certezza che i sogni di grandezza materiale che i Cristiani coltivano
ricorrendo ai soccorsi ebraici si concluderanno in fiumi di sangue. Così
è già successo in Russia, in Spagna, e in altre parti del mondo.
Ma per i mali che arrivano ai Cristiani non mi sento capace di puntare il dito
contro gli Ebrei. Da ciò che capisco dei disegni di Dio, quando gli
Ebrei lavorano al perfido programma che si propongono di realizzare, non fanno
altro che compiere quel nero “dovere” che in maniera nascosta
è stato loro affidato dall’Onnipotente. Mi sento piuttosto di
puntare l’indice contro i Cristiani, che per l’ambizione di essere
grandi nel carnale finiscono per stipulare con gli Ebrei alleanze infami e
proibite, contro le quali i Papi non hanno mai smesso di predicare. »
(op. cit., p. 64-65).
BRANO
# 8: Progetti giudeo-farisaici per un
dominio universale.
Esistono
veramente questi piani di dominio universale? Sì esistono, non ci sono
dubbi in proposito. La storia ne offre la prova in ogni tempo e in ogni luogo.
«Che
cosa vogliono gli Ebrei? (gli Ebrei “elitisti”, dallo spirito
farisaico, ndr). Vogliono l’impero universale della loro razza sui popoli
addomesticati, con Gerusalemme come capitale mondiale. (...) Allora il sogno
degli Ebrei sarà una realtà. E quando gli Ebrei saranno padroni
del mondo, con Gerusalemme come capitale, allora – dicono essi sognando
– “allora verrà il
Messia, il grande Conquistatore, che renderà tutte le nazioni del mondo
schiave degli Ebrei”. [87] (op. cit., p. 92).
»»
Ebrei e Cristiani rappresentano la lotta tra Lucifero e Dio, tra il Serpente e
la Donna, tra le Tenebre e la Luce, tra la Carne e lo Spirito. Rappresentano
l’eterna lotta di Caino contro Abele, di Ismaele contro Isacco, di
Esaù contro Giacobbe, del Faraone contro Mosè, della Sinagoga di
Satana contro Cristo. Da quando la Redenzione è stata compiuta da
Cristo, questa opposizione è diventata così fondamentale che la
scelta dell’uomo si riduce ormai a due sole possibilità: o
lasciarsi cristianizzare o lasciarsi “ebraizzare”. Non rimangono
all’uomo che due stili di vita: quello cristiano o quello
giudeo-farisaico; che due religioni, quella cristiana o quella
giudeo-farisaica; che due economie, quella cristiana o quella
giudeo-farisaica; che due
internazionalismi, quello cristiano o quello giudeo-farisaico. I suddetti piani
di dominio giudeo-farisaico sono pure un’esigenza del Talmud, che molti
Ebrei, a torto o a ragione, considerano il loro Codice civile e religioso. [88] (op. cit., p. 68).
»»
Abbiamo visto che la Chiesa di Roma è sempre stata cosciente del
“pericolo” ebraico (leggi “giudeo-farisaico”, ndr), e
che per evitare la contaminazione dei popoli cristiani da parte degli Ebrei
(leggi “Ebrei dallo spirito farisaico”, ndr) essa ha spesso preso
delle precauzioni. (...) Abbiamo visto che il Rinascimento, la Riforma
protestante, l’Enciclopedismo del XVIII secolo, la Rivoluzione francese,
il Capitalismo, il Liberismo, il Socialismo, il Comunismo, la Rivoluzione
sovietica, sono tutte creature concepite dallo spirito ebraico (leggi
“giudeo-farisaico”, ndr), e gli Ebrei (leggi “gli Ebrei dallo
spirito farisaico”, ndr) ne hanno tratto profitto a scapito dei popoli
cristiani. (...) Dio permette che l’Ebreo (leggi: “l’Ebreo
dallo spirito farisaico”, ndr) sia per i Cristiani un “flagello
teologico”, un agente d’iniquità, ma teologico. Ne consegue
che un ebreo che si sforza di distruggere il Cristianesimo fa solamente il suo
nero “dovere”. » (op. cit., p. 70).
BRANO
# 9: Cervello ebraico e braccio operativo
massonico.
« Lo spirito giudaico è convinto di una cosa: per giungere
alla conquista del potere mondiale bisogna ricominciare tutto da capo,
iniziando col distruggere il sistema attuale in tutte le sue componenti. Le
presenti istituzioni devono tutte sparire, cominciando dal trono e
dall’altare, perché i Re e i Papi sono i simboli principali
dell’ordine stabilito.
»» Un cervello che pensa così avrà bisogno di
due braccia disposte a obbedirlo ciecamente; il che spiega la creazione della
Massoneria, il “braccio” multinazionale concepito per eseguire gli
ordini del cervello giudaico. Non a caso la Massoneria ha per motto
l’espressione latina “Ordo ex
chaos”, il
che significa: “L’ordine a
partire dal caos”, ovvero: “L’ordine
come frutto del caos”. Da dove proviene la Massoneria? L’Ebreo Isaac Wise ce lo rivela attraverso il
giornale ‘The Israelite’.
Nel numero che comprende il periodo che va dal 3 al 17 agosto 1855, egli
scrive: “La Massoneria è
un’istituzione giudaica. La sua storia, le sue regole, i suoi compiti, le
sue consegne, le sue spiegazioni sono tutte ebraiche dall’inizio alla
fine, ad eccezione di qualche regola secondaria e di qualche parola nel
giuramento iniziale”. » (op. cit., p. 77).
BRANO
# 10: Conclusioni teologiche.
«1.
Precedenza dell’Ebreo: Nel
bene come nel male, il primo posto è sempre dell’Ebreo. [89]
»»
2. Ebreo benedetto, e Ebreo maledetto:
La parte di Israele che ha rigettato Cristo porta su di lei il Sangue di Cristo
come una maledizione, quella invece che ha accettato Cristo porta su di lei lo
stesso Sangue, ma come una benedizione. [90]
»»
3. Missione “teologica”
dell’Ebreo: L’Ebreo è contro tutti, ma in particolare
contro il popolo cristiano. [91]
»»
4. La maschera sul viso: I figli
del fariseismo, giudaico per definizione, si sentono a loro agio solo dietro
una maschera. [92]
»»
5. Superiorità dell’Ebreo
nel carnale: Lo storico Werner Sorabart dice – e ne fornisce pure
la prova – che la grandezza del capitalismo inglese e americano è
una creazione giudaica. Si tratta di una grandezza materiale incomparabile, che
però è frutto del lavoro di milioni di Cristiani a favore di un
pugno di Ebrei. [93]
»»
6. Vita cristiana =
Scudo anti-giudaico: Per quei Gentili
che non vogliono cadere sotto il peso della schiavitù giudaica, la sola
protezione è la vita cristiana. [94]
»»
7. Separazione necessaria dei due
mondi: Le leggi ebraiche dicono che gli Ebrei devono vivere separati dai
Cristiani, e le leggi cristiane dicono che i Cristiani devono vivere separati
degli Ebrei. [95]
»» 8. Redenzione o
talione. Dio offre ad ogni Ebreo la possibilità di vivere le sue
sofferenze in due modi diversi: o come pegno di redenzione, o come legge di
giustizia. Il pegno di redenzione è quando la sofferenza
dell’Ebreo diventa per lui un’occasione per espiare il male che i
suoi antenati hanno commesso contro Cristo; la legge di giustizia è quando
la sofferenza dell’Ebreo diventa per lui un’occasione per
ribellarsi ancora di più contro tutto e contro tutti, in primo luogo
contro la società che lo ospita. [96]
»»
9. Le menzogne e i loro misfatti:
I metodi che gli Ebrei utilizzano contro i Cristiani hanno per base la
menzogna. [97]
»»
10. Grandezza del sangue ebraico:
Gli Israeliti raggiungeranno la loro grandezza, quella del loro sangue, quando
riusciranno a sradicare dalla loro mente e dal loro cuore il fermento
farisaico. Per riuscire in questo dovranno innanzitutto accettare Cristo.
»»
In conclusione, fino a quando durerà questa inimicizia tra Ebrei e
Cristiani? Essa durerà finché la misericordia di Dio non dichiari
giunto il tempo della riconciliazione. S. Paolo dice che questo tempo
verrà quando Israele riconoscerà Colui che ha rinnegato. S.
Paolo: « Ma non voglio, fratelli,
che ignoriate questo mistero. (...) Una parte d’Israele si è
indurita, e tale rimarrà finché non saranno entrati
all’ovile tutti i pagani (l’ovile è la Chiesa di Cristo.
ndr). Allora tutto Israele sarà
salvato. » (Rm 11, 25-26). Quando giungerà l’ora
suddetta gli Ebrei diventeranno Cristiani (“Esaù
si riconcilierà con Giacobbe”), e si avvererà la parola
che il profeta Ezechiele ha pronunciato cinque secoli prima di Cristo. [98] Tutti saranno una sola cosa in Cristo,
perché i Giudei non saranno più “Giudei” (non avranno
più lo spirito farisaico, ndr), e i Cristiani saranno Cristiani
autentici. La pace regnerà come frutto della giustizia e della
carità in Colui che è stato promesso ad Abramo, a Isacco, a
Giacobbe, e il cui nome è Gesù Cristo, il Messia. » (op.
cit., p. 27-31).
2) Dieci brani ripresi dal
libro: “La Conjuration anti-chrétienne”. [99]
BRANO
# 1. Questo primo brano mostra in che modo durante i secoli alcuni rabbini anti-cristiani hanno snaturato il libro della Torah per
creare il Talmud, che si presenta come un libro anti-sociale, pieno di odio
anti-cristiano. Come esempio, ecco alcuni insegnamenti offerti dal Talmud al
popolo ebraico di tutta la terra. Sono frasi che il professor Augusto Rohling ha voluto lui stesso tradurre dalla lingua ebraica.
«1.
Le anime degli Ebrei hanno il privilegio di essere una parte di Dio stesso. Le
anime degli altri popoli della terra vengono dal diavolo, e sono simili a
quelle dei bruti.
»»
4. Il dominio sugli altri popoli è da condividere unicamente tra Ebrei.
»»
5. Mentre aspettano la venuta del Messia, gli Ebrei vivono in stato di guerra
continua con tutti gli altri popoli. Quando la vittoria sarà definitiva,
i popoli accetteranno la fede ebraica. Solo i Cristiani non parteciperanno a
questa grazia. Saranno interamente sterminati perché discendono dal
diavolo. Un Ebreo è della sostanza di Dio. Un non-Ebreo che colpisce un
Ebreo merita la morte.
»»
8. Solo gli Ebrei sono uomini, le altre nazioni sono delle varietà di
animali. Il cane è meglio del non-Ebreo. I non-Ebrei sono cani o asini.
Le anime dei non-Ebrei vengono dallo spirito impuro, ma le anime degli Ebrei
vengono dallo spirito di Dio.
»»
9. I non-Ebrei sono stati creati solamente per servire gli Ebrei, giorno e
notte, senza mai lasciare il loro servizio.
»»
10. All’Ebreo è proibito lodare la scienza o la virtù di un
Cristiano. [100]
»»
11. Non è giusto far prova di misericordia verso i nostri nemici.
»»
12. L’uomo, l’ebreo, ha il dovere d’essere astuto in ogni
tempo.
»»
13. Se un Ebreo ha paura, e giudica necessario dire a un non-Ebreo che lo ama,
lo può fare.
»»
14. L’ebreo ha il diritto di fare l’ipocrita col non-Ebreo.
»»
15. I figli di Abramo sono gli Ebrei; i figli di Noè sono i non-Ebrei.
»»
16. Agli Ebrei Dio ha dato ogni potere sui beni e sul sangue degli altri
popoli.
»»
17. Un non-Ebreo che deruba un Ebreo, anche di una sola monetina, deve essere
messo a morte. Invece è permesso a un Ebreo di fare del torto ad un
non-Ebreo. Vuotare le tasche a un pagano è una cosa permessa.
»»
18. Se la vite appartiene a uno straniero, portami l’uva; se appartiene a
un Ebreo non toccarla. Il denaro del non-Ebreo è un bene senza padrone,
e per questo l’Ebreo ha diritto di prenderne possesso. I beni del
Cristiano sono per l’Ebreo come la sabbia del mare; il primo che se ne
appropria è il vero possessore di questi beni.
»»
19. Ti è lecito ingannare uno straniero esercitando l’usura su di
lui.
»»
20. In un paese governato dagli Ebrei, se un Ebreo ha un processo con un
non-Ebreo, fai in modo che vinca tuo fratello dicendo allo straniero:
“Così vuole la nostra legge”. In un paese dove le leggi sono
favorevoli agli Ebrei, fai in modo che vinca tuo fratello dicendo allo
straniero: “Così vuole la vostra legge”. In un paese dove
gli Ebrei non sono padroni o non hanno la legge in loro favore, allora devi
circonvenire gli stranieri tramite intrighi, finché il guadagno va all’Ebreo.
»»
21. È proibito restituire a un Goym ciò che ha perso.
»»
22. Dio ci ha ordinato di esercitare l’usura verso i non-Ebrei, non per
soccorrerli, ma per danneggiarli. (Per avere un’idea di come gli Ebrei
addestrano i loro figli all’usura bisognerebbe leggere tutto il testo
sull’usura).
»»
23. Sopprimi il migliore dei non-Ebrei. Togli la vita al più onesto
degli idolatri.
»»
24. Se un pagano cade in una fossa, devi ricoprire la fossa con una pietra, e
rendere vani tutti gli sforzi che fa per uscire dalla fossa. Se lo vedi cadere
in un fiume, o in pericolo di morte, non devi salvarlo. Maïnmonides
insegna che se l’occasione è propizia bisogna colpire a morte ogni
Goym. È giusto sterminare di propria mano ogni eretico; chi sparge il
sangue dell’ateo offre un sacrificio a Dio. (Tra gli atei sono compresi
Gesù e i suoi sostenitori). Coloro che non sono d’accordo con i
nostri insegnamenti devono essere messi a morte, specialmente gli adepti del
Nazareno. Se ciò non è possibile, è bene cercare di
provocare la loro morte. Colui che uccide un Ebreo sarà giudicato come
se avesse ucciso il mondo intero. Se un Ebreo è in grado di ingannare un
non-Ebreo, e fargli credere che lui stesso è un non-Ebreo, la cosa
è permessa. » Eccetera. [101]
BRANO
# 2. Alla pagina 516 dello stesso libro si trova un altro brano che parla del
Talmud. Tale testo dice:
«
Ci sono due redazioni del Talmud, quella di Gerusalemme e quella di Babilonia,
composta per riformare i “difetti” della prima. Achille Laurent è tra coloro che
in questi ultimi tempi hanno maggiormente approfondito la questione ebraica. A
proposito di queste due versioni del Talmud egli dice: Il Talmud di Babilonia è quello che gli Ebrei seguono. Esso
è costituito da una serie di almeno dodici volumi. È il codice
religioso degli Ebrei moderni, molto differente da quello degli Ebrei
dell’antichità. È un miscuglio di credenze. Chi ha il
coraggio di percorrere questa immensa raccolta, nei commenti rabbinici che esso
contiene, scopre le cause latenti che sempre hanno spinto i popoli della terra
a mettersi contro i resti dispersi di questo popolo... Da questi commenti
rabbinici sono derivate le chimere della cabala, i pericolosi errori della
magia, l’evocazione degli spiriti, buoni e cattivi, un mucchio di errori
morali, ed una teogonia la cui origine si trova in Caldea e in Persia ... I
commenti rabbinici distruggono anche la legge di Mosè, e questo a causa
dei princìpi di odio che contengono. È un odio che va contro
tutti gli uomini che non fanno parte del popolo ebraico, chiamato sempre
“Popolo di Dio”. » [102]
BRANO
# 3. Paulus L. B. Drach è un
celebre rabbino che nel diciannovesimo secolo si è convertito al
cattolicesimo. Egli scrive:
« Da quando si è sparsa in Europa la
conoscenza della lingua ebraica, i tipografi ebraici si preoccupano di
sopprimere quei passaggi che contengono orrori o raccomandazioni detestabili
contro i Cristiani o contro il Cristianesimo, lasciando al loro posto degli
spazi bianchi. Per rimediare a queste lacune i rabbini si accontentano di
insegnare verbalmente le parole che dovrebbero figurare negli spazi vuoti.
Talvolta succede che nei loro esemplari personali essi ristabiliscano
manualmente le parole soppresse. È quanto è successo nell’esemplare di Talmud che possiedo.
» (p. 516).
BRANO
# 4. Tre anni prima che esploda la Rivoluzione francese, Sébastien Mercier ha un’intuizione sorprendente di
ciò che diventerà il potere ebraico, quello che la Rivoluzione
sta per inaugurare. Nell’anno 1786 scrive:
«I politici non sanno prevedere le
conseguenze spiacevoli che può avere l’esplosione improvvisa degli
Ebrei. Le idee di questo popolo sono contrarie a quelle degli altri popoli. Gli
Ebrei che le coltivano sono convinti che la Terra è tutta loro, e che
gli altri popoli sono solamente degli usurpatori dei loro diritti. » (p. 516). [103]
BRANO
# 5. Quali sono i frutti che il Talmud produce sulla razza ebraica? Gougenot des Mousseaux
li espone in questi termini:
« La legge religiosa dell’Ebreo
ultra ortodosso è una legge di esclusione e di odio, ma l’Ebreo
non vi fuggirà, perché vive di voi. Il suo occhio vi assorbe, i
suoi raggi vi divorano. Il furto, l’usura, la spoliazione, per lui sono
un diritto religioso sui Cristiani. Per un Ebreo, il non-Ebreo è
soltanto un bruto, un essere non atto a possedere. Se questo bruto detiene una
proprietà, tale proprietà è un furto. Nessuna legge dice
all’Ebreo di rispettare i beni altrui, nè di rispettare la vita
dei Cristiani. Che voi chiamiate l’Ebreo o che lo respingiate, lo avrete
sempre nei paraggi. Ma sia che l’osteggiate, sia che lo facciate piegare
sotto il peso dei vostri benefìci, non l’avrete mai per prossimo.
Mai vi considererà un suo simile”. » (p. 517).
BRANO
# 6. Nello stesso libro Mgr Delassus parla ancora del Talmud nel modo seguente:
«Per
rispetto ai nostri lettori ci asteniamo dal riprodurre ciò che il Talmud
insegna, consiglia, e prescrive agli Ebrei in relazione al sesto Comandamento.
Chi desiderasse conoscere meglio il Talmud, legga il capitolo IV e il capitolo
V del libro di Gougenot des Mousseaux:
“Le Juif, le judaïsme et la judaïsation des peuples
chrétiens”.
»»
Un codice simile è stato e continua ad essere la causa del degrado del
Popolo ebraico. Esso può anche fornire una chiave di spiegazione
sull’origine del disprezzo che i diversi popoli hanno continuamente avuto
per questo popolo. L’uomo agisce in ogni cosa secondo le sue convinzioni.
Ciò che crede con sincerità passa nei suoi atti, talvolta a sua
insaputa. La fede di un credente conduce i suoi atti e ne spiega la morale. Nel
caso degli Ebrei che da secoli hanno per fede e legge un unico codice, quello
del Talmud, il Talmud diventa il responsabile numero uno dei loro
comportamenti, che talvolta sono purtroppo tra i più antisociali che si
possano immaginare. » (op. cit. p. 519).
BRANO
# 7.
«
Nei seminari, come nei collegi e nelle università, sempre di più
si va in cerca di inculcare i principi del 1789. (Quelli della Rivoluzione
francese, ndr). Qui si presenta un doloroso enigma. Come ha fatto la setta a
scovar fuori tutti questi rettori d’istituto, che in apparenza sono di
reputazione altamente cattolica? Come ha fatto la medesima setta a trovare un
numero così grande di riviste e di giornali cattolici disposti a
presentare al pubblico la coppa
incantatrice e misteriosa che versa nelle anime i grandi principi, gli immortali
principi? Non si rendono conto, i direttori di detti giornali e riviste,
dell’origine che hanno questi princìpi, e per quale fine sono
stati inventati?
»»
Al sinodo giudaico riunitosi a Lipsia il 29 giugno 1861 sotto la presidenza del
Dr Lazams di Berlino, il Dr Philipson, di Bonn, appoggiato da M.
Astruc, rabbino del Belgio, aveva pronunciato questa conclusione sotto gli
applausi di tutti: “Questa
assemblea riconosce che lo sviluppo e la realizzazione dei princìpi
moderni sono le più sicure garanzie del presente e dell’avvenire
del giudaismo e dei suoi membri. Sono le condizioni più vitali per
l’esistenza, l’espansione, e il più alto sviluppo del
giudaismo”.
»»
Era come se l’oratore avesse detto: “Israeliti,
voi aspirate al dominio universale. Se volete preparare efficacemente le vie a
colui che ve lo può procurare, dovete adoperarvi a far conoscere i
princìpi moderni, fare in modo che penetrino negli spiriti, con tutto
ciò che comportano, e tirare le conseguenze che da essi derivano; dovete
poi realizzarli, cioè fare in modo che i loro profondi effetti passino
dall’ordine delle idee all’ordine dei fatti, e questo tramite le
leggi che farete fare e tramite i costumi che introdurrete nelle società
dove vivete”.
»»
In che modo i princìpi moderni
possono preparare agli Ebrei le vie al dominio universale? La spiegazione
è semplice. Grazie all’uguaglianza civile con i Cristiani,
all’uguaglianza in tutto, gli Ebrei fanno cadere la diga che fin qui li
aveva trattenuti; e come un vortice devastatore si precipitano ovunque,
impossessandosi di tutto: banche, commercio, stampa, e gli incarichi più
importanti nella diplomazia, nell’amministrazione pubblica, nella
politica, nell’esercito, nell’insegnamento. Tutto cade nelle loro
mani, o in mani che da essi dipendono. Ora la società cristiana incontra
nei princìpi dell’89, in quei famosi “diritti dell’uomo” (che ormai sono inseriti
nelle costituzioni degli Stati) il più grande impedimento a scuotere il
giogo ebraico che gli viene imposto sotto il velo della
“libertà” e dell’ “uguaglianza”.
»»
Se i responsabili delle associazioni della gioventù cristiana
conoscessero queste cose,
spingerebbero essi con tanto ardore questa stessa gioventù nelle vie
della democrazia? Se i superiori dei seminari avessero conosciuto questa
dichiarazione del concilio dei rabbini (i rabbini avevano organizzato questo
loro sinodo in opposizione al concilio che Pio IX aveva convocato per dare un
seguito alla pubblicazione del suo Sillabo,
il quale smaschera i “grandi
principi” modernisti), avrebbero essi lasciato entrare le
pubblicazioni democratiche nei loro seminari? Avrebbero essi autorizzato le
conferenze democratiche?
»»
Un rabbino tedesco si è permesso
questa ironia: “Questi poveri
Cristiani, dalla vista così corta, si fanno in quattro per strapparci
un’anima per di qua, una per di là, e sono felici come dei re
quando riescono nel loro intento. Non vedono che anche noi siamo missionari, e
che la nostra predicazione è più abile e più fruttuosa
della loro. Non comprendono che camminiamo contro di essi di conquista in
conquista. Ancora un po’ e tutti i Cristiani che possiedono una vera
educazione rinunceranno a Cristo, non avranno più bisogno di lui, esattamente
come non ne abbiamo bisogno noi. Si avvicina il tempo in cui gran parte dei
Cristiani torneranno al nostro insegnamento su Dio, torneranno al nostro
monoteismo. L’avvenire ci appartiene, è nostro. Noi convertiamo in
massa, senza strombazzi di sorta”.
»»
La rivista “Les Archives israélites” riferisce
che nel corso di una conferenza tenutasi nel 1847, l’ebreo Cahen ha detto: “Per noi il Messia è venuto il 27 febbraio 1790, coi
Diritti dell’Uomo”. » (pp. 226-7)
BRANO # 8.
«
L’enciclica Pascendi dominici gregis, di S. Pio X, condanna i fautori del modernismo. Come il protestante,
il modernista nega l’autorità divina della Chiesa; come il
razionalista, esso nega la divinità di Cristo; come il panteista e
l’ateo, esso nega l’esistenza di un Dio distinto dal mondo; come lo
scettico, esso rifiuta le verità soprannaturali. Nel negare e rifiutare
tutto questo, il modernista conserva tutte le apparenze del cattolicesimo, le
sue formule, la sua facciata. Il Papa Pio X ha detto: “I partigiani di questi errori non sono oggi da cercare tra i
nemici dichiarati; si nascondono nel cuore stesso della Chiesa, nel suo seno.
Sono nemici temibili perché si mimetizzano come i camaleonti. Queste mie
parole riguardano molti cattolici laici e, cosa ancora più deplorevole,
molti preti, che col pretesto di amare la Chiesa, pretendono senza modestia di
essere dei rinnovatori della Chiesa. In schiere serrate si buttano
all’assalto di tutto quello che c’è di più sacro
nell’opera di Gesù Cristo”. » (p. 217)
BRANO # 9.
« La città di Nîmes ha costruito un monumento
all’ebreo Bernard Lazare, che fu l’anima dell’affare Dreyfus.
Bernard Lazare ha scritto un libro intitolato: “L’antisémitisme,
son histoire, ses causes”. Charles Maurras si è
divertito a riassumere questo libro nel modo seguente:
»» “Sono
l’Ebreo. L’Ebreo è distruttore e parassita per definizione.
Questo distruttore-parassita si attacca a tutti i popoli che gli fanno buona
accoglienza. Non si stanca mai di disorganizzarli in tutte le maniere. Quando,
alla fine del Medio Evo, la cristianità gli ha aperto le porte,
l’Ebreo gli ha inventato il protestantesimo. Quando il protestantesimo
è parso calmarsi, gli ha inventato la Massoneria. Quando il re di
Francia gli ha tolto le catene, l’Ebreo gli ha risposto tagliandogli la testa.
La nazione francese si è associata alla generosità del suo re:
l’Ebreo si è messo a distruggere tutto quello che manteneva in
piedi la suddetta nazione. L’Europa ha imitato la Francia: l’Ebreo
si è messo a pompare la valuta europea verso l’estero, e a
seminare ovunque la rivoluzione sociale. Allora la Francia ha creduto di poter
disarmare l’Ebreo facendogli del bene, affidandogli le redini della sua
economia, quelle del suo governo, quelle del suo insegnamento, della sua
magistratura, del suo esercito, del suo commercio, e persino il compito di
divertirlo: ora gli Ebrei rispondono mettendo in liquidazione tutto il
patrimonio della benefattrice. Il carattere naturale e fatale dell’Ebreo
è fatto così”. » (p. 512)
BRANO
# 10. L’abate Joseph Lemann
è un ebreo che si è convertito al cattolicesimo e poi è
diventato sacerdote. Egli ha scritto:
«Quando la gente si è accorta che
gli Ebrei erano cittadini, si è pure accorta che essi erano già i
padroni, almeno in parte, di quanto li circondava. » (p. 227).
Questa dichiarazione ha fatto nascere in me tre
domande:
Domanda n. 1: Per quale ragione lo spirito
giudeo-farisaico si è applicato a propagandare mondialmente i
princìpi democratici? A causa dei meriti della democrazia, o a causa del
potere che la democrazia ha di uccidere le monarchie, e di aprire così
la strada che conduce al potere politico?
Domanda n. 2: Quando il Governo mondiale sarà instaurato e funzionante, che ne
sarà della democrazia? Sarà essa preservata?
Domanda n. 3: Come mai tanta pubblicità sul tema
dell’olocausto e della Shoah, se è vero che il denaro che ha
servito a finanziare la politica di Hitler era denaro ebraico?
Tentativo di risposta alla domanda n. 1: Le
dittature del passato si sono sempre servite della democrazia come ci si serve
di un utile sgabello. Alla fine, dopo aver ottenuto quello che volevano, si
sono beffate di essa. Nulla ci permette di dire che la dittatura
“illuministica” agirebbe diversamente.
Tentativo di risposta alla domanda n. 2:
Logicamente le monarchie erano una barriera naturale alla realizzazione
dell’Impero giudaico universale.
Oggi questa barriera non esiste più. La democrazia ha permesso allo
spirito giudeo-farisaico – gli Ebrei elitisti – di rimpiazzare i
governi di diritto divino (monarchie
cristiane) con dei governi di diritto
umano (repubbliche democratiche, tutte atee). Tramite la democrazia il
potere mondiale è scivolato dalle mani dei monarchi a quelle degli Ebrei
elitisti, che sono i Farisei, ovvero i sedicenti Illuminati. [104]
Tentativo
di risposta alla domanda n. 3: Il massacro degli Innocenti di Betlemme è
stato ordinato dal re Erode, Ebreo a mentalità elitista. La
crocifissione di Gesù è stata voluta e reclamata ad alta voce dai
Farisei, Ebrei a mentalità elitista. Il primo aveva paura di perdere il
suo potere temporale, i secondi
avevano paura di perdere il loro prestigio
temporale. In ambedue i casi, l’aggressore si è organizzato
affinché le ragioni del suo agire fossero nascoste al pubblico. Oggi
ancora, come allora, le ragioni che spingono i Farisei (diventati banchieri) ad
agire come agiscono non sono mai rivelate al pubblico. I Farisei-banchieri
temono di perdere i loro privilegi
temporali se il pubblico è informato sui motivi del loro agire. [105]
3) – I Figli di Israele secondo Maria Valtorta.
Sappiamo
che la mistica italiana Maria Valtorta, deceduta a Viareggio nel 1961, ha
scritto Il Poema dell’Uomo-Dio, in dieci volumi, da considerare
come frutto delle sue singolari esperienze mistiche. Tra queste ci sono molte
visioni della vita di Cristo, una delle quali riguarda la discussione che
Gesù all’età di dodici anni ha avuto coi dottori del Tempio
di Gerusalemme. Quando Gesù si presenta a questi dottori per essere
esaminato sulla legge, si accorge che i suoi esaminatori sono divisi in due
fazioni opposte, e questo a causa del Messia,
che non è concepito da tutti allo stesso modo. Allora come oggi,
giudaismo autentico e giudaismo farisaico non corrispondono, anzi si oppongono
nel modo più assoluto.
Maria
Valtorta ci descrive la sua esperienza mistica nel modo seguente:
«Comprendo
essere nel recinto del Tempio di Gerusalemme. Vedo farisei in lunghe vesti
ondeggianti, sacerdoti vestiti di lino e con una placca preziosa
al sommo del petto e della fronte, e altri punti luccicanti sparsi qua e
là sulle diverse vesti molto ampie e bianche, strette alla vita da una
cintura preziosa. Poi altri che sono meno ornati, ma devono sempre appartenere
alla casta sacerdotale, e che sono circondati da discepoli più giovani.
Comprendo che sono dei dottori della Legge. Fra tutti questi personaggi mi
trovo spersa, perché non so proprio cosa ci sto a fare.
Mi
accosto al gruppo dei dottori, dove si è iniziata una disputa teologica.
Molta folla fa la stessa cosa.
Fra
i “dottori” vi è un gruppo capitanato da uno chiamato
Gamaliele e da un altro, vecchio e quasi cieco, che sostiene Gamaliele nella
disputa. Costui, che sento chiamare Hillel (metto l’h perché sento
un’aspirazione in principio al nome) mi pare maestro o parente di
Gamaliele, perché questo lo tratta con confidenza e rispetto insieme. Il
gruppo di Gamaliele ha vedute più larghe, mentre un altro gruppo, ed
è più numeroso, è diretto da uno che chiamano Sciammai, ed
è dotato di quell’intransigenza astiosa e retriva che il Vangelo
tanto bene ci illustra.
Gamaliele,
circondato da un folto gruppo di discepoli, parla della venuta del Messia e,
appoggiandosi alla profezia di Daniele, sostiene che il Messia deve ormai essere
nato, perché da una decina d’anni circa, le settanta settimane
profetate sono compiute da quando era uscito il decreto di ricostruzione del
Tempio. Sciammai lo combatte asserendo che, se è vero che il Tempio
è stato riedificato, è anche vero che la schiavitù di
Israele è aumentata, e la pace, che avrebbe dovuto portare seco colui
che i Profeti chiamavano “Principe della Pace” è ben lontana
d’essere nel mondo e specie a Gerusalemme, oppressa da un nemico che osa
spingere la sua dominazione fin entro il recinto del Tempio, dominato dalla
torre Antonia piena di legionari romani, pronti a sedare con la spada ogni
tumulto di indipendenza patria.
La
disputa, piena di cavilli, va per le lunghe. Ogni maestro fa prova di
erudizione, non tanto per vincere il rivale, quanto per imporsi
all’ammirazione degli ascoltatori. È palese questo intento.
Dal
folto del gruppo dei fedeli esce una fresca voce di fanciullo: “Gamaliele
ha ragione”.
Movimento
della folla e del gruppo dottorale. Si cerca l’interruttore. Ma non occorre
cercarlo. Non si nasconde. Si fa largo da sè e si accosta al gruppo dei
“rabbi”. Riconosco il mio Gesù adolescente. È sicuro
e franco, con due sfavillanti occhi pieni di intelligenza.
“Chi
sei?” gli chiedono.
“Un
figlio di Israele venuto a compiere ciò che la Legge ordina”.
La
risposta ardita e sicura piace e ottiene sorrisi di approvazione e benevolenza.
Ci si interessa al piccolo israelita:
“Come
ti chiami?”
“Gesù,
di Nazaret”.
La
benevolenza si smorza nel gruppo di Sciammai. Ma Gamaliele, più benigno,
prosegue il dialogo insieme ad Hillel. Anzi, è proprio Gamaliele che con
deferenza dice al vecchio: “Chiedi al fanciullo qualcosa”.
“Su
cosa fondi la tua sicurezza?” chiede Hillel. (Metto i nomi in testa alle
risposte per abbreviare e rendere chiaro).
Gesù: “Sulla profezia che non può
errare nell’epoca e sui segni che l’hanno accompagnata quando fu il
tempo del suo avverarsi. È vero che Cesare ci domina. Mais il monde era
tanto in pace e la Palestina tanto in calma quando si compirono le settanta settimane,
chef u possibile a Cesare ordinare un censimento nei suoi domini. Non lo
avrebbe potuto se la guerra fosse stata nell’impero e le sommosse in
Palestina. Come era compíto quel tempo, così si sta compiendo
l’altro delle sessantadue più una dal compimento del Tempio,
perché il Messia sia unto e si avveri il seguito della profezia per il
popolo che non lo volle. Potete avere dei dubbi? Non vi ricordate che la stella
fu vista dai Savi d’Oriente e che andò a posarsi proprio sul cielo
di Betlemme di Giuda, e che le profezie e le visioni, da Giacobbe in poi,
indicano quel luogo come destinato ad accogliere la nascita del Messia, figlio
del figlio del figlio di Giacobbe, attraverso Davide che era di Betlemme? Non
vi ricordate Balaam? “Una stella nascerà da Giacobbe”. I
Savi d’Oriente, a chi la purezza e la fede rendevano occhi e orecchi
aperti, hanno visto la stella e compreso il suo nome: “Messia”, e
sono venuti ad adorare la Luce scesa nel mondo”.
Sciammai, con sguardo livido: “Tu dici che il
Messia nacque nel tempo della stella, a Betlemme-Efrata?”
Gesù: “Io lo dico”.
Sciammai: “Allora non vi è più. Non
sai, fanciullo, che Erode fece uccidere tutti i nati di donna, da un giorno a
due anni d’età, di Betlemme e dintorni? Tu, tanto sapiente nella
Scrittura, devi sapere anche questo: “Un grido s’è sentito
nell’alto... È Rachele che piange i suoi figli”. Le valli e
le cime di Betlemme, che hanno raccolto il pianto di Rachele morente, sono
rimaste piene di pianto, e le madri l’hanno ripetuto sui figli uccisi. Fra
esse era certo anche la Madre del Messia”.
Gesù: “Ti sbagli, o vecchio. Il pianto di
Rachele s’è volto in osanna, perché là dove essa ha
dato alla luce il “figlio del suo dolore”, la nuova Rachele ha dato
al mondo il nuovo Beniamino del Padre celeste, il Figlio della sua destra,
Colui che è destinato a riunire il popolo di Dio sotto il suo scettro e
a liberarlo dalla più tremenda schiavitù”.
Sciammai: “E come, se Egli fu ucciso?”.
Gesù: “Non hai letto di Elia? Egli fu rapito
dal cocchio di fuoco. E non potrà il Signore Iddio aver salvato il suo
Emmanuele perché fosse il Messia del suo popolo? Egli, che ha aperto il
mare davanti a Mosè perché Israele passasse a piede asciutto
verso la sua terra, non avrà potuto mandare i suoi angeli a salvare il
Figlio suo, il suo Cristo, della ferocia dell’uomo? In verità vi
dico: il Cristo vive ed è fra voi, e quando sarà la sua ora si
manifesterà nella sua potenza”. Gesù, nel dire queste
parole, che sottolineo, ha nella voce uno squillo che empie lo spazio. I suoi
occhi sfavillano più ancora e, con mossa di imperio e promessa, Egli
tende il braccio e la mano destra e li abbassa come per giurare. È un
fanciullo, ma è solenne come un uomo.
Hillel: “Fanciullo, chi ti ha insegnato queste
parole?”
Gesù: “Lo Spirito di Dio. Non ho maestro
umano. Questa è la parola del Signore che vi parla attraverso le mie
labbra.”
Hillel: “Vieni fra noi, che io ti veda da
presso, o fanciullo, e la mia speranza si ravvivi a contatto della tua fede, e
la mia anima si illumini al sole della tua.”
E
Gesù viene fatto sedere su un alto sgabello fra Gamaliele e Hillel,
e gli vengono porti dei rotoli perché li legga e spieghi. È un
esame in piena regola. La folla si accalca e ascolta. La voce fanciulla di
Gesù legge: “Consolati, o mio popolo. Parlate al cuore di
Gerusalemme, consolatela perché la sua schiavitù è
finita... Voce di uno che grida nel deserto: preparate le vie del Signore...
Allora apparirà la gloria del Signore...” »
Sciammai: “Lo vedi, o nazareno! Qui si parla di
schiavitù finita. Mai come ora siamo schiavi. Qui si parla di un
precursore. Dove è egli? Tu farnetichi!”
Gesù: “Io ti dico che a te più che
agli altri va fatto l’invito del Precursore. A te e ai tuoi simili.
Altrimenti non vedrai la gloria del Signore nè comprenderai la parola di
Dio, perché la bassezza, le superbie, le doppiezze ti faranno ostacolo a
vedere e udire.”
Sciammai: “Così parli ad un maestro?
Gesù: “Così parlo. E così
parlerò fino alla morte. Poiché sopra il mio utile
c’è l’interesse del Signore e l’amore alla Verità,
di cui sono Figlio. E ti aggiungo, o rabbi, che la schiavitù di cui
parla il Profeta, e di cui Io parlo, non è quella che credi, come la
regalità non sarà quella che pensi. Ma sebbene per merito del
Messia verrà reso libero l’uomo dalla schiavitù del Male
che lo separa da Dio, e il segno del Cristo sarà sugli spiriti, liberati
da ogni giogo e fatti sudditi dell’eterno Regno. Tutte le nazioni
curveranno il capo, o stirpe di Davide, davanti al Germoglio nato di te e
divenuto albero che copre tutta la terra e si alza al Cielo. E in Cielo e in
terra ogni bocca loderà il suo Nome e piegherà il ginocchio
davanti all’Unto di Dio, al Principe della Pace, al Condottiero, a Colui
che con Se stesso avrà inebriato ogni anima stanca e saziato ogni anima
affamata, al Santo che stipulerà una alleanza fra terra e Cielo. Non
come quella stipulata coi Padri d’Israele quando Dio li trasse
d’Egitto trattandoli ancora da servi, ma imprimendo la paternità
celeste nello spirito degli uomini con la Grazia nuovamente infusa per i meriti
del Redentore, per il quale tutti i buoni conosceranno il Signore e il
Santuario di Dio non sarà più abbattuto e distrutto.”
Sciammai: “Ma non bestemmiare, fanciullo! Ricorda
Daniele. Egli dice che dopo l’uccisione del Cristo, il Tempio e la Città
saranno distrutti da un popolo e da un condottiero che verrà. E tu
sostieni che il Santuario di Dio non sarà più abbattuto! Rispetta
i Profeti!”
Gesù: “In verità ti dico che vi
è Qualcuno che è da più dei Profeti, e tu non lo conosci e
non lo conoscerai, perché te ne manca la voglia. E ti dico che quanto ti
ho detto è vero. Non conoscerà più morte il Santuario
vero. Ma, come il suo santificatore, risorgerà a vita eterna e alla fine
dei giorni del mondo vivrà in Cielo.”
Hillel: “Ascolta me, fanciullo. Aggeo dice:
“... Verrà il Desiderato delle genti. Grande sarà allora la
gloria di questa casa, e di quest’ultima
più della prima. Vuol forse parlare del Santuario di cui tu parli?
Gesù: “Sì, maestro. Questo vuol dire.
La tua rettitudine ti porta verso la Luce, ed Io te lo dico: quando il
Sacrificio del Cristo sarà compiuto, a te verrà pace,
poiché sei un israelita senza malizia.”
Gamaliele: “Dimmi, Gesù. La pace di cui
parlano i Profeti, come può sperarsi se a questo popolo verrà
distruzione di guerra? Parla e da’ luce anche a me.”
Gesù: “Non ti ricordi, maestro, cosa dissero
coloro che furono presenti la notte della nascita del Cristo? Che le schiere
angeliche cantarono: ‘Pace agli uomini di buona volontà’. Ma
questo popolo non ha buona volontà e non avrà pace. Esso
misconoscerà il suo Re, il Giusto, il Salvatore perché lo spera
re di umana potenza, mentre Egli è re dello spirito. Esso non lo
amerà, dato che il Cristo predicherà ciò che a questo
popolo non piace. Il Cristo non debellerà i nemici coi loro cocchi e i
loro cavalli, ma i nemici dell’anima, che piegano a possesso infernale il
cuore dell’uomo creato per il Signore. E questa non è la vittoria
che Israele si attende da Lui. Egli verrà, Gerusalemme, il tuo Re,
cavalcando ‘l’asina e l’asinello’, ossia i giusti di
Israele e i Gentili. Ma l’asinello, Io ve lo dico, sarà a Lui
più fedele, e lo seguirà precedendo l’asina, e
crescerà nella via della Verità e della Vita. Israele per la sua
mala volontà perderà la pace e soffrirà in sè, per
dei secoli, ciò che farà soffrire al suo Re, che sarà da
esso ridotto il re di dolore di cui parla Isaia.”
Sciammai: La tua bocca sa insieme di latte e di
bestemmia, nazareno. Rispondi: e dove è il Precursore? Quando lo avemmo?
Gesù: “Egli è. Non dice Malachia:
‘Ecco, io mando il mio angelo a preparare davanti a Me la strada; e
subito verrà al suo Tempio il Dominatore da voi cercato, e
l’angelo del Testamento da voi bramato’? Dunque il Precursore
precede immediatamente il Cristo. Egli già è, come è il
Cristo. Se anni passassero fra colui che prepara le vie al Signore e il Cristo,
tutte le vie tornerebbero ingombre e contorte. Dio lo sa, e predispone che il
Precursore anticipi di un’ora sola
il Maestro. Quando vedrete questo Precursore, potrete dire: ‘La missione
del Cristo ha inizio.’ A te dico: il Cristo aprirà molti occhi e
molti orecchi quando verrà a queste vie. Ma non le tue e quelle dei tuoi
pari, che gli darete morte per la Vita che vi porta. Ma quando più alto
di questo Tempio, più alto del Tabernacolo chiuso nel Santo dei santi,
più alto della Gloria sostenuta dai Cherubini, il Redentore sarà
sul suo trono e sul suo altare, maledizione ai deicidi e vita ai Gentili fluiranno dalle sue mille e
mille ferite, perché Egli, o maestro che non sai, non è, lo
ripeto, Re di un regno umano, ma di un Regno spirituale, e suoi sudditi saranno
unicamente coloro che per suo amore sapranno rigenerarsi nello spirito e, come
Giona, dopo essere già nati, rinascere su altri lidi: ‘quelli di
Dio’ attraverso la spirituale generazione che avverrà per Cristo,
il quale darà all’umanità la vera vita”.
Sciammai ed i suoi accoliti:
“Questo nazareno è Satana!”
Hillel e i suoi: “No, questo
fanciullo è un profeta di Dio. Resta con me, Bambino. La mia vecchiezza
trasfonderà al tuo sapere quanto sa, e tu sarai maestro del popolo di
Dio”.
Gesù: “In verità ti dico che se molti
fossero come tu sei, salute verrebbe ad Israele. Ma la mia ora non è
venuta. A Me parlano le voci del Cielo, e nella solitudine le devo raccogliere
finché non sarà la mia ora. Allora con le labbra e col sangue
parlerò a Gerusalemme, e sarà mia la sorte dei Profeti lapidati e
uccisi da essa. Ma sopra il mio essere è quello del Signore Iddio, al
quale Io sottometto Me stesso come servo fedele per fare di Me sgabello alla
sua gloria, in attesa che Egli faccia del mondo sgabello ai piedi del Cristo.
Attendetemi nella mia ora. Queste pietre
riudiranno la mia voce e fremeranno alla mia ultima parola. Beati quelli
che in quella voce avranno udito Iddio e crederanno in Lui attraverso di essa.
A questi il Cristo darà quel Regno che il vostro egoismo sogna umano,
mentre è celeste, e per il quale Io dico: Ecco il tuo servo, Signore,
venuto per fare la tua volontà. Consumala, perché di compierla Io
ardo’.
E
qui, con la visione di Gesù col volto infiammato di ardore spirituale
alzato al cielo, le braccia aperte, ritto in piedi fra i dottori attoniti, mi
finisce la visione. (E sono le 3:30 del 29).
Due tipi di Israele: Il 29 ottobre e il 2 novembre 1950 Maria Valtorta [106] scrive delle pagine che spiegano il capitolo 11
dell’Epistola di S. Paolo ai Romani, che parla del popolo ebraico. Queste pagine costituiscono le
lezioni 45 e 46 del libro che in seguito ha preso come titolo: Lezioni
sull’Epistola di Paolo ai Romani”. In questo libro, dette
lezioni coprono le pagine 267-274.
Lezione n° 45.
La lezione n. 45 spiega l’inizio del capitolo 11
dell’epistola di Paolo. S. Paolo scrive ai Romani questo:
Rm 11, 1-24: “Io mi chiedo:
Ha forse Dio respinto il suo popolo? Certamente no. Non sono anch’io
Israelita? Della razza di Abramo, e della tribù di Beniamino? Dio non ha
respinto nella totalità il popolo che si è scelto. Ignorate cosa
dice la Scrittura a proposito di Elia, quando si intrattenne con Dio per
accusare Israele? Signore, essi hanno ucciso i tuoi profeti e abbattuto i tuoi
altari. Sono rimasto solo, e cercano di togliermi la vita! Che gli rispose la
voce divina? Ho riservato per me 7000 uomini che non si sono inginocchiati
davanti a Baal. Così anche oggi sussiste un resto, eletto per grazia. Ma
se è per grazia, non è per le opere, altrimenti la grazia non
è più grazia.
Che dire dunque?
Israele non ha raggiunto ciò che cercava, ma gli eletti si. Gli altri,
come dice la Scrittura, si sono induriti. Dio ha dato loro uno spirito di
torpore: fino a questo giorno hanno occhi per non vedere e orecchi per non
udire. Davide dice: che la loro mensa sia per essi un laccio, un tranello e un
inciampo in giusta punizione: si offuschino i loro occhi così da non
vedere, e riducili a perpetua schiavitù.
Ancora mi chiedo:
la caduta d’Israele è totale e definitiva? No! Ma dalla loro
caduta ne è derivata la salvezza ai Gentili, questo per eccitare la loro
emulazione. Ora, se la loro caduta ha provocato la ricchezza del mondo, e la
loro perdita la ricchezza dei pagani, che mai non farà la loro pienezza!
A voi Gentili
voglio dire questo: come apostolo dei Gentili faccio onore al mio ministero
nella speranza di suscitare l’emulazione di quelli del mio sangue, per
salvarne almeno alcuni. Ed infatti se la loro esclusione ha provocato la
redenzione del mondo, che non farà la loro riammissione se non provocare
una risurrezione dai morti? Se le primizie sono sante, lo sarà anche il
resto della produzione; se è santa la radice, lo saranno anche i rami.
Ma se alcuni rami sono stati tagliati e tu, che eri selvatico, sei stato
innestato al loro posto, diventando così partecipe della radice e della
linfa dell’olivo genuino, non disprezzare i vecchi rami! Se ti prende la
voglia di vantarti, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la
radice che porta te.
Dirai tu
certamente: Ma i vecchi rami sono stati tagliati perché vi fossi
innestato io! Bene; essi però sono stati tagliati a causa
dell’infedeltà, e tu resti innestato per merito della tua fede. Ma
non montare in superbia, temi piuttosto! Sappi che se Dio non ha risparmiato
quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierebbe te!
Considera la bontà e la severità
di Dio: severità verso quelli che sono caduti, bontà verso di te;
a condizione però che tu sia fedele a questa bontà. Altrimenti
anche tu verresti reciso. Quanto a loro, se non persisteranno
nell’infedeltà verranno innestati di nuovo; Dio ha la potenza di
innestarli di nuovo! Ed infatti, se tu hai potuto essere reciso
dall’olivo selvatico al quale appartenevi secondo la tua natura, e contro
la tua natura hai potuto essere innestato sull’olivo genuino, a
più forte ragione essi, che sono della medesima natura dell’olivo
genuino, potranno essere innestati di nuovo sul proprio tronco! ”
Spiegazioni
(dettate a Maria Valtorta dallo Spirito Santo).
«La
qual riprovazione (di Israele, ndr) non è totale, nè perpetua. Se
Dio è Giustizia, Egli è anche Misericordia. E che Misericordia ne
è testimonianza l’aver fatto del suo Verbo l’Agnello
destinato al sacrificio per la redenzione degli uomini.
Quindi
per ciò non tutto Israele fu riprovato. Perché non tutto Israele
era malvagio. Come in ogni società umana, anche in Israele vi erano dei
giusti. I più giusti tra esso compresero, seguirono e amarono il Cristo
da quando lo conobbero. Altri, meno semplici e meno giusti, attesero ad avere
prove potenti per credere che egli fosse il Messia. Altri ancora furono scossi
sol dagli estremi miracoli (resurrezione a ascensione). Infine, alcuni si
arresero solo quando videro gli Apostoli, rozzi e incolti, mutarsi in
evangelizzatori pieni di dignità e sapienza, divenire dei coraggiosi
mentre prima erano dei paurosi, degli operatori di miracoli come il Maestro
loro, e soprattutto così fermi nella fede da saper tener testa al
Sinedrio, rispondendo una e una volta alle ingiuste ingiunzioni dello stesso: “Se
sia giusto dinanzi a Dio l’ubbidire a voi piuttosto che a Dio,
giudicatelo voi stessi. Per conto nostro, noi non possiamo non parlare di quanto abbiamo visto e udito (Atti 4,
19-20). Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. Il Dio dei padri
nostri ha risuscitato quel Gesù che voi uccideste appendendolo alla
croce. Questo Principe e Salvatore, Iddio lo esaltò con la sua destra,
per dare ad Israele penitenza e remissione dei peccati. E ne siamo noi
testimoni e quello Spirito Santo che Dio ha dato a coloro che gli
ubbidiscono” (Atti 5, 29-32).
I
più giusti tra i capi d’Israele, tra i quali Gamaliele, sommo tra
i rabbi di quel tempo, si convertirono allora al Signore Gesù.
Perché non tutto dell’uomo e nell’uomo è malvagio,
anche se esso non è in tutto giusto. Il peccato d’origine e i
peccati della triplice concupiscenza non distruggono tutto quanto è da
Dio nell’uomo; ossia tutto quanto è buona tendenza della parte
incorporea (spirito e intelletto). La ragione, che solo una demenza può
completamente annullare, può sempre aprire la via della verità e
della giustizia, illuminarle agli uomini perchè, facendo buon uso del
loro libero arbitrio, accolgano quanto in principio hanno ripudiato apertamente
o stentato ad accogliere, riconoscendolo per vero e per buono, e come mezzo per
andare verso la Verità.
Gli
altri d’Israele, “popolo di dura cervice”, sin dai tempi
mosaici persistettero nel loro errore, rigettando la fede nel Cristo,
ripudiando la sua dottrina, che è via di salute. Pur preconoscendo il
Messia, predetto più volte da Dio ai suoi figli, non lo accolsero, anzi
lo rigettarono come un peccatore. Perché in essi non era la
carità che è vita in Dio e vita di Dio nell’uomo, ma era la
superbia che è durezza di cuore e fumo che impedisce di vedere la
verità.
Dio
invece, benché enorme fosse la colpa di Israele, non rigettò
tutto il suo popolo avendo, come già aveva detto a Elia, riservato da
esso un certo numero di uomini che non avrebbero piegato il ginocchio davanti
ad idolo alcuno, e che, più o meno rapidamente, sarebbero venuti al Re
dei re. A questi resti del Popolo eletto – perché gli altri
s’eran fatti, da figli, figliastri di Dio, non riconoscendo il
Primogenito per Natura e per Grazia – andò la Grazia, che è
il dono che Dio ha predestinato per tutti gli uomini, è vero, ma che va
e resta dono a chi non la respinge o se ne spoglia col peccato.
Così
Israele – per voler essere troppo “sommo”, secondo le sue
viste, e per essersi assiso coi suoi grandi sulla cattedra di Mosè,
senza peraltro vivere secondo la giustizia di Mosè, per volersi ritenere
“maestro” al mondo, rendendo impossibile la Legge per il cumulo
delle leggicole umane aggiunte e sovrapposte alla Legge, per volersi ritenere
giudice anche del Santo dei santi, venuto dal Cielo per riportare Israele alla
Giustizia e la Legge alla sua divina e perfetta semplicità per cui ad
ogni uomo giusto è possibile metterla in pratica, sia esso giudeo o
samaritano, greco o romano – non conseguì la gloria umana che
cercava, non la gloria soprannaturale di cui, orgogliosamente, si giudicava
già possessore, ma sebbene, meno che per i pochi Ebrei convertiti al
Cristo, meritò la punizione del Cielo, l’accecamento, lo
stordimento, il laccio, la rete, l’inciampo e la punizione umana che lo
fece curvare al suolo sotto i colpi degli oppressori e andare disperso ed
inviso, per il mondo e per i secoli.
Hanno
respinto, negato, ucciso il Re dei re, quel Re che avrebbe dato loro un regno
senza fine. E re e imperatori, dominatori umani d’ogni tempo, ebbero per
castigo e per umiliazione.
Alla
loro superbia fu offerto questo pane: vedersi sostituito come Popolo di Dio dai
Gentili, e veder distrutti il Tempio e l’altare e la città, di cui
tanto erano orgogliosi sino a mancare di carità per chiunque non ne
fosse cittadino per nascita o per elezione a cariche superbe.
Sprezzarono
e si videro sprezzati. Dominarono con scettro di ferro e furono dominati con
verghe e catene da quelli che avevano per tanto tempo schernito. Divennero i
reietti, e gli altri presero il loro posto. Non ci fu più Gerusalemme e
Sinagoga, ma Roma e la Chiesa. Loro, “i primi”, divennero
“gli ultimi”, come la Parola onnisciente e onniveggente aveva
detto.
Eppure
ancora, poiché Dio da ogni cosa trae un bene, anche se è cosa
sostanzialmente cattiva in se stessa, eppure ancora dal delitto dei giudei
è venuto il bene ai Gentili.
Non
peggiori ai giudei verso il Cristo, ma pagani, i suddetti Gentili rispettavano
in Lui l’uomo dotto e pacifico, l’uomo che non li disprezzava e non
insegnava alle turbe a disprezzarli, ma anzi anche con loro, Gentili, era
buono. Ma dopo il delitto del Golgota i loro occhi si aprirono alla
verità, e nell’uomo buono, pacifico, dotto, capace di miracoli,
riconobbero “il Figlio di Dio”, ed a Lui, vivente nella sua Chiesa,
si volsero ed ebbero la Vita.
Ecco
dunque che il delitto dei Giudei, delitto di avari per concupiscenza di potere,
divenne ricchezza di tesori spirituali ai Gentili che ne erano privi, e la loro
(dei Giudei) volontaria scarsezza di comprensione e d’intelletto, che
ostinatamente si chiuse respingendo la Luce, preferendo le tenebre alla Luce,
fu causa che la Luce andasse ai Gentili, e da questa prima causa venissero le
altre: la carità per cui uomini di nazioni nemiche tra loro, o che si
odiavano perché dominatori e dominati, gente d’ogni luogo e
d’ogni lingua, si riconciliarono tra loro, chiamandosi
“fratelli” nel nome del Fratello santissimo venuto a morire per dar
loro un’unica Vita, fossero Giudei o Gentili, Ebrei della Diaspora o
Greci, Romani, Libici, Egizi, Parti, o Siri.
Prima
sorse, o risorse là dove era morta, la carità che è vita
in Dio, e la carità fece sante le primizie e santa la massa, e santa
tutta la mistica Vite. Dalle radici – che erano d’Israele per Maria
Madre di Gesù, vergine della stirpe di Davide, e per Gesù
Unigenito di Lei; per gli Apostoli figli d’Israele, e i discepoli tratti
dalle dodici tribù – ai rami nuovi dati dai Gentili, innestati sul
suo tronco al posto dei rami che, per non esser voluti rimanere uniti al
Cristo, tronco della mistica Vite, ne furono recisi perché morti.
Santo
tutto il Corpo mistico, perché santo il Capo e santa la radice dal cui
germoglio purissimo era venuto il Capo. Santi i rami, innestati su esso –
anche se, avanti, santi non erano – perché non ripetessero
l’antico peccato per cui Adamo perdette la Grazia, e Israele perdette la
Grazia e la benedizione di Dio per la quasi totalità del suo popolo.
Vita
ai tralci novelli, vita ad ogni germoglio della Vite, è la
carità, linfa divina che alimenta chi non si stacca, per superbia, dal
tronco. Perché la superbia porta al dubbio, e sulle verità e sui
doveri che, ove non si compiano, rendono invisi a Dio. E dal dubbio viene
l’intiepidimento della fede, poscia l’incredulità, poscia la
perdita del timor di Dio, poscia la convinzione che Dio è tanto buono da
non saper esser mai severo.
Dio
è giusto nella sua bontà. Severo finché l’uomo
persiste nel suo peccato, dolce quando l’uomo di esso si pente, pronto più
a riammetterlo alla sua amicizia che a condannarlo, felice se di uno,
spiritualmente morto, può farne o rifarne un vivo. Ma stolto, Dio non lo
è mai.
Ogni
miracolo può operare il Signore, perché infinita è la sua
potenza e la sua misericordia, ed infiniti i meriti del Cristo Redentore. Ma
una cosa è necessaria per ottenere ogni miracolo: la buona
volontà dell’uomo, la sua fede in Dio, la sua speranza nel
Signore, la sua carità verso Dio e prossimo, la carità soprattutto,
perché essa è il terreno che permette il fiorire di ogni
virtù e l’unione con Dio. »
Lezione n° 46.
Continuazione
del capitolo 11 dell’Epistola di San Paolo ai Romani. [107]
Rm
11, 25-36 «Non voglio infatti che
ignoriate questo mistero, fratelli, perché non diventiate presuntuosi:
l’indurimento di una parte di Israele durerà finché non
saranno entrate tutte le genti. Allora tutto Israele sarà salvato come
sta scritto: Da Sion uscirà il
liberatore, egli toglierà le empietà da Giacobbe. Sarà
questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati.
Per quanto riguarda il vangelo, essi sono
vostri nemici con vostro vantaggio, per quanto riguarda l’elezione, essi
sono amati a causa dei loro padri, perché i doni e la chiamata di
Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio
e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza, così
anch’essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia
usata verso di voi, perché anch’essi ottengano misericordia. Dio
infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza per usare a tutti misericordia!
O profondità della ricchezza, della
sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e
inaccessibili le sue vie! Infatti, chi
mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo
consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì che abbia a
riceverne il contraccambio? Poiché da lui, grazie a lui e per lui
sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.»
Spiegazioni
(dettate a Maria Valtorta dallo Spirito Santo).
«Uno
dei segni della venuta finale di Dio, e del Giudizio che seguirà alla
fine del mondo, è la conversione di Israele, che sarà
l’estrema conversione del mondo a Dio.
Perché
loro gli ultimi, essi che furono i primi ad essere popolo di Dio? Per decreto
eterno e per decreto umano.
Nè
paia ingiusto il decreto eterno. Essi, che già primi – anzi: unici
– erano nel conoscere le verità soprannaturali, avrebbero
dovuto essere i primissimi nel nuovo popolo di Dio: il popolo dei Cristiani;
così come Adamo e la sua compagna avrebbero dovuto essere i primissimi
del popolo celeste. Ma la volontà non buona fece dei primi gli ultimi. E
mentre è detto nella Scrittura che Enoc ed Elia furono, viventi, rapiti
da Dio fuor dal mondo, in un altro mondo migliore, per tornare, al giusto
tempo, a predicare penitenza e combattere l’Anticristo quando il mondo
sarà fatto Babilonia e Anticristo – e ciò per la loro
giustizia straordinaria – altrettanto nella Scrittura è detto che
per i suoi peccati Israele sarà riprovato da Dio, e da primo
diverrà ultimo ad entrare nel Regno di Cristo.
Adamo
è ben figura di ciò che vuol dire cadere nella riprovazione di
Dio. Ben egli dovette attendere secoli e millenni negli inferi, nonostante
avesse già lungamente espiato sulla Terra il suo peccato, avanti di
rientrare nel Paradiso almeno terrestre, dove Enoc ed Elia già da secoli
godevano della letificante amicizia di Dio.
Anche
per il popolo ebraico, pur non essendo per esso inesorabilmente chiuso il Regno
di Dio per averlo respinto quando poteva accoglierlo, dovranno passare secoli e
millenni prima che Israele torni amico di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo.
Prima diverranno “Popolo di Dio” gli altri popoli. Ultimi essi: i
giudei. Ultimi, anche se sempre da Sion verranno coloro che saranno salvezza.
Sion
sta qui per dire Israele, e Israele sta qui per dire “popolo dei figli di
Dio”. Da Israele venne Gesù. Da Israele vennero Enoc ed Elia, e torneranno. A preparare,
questi, il ritorno del Figlio di Dio: il Cristo, perché alla sua venuta
l’empietà o l’abominio della desolazione, secondo la parola
evangelica, non siano come palude corrotta su tutta la terra e in tutti i
luoghi di essa, e perché tutti, anche quelli che per secoli furono
protervi, tutti i predestinati alla Vita, l’abbiano prima che il tempo
non sia più.
Tutti,
anche Israele. Perché se, come è detto da Colui che è
l’incarnata Parola e Sapienza del Padre, i giorni della desolazione
saranno accorciati in grazia dei meriti degli eletti, altrettanto è da
credersi che non tutto Israele sarà riprovato ed escluso, e ciò
in grazia dei meriti dei suoi padri: (i patriarchi, i profeti e i giusti del
popolo ebraico). Per la giustizia di questi, Dio userà misericordia e
non cancellerà l’elezione degli Ebrei a suo popolo per non
separare i padri dai figli e perché Dio non è mutevole nei suoi
disegni.
Pieno
di misericordia anche per i pagani e gli idolatri, pieno di misericordia anche
per i peccatori che si pentono, non potrà cessare di essere Padre di
misericordia per coloro che erano suo popolo e che, per uno zelo non più
giusto, perché non misurato, non ordinato – uno zelo che voleva e
si riteneva più perfetto dello stesso decreto e volere e disegno di Dio
– non seppero credere, accettare, accogliere il Cristo così come
Dio Padre lo aveva mandato.
Anche
per gli Ebrei è morto il Cristo. Anzi, nelle sue estreme preghiere dalla
Croce raccomandò al Padre gli Ebrei più d’ogni altro
popolo, perché erano coloro che più avevano meritato la
riprovazione di Dio, e che pertinacemente avevano persistito nel loro errore.
Perché
proprio il Popolo eletto doveva essere il più colpevole? Non poteva Dio
impedire che tale divenisse? Come ha folgorato Saul, non poteva folgorare i
Principi dei Sacerdoti, i Farisei e Scribi, per convertirli alla Verità
e Giustizia? Certo che avrebbe potuto. Ma dove il merito, allora, della loro
conversione, non spontanea ma forzata dal potere e dal volere divino?
Vi
fu o non vi fu un motivo imperscrutabile in questa condotta di Dio? Certo che
vi fu, perché Dio non fa nulla senza uno scopo ed un fine. Ed ogni fine
è giusto, anche se misterioso per i mortali.
Verrà
il momento in cui tutte le cose operate da Dio, incomprensibili ora, vi si
sveleranno. Ed allora, insieme a Paolo ripeterete: “O profondità
delle ricchezze e della Sapienza e Scienza di Dio!” »
- VI -
CHIESA E ANTI-CHIESA
1) – Leone XIII e la Massoneria.
Leone XIII, Pontefice di santa romana Chiesa
dal 1878 al 1903, ha scritto un’enciclica intitolata Humanum Genus, nella quale parla
della Massoneria, condannandone il relativismo filosofico e morale in questi
termini:
Due campi nemici.
«
Il genere umano, dopo che “per l’invidia di Lucifero” si
ribellò sventuratamente a Dio creatore e elargitore dei doni soprannaturali,
si divise come in due campi diversi e nemici tra loro; l’uno dei quali
combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene,
l’altro per il trionfo del male e dell’errore. Il primo è il
regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo; e
chi vuole appartenervi con sincero affetto e come conviene a salute, deve
servire con tutta la mente e con tutto il cuore a Dio e all’Unigenito
Figlio di Lui. Il secondo è il regno di Satana, e sudditi ne sono
quanti, seguendo i funesti esempi del loro capo e dei comuni progenitori,
ricusano di obbedire all’eterna e divina legge, e molte cose imprendono
senza curarsi di Dio, molte contro Dio. Questi due regni, simili a due
città che con leggi opposte vanno ad opposti fini, con grande acume di
mente vide e descrisse Agostino, e risali al principio generatore di entrambi
con queste brevi e profonde parole: “Due città nacquero da due
amori; la terrena dall’amore di sè fino al disprezzo di Dio, la
celeste dall’amore di Dio fino al disprezzo di sè” (De
Civit. Dei, lib. XIV, c. 17).
In
tutta la lunga serie dei secoli queste due città pugnarono l’una
contro l’altra con armi e combattimenti vari, benché non sempre
con l’ardore e l’impeto stesso. Ma ai tempi nostri i partigiani
della città malvagia, ispirati e aiutati da quella società, che
larga mente diffusa e fortemente congegnata prende il nome di Società
Massonica, pare che tutti cospirino insieme, e tentino le ultime prove.
Imperocché senza più dissimulare i loro disegni, insorgono con
estrema audacia contro la sovranità di Dio; lavorano pubblicamente e a
viso aperto a rovina della Santa Chiesa, con proponimento di spogliare affatto,
se fosse possibile, i popoli cristiani dei benefizi recati al mondo da
Gesù Cristo nostro Salvatore.
Gemendo su questi mali, spesso, incalzati dalla
carità, Noi siamo costretti a gridare a Dio: “Ecco, i nemici tuoi
menano gran rumore e quei che t’odiano hanno alzato la testa. Hanno
formato malvagi disegni contro i tuoi santi. Hanno detto: venite, e cancelliamoli
dai numero delle nazioni” (Psalm. XXXII, 2-5).
Doveri dei Papi.
In
sì grave rischio, in sì fiera ed accanita guerra al
Cristianesimo, è dover Nostro mostrare il pericolo, additare i nemici, e
resistere quanto possiamo ai disegni ed alle arti loro, affinché non vadano
eternamente perdute le anime che Ci furono affidate, e il regno di Gesù
Cristo, commesso alla Nostra tutela, non solo stia e si conservi intero, ma per
nuovi e continui acquisti si dilati in ogni parte della terra.
Chi
fosse e a che mirasse questo capitale nemico, che usciva fuori dai covi di
tenebrose congiure, lo compresero tosto i Romani Pontefici Nostri Antecessori,
vigili scolte a salute del popolo cristiano; e anti-venendo col pensiero
l’avvenire, dato quasi il segnale, ammonirono Principi e popoli non si
lasciassero ingannare alle astuzie e trame insidiose. Diede il primo avviso del
pericolo Clemente XII (Cost. In eminenti, 24 Aprile 1738); e la
Costituzione di lui fu confermata e rinnovata da Benedetto XIV (Cost. Providas, 18 maggio 1751). Ne seguì le orme Pio VII (Cost. Ecclesiam a Jesu Christo, 13 Settembre 1821); poi Leone XII con l’Apostolica
Costituzione Quo graviora (del 23
Marzo 1825), abbracciando in questo punto gli atti e i decreti de’ suoi
Antecessori, li ratificò e suggellò con irrevocabile sanzione.
Nel senso medesimo parlarono Pio VIII
(Encicl. Traditi, 31 Maggio 1829), Gregorio XVI (Encicl. Mirari, 15 Agosto 1832) e più
volte Pio IX (Encicl. Qui pluribus, 9 Novembre 1846. Alloc. Multiplices inter, 25 Settembre 1865, ecc.).
Imperocché
da fatti giuridicamente accertati, da formali processi, da statuti, riti,
giornali massonici pubblicati per le stampe, oltre alle non rare deposizioni
dei complici stessi, essendosi venuto a chiaramente conoscere lo scopo e la
natura della setta massonica, quest’Apostolica Sede alzò la voce,
e denunziò al mondo, la setta dei Massoni, sorta contro ogni diritto
umano e divino, essere non men funesta al Cristianesimo che allo Stato, e fece
divieto di darvi il nome sotto le maggiori pene, onde la Chiesa suole punire i
colpevoli. Di che irritati i settari e credendo di poter, parte col disprezzo,
parte con calunniose menzogne sfuggire o scemare la forza di tali sentenze,
accusarono d’ingiustizia o di esagerazione i Papi, che le avevano
pronunziate.
In
questo modo cercarono di eludere la autorità ed il peso delle
Costituzioni Apostoliche di Clemente XII, di Benedetto XIV, e similmente di Pio
VII, e di Pio IX. Nondimeno tra i Frammassoni medesimi ve ne ebbe alcuni i
quali riconobbero loro malgrado, che quelle sentenze dei Romani Pontefici,
ragguagliate alla dottrina e alla disciplina cattolica, erano altamente giuste.
E ai Pontefici si unirono non pochi Principi e uomini di Stato, i quali ebbero
cura o di denunziare all’Apostolica Sede le Società Massoniche, o
di proscriverle essi stessi con leggi speciali nei loro domini, come fu fatto
nell’Olanda, nell’Austria, nella Svizzera, nella Spagna, nella
Baviera, nella Savoia ed in altre parti d’Italia.
Ma la
saggezza dei Nostri Predecessori ebbe, ciò che più conta, piena
giustificazione dagli avvenimenti. Imperocché le provvide e paterne loro
cure, o fosse l’astuzia e l’ipocrisia dei settari, ovvero la
sconsigliata leggerezza di chi pure aveva ogni interesse di tener gli occhi
aperti, non avendo nè sempre nè per tutto sortito l’esito
desiderato, nel giro d’un secolo e mezzo la società Massonica si
propagò con incredibile celerità; e traforandosi per via di
audacia e d’inganni in tutti gli ordini civili, incominciò ad
essere potente in modo da parer quasi padrona degli Stati.
Da
sì celere e tremenda propagazione ne sono seguiti a danno della Chiesa,
della potestà civile, della pubblica salute, quei rovinosi effetti, che
i Nostri Antecessori gran tempo innanzi avevano preveduti. Imperocché
siamo ormai giunti a tale estremo da dover tremare pei le future sorti non
già della Chiesa, edificata su fondamento non possibile ad abbattersi da
forza umana, ma di quegli Stati, dove la setta di cui parliamo o le altre
affini a quella e sue ministre e satelliti, possono tanto.
Per
queste ragioni, appena eletti a governare la Chiesa, vedemmo e sentimmo
vivamente nell’animo la necessità di opporci, quanto fosse
possibile, con la Nostra autorità a male si grande. E colta bene spesso
opportuna occasione, venimmo svolgendo or l’una or l’altra di
quelle capitali dottrine, in cui il veleno degli errori massonici pareva che
fosse più intimamente penetrato. Così con la Lettera Enciclica “Quod Apostolici muneris”, sfolgorammo i mostruosi errori dei Socialisti e Comunisti: con
l’altra “Arcanum” prendemmo a spiegare e difendere il vero e
genuino concetto della famiglia, che ha l’origine e sorgente sua nel
matrimonio: con quella che incomincia “Diuturnum” ritraemmo l’idea del potere politico, esemplata ai
princìpi dell’Evangelo, e mirabilmente consentanea alla natura
delle cose e al bene dei popoli e dei sovrani.
Ora
poi, ad esempio dei Nostri Predecessori, Ci siamo risoluti di prender
direttamente di mira la stessa società Massonica nel complesso delle sue
dottrine, dei suoi disegni, delle sue tendenze, delle sue opere,
affinché, meglio conosciutane la malefica natura, ne sia schivato
più cautamente il contagio.
Società segrete.
Varie
sono le sette che, sebbene differenti di nome, di rito, di forma,
d’origine, essendo per uguaglianza di proposito e per affinità
de’ sommi principi strettamente collegate fra loro, convengono in
sostanza con la setta dei Frammassoni, quasi centro comune, da cui muovono
tutte e a cui tutte ritornano. Le quali, sebbene ora facciano sembianza di non
voler nascondersi, e tengano alla luce del sole e sotto gli occhi dei cittadini
le loro adunanze, e stampino effemeridi proprie, ciò nondimeno, chi
guardi più addentro, ritengono il vero carattere di società
segrete.
Imperocché
la legge del segreto vi domina e molte sono le cose, che per inviolabile
statuto si debbono gelosamente tener celate, non solo agli estranei, ma ai
più dei loro adepti: come, ad esempio, gli ultimi e veri loro
intendimenti; i capi supremi e più influenti; certe conventicole
più intime e segrete; le risoluzioni prese, e il modo ed i mezzi da
eseguirle. A questo mira quel divario di diritti, cariche, offici tra soci;
quella gerarchica distinzione di classi e di gradi, e la rigorosa disciplina
che li governa.
Minacce di morte.
Il
candidato deve promettere, anzi, d’ordinario, giurare espressamente di
non rivelar giammai e a nessun patto gli affiliati, i contrassegni, le dottrine
della setta. Così, sotto mentite sembianze e con l’arte
d’una continua simulazione, i Frammassoni studiansi a tutto potere di
restare nascosti, e di non aver testimoni altro che i loro. Cercano destramente
sotterfugi, pigliando sembianze accademiche e scientifiche: hanno sempre in
bocca lo zelo della civiltà, l’amore della povera plebe: essere
unico intento loro migliorare le condizioni del popolo, e i beni del civile
consorzio accomunare il più ch’è possibile a molti. Le
quali intenzioni, quando fossero vere, non sono che una parte dei loro disegni.
Debbono inoltre gli iscritti promettere ai loro capi e maestri cieca ed
assoluta obbedienza: che ad un minimo cenno, ad un semplice motto,
n’eseguiranno gli ordini; pronti, ove manchino, ad ogni più grave
pena, e perfino alla morte. E di fatti non è caso raro, che atroci
vendette piombino su chi sia creduto reo di aver tradito il segreto, o disubbidito
al comando, e ciò con tanta audacia e destrezza, che spesso il sicario
sfugge alle ricerche ed ai colpi della giustizia.
Or bene
questo continuo infingersi, e voler rimanere nascosto, questo legar tenacemente
gli uomini all’altrui volontà per uno scopo da essi mal
conosciuto, e abusarne come di ciechi strumenti ad ogni impresa, per malvagia
che sia, armarne la destra micidiale procacciando al delitto
l’impunità, sono eccessi che ripugnano altamente alla natura. La
ragione dunque condanna le sette Massoniche e le convince nemiche della
giustizia e della naturale onestà. Tanto più che altre e ben
luminose prove ci sono della sua rea natura. Per quanto infatti sia grande
negli uomini l’arte di fingere e l’uso di mentire, egli è
impossibile che la causa non si manifesti in qualche modo pe’ suoi
effetti. “Non può un albero buono dar frutti cattivi, nè un
albero cattivo frutti buoni” (Mat. 7, 18).
Dottrina erronea: il naturalismo.
Ora
della Massonica setta acerbissimi sono i frutti. Imperocché dalle non
dubbie prove che abbiamo testé ricordate, apparisce supremo intendimento
dei Frammassoni esser questo: distruggere da capo a fondo tutto l’ordine
religioso e sociale, qual fu creato dal Cristianesimo, e pigliando fondamenti e
nome dal Naturalismo, rifarlo a loro senno di pianta.
Questo
per altro, che abbiamo detto o diremo, va inteso della setta Massonica
considerata in se stessa, e in quanto abbraccia la gran famiglia delle affini e
collegate società; non già dei singoli suoi seguaci. Nel numero
dei quali può ben essere ve ne abbia non pochi, che, sebbene colpevoli
per essersi impigliati in congreghe di questa sorta, tuttavia non piglino parte
direttamente alle male opere di esse, e ne ignorino altresì lo scopo
finale. Così ancora tra le società medesime non tutte forse
traggono quelle conseguenze estreme, a cui pure, come a necessarie illazioni
dei comuni principi, dovrebbero logicamente venire, se la enormità di
certe dottrine non le trattenesse. La condizione altresì dei luoghi e
dei tempi fa che taluna di esse non osi quanto vorrebbe od osano le altre. Il
che però non le salva dalla complicità con la setta Massonica, la
quale più che dalle azioni e dai fatti, vuol esser giudicata dal
complesso de’ suoi principi.
Ora
fondamentale principio dei Naturalisti, come il nome stesso lo dice, egli
è la sovranità e il magistero assoluto dell’umana natura e
dell’umana ragione. Quindi dei doveri verso Iddio o poco si curano, o mal
ne sentono. Negano affatto la divina rivelazione; non ammettono dogmi, non
verità superiori all’intelligenza umana, non maestro alcuno, a cui
si abbia per l’autorità dell’officio da credere in
coscienza. E poiché è privilegio singolare e unicamente proprio
della Chiesa cattolica il possedere nella sua pienezza, e conservare nella sua
integrità il deposito delle dottrine divinamente rivelate,
l’autorità del magistero, e i mezzi soprannaturali
dell’eterna salute, somma contro di lei è la rabbia e
l’accanimento dei nemici. Si osservi ora il procedere della setta
Massonica in fatto di religione, là specialmente dov’è
più libera di fare a suo modo, e poi si giudichi, se ella non si mostri
esecutrice fedele delle massime dei Naturalisti. Infatti con lungo ed ostinato
proposito si procura che nella società non abbia alcuna influenza,
nè il magistero nè l’autorità della Chiesa; e
perciò si predica da per tutto e si sostiene la piena separazione della
Chiesa dallo Stato. Così si sottraggono leggi e governo alla
virtù divinamente salutare della religione cattolica, per conseguenza si
vuole ad ogni costo ordinare in tutto e per tutto gli Stati indipendentemente
dalle istituzioni e dalle dottrine della Chiesa.
Nè
basta tener lungi la Chiesa, che pure è guida tanto sicura, ma vi si
aggiungono persecuzioni ed offese. Ecco infatti piena licenza di assalire impunemente
con la parola, con gli scritti, con l’insegnamento, i fondamenti stessi
della cattolica religione: i diritti della Chiesa si manomettono; non si
rispettano le divine sue prerogative. Si restringe il più possibile
l’azione di lei; e ciò in forza di leggi, in apparenza non troppo
violente, ma in sostanza nate fatte per incepparne la libertà. Leggi di
odiosa parzialità si sanciscono contro il Clero, cosicché vedesi
stremato ogni giorno più e di numero e di mezzi. Vincolati in mille modi
e messi in mano allo Stato gli avanzi dei beni ecclesiastici; i sodalizi
religiosi aboliti, dispersi.
Scopo segreto: sopprimere il Papato.
Ma
contro l’Apostolica Sede e il Romano Pontefice arde più accesa la
guerra. Prima di tutto egli fu sotto bugiardi pretesti spogliato del Principato
civile, propugnacolo della sua libertà e dei suoi diritti; poi fu
ridotto ad una condizione iniqua, e per gli infiniti ostacoli intollerabile;
finché si è giunti a quest’estremo, che i settari dicono
aperto ciò che segretamente e lungamente avevano macchinato fra loro,
doversi togliere di mezzo lo stesso spirituale potere dei Pontefici, e fare
scomparire dal mondo la divina istituzione del Pontificato. Di che, ove altri
argomenti mancassero, prova sufficiente sarebbe la testimonianza di parecchi di
loro, che spesse volte in addietro, ed eziandio recentemente dichiararono,
essere veramente scopo supremo dei Frammassoni perseguitare con odio
implacabile il Cristianesimo, e che essi non si daranno mai pace,
finché non vedano a terra tutte le istituzioni religiose fondate dai
Papi.
Che se
la setta non impone agli affiliati di rinnegare espressamente la fede
cattolica, cotesta tolleranza, non che guastare i massonici disegni, li aiuta.
Imperocché in primo luogo è questo un modo di ingannar facilmente
i semplici e gli incauti, ed un richiamo di proselitismo. Poi con aprir le
porte a persone di qualsiasi religione si ottiene il vantaggio di persuadere
col fatto il grande errore moderno dell’indifferentismo religioso e della
parità di tutti i culti: via opportunissima per annientare le religioni
tutte, e segnatamente la cattolica che, unica vera, non può
senz’enorme ingiustizia esser messa in un fascio con le altre.
Ma i
Naturalisti vanno più oltre. Messisi audacemente, in cose di massima
importanza, per una via totalmente falsa, sia per la debolezza dell’umana
natura, sia per giusto giudizio di Dio che punisce l’orgoglio,
trascorrono precipitosi agli errori estremi. Così avviene che le stesse
verità, che si conoscono pei lume naturale di ragione, quali sono per
fermo l’esistenza di Dio, la spiritualità ed immortalità
dell’anima umana, non hanno più pei essi consistenza e certezza.
Or
negli scogli medesimi va per via non dissimile ad urtare la setta Massonica.
L’esistenza di Dio, è vero, i Frammassoni generalmente la
professano: ma che questa non sia in ciascun di loro persuasione ferma e
giudizio certo, essi stessi ne fan fede.
Imperocché
non dissimulano, che nella famiglia massonica la questione intorno a Dio
è un principio grandissimo di discordia; ed anzi è noto come pur
di recente si ebbero tra loro su questo punto gravi contese. Fatto sta che la
setta lascia agl’iniziati libertà grande di sostenere circa Dio la
tesi che vogliono, affermandone o negandone la esistenza; e gli audaci negatori
vi hanno accesso non meno facile di quelli che, a guisa dei Panteisti,
ammettono Iddio, ma ne travisano il concetto: ciò che in sostanza riesce
a ritenere della divina natura non so quale assurdo simulacro, distruggendone la
realtà.
Morale Pagana. Decadimento dei costumi.
Ora
abbattuto o scalzato questo supremo fondamento, forza è che vacillino
anche molte verità di ordine naturale, come la libera creazione del
mondo, il governo universale della provvidenza, l’immortalità
dell’anima, la vita futura e sempiterna. Scomparsi poi questi, come dire,
principi di natura, importantissimi per la speculativa e per la pratica,
è agevole il vedere che cosa sia per addivenire il pubblico e il privato
costume. Non parliamo delle virtù sovrannaturali, che senza speciale
favore e dono di Dio niuno può nè esercitare, nè
conseguire, e delle quali non è possibile che si trovi vestigio in chi
superbamente disconosce la redenzione del genere umano, la grazia Celeste, i
Sacramenti, l’eterna beatitudine: parliamo dei doveri che procedono dalla
onestà naturale.
Imperocché
Iddio, creatore e provvido reggitore del mondo; la legge eterna, che comanda il
rispetto e proibisce la violazione dell’ordine naturale; il fine ultimo
degli uomini, posto di gran lunga al di sopra delle create cose, fuori di
questa terra; sono queste le sorgenti e i principi della giustizia e della
moralità. I quali princìpi se, come fanno i Naturalisti ed
altresì i Frammassoni, si tolgano via, l’etica naturale non ha
più nè dove appoggiarsi, nè come sostenersi. E per fermo
la morale, che sola ammettono i Frammassoni, e che vorrebbero educatrice unica
della gioventù, è quella che chiamano morale civile e morale
indipendente, ossia che prescinde affatto da ogni idea religiosa.
Ma
quanto sia povera, incerta, e ad ogni soffio di passione variabile cotesta
morale, lo dimostrano i dolorosi frutti, che già in parte appariscono. Imperocché ovunque essa ha cominciato a
dominare liberamente, dato lo sfratto alla educazione cristiana, la
probità e integrità dei costumi scade rapidamente, orrende e
mostruose opinioni levano la testa, e l’audacia dei delitti va crescendo
in modo spaventoso. Il che si lamenta e deplora da tutti; e spesse volte,
sforzati dalla verità, non pochi di quegli stessi l’attestano, che
pur tutt’altro vorrebbero.
Oltre a
ciò, per essere l’umana natura infetta dalla colpa di origine, e
perciò più proclive al vizio che alla virtù, non è
possibile vivere onestamente senza mortificare le passioni, e sottomettere alla
ragione gli appetiti. In questa pugna è bene spesso necessario
disprezzare i beni creati, e sottoporsi a molestie e sacrifici grandissimi, a
fine di serbar sempre alla ragione vincitrice il suo impero. Ma i Naturalisti e
i Massoni, ripudiando ogni divina rivelazione, negano il peccato originale, e
stimano non esser punto affievolito nè inclinato al male il libero
arbitrio (Conc. Trid. Sess. VI, De justif., c. I.). Anzi esagerando le forze e
l’eccellenza della natura, e collocando in lei il principio e la norma unica
della giustizia, non sanno pur concepire che, a frenarne i moti e moderarne gli
appetiti, ci vogliono sforzi continui e somma costanza. E questa è la
ragione, per cui vediamo offerte pubblicamente alle passioni tante attrattive:
giornali e periodici senza freno e senza pudore; rappresentazioni teatrali
oltre ogni dire disoneste; arti coltivate secondo i principi di uno sfacciato
verismo; con raffinate invenzioni promosso il molle e delicato vivere; insomma
cercate avidamente tutte le lusinghe capaci di sedurre e addormentare la
virtù. Cose altamente riprovevoli, ma pur coerenti ai principi di coloro
che tolgono all’uomo la speranza dei beni Celesti, e tutta la
felicità fanno consistere nelle cose caduche, avvilendola sino alla
terra.
Ed a
conferma di ciò che abbiamo detto, può servire un fatto
più strano a dirsi, che a credersi. Imperocché gli uomini scaltri
ed accorti non trovando anime più docilmente servili di quelle
già dome e fiaccate dalla tirannide delle passioni, vi fu nella setta
Massonica chi disse aperto e propose, doversi con ogni arte ed accorgimento
tirare le moltitudini a satollarsi di licenza: così lesi avrebbero poi
docile strumento ad ogni più audace disegno.
Quanto
al consorzio domestico, ecco a un dipresso tutta la dottrina dei Naturalisti.
Il matrimonio non è altro che
un contratto civile; può legittimamente rescindersi a volontà dei
contraenti; il potere sul vincolo matrimoniale appartiene allo Stato.
Nell’educare i figli non s’imponga religione alcuna: cresciuti in
età, ciascuno sia libero di scegliersi quella che più gli
aggrada.
Ora
questi principi i Frammassoni li accettano senza riserva: e non pure li
accettano, ma studiansi da gran tempo di fare in modo, che passino nei costumi
e nell’uso della vita. In molti paesi, che pur si professano cattolici,
si hanno giuridicamente per nulli i matrimoni non celebrati nella forma civile;
altrove le leggi permettono il divorzio;
altrove si fa di tutto, perché sia quanto prima permesso. Così si
corre di gran passo all’intento di snaturare le nozze, riducendole a
mutabili e passeggere unioni, da formarsi e da sciogliersi a talento.
Ad
impossessarsi altresì della educazione dei giovanetti mira con unanime e
tenace proposito la setta dei Massoni. Comprendono ben essi, che
quell’età tenera e flessibile lasciasi figurare e piegare a loro
talento, e però non esserci espediente più opportuno di questo
per formare allo Stato cittadini tali, quali essi vagheggiano. Quindi
nell’opera di educare e istruire i fanciulli non lasciano ai ministri
della Chiesa parte alcuna nè di direzione, nè di vigilanza: e in
molti luoghi si è già tanto innanzi, che l’educazione della gioventù è tutta in mano dei
laici; e dall’insegnamento morale ogni idea è sbandita di quei
grandissimi e santissimi doveri, che l’uomo congiungono a Dio.
Seguono
le massime di scienza sociale. Dove i Naturalisti insegnano, che gli uomini
hanno tutti gli stessi diritti, e sono di condizione perfettamente eguali; che
ogni uomo è, per natura, indipendente; che nessuno ha diritto di
comandare agli altri; che volergli uomini sottoposti ad altra autorità,
da quella in fuori che emana da loro stessi, è tirannia. Quindi il
popolo è sovrano: chi comanda, non aver l’autorità di
comandare se non per mandato o concessione del popolo; tantoché a
talento di questo egli può, voglia o non voglia, esser deposto.
L’origine di tutti i diritti e doveri civili è nel popolo, ovvero
nello Stato, che si regga per altro secondo i nuovi principi di libertà.
Lo Stato inoltre deve essere ateo; tra le varie religioni non esservi ragione
di dar la preferenza a veruna: doversi fare di tutte lo stesso conto.
Ora che
queste massime piacciano ugualmente ai Frammassoni, e che su questo tipo e
modello vogliano essi foggiati i governi, è cosa notissima, e che non ha
bisogno di prova. Egli è un pezzo, di fatti, che, con quanto hanno di
forze e di potere, apertamente lavorano per questo, spianando così la
via a quei non pochi più audaci di loro, e più avventati nel
male, che vagheggiano l’uguaglianza e comunanza di tutti i beni, fatta
scomparire dal mondo ogni distinzione di averi e di condizioni sociali.
Da
questi brevi cenni si scorge chiaro abbastanza, che sia e che voglia la setta
Massonica. I suoi dogmi ripugnano tanto e con tanta evidenza alla ragione, che
nulla può esservi di più perverso. Voler distruggere la religione
e la Chiesa fondata da Dio stesso, e da Lui assicurata di vita immortale, voler
dopo ben diciotto secoli risuscitare i costumi e le istituzioni del paganesimo,
è insigne follia e sfrontatissima empietà. Ne meno orrenda e
intollerabile cosa egli è ripudiare i benefizi largiti per Sua
bontà da Gesù Cristo non pure agl’individui, ma alle
famiglie e agli Stati; benefizi, per giudizio e testimonianza anche di nemici,
segnalatissimi. In questo pazzo e feroce proposito pare quasi potersi riconoscere
quell’odio implacabile, quella rabbia di vendetta, che contro Gesù
Cristo arde nel cuore di Satana.
Similmente
l’altra impresa, in cui tanto si travagliano i Massoni, di atterrare i
precipui fondamenti della morale, e di farsi complici e cooperatori di chi, a
guisa di bruto, vorrebbe lecito ciò che piace, altro non è che
sospingere il genere umano alla più abbietta e ignominiosa degradazione.
Ed
aggravano il male i pericoli, onde sono minacciati tanto il domestico, quando
il civile consorzio. Come di fatti esponemmo altra volta, esiste nel
matrimonio, per unanime consenso dei popoli e dei secoli, un carattere sacro e
religioso: oltreché per legge divina l’unione coniugale e
indissolubile. Or se questa unione si dissacri, se permettasi giuridicamente il
divorzio, la confusione e la discordia entreranno per conseguenza inevitabile
nel santuario della famiglia, e la donna la sua dignità, i figli
perderanno la sicurezza d’ogni loro benessere.
Che poi
lo Stato faccia professione di religiosa indifferenza, e nell’ordinare e
governare il civile consorzio non si curi di Dio, nè più
nè meno che se Egli non fosse, è sconsigliatezza ignota agli
stessi pagani; i quali avevano nella mente e nel cuore così scolpita non
pur l’idea di Dio, ma la necessità di un culto pubblico, che
giudicavano potersi più facilmente trovare una città senza suolo,
che senza Dio. E veramente la società del genere umano, a cui siamo
stati fatti da natura, fu istituita da Dio autore della natura medesima, e da
Lui deriva come da fonte e principio tutta quella perenne copia di beni senza
numero, ond’essa abbonda. Come dunque la voce stessa di natura impone a
ciascuno di noi di onorare con religiosa pietà Iddio, perché
abbiamo da Lui ricevuto la vita e i beni che l’accompagnano; così
per la ragione medesima debbono fare popoli e Stati. Opera perciò non
solo ingiusta, ma insipiente ed assurda fanno coloro, che vogliono sciolta da
ogni religioso dovere la civile comunanza.
Posto
poi che per volere di Dio nascano gli uomini alla società civile, e che
il potere sovrano sia vincolo così strettamente necessario alla
società stessa, che, dove quello manchi, questa necessariamente si
sfascia, ne segue che l’autorità di comandare deriva da quello
stesso principio, da cui deriva la società. Ed ecco la ragione, che
l’investito di tale autorità, sia chi si voglia, è ministro
di Dio. Laonde fin dove è richiesto dal fine e dalla natura
dell’umano consorzio, si deve obbedire al giusto comando del potere
legittimo, non altrimenti che alla sovranità di Dio reggitore
dell’universo: ed è capitale errore il dare al popolo piena balia
di scuotere, quando gli piaccia, il giogo dell’obbedienza.
Così
ancora chi guardi alla comune origine e natura, al fine ultimo assegnato a
ciascuno, ai diritti e ai doveri che ne scaturiscono, non è da dubitare
che gli uomini sono tutti uguali fra loro. Ma poiché capacità
pari in tutti è impossibile, e per le forze dell’animo e del corpo
l’uno differisce dall’altro, e tanta è dei costumi, delle
inclinazioni, e delle qualità personali la varietà, egli è
assurda cosa voler confondere e unificare tutto questo, e recare negli ordini
della vita civile una rigorosa ed assoluta uguaglianza. Come la perfetta
costituzione del corpo umano risulta dall’unione e compagine di vali
membri che, diversi di forma e di uso, ma congiunti insieme e messi ciascuno al
suo posto, formano un organismo bello, forte, utilissimo e necessario alla
vita; così nello Stato quasi infinita è la varietà
degl’individui che lo compongono; i quali, se, parificati tra loro,
vivano ognuno a proprio senno, ne uscirà una cittadinanza mostruosamente
deforme; laddove, se distinti in armonia di gradi, di offici, di tendenze di
arti, bellamente cooperino insieme al bene comune, renderanno immagine
d’una cittadinanza ben costituita e conforme a natura.
Del
resto i turbolenti errori, che abbiamo accennati, debbono troppo far tremare
gli Stati. Imperocché tolto via il timore di Dio e il rispetto delle
divine leggi, messa sotto i piedi l’autorità dei Principi,
licenziata e legittimata la libidine delle sommosse, sciolto alle passioni
popolari ogni freno, mancato, dai castighi in fuori, ogni ritegno, non
può non seguirne una rivoluzione e sovversione universale. E questo
sovversivo rivolgimento è lo scopo deliberato e l’aperta
professione delle numerose associazioni di Comunisti e Socialisti: agli
intendimenti dei quali non ha ragione di chiamarsi estranea la setta Massonica,
essa che tanto ne favorisce i disegni, ed ha comuni con loro i capitali
principi. Che se non si trascorre coi fatti subito e da per tutto alle estreme
conseguenze, il merito di ciò deve recarsi, non già alle massime
della setta o alla volontà dei settari, ma alla virtù di quella
divina religione, che non può essere spenta, e alla parte più
sana dell’umano consorzio, che, sdegnando di servire alle società
segrete, si oppone con forte petto all’esorbitanza dei loro conati.
E
volesse il Cielo, che universalmente dai frutti si giudicasse la radice, e dai
mali che ci minacciano, dai pericoli che ci sovrastano si riconoscesse il mal
seme! Si ha da fare con un nemico astuto e fraudolento che, blandendo popoli e
monarchi, con lusinghiere promesse e con fini adulazioni entrambi
ingannò.
Insinuandosi
sotto specie di amicizia nel cuore dei Principi, i Frammassoni mirarono ad
avere in essi complici ed aiuti potenti per opprimere il Cristianesimo; e a fine di mettere nei loro fianchi
sproni più acuti, si diedero a calunniare ostinatamente la Chiesa come
nemica del potere e delle prerogative reali. Divenuti con tali arti baldanzosi
e sicuri, acquistarono influenza grande nel governo degli Stati, risoluti per
altro di crollare le fondamenta dei troni, e di perseguitare, calunniare,
discacciare chi tra i sovrani si mostrasse restio a governare a modo loro.
Con
arti simili adulando il popolo, lo trassero in inganno. Gridando a piena bocca
libertà e prosperità pubblica; facendo credere alle moltitudini
che dell’iniqua servitù e miseria, in cui gemevano, tutta della
Chiesa e dei sovrani era la colpa, sobillarono il popolo, e lui smanioso di
novità aizzarono ai danni dell’uno e dell’altro potere. Vero
è bensì che dei vantaggi sperati maggiore è
l’aspettazione che la realtà: anzi oppressa più che mai la
povera plebe vedesi nelle miserie sue mancare gran parte di quei conforti, che
nella società cristianamente costituita avrebbe potuto facilmente e
copiosamente trovare. Ma di tutti i superbi, che si ribellano all’ordine
stabilito dalla provvidenza divina, questo è il consueto castigo, che
donde sconsigliatamente promettevansi fortuna prospera e tutta a seconda dei
loro desideri, trovino ivi appunto oppressione e miseria.
Quanto
alla Chiesa, se comanda di ubbidire innanzi tutto a Dio supremo Signore di ogni
cosa, sarebbe ingiuriosa calunnia crederla perciò nemica del potere
de’ Principi, od usurpatrice dei loro diritti. Vuole anzi essa, che
quanto è dovuto alla potestà civile, lesi renda per dovere di
coscienza. Il riconoscere poi da Dio, com’essa fa, il diritto di
comandare, aggiunge al potere politico dignità grande, e giova molto a
conciliargli il rispetto e l’amore dei sudditi. Amica della pace, autrice
della concordia, tutti con affetto materno abbraccia la Chiesa; e intenta
unicamente a far bene agli uomini, insegna doversi alla giustizia unir la
clemenza, al comando l’equità, alle leggi la moderazione;
rispettare ogni diritto, mantenere l’ordine e la tranquillità
pubblica, sollevare al possibile privatamente e pubblicamente le indigenze
degl’infelici. “Ma – per usare le parole di S. Agostino
– credono o vogliono far credere che non torna utile alla società
la dottrina del Vangelo, perché vogliono che lo Stato posi non sul
fondamento stabile delle virtù, ma sull’impunità dei
vivi” (Epist. CXXXVII, al. III, ad Volusianum c. v, n. 20). Per le quali
cose opera troppo più conforme al senno civile e necessaria al comune
benessere sarebbe, che Principi e popoli, invece di allearsi coi Frammassoni a
danno della Chiesa, si unissero alla Chiesa per respingere gli assalti dei
Frammassoni.
In ogni
modo, alla vista d’un male sì grave e già troppo diffuso,
è debito Nostro, Venerabili Fratelli, applicar l’animo a cercarne
i rimedi. E poiché sappiamo che nella virtù della religione
divina, tanto più odiata dai Massoni, quanto più temuta, consiste
la migliore e più salda speranza di rimedio efficace, a questa
virtù sommamente salutare crediamo che prima di tutto sia da ricorrere
contro il comune nemico. Tutte queste cose pertanto, che i Romani Pontefici
Nostri Antecessori decretarono per attraversare i disegni e render vani gli
sforzi della setta Massonica; tutte quelle che sancirono per allontanare o
ritrarre i fedeli da così fatte società; tutte e singole Noi con
l’Autorità Nostra Apostolica le ratifichiamo e confermiamo. E qui
confidando moltissimo nel buon volere dei fedeli, preghiamo e scongiuriamo
ciascuno di loro per quanto su questo proposito fu prescritto
dall’Apostolica Sede. Preghiamo poi e supplichiamo voi, Venerabili
Fratelli, che cooperiate con Noi ad estirpare questo rio veleno, che largamente
serpeggia in seno agli Stati. A voi tocca difendere la gloria di Dio e la
salvezza delle anime; tenendo, nel combattimento, questi due fini davanti agli
occhi, non vi mancherà coraggio nè fortezza. Il giudicare quali
sieno i più efficaci mezzi da superare gli ostacoli è cosa che
spetta alla prudenza vostra.
Pur
nondimeno trovando Noi conveniente al Nostro ministero l’additarvi alcuni
dei mezzi più opportuni, la prima cosa da farsi si è togliere
alla setta Massonica le mentite sembianze, e renderle le sue proprie,
ammaestrando con la voce, ed eziandio con Lettere Pastorali, i popoli, quali
siano di tali società gli artifizi per blandire ed allettare; quali la
perversità delle dottrine e la disonestà delle opere.
Conforme
dichiararono più volte i Nostri Predecessori, chiunque ha cara quanto
deve la professione cattolica e la propria salute, non si lusinghi mai di poter
senza colpa iscriversi, per qualsivoglia ragione, alla setta Massonica. Niuno
si lasci illudere alla simulata
onestà. Imperocché può ben parere a taluno che i
Massoni nulla impongano di apertamente contrario alla fede e alla morale: ma
essendo essenzialmente malvagio lo scopo e la natura di tali sette, non
può essere lecito di darvi il nome, nè di aiutarle in
qualsivoglia maniera. (...)
Invochiamo
a tal fine l’aiuto e la mediazione di Maria Vergine Madre di Dio,
affinché contro l’empie sette, in cui si vedono chiaramente
rivivere l’orgoglio contumace, la perfidia indomita, la simulatrice
astuzia di Satana, dimostri la potenza sua, essa che trionfò di lui sin
dal suo primo concepimento.
Preghiamo
altresì San Michele, principe dell’angelica milizia, debellatore
del nemico infernale; San Giuseppe, sposo della Vergine Santissima, Celeste e
salutare patrono della cattolica Chiesa; i grandi Apostoli Pietro e Paolo,
propagatori e difensori invitti della fede cristiana. Per il patrocinio di essi
e per la perseveranza delle comuni preghiere confidiamo, che Iddio si
degnerà di sovvenire pietosamente ai bisogni della umana società,
minacciata da tanti pericoli.
A pegno
poi delle grazie Celesti e della benevolenza Nostra impartiamo con grande
affetto a voi, Venerabili Fratelli, al clero e a tutto il popolo commesso alle
vostre cure l’Apostolica Benedizione.»
Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 20 Aprile 1884, anno VII del
Nostro Pontificato. LEONE PP. XIII
2) – Origini possibili della Massoneria: il manoscritto. [108]
Tutti
pensano che la Massoneria sia stata fondata nel 1717 con l’istituzione
della Grande Loggia d’Inghilterra, e che a fondarla sia stato il
Dott. James Anderson il quale, come tutti sanno, ha scritto le sue “Nuove
Costituzioni”. [109] Pochi sanno che la Massoneria ha 2000 anni d’età, e che il
suo capo fondatore è Erode Agrippa, re dei Giudei. Questi l’ha
fondata nell’anno 43 dopo Cristo col consiglio di Hiram Abiud, e con
l’assenso di Moab Lévy, Adoniram, Johanan, Jacob Abdon, Antipas, Solomon Aberon,
e di Ashad Abia. Allora queste nove persone hanno dato alla loro
associazione segreta il nome di: “Forza Misteriosa”. Questa
preziosa informazione è basata su di un manoscritto redatto in lingua
ebraica, e contenente i verbali delle riunioni dei fondatori.
Le
nove persone sopra nominate hanno trasmesso i verbali delle loro prime riunioni
unicamente ai loro discendenti diretti. Sette delle nove copie del prezioso
manoscritto sono scomparse durante l’esilio del Popolo ebraico, esilio
che si è iniziato nel nell’anno 70 dopo Cristo con la distruzione
di Gerusalemme per opera dei Romani, e che in un certo senso dura tuttora
benché siano trascorsi 19 secoli. Nel XVII secolo una di queste nove
copie originali del manoscritto ebraico è stata lasciata in
eredità da Moab Lévy, il discendente di uno dei fondatori, a
Joseph Lévy. Joseph Lévy è stato assassinato da
Desaguliers, che ha fondato la Massoneria moderna dopo essersi impossessato del
manoscritto di Joseph Lévy.
Il
figlio di Joseph Lévy, Abraham Lévy, ha sposato Esther, e due
anni dopo è morto di tubercolosi. Esther si è risposata con
Abraham Abiud, un discendente di Hiram Abiud, uno dei nove fondatori. Abraham
Abiud possedeva un’altra copia del manoscritto originale. La loro unica
figlia (chiamata Esther anche lei) ha sposato Samuel Lawrence. Loro figlio,
Jonas Lawrence, [110] ha ricevuto in eredità questo
manoscritto, ed ha tentato di pubblicarlo, ma è stato assassinato a
causa della sua conversione al Cristianesimo, ed anche perché non era
considerato un discendente diretto della famiglia dei Lévy. La
volontà di Jonas Lawrence di pubblicare il manoscritto si
è potuta realizzare solo quando un suo pronipote, il protestante
Lawrence G. S. Lawrence, nato nel 1868, [111] riuscì à tradurre il contenuto
del manoscritto dall’ebreo all’inglese, col titolo: “The Dissipation of the Darkness, the Origin of Masonry”.
(Traduzione:
Dissipazione dell’oscurità, origine della Massoneria).
Siccome
il manoscritto originale è stato tradotto in lingua inglese da Lawrence
G. S. Lawrence, le citazioni qui riportate si riferiscono alla traduzione inglese
del manoscritto, non al manoscritto in ebraico.
«Ho ereditato da mio padre un manoscritto composto dai nostri
antenati in lingua ebraica. Uno dei nostri antenati l’aveva tradotto in
lingua russa prima che un altro ancora non lo traducesse in inglese. » (p. 18).
Jonas, un nostro antenato, ha introdotto in questo manoscritto una
serie di avvenimenti. Così questa storia è il risultato del suo
proprio lavoro, e del lavoro dei suoi antenati. Jonas lo ha messo in ordine
dividendolo in due sezioni. Voleva pubblicarlo, ma ne fu impedito da ostacoli
di diversa natura: salute, mezzi economici e avvenimenti politici. L’idea
di pubblicare questa storia è stata concepita da lui e da sua moglie
Janet. Quando si accorsero che erano incapaci di realizzare questo loro
progetto, hanno trasmesso l’ordine a loro figlio Samuele, che è
mio nonno. Jonas è morto senza aver potuto realizzare il suo sogno di
pubblicazione. » (p. 18).
Mio nonno si chiamava Samuele. Era figlio di Jonas, che a sua volta era
figlio di Samuel Lawrence. Qui mio nonno parla
a suo figlio George, che è mio padre. Dice a mio padre: “Figlio,
potrete voi stesso notare che queste introduzioni sono precedute da una lista
di nomi. Questi nomi corrispondono agli eredi successivi di questo manoscritto,
dal momento in cui l’associazione (La Forza Misteriosa) è stata
rinnovata, fino al momento in cui essa ha cambiato nome, ed è divenuta
“Massoneria”. Fra questi nomi c’è anche quello di
Joseph Lévy”. » (p. 19)
Joseph Lévy è uno di
quelli che hanno rinnovato l’associazione. Egli è di razza
ebraica, e il manoscritto gli è stato lasciato in eredità dai
suoi antenati i quali, a loro volta, lo avevano ereditato da Moab Lévy, uno dei nove fondatori. È il nostro
antenato Joseph che ha concepito l’idea di cambiare il nome
dell’associazione (la quale si chiamava: “Forza Misteriosa”,
ed ora è divenuta: “Massoneria”), e di riformarne gli
statuti. Ecco i dettagli: Egli era stato mandato a Londra con suo figlio,
Abraham, e un amico chiamato Abraham Abiud, tutti ebrei discendenti degli eredi
del manoscritto, e ben ricchi. In un primo tempo avevano cercato di entrare in
un’altra città, ma non essendoci riusciti si sono in fin dei conti
recati a Londra. Là essi hanno incontrato due persone influenti e ben informate
che hanno accettato di aiutarli a realizzare il loro obiettivo. Queste persone
sono: John Desaguliers ed un suo accompagnatore, chiamato George (il
proprietario di questo manoscritto non sa che cognome avesse George ). (p. 19)
Dopo aver fatto conoscenza, Joseph Lévy ha rivelato ai suoi compagni il nome dell’associazione:
“La Forza Misteriosa”. In sintesi, e con discrezione, egli ha pure
rivelato loro alcune parti del manoscritto, ma senza rivelarne i segreti
fondamentali. Li ha informati che per un lungo periodo di tempo
l’associazione era rimasta inattiva, quasi morta, perché per
essere rinnovata aveva bisogno di un cambiamento di nome e di una riforma degli
statuti. Solo così essa avrebbe potuto attirare molti membri nuovi, e
crescere. (p. 19)
Con la sua eloquenza e la sua abilità Joseph Lévy è riuscito a convincere i suoi due
amici, Desaguliers e George, della necessità di ridare nuova vita
all’associazione. Alla fine della riunione, i membri del gruppo si sono
accordati per un ulteriore incontro allo scopo di scegliere il nuovo nome
dell’associazione. In vista di ciò ognuno si è preso
l’impegno di ritornare alla riunione con tre nomi suscettibili di
diventare il nuovo nome dell’associazione. La riunione successiva si
è tenuta dieci giorni dopo. Ogni membro ha presentato i suoi tre nomi, e
il nome: Massoneria è quello che è stato scelto. Esso era stato
proposto da Joseph Lévy. Questo avvenne il 25 agosto del 1716. (p. 20)
Abraham Lévy, figlio di Joseph
Lévy, che fu presente alle due
sessioni, ha detto: Questo nome è stato preferito agli altri nomi per
due ragioni. Primo perché corrisponde a un nome che gli
architetti italiani avevano adottato nel XIII secolo (massoni), secondo
perché era un’espressione che conveniva bene agli antichi segni e
simboli già presenti nell’associazione: La Forza Misteriosa.
Questi simboli appartenevano un tempo alla costruzione e
all’architettura, erano simboli che Hiram Abiud, uno dei nove fondatori,
aveva a suo tempo già proposto per nascondere l’origine
dell’associazione, che in questo modo sarebbe stata situata in epoche
precedenti quella di Cristo. (p. 20)
Desaguliers ha approvato gli argomenti di mio padre, aggiungendo:
“In terzo luogo, gli architetti e i costruttori hanno delle
associazioni, dei sindacati e delle logge, nelle quali si riuniscono allo scopo
di dare forza e dignità alla loro professione. Dunque con questo nome
noi possiamo riunire tutti in un’unica associazione senza che nessuno
conosca le nostre finalità ultime. E in quarto luogo, i termini
‘massoneria e ‘massone’, siccome esistono fin
dall’antichità, saranno come un velo spesso teso sopra il segreto
che si trova all’origine della nostra fondazione. Sono nomi che
sicuramente favoriranno il prestigio dell’Associazione”. (p.
20)
Il nostro antenato Abraham Lévy ha aggiunto prima di morire:
“Desaguliers ha precisato che le persone che a Londra si sono iscritte
alle logge prima del 1717 erano “massoni” in un senso particolare.
Erano ingegneri, erano architetti, erano costruttori, erano apprendisti, che
non avevano nessun vero legame con l’associazione “La Forza
Misteriosa”, quella che ha iniziato la vera Massoneria”. » (p. 20)
Cinque uomini si sono incontrati a questo scopo. Si tratta di
Lévy, Desaguliers, e delle tre persone menzionate prima. Essi hanno
deciso di associare al termine “Massoneria” il termine
“Free” (Free = Libero = Franco), nascondendo così in modo
assoluto e perfetto i tempi della sua fondazione non solo ai membri associati
ma anche al resto del mondo. (pp. 20-21)
John Desaguliers e l’amico suo hanno cominciato a chiedere a
Lévy di mostrare loro l’esemplare che era in suo possesso.
Lévy aveva già detto loro
che dei nove esemplari ereditati, ne rimanevano solo due, e che il suo
era stato tradotto in inglese. Tre erano andati persi ultimamente, e altri
quattro erano stati smarriti in precedenza. Ne rimanevano soltanto due, il suo
e un altro (Nota: l’altro è l’esemplare di Abraham Abiud,
quello di cui ho in mano la traduzione). Queste dichiarazioni hanno svegliato
l’interesse di Desaguliers e George, che da quel momento hanno cominciato
a reclamare un esemplare originale per poter creare più facilmente i
nuovi statuti a partire da esso. Si sono mostrati talmente fedeli ai
princìpi, ai desideri e alle dottrine di Lévy, che alla fine costui
si è lasciato convincere di prestar loro l’esemplare.
L’esemplare è stato consegnato loro. Un lasso di tempo è
trascorso durante il quale essi hanno potuto leggerlo. (p. 21)
I cinque si sono ancora riuniti dopo aver invitato altri amici col
pretesto di creare un’“Associazione di persone solidali”. Il
vero scopo era il rinnovamento dell’associazione “La Forza
Misteriosa”, la sua resurrezione con il nuovo nome scelto dai cinque, e
il ripristino della Loggia principale (Gerusalemme). È proprio quello che
Lévy voleva. (p. 21)
Il 10 marzo 1717 i cinque si sono ancora riuniti dopo aver invitato
altre persone, architetti e numerosi amici. L’assemblea degli invitati
era presieduta da un uomo rispettabilissimo, un certo Dr. James Anderson, amico
di Desaguliers. Dopo lunghe discussioni si è deciso di indire una nuova
riunione, molto grande, per il 24 giugno 1717. (p. 21)
Nel frattempo Lévy preparava suo figlio, Abraham, ai grandi
avvenimenti del futuro. Qualche giorno dopo, Abraham Lévy si è
messo in viaggio per il Portogallo con Abraham Abiud, suo parente.
Quest’ultimo è un discendente di Hiram Abiud, uno dei nove
fondatori, ed è proprietario del manoscritto che ho tra le mie mani. (p. 21-22)
Tra il 10 marzo e il 24 giugno un grande conflitto è scoppiato
tra Lévy da un lato, e Desaguliers e George dall’altro, questo
perché i due ultimi rifiutavano di restituire l’esemplare ricevuto
in prestito. Durante la riunione del 24 giugno la maggioranza delle persone
presenti erano dalla parte di Desaguliers e di Anderson; conseguentemente i due
hanno cospirato contro Lévy, e lo hanno assassinato. Gli hanno rubato i
suoi documenti, compreso l’esemplare inglese e quello in lingua ebraica. (p. 22)
Durante la riunione del 24 giugno 1717, si
è deciso di creare la Grande Loggia d’Inghilterra. Qui è
bene notare i nomi degli eredi successivi del manoscritto, partendo dal nostro
antenato Joseph Lévy, che ha rinnovato l’associazione, fino a me,
Lawrence. Joseph Lévy era
figlio di Nathan, che era figlio di Abraham, Abraham era figlio di Jacob, Jacob
era figlio di Nathan, Nathan era figlio di Jacob, che era il figlio di Isaac,
che era figlio di Moab, Moab essendo figlio di Raphaël, eccetera ... Fino
a Moab Lévy che è
il primo antenato dei nove fondatori dell’associazione chiamata “La
Forza Misteriosa”. » (p.
22-23)
3) - Monsignor E. Jouin e lo spirito massonico.
Monsignor Ernest Jouin ha
vissuto in Francia dal 1844 al 1932, ed ha consacrato gli ultimi
vent’anni della sua vita alla lotta contro la Massoneria e contro la
Massoneria ebraica (gli Illuminati).
Tramite Mgr E. Jouin, e tramite
il suo biografo, il canonico J. Sauvêtre, questa sezione si
sforzerà di rispondere, tra l’altro, alle seguenti domande.
1) Cos’è successo nel 1917
di tanto importante per la Massoneria e per il Protestantesimo?
2) Che
legami ci sono tra Protestantesimo, Ebrei e Massoneria?
3) È vero che gli Ebrei sono una
razza superiore alla quale Dio ha promesso il dominio universale?
4)
È vero che esiste una volontà ebraica di dirigere il mondo?
5) I “Protocolli dei Saggi di Sion” sono
autentici?
6)
È possibile che lo stabilirsi degli Ebrei in Palestina calmi
l’appetito ebraico riguardante il dominio mondiale?
7) Come
mai l’Ebreo finanzia contemporaneamente la costruzione del comunismo e
del capitalismo, due forze contrarie?
8) Fin dove arriva
l’influenza di Lucifero sugli Illuminati?
Tutti i Papi di Roma, da
Clemente XII nel 1738, a Pio XI nel 1934, hanno condannato le società
segrete. Parlando dei Massoni, Leone XIII diceva: “Smascherate questi uomini che si nascondono per organizzare
complotti, e fate luce sul loro operato”. Docile alla chiamata,
Mgr Jouin è sceso nell’arena, opponendo ai Bollettini massonici la
sua rivista “Revue Internationale des
Sociétés Secrètes” (R.I.S.S.), e alle Logge
massoniche la sua Lega anti-massonica.
Nel 1916 i Protestanti si
preparano a celebrare il quarto centenario di Lutero (1517), e i Massoni il
bicentenario della Massoneria. L’anno seguente, come previsto, questi due
eventi sono celebrati nelle Logge di tutti i paesi. Mgr Jouin decide di raccogliere le testimonianze delle riviste e dei
libri che le organizzazioni massoniche pubblicano in Germania, Austria,
Svizzera, Inghilterra e Stati Uniti. Gli scritti raccolti confermano la
fraternità d’armi esistente tra Protestanti e Massoni. Una parte
delle informazioni raccolte sono esposte in un opuscolo che nel 1917 Mgr Jouin
pubblica, col titolo: “Le
Quatro-centenaire de Luther et le Bicentenaire de la Maçonnerie”. In questo opuscolo, una delle sue citazioni proviene dalla
rivista di Amburgo: “Fremdenblatt”.
Il paragrafo dice: “È proprio un caso che le due feste si trovino
riunite nello stesso anno. Ma a partire da questo caso uno si domanda se queste
due forze spirituali non siano vincolate da qualche intima relazione.
Sì, le relazioni intime esistono, e potrebbero essere così
descritte: Ognuna di queste due forze spirituali trova appoggio
sull’altra, come sulla sua base. Se non ci fosse stata la riforma di Lutero
non ci sarebbe una vera Massoneria. Per crescere, la Massoneria non poteva
trovare un terreno migliore di quello offerto dal libero Protestantesimo. Non
è un caso se all’origine della Massoneria si trovano due uomini
altamente influenzati dal Protestantesimo: Désaguliers, figlio di un
ministro riformato francese, e James Anderson, predicatore scozzese. E non
è un caso se nei suoi duecento anni di esistenza la Massoneria ha
trovato i suoi più fedeli sostenitori tra coloro la cui formazione
intellettuale si riallaccia a Lutero e alla Riforma.”
A questi consensi europei fanno
eco delle voci d’oltremare. Nel “The Light”, giornale di
Louisville, si leggeva: “I Frammassoni devono interessarsi in modo
particolare al quattrocentesimo anniversario della riforma protestante. I
curiosi delle origini storiche della Frammassoneria rimarranno sorpresi dalle
relazioni che Lutero ha avuto con i mistici del suo tempo”. Mgr Jouin conclude: “Per i
Massoni americani, come per i nostri, risulta ovvio che le forze atee e libero-pensatrici
si sono scatenate a partire da Lutero, e che la lotta anticlericale, nella sua
forma attuale, è giunta ora al suo quattrocentesimo compleanno”.
Dalle medesime pubblicazioni
protestanti e massoniche Mgr Jouin apprende che negli Stati Uniti le feste di
Lutero dureranno un anno, che avranno come organizzatori dei Massoni (in gran
parte membri del clero protestante), e che una sottoscrizione di 40.000 dollari
è stata lanciata per erigere una statua a Lutero.
In occasione di questa doppia
ricorrenza, nel 1917 il mondo massonico francese elabora un programma che
riguarda la laicizzazione completa e universale dell’insegnamento. Il
giornale “La Croce” del 23 ottobre 1917 pubblica un articolo
di Jean Guiraud dal titolo: “Nuova offensiva laica”. L’articolo
rivela l’influenza che la Massoneria esercita sulla gioventù
francese attraverso il doposcuola obbligatorio. Mgr Jouin conclude: “Così
oggi, in piena guerra, nell’ora
più critica e più affliggente, i Massoni aggiungono il
doposcuola obbligatorio alle scuole senza Dio.
L’ “American
Freemason”,
giornale massonico degli Stati Uniti, propone alle Logge americane
l’esempio della Francia che “in mezzo ad una guerra assorbente
conserva quel tanto di calma che le permette di curare le necessità
dell’istruzione attuale e futura del paese”, e suggerisce di utilizzare le risorse
disponibili per impiantare il monopolio dell’insegnamento massonico anche in America. Nello
stesso giornale si leggeva: “Pensate ai risultati che otterremmo se
fra dieci anni, vent’anni, cinquant’anni, un centinaio o diverse
centinaia di persone, le più dotate sul piano intellettuale, venissero
annualmente sfornate dai collegi con una formazione suscettibile di renderli
capaci di guidare la loro generazione. Pensate ai risultati che otterremmo se
ciò fosse realizzato grazie alla liberalità ed alla lungimiranza
massonica. Investite su cervelli e cuori giovanili di ambo i sessi. A coloro
che sono ostacolati dalle circostanze date i mezzi tramite i quali riusciranno
a prendere quel posto che spetta loro nell’opera mondiale. È
così che si fa tacere il nemico più implacabile
dell’Ordine!”.
Per smascherare occorre
conoscere, e per conoscere occorre cercare, investigare, frugare. Nel corso
delle sue ricerche, Mgr Jouin scopre che al di sopra della Massoneria e del
Protestantesimo si nasconde una potenza quasi invisibile, la potenza ebraica, presente nella persona degli Illuminati.
Protestantesimo e Massoneria sono soltanto braccia, braccia che non si muovono
da sole, senza gli impulsi che solo il cervello è in grado di fornire.
Chi è il cervello? Ha un nome? Sì, il cervello esiste ed ha un
nome, si chiama: “Potere giudeo-farisaico”. È un gruppo di
Ebrei che si considerano persone sagge, illuminate, e che di conseguenza si
fanno chiamare: Illuminati. Protestanti e Massoni sono attivi nel
distruggere, ma sono soltanto braccia che obbediscono agli impulsi provenienti
da questo cervello. [112]
Al primo congresso della lega
anti-massonica, quello di novembre del 1928, il signor Colmet-Daage commenta: “È
rarissimo che un Massone ammetta che la Massoneria dipende da altri gruppi a
lei superiori, perché i semplici Massoni vengono per lo più
ingannati su questo argomento, e di conseguenza non sanno la verità.
Questa dipendenza della Massoneria, che in certi casi diventa servilismo,
è comunque confermata, e in modo irrefutabile, quasi ad ogni passo della
storia massonica”. A prova di questa dichiarazione Colmet-Daage cita
un frase del Weishaupt che dice: “Voglio che tramite i capitoli
segreti vengano create le Logge massoniche dei tre gradi ordinari in tutte le
città di una certa rilevanza, e voglio che lo studio delle costituzioni
delle altre Società segrete sia considerato come importantissimo, in
modo che tutte le altre Società segrete passino sotto il nostro
governo”. (Vedi:
R.I.S.S., n. 1, 1 gennaio 1912).
Mg Jouin aggiunge: “Il 1 gennaio 1912, nel primo numero della rivista: ‘Revue
Internationale des Sociétés Secrètes’ ho collegato gli Ebrei ai
Massoni citando l’opera: ‘La Question
juive et la Révolution sociale’ dell’autore: Marquis-de-La-Tour-du-Pin-Chambly,
più un lavoro anonimo
intitolato: ‘Les Juifs en Russie’. Devo riconoscere però
che soltanto nel 1920 ho unito ambedue i nomi nella parola unica:
Giudeo-massoneria. L’ho fatto alla fine della guerra, quando ho ripreso
la pubblicazione della rivista che la guerra aveva interrotta”.
Questa prevalenza della potenza
segreta ebraica sugli altri gruppi non fa dubbio per Mgr Jouin, che afferma
senza esitare: “Ogni serio ricercatore finisce per scoprire che la
questione massonica e la questione ebraica sono intrecciate insieme. La
Massoneria ebraica è certamente la padrona del mondo, ma a condizione di
rimanere segreta come organizzazione. La guerra mondiale ha fatto
perdere un po’ la faccia alla Massoneria, ma per l’elemento ebraico
le cose sono andate diversamente. Cosicché, quando il dottor Wichtl
ha pubblicato il suo libro: ‘Maçonnerie
universelle, Révolution universelle, République
universelle’ (Massoneria universale, rivoluzione universale, Repubblica universale),
ha sollevato la rabbia delle Logge tedesche solo perché ha osato mettere
a nudo la direzione e i conti degli Ebrei in seno alla Massoneria,
elencando nomi e cognomi”. [113]
La volontà degli Ebrei di
giungere alla sovranità universale è più che ovvia per Mgr
Jouin. In un discorso che pronuncia alla sala dei Centraux, egli dice: “Nel
fare il riepilogo delle pretese vantate dal Popolo eletto constatiamo che
questa razza si crede chiamata da Dio a governare il mondo”. E
ancora: “L’ebreo è convinto che la sua razza è
fatta per dominare il mondo. Israele è il re, il Massone è
il suo valletto, e il Bolscevista il suo boia. (Il boia obbedisce agli
ordini del re, Israele, ndr).
La perfetta conoscenza che Mgr
Jouin aveva del Vangelo gli permetteva di dire che questo sogno di
sovranità temporale, tipicamente ebraico, era presente anche negli
apostoli di Cristo, i quali lo conservarono anche dopo l’Ascensione, fino
alla Pentecoste. Mgr Jouin aveva avuto la pazienza di leggere la Mischna, la
Gamara, il Talmud di Babilonia (che è molto più depravato di
quello di Gerusalemme) e conosceva anche la lettera del cardinale di Cremona al
cardinale di Vienna, la quale diceva che questi libri “contengono non
solo bestemmie esecrabili contro Gesù Cristo, ma anche dei precetti
contrari alla legge di Mosè, contrari ai diritti della gente, e contrari
a tutte le leggi naturali”. Aveva studiato i documenti moderni, letto
assiduamente la stampa ebraica: Tribuna ebraica, L’universo
Israelita, Il Popolo ebraico, Archivi Israeliti, ecc.., e
pubblicava nella sua rivista i discorsi ufficiali degli ebrei più famosi
della sua epoca. Attraverso queste sue ricerche, aveva scoperto che il tema
generale dei verbali delle riunioni segrete del Congresso sionista
tenutosi a Basilea nel 1897 (sotto la presidenza di Théodore Herzl)
poteva essere riassunto nel modo seguente: “Gli ebrei sono e rimangono
il popolo eletto da Dio. Essi detengono le ricchezze del mondo, soprattutto
l’oro. Se ne servono per suscitare guerre, rivoluzioni, e crisi
economiche mondiali, le quali finiscono per mettere gli stupidi e ingenui
‘Goym’ alla loro mercè. La vittoria sarà facile per
gli Ebrei, tanto più facile che questi avranno addormentato i loro
avversari iniettando loro in anticipo il veleno del liberalismo”.
“Il
Pericolo Giudeo-massonico” (“Le Péril
Judéo-maçonnique”) è una pubblicazione, in sei volumi, che permette a Mgr Jouin di
rivelare il piano degli Ebrei, alleati alla Massoneria. “Questo piano
ha un obiettivo: l’egemonia mondiale; un mezzo: l’oro; un
risultato: il super-governo ebraico”. Uno pensa che la cosa non abbia
senso. In che modo un popolo di tredici milioni di persone, disperse e
disprezzate, può illudersi a tal punto? Mgr Jouin risponde: “È
un vero paradosso, ma il paradosso sta già diventando una realtà.
Prendendo autorità sulle promesse messianiche interpretate alla rovescia
(in senso materiale anziché spirituale), gli Ebrei rivendicano per se
stessi tutte le ricchezze dell’universo, e il diritto di dominare su
tutti i popoli. Gli Ebrei, come popolo “eletto”, si sentono
chiamati alla sovranità universale, e la loro letteratura apocrifa
posteriore al cristianesimo li mantiene in quest’idea. Si sono lasciati
ipnotizzare dal pensiero che dopo i secoli della schiavitù, Jeovah
riprenderà le sue guerre vittoriose. Il mondo: o sarà ebraico, o
non esisterà più affatto”. Da qui
l’organizzazione ebraica Qahal, nata “per
mantenere intatta e isolata la nazione ebraica esiliata, fino al giorno in cui
l’Eterno, tramite il vero Messia, deciderà di dare ad Israele la
sovranità universale”.
Alla
domanda se i Protocolli sono autentici, Mgr Ernest Jouin risponde: “L’Irrefutabile
prova dell’autenticità dei protocolli, è il fatto di
vederli già applicati nella realtà visibile. Ciò che si
vede non ha bisogno di essere dimostrato”. [114]
Un lettore attento si accorge
che i Protocolli di oggi sono fondamentalmente uguali a quelli di 2000
anni fa. Hanno per scopo di distruggere ciò che non è ebraico,
cominciando col Cristianesimo. Ancora oggi, come sempre in precedenza, il
pretesto per distruggere ciò che è cristiano è escogitato
di sana pianta a partire da un’interpretazione materialistica, e quindi
viziata, delle Scritture sacre, le quali promettono agli Ebrei, popolo eletto,
una certa precedenza – interpretata come superiorità – sugli
altri popoli. Dio infatti ha promesso di affidare agli Ebrei il compito di
orientare il resto dell’umanità. Ciò fa pensare ad un ruolo
di guida che gli Ebrei dovrebbero assumere in seno all’umanità, ma
soltanto dopo essersi convertiti al Cristianesimo, non prima. Se lo fanno
prima, il ruolo rimane, ma non è più quello divino, ma quello
satanico, fatto per condurre alla morte. [115]
Mg
Jouin dice ancora: “La sola ragion d’essere di Israele,
l’unico scopo che lo fa esistere, è il Messia. Tutta la storia di
questo popolo, le sue vittorie e le sue sconfitte, le sue glorie e le sue
umiliazioni, le sue ricompense e le sue punizioni, le sue grandezze e le sue
meschinità, la sua costante speranza malgrado l’esilio e la
dispersione, tutto questo ha soltanto una funzione, annunciare o predicare il
Messia. Senza il Messia questo popolo si svuoterebbe di tutto il suo
significato”.
Se
gli Ebrei riuscissero a stabilirsi in Palestina, forse che i loro appetiti di
dominio mondiale si calmerebbero? Mgr Jouin dice di no. Le sue ricerche sulla
vita e sulla religione ebraica lo fanno arrivare sempre alla stessa
conclusione: Anche se Gerusalemme diventasse capitale di un regno in grado di
rivendicare l’intero orbe terraqueo, la massa degli Ebrei, i più
ricchi, vorranno continuare a vivere fra i popoli dove già sono
installati.
Si può forse parlare di
religione in un popolo che adora soltanto il denaro e il potere? Bernard
Lazare, che è ebreo, dice: “La maggioranza dei miei
correligionari ebrei non parlano più l’ebreo. Hanno dimenticato
anche il senso delle antiche cerimonie. Hanno trasformato l’ebraismo
rabbinico in razionalismo religioso. Trascurano le osservanze familiari. La
pratica della religione per loro si riduce a passare alcune ore all’anno
in una sinagoga dove ascoltano inni che non comprendono più. Non sono in
grado di ricollegarsi a un dogma, a un simbolo: non ne hanno. L’ebreo non
ha più fede religiosa: non pratica più, è irreligioso.
Spesso è ateo”.
Mgr Jouin aggiunge: “Cosa
strana, questo popolo che non ha più religione vuole distruggere i
popoli cattolici. Il conflitto che lo oppone ai popoli cattolici è nato
sul Calvario. Si può quindi parlare di conflittualità
messianica”. E conclude: La
tara dell’Ebreo
è di essere anticristiano, ma anticristiano con odio, un odio freddo,
calcolato, assoluto. Questo atteggiamento nasce sul Calvario, dove il Giusto,
il Santo è stato inchiodato a
una croce. Tutto sommato, con gli Ebrei si è costretti a ritornare
sempre al loro deicidio”. Del resto, gli Ebrei che si convertono al
Cristianesimo sono odiati quanto i Cristiani, e anche di più. Bernard
Lazare dice: “Gli Ebrei che si convertono al Cristianesimo sono
considerati dei traditori, e vengono banditi da tutta la società
ebraica. Essi rischiano di farsi uccidere dai loro vecchi correligionari ebrei
come qualsiasi altro ‘Goym’.” [116]
Fra i documenti che si
accumulano sotto la penna di Mgr Jouin ci sono elenchi impressionanti: i nomi
di tutti i personaggi che fanno parte del personale sovietico del Bolscevismo
ai suoi inizi. Si può concludere, in base a questi elenchi, che la
rivoluzione russa non è altro che la conquista del potere russo da parte
degli Ebrei. Ma com’è possibile – mi direte – che
l’Ebreo voglia costruire contemporaneamente il comunismo e il capitalismo,
due forze che contraddicono? Julio Meinvielle vi risponde: perché queste
due creature sono state concepite “ad usum
Christianorum”,
esistono per i Cristiani. Scopo del capitalismo è di derubare i
Cristiani ricchi di ciò che possiedono, scopo del comunismo è di
avvelenare quei Cristiani che non possiedono nulla, e stabilire così la
lotta di classe. [117]
Fin dove, in quali condizioni,
sotto quale forma si esercita l’azione di Lucifero sulla Massoneria
giudaica? Mgr Fava e il dotto gesuita Mgr Meurin
parlano di interventi diretti di Satana nelle Logge. Questa possibilità
è confermata dai resoconti autobiografici di Klotilde Bersone e di Diana
Vaughan,
ex-sacerdotesse massonico-luciferiane; ma al di là di queste
testimonianze personali, dove trovare prove scientifiche per questo tipo di
attività sataniche? Mgr Jouin, verso la fine della sua vita ha
cominciato ad ammettere la possibilità che la Massoneria ebraica si
facesse direttamente guidare da Lucifero. A quelli che dicevano che gli
adoratori di Satana erano rari, lui rispondeva: “Meno rari di quel che
si crede”. Menzionava sacerdoti che avevano sorpreso donne a rubare
ostie consacrate, destinate alle profanazioni sacrileghe, e parlava di una
donna che lui stesso aveva sorpreso a rubare ostie. Le aveva chiesto: “Perché
i Massoni ti mandano a rubare queste ostie, visto che hanno dei sacerdoti
apostati che le possono consacrare sul posto?” E la donna di
rimbalzo: “Temono che le loro consacrazioni non siano valide.”
Il cardinale Gasparri,
segretario di stato in Vaticano, nel trasmettere a Mgr Jouin i consensi del
Papa per lo studio da questi realizzato su “La
Guerra Massonica”, nel 1919 scrive a Mgr Jouin queste parole:
“In questo lavoro vi siete
preoccupato a giusto titolo di mettere in luce, con documenti e ragionamenti
irrefutabili, la dottrina insulsa ed essenzialmente anti-cattolica della
Massoneria. Si tratta di una dottrina derivata dal deismo, lui stesso nato
dalla Riforma. Come oggi risulta, è una dottrina che sfocia
inevitabilmente nella negazione di Dio, nell’ateismo sociale, e nel
laïcismo. L’empietà attuale assume queste forme mentre
pretende, a detrimento dei popoli, di bandire dalla società qualsiasi
traccia di religione e qualsiasi intervento della Chiesa.
Nonostante le menzogne che a
volte fuorviano gli stessi cattolici, vi siete preoccupato in modo tutto
particolare di far luce ovunque e sempre sull’identità della
Massoneria con se stessa, e sulla continuità del piano delle sette
massoniche, che hanno certamente l’intenzione di nuocere alla Chiesa
cattolica. Sua Santità desidera presentarle i suoi complimenti per
questo bel lavoro, e infonderle coraggio. È un lavoro che potrà
mettere in guardia i fedeli ed essere loro d’aiuto nella lotta che
sosteniamo contro tutto ciò che tende a distruggere l’ordine
sociale e la religione.
- VII -
REFERENZE SUGLI EBREI
1) - Sette persone celebri si esprimono sugli Ebrei.
Tra
gli esperti contemporanei della questione ebraica non ci sono soltanto membri
della gerarchia cattolica, come Mgr Benigni di Roma, Mgr Treczak di Varsavia, Mgr Delassus di Lilla, ma
anche dei laici ordinari, politici come Winston Churchill, imprenditori
industriali come Henri Ford, giornalisti, scrittori, eccetera. Lo scopo di
questa sezione è di raccogliere l’opinione di almeno alcune di
queste persone a proposito della razza ebraica, che in certi casi è la
loro propria razza.
1) Il brano che segue
è tratto da un articolo che Winston
Churchill ha scritto a proposito degli Ebrei, e che il giornale londinese Sunday Herald ha pubblicato nel 1920. Churchill aveva allora 46 anni.
L’articolo permette di vedere in che modo gli Ebrei sono percepiti da
Churchill, che nel 1920 non aveva ancora gustato al potere politico, e poteva
quindi permettersi di scrivere ciò che gli veniva dal cuore. Churchill
sembra sorpreso di scoprire che il colmo del bene e il colmo del male passano
per la razza ebraica prima di raggiungere l’Umanità. Ecco le sue
parole:
“Nel nostro tempo questa razza curiosa ha
creato un altro sistema di moralità e di filosofia, un sistema pieno
d’odio quanto il Cristianesimo è pieno d’amore, un sistema
che, a meno che non ci si ponga rimedio, rovescerà tutto ciò che
il Cristianesimo ha edificato. È impressionante vedere come il destino
abbia deciso di far passare il vangelo di Cristo e la dottrina
dell’Anti-Cristo per lo stesso popolo, e come questa razza misteriosa sia
stata scelta nello stesso tempo per essere la base della Rivelazione divina e
la base del potere diabolico. [...] Come l’autore Nesta H. Webster ha
detto e provato recentemente, questa cospirazione ebraica ha avuto un ruolo notevole
nella tragedia della Rivoluzione francese, ha suscitato tutti i movimenti
rivoluzionari del diciannovesimo secolo, ed infine ha sollevato la rivolta tra
gli scarti dei bassifondi di tutte le grandi città d’Europa e
d’America”.
2)
All’inizio del ventesimo secolo, dopo il grido d’allarme che i
responsabili di parecchie capitali avevano lanciato sul pericolo
Giudeo-massonico, Henry Ford aveva
pubblicato nel suo Dearborn Independent un enorme dossier sulla cospirazione ebraica, un dossier dettagliato e
ben documentato. La risposta di Wall Street è stata così dura che
Ford, minacciato di fallimento, ha dovuto arrendersi, ripudiare i suoi scritti,
e cessare ogni pubblicazione su questo argomento.
3)
Il dottore Oscar Lévy,
eminente Ebreo di Londra, dice: “Abbiamo
tutto rovesciato, tutto sporcato, tutto putrefatto, tutto distrutto. Sì,
siamo gli incendiari del mondo, i suoi distruttori, i suoi tiranni. Abbiamo
sabotato la vostra morale che non può più progredire
perché gli sbarriamo la strada. Quanto grande, prospero e prodigioso
sarebbe stato il vostro destino, o Cristiani, se noi non fossimo stati
là per impedirlo!”
4)
Nel 1924 il Cardinale Andrieux,
allora arcivescovo di Bordeaux, ha denunciato l’idea di una Repubblica universale nel modo seguente:
“I governi dominati dalle logge
massoniche perseguono un unico scopo: scristianizzare il mondo. [...] Quando
popoli e nazioni saranno scristianizzati sarà facile ridurli a zero, per
incorporarli in una ‘repubblica universale’ la cui capitale sarà
Gerusalemme. Colà, le redini del potere saranno nelle mani del suo
grande architetto, Satana, sotto il manto purpureo di alcuni figli
d’Israele”.
5)
Nel suo Motu Proprio Bonum Sane,
Benedetto XV, Papa dal 1914 al 1922,
dice questo: “L’avvento di
una Repubblica universale [alias: Nuovo
Ordine Mondiale, alias: Impero
giudaico universale, ndr] che i
peggiori fomentatori di disordine desiderano e aspettano con fiducia, è
già un’idea matura per la sua realizzazione. Da questa Repubblica
sarebbero bandite le distinzioni nazionali. L’autorità del padre
sui suoi figli non sarebbe più riconosciuta, nè quella di Dio
sulla società umana. Se
queste idee vengono applicate, ne seguirà inevitabilmente un regno di terrore inaudito. Una vasta porzione dell’Europa passa già per questa
triste esperienza, e noi vediamo che si cerca di estendere questo stato di cose
ad altre regioni”. [118]
6)
Monsignore Ernest Jouin è
considerato come uno dei più grandi specialisti contemporanei della
questione massonica ed ebraica. Egli ha pure pubblicato un’opera
intitolata: “Il Pericolo
Giudeo-massonico”, in 6
volumi. Per questo lavoro Papa Benedetto XV gli ha inviato la lettera: “Præstantes animi”, che contiene congratulazioni, ringraziamenti, ed una benedizione
speciale. Nel volume n. 2 dell’opera di Ernest Jouin si può
leggere quanto segue: “Colui che
col pensiero riesce a contemplare nel loro insieme la storia del mondo e la
marcia delle età, piazzandosi al di sopra delle contingenze umane e
degli avvenimenti fortuiti, si trova di fronte a due immense città, la
città di Dio e la città del Male. Da due mila anni la città di Dio è la Chiesa
cattolica, e la città del Male
è il popolo ebraico. Detto popolo è diffuso su tutta la terra,
non allo stato dissociabile come la massoneria potrebbe esserlo, ma unito,
unitissimo, benché cosmopolita. L’opposizione eterna che esiste
tra il bene e il male, tra Cristo e Satana, il nostro mondo la vede realizzata
nella lotta che c’è tra il Popolo cattolico ed il Popolo ebraico.
La particolarità odierna di questa lotta è che oggi i fatti
avvengono pubblicamente, e alla luce del giorno”.
7)
Un Ebreo convertito al cattolicesimo, l’abate Joseph Lemann, nei suoi libri, che sono un canto d’amore in
favore della sua razza, si sente di dire nonostante tutto: “L’emancipazione degli Ebrei e la loro ammissione totale
nella società europea (il fatto che gli Ebrei siano stati ammessi
nelle società ospitanti allo stesso livello degli altri cittadini, e con
gli stessi diritti. ndr) ha segnato il
principio del decadimento degli stati cristiani, e dato inizio alla marcia
d’Israele verso il dominio mondiale.”
2) – Pio XII e gli Ebrei.
L’atteggiamento di Pio XII verso gli Ebrei non è stato
compreso da tutti allo stesso modo. Ultimamente è uscito un libro
intitolato “Hitler’s Pope” che ha
seminato dubbi tra gli stessi cattolici circa l’atteggiamento di Pio XII
verso gli Ebrei, come se Pio XII fosse colpevole di antisemitismo. Per ridare
alla verità il posto che merita, qui è proposta una serie di
testimonianze storiche, dieci in tutto, che spiegano l’atteggiamento che
Pio XII, la Chiesa cattolica, e tanti altri "Giusti" hanno avuto nei
confronti degli Ebrei.
Testimonianza
# 1: Il 3 marzo 1939, il Berliner
Morgenpost, organo ufficiale del movimento nazista, ha pubblicato un
articolo intitolato: “La Germania
non accoglie favorevolmente l’elezione del cardinale Pacelli al papato,
perché Pacelli si è sempre opposto al nazismo”.
«Testimonianza
# 2: Rapporto della Gestapo. “Il papa ha rigettato il Nuovo Ordine
europeo Nazional-socialista, lo ha fatto in un modo mai visto prima
d’ora. Anche se il papa non fa riferimento al Nazional-socialismo
germanico in termini specifici, il suo discorso attacca pesantemente tutto
ciò che noi sosteniamo, tutto quello in cui noi crediamo... Inoltre il
papa si è espresso chiaramente in favore degli Ebrei”. (Questo
rapporto si trova nel servizio: “Judging
Pope Pius XII”; titolo: “Inside the Vatican”; data: giugno
1997; p. 12).
Testimonianza
# 3: Dichiarazione di Albert Einstein
pubblicata dalla rivista Time, il 23 dicembre 1940, alla pagina 40. “Ho sempre nutrito un grande amore per
la libertà, e quando in Germania è esploso il nazismo ho guardato
con fiducia verso le università, sapendo che codeste si erano sempre
vantate della loro devozione alla causa della libertà. Ma le
università sono state imbavagliate. Allora ho guardato verso i grandi
quotidiani, che con ardenti editoriali avevano sempre proclamato il loro amore
per la libertà. Ma come le università, essi pure sono stati
ridotti al silenzio, soffocati nello spazio di alcune settimane. Soltanto la
Chiesa ha continuato a tenersi fermamente in piedi per sbarrare la strada alle
campagne di Hitler che avevano per scopo la soppressione della verità.
Prima d’allora non avevo avuto nessun interesse particolare per la
Chiesa, ma ora ho per lei una grande ammirazione e un grande affetto,
perché la Chiesa ha avuto il coraggio e l’ostinazione di sostenere
la verità intellettuale e la libertà morale. Confesso che
ciò che un tempo disprezzavo, ora lo lodo, e lo faccio incondizionatamente”.
Testimonianza
# 4: Dopo la seconda guerra mondiale, le comunità ebree italiane si sono
rivolte ufficialmente a Pio XII per ringraziarlo degli sforzi che aveva
compiuto in favore degli Ebrei quando l’Italia e la sua capitale, Roma,
erano controllate dalle truppe tedesche. Il documento originale si trova a
Roma, al Museo della Liberazione, che è in via Tasso 145. Il testo dice.
“I delegati delle Comunità
Ebraiche Italiane che per la prima volta dopo la liberazione si sono riuniti a
Roma, sentono l’imperioso dovere di rendere reverente omaggio a Vostra
Santità, e desiderano esprimergli la profonda gratitudine di tutti gli
Ebrei per le prove di umana fratellanza loro fornite dalla Chiesa durante gli
anni delle persecuzioni, quando la loro vita era minacciata dalla barbarie
nazi-fascista”. Dopo aver ricordato il sacrificio di tanti
sacerdoti che hanno pagato con la vita l’assistenza fornita agli Ebrei,
la mozione conclude: “Gli Ebrei
ricorderanno perpetuamente quanto, per disposizione dei pontefici, la Chiesa ha
fatto per loro nel tremendo periodo trascorso”.
Testimonianza
# 5: Durante il processo contro Eichmann, il Procuratore generale ebraico, Gideon Hausner, si è così
espresso il 18 ottobre 1961: “Il
clero italiano ha aiutato numerosi Ebrei nascondendoli nei monasteri, e
il Papa è intervenuto personalmente in favore di quelli che i nazisti
avevano arrestato”.
Testimonianza
# 6: La seguente testimonianza è firmata dal Rabbino Maurice Perizweig, allora direttore del
World Jewish Congress. “Gli interventi
ripetuti del Santo Padre in favore delle comunità ebraiche
d’Europa suscitano negli Ebrei del mondo intero un sentimento di
apprezzamento e di profonda gratitudine”.
Testimonianza
# 7: Dichiarazione del dott. Marcus
Melchior, Grande Rabbino di Danimarca, riportata dalla KNA (agenzia di
stampa danese) il 5 novembre 1963: “Ecco
il mio parere: immaginarsi che Pio XII avesse potuto esercitare una qualsiasi
influenza sulla psiche malata di Hitler, rileva di un malinteso. Se il
Papa avesse aperto bocca, Hitler avrebbe probabilmente massacrato ben
più di sei milioni di Ebrei (...). È oggi la vigilia del 25mo
anniversario della Notte dei Cristalli (9 novembre). In occasione di questo
anniversario noi ricordiamo la fiammeggiante protesta che Pio XII fece in detta
occasione per intercedere contro gli orrori che in quel momento sconvolgevano
il mondo”.
Testimonianza # 8. Le 3 settembre 2006,
l’agenzia di stampa Zenit rapporta che il rabbino argentino David G.
Dalin afferma che Pio XII
ha salvato numerosi Ebrei dalla deportazione. Il comunicato stampa è redatto in questi termini:
ROMA,
Domenica 3 settembre 2006 (ZENIT.org)
– Un nuovo libro è appena uscito in America sulle relazioni di Pio
XII con il Popolo ebraico in piena guerra mondiale. Il libro si intitola: "The Myth of Hitler’s Pope: How Pius XII rescued Jews from the
Nazis" (Il mito del Papa di Hitler : Come Pio
XII salvò certi Ebrei dalle grinfie dei Nazisti). L’autore del
libro, il rabbino David G. Dalin, ha consacrato a questo libro molti anni di
ricerca. Invitati dalla "Fondazione
internazionale Raoul Wallenberg" e le organizzazioni non statali
facenti parte della sua rete, dei rappresentanti di diverse confessioni si sono
riuniti per analizzare i risultati delle ricerche storiche dell’autore.
Il fondatore di questi centri interconfessionali, Baruj Tenembaum, ha
analizzato il senso della pubblicazione di questo libro, e la sua prospettiva
ebraica. (Baruj Tenembaum è diplomato del Majon Lelimude, Hayahadut.
Egli è professore di storia della Bibbia e di lingua ebraica presso
diversi centri di studio, consigliere di diversi rabbi, di diversi
intellettuali, e preti. È stato uno dei pionieri del movimento
interconfessionale, il che gli ha permesso di ricevere delle decorazioni da
parte di papa Paolo VI e da parte di e diversi governi). Per spiegare il
contesto dell’opera, Baruj Tenembaum ha ricordato ai presenti che
l’opera teatrale "Il
Vicario" scritta nel 1963 da Ralf Hoch Hunt, ha seminato il dubbio
sull’atteggiamento di Pio XII nei confronti degli Ebrei. Sullo stesso
stampo John Cornwell ha pubblicato nel 1999 "Hitler’s
Pope" (Il Papa di Hitler), e Daniel Goldhagen ha pubblicato nel 2002 "A Moral Reckoning".
David
Dalin mostra che Pio XII è riuscito a salvare numerose vite durante
l’Olocausto. Egli cita i ringraziamenti di Golda Meir, ministro degli
Affari esteri in Israele al momento della morte di Pio XII, che in occasione
della morte del papa ha inviato al Vaticano un messaggio che diceva: «Ci dispiace,
abbiamo perso un servitore della pace. La voce del papa durante il nazismo fu
chiara e difese le vittime». Dalin analizza e documenta in maniera
esaustiva il capitolo tragico della deportazione degli Ebrei da Roma a
Auschwitz nel 1943, citando diverse fonti, compresa quella della principessa
cattolica di origine italiana Enza Aragona Cortes.
Pio
XII ha detto al cardinale Luigi Maglione, suo segretario di Stato:
"Cercate di salvare gli innocenti che soffrono a
causa della loro appartenenza ad una razza specifica". Alla domanda del
cardinale Maglione, l’ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, Ernst
von Weizsacker, ha dato ordine di interrompere la deportazione. Il papa ha
fatto aprire le porte del Vaticano per nascondere gli Ebrei di Roma che sono
stati poi accolti in conventi e monasteri. Se fra le città occupate dai
nazisti Roma ha avuto la più grande percentuale di sopravvissuti ebrei,
è stato grazie all’intervento di Pio XII. Sui 5.715 Ebrei di Roma
registrati dalla Germania per essere deportati, 4.715 sono stati accolti in
istituti cattolici (477 in luoghi appartenenti al Vaticano).
L’ambasciatore britannico presso la Santa Sede ha confermato i fatti.
Il
papa ha avuto un atteggiamento simile in Ungheria. Tramite il nunzio apostolico
Angelo Rotta, suo rappresentante, il papa ha contribuito a salvare la vita di
5000 Ebrei. La Bulgaria è pure citata da Dalin, il quale sottolinea
l’atteggiamento dell’arcivescovo Angelo Roncalli (futuro Giovanni
XXIII) e quella di parecchi altri cattolici che hanno salvato degli Ebrei
dichiarando che lo facevano per ordine del papa. Baruj Tenembaum « invita
tutti a cercare di annunciare la verità. Senza pregiudizi! Solo la
verità! Non attaccarsi a idee preconcette, non seminare calunnie!»
«Seguiamo il cammino della riconciliazione con spirito aperto»,
dice egli. E per concludere ha detto: « Noi Ebrei desideriamo ricordare e
difendere la verità. Tutta la verità, e solo la verità.
»
Testimonianza # 9. Il 25 gennaio 2007,
l’agenzia di stampa Zenit presenta il
punto di vista del Segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, sull’opera che tratta degli Ebrei della Shoah. Il comunicato stampa è redatto in questi
termini:
ROMA, giovedì, 25 gennaio 2007
(ZENIT.org).-
La presentazione del libro di Martin Gilbert “I Giusti, gli eroi sconosciuti dell’Olocausto”
(Città Nuova, 512 pagine, 28 Euro), avvenuta a Roma il 24 gennaio 2007,
ha permesso a prelati, storici e rappresentanti ebraici di riscoprire
l’enorme lavoro svolto dalla Chiesa cattolica, e particolarmente da Pio
XII, a protezione e difesa degli Ebrei. Autore del libro è Sir Martin
Gilbert, uno storico inglese di origini ebraiche, considerato in tutto il mondo
come uno dei massimi esperti della Shoah e della Seconda guerra mondiale.
Settantenne, autore di 72 libri, Martin Gilbert – che è anche il
biografo ufficiale di Winston Churchill – insegna Storia
dell’Olocausto presso l’University College di Londra. Nel 1995
Gilbert si è visto conferire il titolo di “Sir” per i
servigi resi alla storia britannica e alle relazioni internazionali. Questo suo
libro spiega che i "Giusti" “sono quegli uomini e quelle donne
non-Ebrei che in tutta Europa, spezzando le catene dell’indifferenza,
dell’egoismo, dell’individualismo, hanno salvato un grande numero
di Ebrei dallo sterminio nazista, mettendo a rischio la loro propria vita e
quella dei loro familiari”.
Nel presentare il libro di Gilbert, il
cardinale Tarcisio Bertone ha spiegato che “la storia dei Giusti è una storia di un bene,
anzi di una corrente di bene, il quale attraversa l’Umanità a
prescindere dalle differenze religiose”. Il porporato ha precisato che
“parecchi cristiani, moltissimi cattolici, e diversi musulmani, hanno
accettato (rischiando la loro stessa vita) di salvare degli Ebrei dalla Shoah.
(…) Questa fu una guerra fatta senza proclami, senza manifesti, senza
teorie, senza retorica, e questi Giusti
l’hanno a volte combattuta contro le convenzioni e i pregiudizi del loro
stesso ambiente”. A questo proposito il cardinale Segretario di Stato ha
sottolineato il ruolo svolto dalla Polonia, dove si calcola che un milione di
cittadini sono stati coinvolti nel salvataggio di Ebrei. “La Polonia era
l’unico paese dove vigeva la pena di morte per l’aiuto agli
Ebrei”, ha affermato il cardinal Bertone, ricordando la storia della
famiglia Ulma, di cui nella diocesi di Przemsyl è cominciato il processo
diocesano per la causa di beatificazione. Il 24 marzo 1944 Giuseppe Ulma, sua
moglie Vittoria, sei figli ed un altro figlio non nato (Vittoria era negli
ultimi mesi di gravidanza) sono stati trucidati dai gendarmi tedeschi nel
villaggio di Markowa, e questo per aver nascosto otto ebrei in casa loro.
Circa il ruolo svolto dalla
Chiesa e in modo particolare da Pio XII in difesa degli Ebrei, il porporato ha
detto che: “Non si trattava soltanto di organizzare burocraticamente la
ricerca dei dispersi e l’assistenza ai prigionieri. Gli Ebrei
perseguitati andavano aiutati in ogni modo possibile”. Per quanto
riguarda i presunti silenzi di Pio XII, il cardinal Bertone ha detto:
“È chiaro che quello di Papa Pacelli non fu un silenzio ma un
parlare intelligente e strategico, come dimostra il radiomessaggio natalizio
del 1942 che fece andare Hitler su tutte le furie”. “Le prove sono
negli Archivi vaticani – ha continuato il Segretario di Stato –
dove è presente ad esempio la dichiarazione di condanna
dell’antisemitismo del 1928 dell’ex Sant’Uffizio, molto netta
e molto chiara. Un documento che viene assolutamente dimenticato come se la
condanna dell’antisemitismo fosse solo quella del Vaticano II”. Il
cardinale Bertone ha concluso rilevando che “la storia che si legge nel
volume di Martin Glbert meritava di esser conosciuta anche per un altro motivo:
essa non è solo la storia di quei ‘Giusti’ proclamati tali
davanti al mondo, ma è anche la storia di quei numerosi ‘Giusti
impliciti’ che non hanno potuto essere onorati perché se ne
è persa la memoria storica”.
Il professor Matteo Luigi
Napolitano, Associato dell’Università degli Studi del Molise, e
delegato del Pontificio Comitato di
Scienze Storiche presso "l’International
Committee for the History of the Second World War", ha riportato una notevole
quantità di prove storiche che dimostrano la straordinaria ed efficace
opera della Santa Sede a difesa degli Ebrei. Il professor Napolitano ha
rilevato l’importanza di conoscere a fondo la storia del razzismo
antisemita, perché oggi si ripresenta sotto forme di negazionismo.
Lisa Palmieri-Billig, rappresentante dell’ “American Jewish Committee” e corrispondente
da Roma del giornale “Jerusalem
Post”, ha riconosciuto l’enorme lavoro svolto dalla Santa Sede,
e da Pio XII in particolare, menzionando pure, e con soddisfazione, la scoperta
di certi "Giusti" musulmani. Stefano Vaccari, presidente della Fondazione Villa Emma, ha parlato della
vicenda degli Ebrei salvati a Nonantola.
Testimonianza # 10. Breve storia dell’enciclica di Pio XI :“Mit Brennender Sorge”, pubblicata nel
1937.
CITTA’
DEL VATICANO, lunedì, 2 aprile 2007 (ZENIT.org).
Il 21 marzo 1937, la Domenica delle Palme, in tutte le chiese della Germania
venne letta l’Enciclica del Pontefice Pio XI, Mit Brennender Sorge (“Con bruciante preoccupazione”). Si tratta
della più dura critica che la Santa Sede abbia mai espresso nei
confronti di un regime politico. Ora, a settant’anni di distanza,
quell’Enciclica dimostra che a quell’epoca la Santa Sede aveva
già compreso quanto pericoloso fosse il nazismo.
Nell’approfondire
gli insegnamenti della Mit Brennender Sorge, il padre gesuita Peter Gumpel ha detto che dopo la Prima Guerra Mondiale
la Santa Sede aveva più volte tentato di firmare un Concordato con la
Germania, ma invano. C’erano stati dei concordati particolari tra la
Chiesa ed alcuni Stati tedeschi (Baviera, Prussia, Baden) ma non con la
Germania. Il 30 gennaio 1933 Adolf Hitler prese il potere, e in aprile
offrì lui stesso un Concordato alla Santa Sede. La Santa Sede
firmò il Concordato anche se in Vaticano tutti sapevano che Hitler non
avrebbe rispettato gli accordi. Il Cardinale Eugenio Pacelli, allora Segretario
di Stato, alla domanda di un diplomatico britannico che gli chiedeva se Hitler
avrebbe rispettato il Concordato, rispose: “No,
non lo rispetterà affatto. Possiamo solo sperare che non ne violi tutte
le clausole contemporaneamente”.
Subito
dopo la firma del Concordato iniziò in Germania la persecuzione dei
cattolici in tutti i campi di attività. La Santa Sede inviò al
governo tedesco più di 50 proteste. I testi di dette proteste si trovano
nell’opera di Dieter Albrecht:“Der
Notenwechsel zwischen dem Heiligen Stuhl und der deutschen Reichsregierung.
Volume I, Von der Ratifizierung des Reichskonkordats bis zur Enzyklika
‘Mit Brennender Sorge’ ” (Matthias-Grunewald-Verlag
– Mainz 1965). Nonostante queste proteste, i nazisti continuarono ad
opprimere i cristiani della Germania, a tal punto che i vescovi tedeschi
finirono per chiedere al Papa di intervenire in maniera ufficiale e pubblica.
La data della visita ad limina che i vescovi tedeschi dovevano fare
al Papa nel 1938 fu anticipata di un anno, e in quell’occasione i presuli
tedeschi chiesero alla Santa Sede di condannare il nazismo in maniera
categorica. Padre Gumpel dice che l’Enciclica fu preparata in sette
settimane, e che il primo testo fu redatto in tutta segretezza da Michael von
Faulhaber, che allora era Cardinale di Monaco. Su questa prima stesura si
aggiunsero poi gli interventi del Cardinale Eugenio Pacelli, Segretario di
Stato. I passaggi di Eugenio Pacelli erano ancora più forti ed espliciti
di quelli di von Faulhaber. Il testo definitivo dell’Enciclica venne
firmato dal Pontefice Pio XI il 14 marzo 1937. Alcuni esemplari vennero inviati
a Berlino attraverso la valigia diplomatica, e distribuiti segretamente a tutti
i vescovi della Germania. Ad insaputa della Gestapo il testo venne ristampato
nelle varie regioni presso dodici tipografie. Parecchi Vescovi ne fecero
stampare diverse centinaia di migliaia, facendole poi recapitare in tutta
segretezza a tutti i parroci, a tutti i cappellani, a tutti i conventi della
Germania. Il 21 marzo 1937, Domenica delle Palme, l’Enciclica fu letta in
tutte le chiese della Germania.
Padre Gumpel dice: “Io avevo 14 anni, ed ero presente
nella cattedrale di Berlino quando fu letto il testo dell’Enciclica al
momento dell’omelia. La chiesa era gremita di gente. Il linguaggio
dell’Enciclica era chiaro ed esplicito. Hitler stava ingannando i
tedeschi e tutta la comunità internazionale. Il documento affermava che
il capo nazista intendeva sostituirsi a Dio, ed era pericoloso”. Il
padre gesuita ha detto: “I
cattolici reagirono bene, ma Hitler andò su tutte le furie”.
Pare che Hitler si arrabbiò talmente che rifiutò per tre giorni
tutti gli incontri.
La sera precedente la lettura
dell’enciclica un dipendente di una delle dodici tipografie
informò la Gestapo circa la faccenda, ma ormai era tardi per bloccare
ogni cosa. La domenica mattina la Gestapo non osò entrare nelle Chiese
perché questo avrebbe provocato una rivolta generale. Davanti ad ogni
chiesa c’erano comunque delle guardie che controllavano se la gente
usciva con in mano il testo stampato. Chi fosse stato trovato in possesso del
testo veniva arrestato. Le 12 tipografie furono confiscate senza nessun
rimborso, ed alcune persone finirono in prigione.
La comunità internazionale
reagì con entusiasmo, specialmente le comunità ebraiche.
Quell’Enciclica condannava il razzismo in maniera chiara ed esplicita. I
giornali ebraici di tutto il mondo manifestarono entusiasmo per quanto la Santa
Sede aveva fatto, ma Padre Gumpel ha fatto subito notare che: “Nonostante gli avvertimenti espliciti
del Pontefice, l’anno seguente (1938, alla conferenza di Monaco) l’Inghilterra, la Francia e
l’Italia firmarono patti col regime nazista”.
Secondo Padre Gumpel “Questa
enciclica è profetica anche per la situazione di oggi”. Nella
prima parte essa menziona le violazioni continue perpetrate dal regime nazista
nei confronti della Chiesa cattolica e dei suoi fedeli. In seguito
c’è una parte che denuncia il neopaganesimo nazista: “Colui che identifica Dio con
l’universo, materializzando Dio nel mondo e deificando il mondo in Dio,
non appartiene ai veri credenti”. Infine il documento condanna le
teorie razziali del nazismo. “È
un errore – dice l’Enciclica – parlare di un Dio nazionale, o di una religione nazionale. Sbaglia
colui che tenta di imprigionare il Creatore del mondo nei limiti di un solo
popolo, di una sola razza”. Sul piano morale il documento si oppone
fortemente al principio nazista secondo il quale “ciò che è utile alla nazione è
necessariamente cosa legittima”. Il documento afferma che “tale principio significherebbe un
eterno stato di guerra tra le nazioni”.
Nel terminare Padre Gumpel ha detto: “Le formule più dure contro il
nazismo sono quelle di Pacelli. Hitler lo sapeva, tant’è vero che
considerava Pacelli come il suo nemico numero uno”. Il sacerdote
gesuita ha anche commentato le notizie apparse il 29 marzo 2007 sul quotidiano La Repubblica. Il giornale suddetto
rivela che i documenti disponibili negli archivi dell’ex Germania Est
dimostrano che i nazisti consideravano Pacelli come il loro peggior nemico, e
che la campagna di calunnie che più tardi è stata montata contro
Pio XII fu opera dell’Unione Sovietica. Padre Gumpel ha detto: “anche se le rivelazioni del
quotidiano La Repubblica non aggiungono nulla a quanto già si conosce
nell’ambito della Santa Sede, esse possono comunque servire da lezione a
coloro che hanno pensato (e scritto) che Pacelli era un amico dei
nazisti”. Padre Gumpel ha terminato dicendo: “Adesso (che il muro di Berlino è caduto, ndr) ci sono tantissimi documenti che dimostrano
che la campagna di calunnie contro Papa Pacelli è stata fomentata dal
regime sovietico”.
3) - Testimonianza accorata di Giuseppe Lemann.
Verso
l’anno 1866, due fratelli di origine ebraica, i fratelli Lemann, hanno
abbracciato la religione cattolica e allo stesso tempo sono diventati
sacerdoti. Dopo la loro conversione hanno scritto molto sulla loro razza.
Ciò che dà un valore di prim’ordine alle opere scritte da
questi due fratelli, e le rende suggestive allo stesso tempo, è che dopo
la loro conversione essi hanno conservato per la loro razza una pietà
affettuosa, un tenero affetto, come due figli di buona famiglia che per la loro
madre, anche se decaduta, continuano a nutrire nobili sentimenti.
Giuseppe Lemann dice che nelle sofferenze dell’Ebreo occorre anzitutto
riconoscere un castigo del Cielo. Questa affermazione è spiegata
all’inizio del suo libro: “L’entrata
degli Israeliti nella società francese”. Egli afferma che nella vita degli Ebrei esiliati si
ritrovano gli stessi obbrobri che i Farisei hanno fatto subire a Cristo. I
pochi Ebrei che si convertono al Cristianesimo accettano volentieri queste
pene; le accettano come contributo personale alla Redenzione operata da Cristo,
le accettano in risarcimento dei loro peccati e di quelli della loro razza, ma
gli altri Ebrei, quelli che non accettano le pene e le umiliazioni, si
ribellano, e poi trasformano la loro ribellione in sentimenti di odio
universale. Per conoscere a che tipo di obbrobri venivano talvolta sottomessi
gli Ebrei durante il loro esilio basta considerare gli esempi qui riportati: [119]
«Il Giusto è stato da noi coperto
di oltraggi. Sulle sue spalle abbiamo messo uno straccio di derisione, sulla
sua testa una corona di spine, nella sua mano un giunco. Egli ha ricevuto
colpi, sputi, insulti, oltraggi di ogni tipo; di ciò che è
obbrobrio non gli abbiamo risparmiato nulla. Colmo del colmo, quando per farlo
morire occorreva comprarlo, lo abbiamo valutato una persona da niente, trenta
denari! Questi obbrobri, noi Ebrei ce li siamo ritrovati nella vita come un
castigo, come un taglione. Nessuna forma di avania o di tristezza ci è
stata risparmiata. Chi oserebbe ignorarlo? S. Girolamo dice di noi:
“Popolo disgraziato, che tuttavia non si sa come compiangere!”. Una
riflessione che sembra dolce accanto alle parole pronunciate da Mosè,
nostro grande legislatore: “Sarete la favola e lo zimbello dei popoli
dove Dio vi condurrà!” Certo che per diventare favola e zimbello
dell’universo bisogna avere commesso un grande crimine, mentre prima
eravamo il popolo di Dio! La storia in mano, rivediamo la lista di alcune di
queste umiliazioni che ci hanno fatti diventare la favola e lo zimbello degli
altri popoli. Enumeriamo senza fare commenti. Per esempio:
l. Gerusalemme distrutta, vendita degli Ebrei
nelle fiere, come si fa col bestiame. Avevamo venduto il Giusto per trenta
denari: alla fiera di Térébinthe si vendettero trenta Ebrei per
un denaro.
2. La proibizione, per diversi secoli, di
venire a piangere sulle rovine di Gerusalemme. I poveri Ebrei visitatori
venivano respinti con durezza e disprezzo. Più tardi fu loro accordato
questo favore un giorno all’anno, ma bisognava allora pagare le nostre
lacrime acquistando a caro prezzo il diritto di guardare e di piangere
dall’altezza di una collina.
3. L’esclusione degli Ebrei dai ranghi
della società, e questo ovunque. Eravamo trattati peggio dei lebbrosi.
Ma Lui, Gesù, non l’avevamo anche noi trattato e guardato come un
lebbroso?
4. Lo schiaffo che a Tolosa, a Béziers,
e altrove, il deputato della comunità ebraica era obbligato a ricevere
pubblicamente... il Venerdì santo.
5. La stella gialla. Era un pezzo di stoffa
gialla sui nostri petti, oppure un corno dello stesso colore affisso ai nostri
cappelli, affinché ognuno potesse vederci da lontano, e dire: è
un ebreo!
6. I quartieri a parte, i ghetti, le viuzze
strette, insufficienti, spesso putride, dove le nostre famiglie erano parcheggiate
e ammucchiate.
7. L’obbligo, in certe città, di
pagare in qualche modo l’aria che respiravamo, come ad Augsbourg dove
pagavamo un fiorino all’ora, e a Brema un ducato al giorno.
8. La proibizione di apparire in pubblico in
certi giorni dell’anno. Bisognava nascondersi: quasi sempre dalla
domenica delle Palme fino al giorno di Pasqua. Eravamo come cancellati
dall’elenco dei viventi... Ma Lui, non l’avevamo noi pure
cancellato? Non avevamo forse anche noi, da Caifa, nascosto il suo viso divino per
meglio colpirlo: indovina chi ti ha colpito? (Joseph Lemann cita qui gli
insulti fatti agli Ebrei in oriente, in Persia, in Turchia, in Africa,
ecc.).
9. I supplizi infami. Un ebreo veniva
suppliziato tra due cani. In Germania, in Svizzera, l’ebreo veniva appeso
per i piedi accanto a un cane, per derisione, perché il cane è il
simbolo della fedeltà.
10. Il permesso dato ad ogni ufficiale pubblico
di usare epiteti umilianti verso gli Ebrei, nelle arringhe, e negli atti
giudiziali... Ma Lui, quand’era davanti ai tribunali di Gerusalemme, non
l’avevamo noi trattato con titoli odiosi, ingiuriandolo fino alla croce?
1l. L’espulsione, tutte le sere, da certe
città, al suono della tromba. Quando la tromba suonava noi dovevamo
disporci a partire, e all’ora della chiusura delle porte essere fuori
della città.
12. La proibizione di fare il bagno nei fiumi
dove facevano il bagno i Cristiani. In Provenza e nella Borgogna eravamo
esclusi dai bagni pubblici, eccetto il venerdì, giorno in cui questi
stabilimenti erano aperti alle ballerine e alle prostitute.
13. L’interdizione di frequentare certi
corsi, certi posti, certi giardini pubblici. Non più di
cinquant’anni fa all’entrata della passeggiata pubblica di una
città della Germania si leggeva l’iscrizione seguente:
“Proibita l’entrata agli Ebrei e ai maiali”.
14. Ma la sofferenza più amara e
dolorosa erano gli impedimenti al battesimo, impedimenti causati dal
pignoramento dei beni dell’ebreo che si faceva battezzare. Infatti,
l’Ebreo che diventava Cristiano smetteva di essere sottoposto alle tasse
che pesavano su quelli della sua razza, e questo diminuiva l’importo
pagabile al padrone del feudo. Siccome l’ebreo non poteva sottrarsi
all’azione suddetta, il padrone del feudo si arrogava il diritto di
compensare la diminuzione di reddito col pignoramento di tutti i beni del
battezzando ebreo. In seguito gli restituiva la porzione che gli sembrava
più adatta.
Vero o no?... Tali furono i nostri obbrobri.
Per gli Ebrei ci furono delle istituzioni di disprezzo, e tale disprezzo, si
può dire, era come organizzato pubblicamente. Questo disprezzo ci
avvolgeva dalla testa ai piedi... Ma in Lui, divenuto l’uomo dei dolori
dalla testa ai piedi, era forse rimasto uno spazio solo che non fosse piagato?
Visto che la Provvidenza in corruccio ha poi disperso Israele in tutti gli
angoli della terra, questi obbrobri, in un modo o nell’altro, si sono
prodotti in tutti i paesi del mondo, tutti i giorni dell’anno, per 1800
anni. Oh! Mosè non sbagliò, no, nel dire che saremmo diventati la
favola e lo zimbello di tutte le nazioni della terra! E Davide, che nelle sue
visioni aveva visto l’aceto che noi avremmo dato da bere a Cristo, aveva
detto che in futuro la nostra schiena si sarebbe piegata per forza. La sua
profezia, come quella di Mosè, si è realizzata alla lettera. La
nostra schiena è stata letteralmente piegata dal peso del disprezzo che
ci ha colpiti. Ô Dio di giustizia e di misericordia, se accettando questi
obbrobri è ancora possibile farvi dimenticare quelli che abbiamo fatto
subire a vostro Figlio, nostro Messia, ebbene, noi ora chiniamo la testa e
imploriamo pietà!»
Conclusione: Avevano torto o ragione i Papi a suggerire ai
capi delle nazioni di mantenere gli Ebrei separati dai Cristiani? I Papi
contemporanei non trattano più di questo problema in modo diretto, e
cosa sta succedendo nel mondo? [120] Gli Ebrei di oggi, buoni o cattivi, vivono dove
vogliono e fanno quello che vogliono. Il risultato è che i Cristiani non
sanno più chi sono, da dove vengono, dove vanno. Non si rendono
più conto di niente, nemmeno della loro schiavitù allo spirito
giudeo-farisaico che li ha abbindolati. Per esempio, davanti alla mondializzazione,
che è un progetto concepito per servire gli interessi del potente
cartello giudeo-farisaico degli Illuminati, la cecità collettiva
è talmente diffusa che non si trova più una nazione capace di
prendere posizione contro il pericolo che proviene da questo orribile progetto
di dittatura mondiale. La gente si è lasciata "ebraizzare" –
dice Julio Mainvielle – i ricchi con il liberalismo, i poveri con il
socialismo. Tutti si credono liberi, ma nessuno è più in grado di
pensare se non attraverso il cervello "ebraizzato" e
"ebraizzante" del suo giornale, del suo libro, della sua rivista.
Nessuno odia o ama se non attraverso l’attore del suo film preferito il
quale, a sua insaputa, è "ebraizzato".
Il
modo più sicuro per diventare schiavi dello spirito giudeo-farisaico
è di fare ciò che i Cristiani fanno da tre secoli: abbandonare la
pratica della religione cristiana. Una società scristianizzata,
cosciente o no di quanto le succede, si auto-condanna a subire ciecamente gli
eccessi che le infligge il giudaismo farisaico. La cosa è evidente. La
nostra schiavitù, che all’inizio era solo finanziaria, ora
è generale, e si esprime attraverso eccessi di ogni genere: eccessi di
capitalismo, di liberismo, di socialismo, di comunismo, e ultimamente eccessi
di sionismo. Non manca più che l’eccesso degli eccessi, l’Impero giudaico universale, la
dittatura delle dittature. [121]
ANNESSO N. 1
Il probabile sistema monetario del Regno
messianico: suo funzionamento.
1) – "L’isola Dei
Naufraghi". (Un racconto di Louis Even)
Attraverso questo racconto l’autore ci mostra le lacune del sistema
monetario attuale, e ci spiega in che modo dovrebbe funzionare per essere utile
a tutta la società, non solo a
dei privilegiati.
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L’abbondanza: una
calamità ? |
Domanda iniziale: Ditemi se la vera ricchezza
è quella presente nei soldi, che sono un simbolo dei beni reali, oppure
quella che è nei beni reali. La vera ricchezza è nei beni reali,
voi mi dite. Ok. Se ciò è vero per tutti, come mai la gente non
si preoccupa di domandare ai governanti un sistema monetario in cui il denaro
disponibile sia calcolato e distribuito in proporzione dei beni reali? Vi
sarete sicuramente accorti che quando i magazzini sono strapieni, la
società si trova alle prese con una crisi economica. La situazione
è talmente tesa che i
produttori, vedendo che la merce non si vende ma rimane ferma nei magazzini non
osano continuare a produrre di più. E tutti cominciano a preoccuparsi.
Anziché parlare di abbondanza, che è una benedizione, si parla di
calamità, che è una maledizione. Da che cosa dipende un simile
intoppo? Da un numero insufficiente di consumatori? No, di certo! Tutti sanno
che di fronte a questi magazzini strapieni ci sono migliaia di consumatori che
non chiedono altro se non di poter consumare ciò che è stato
prodotto per il consumo. Ma allora, da dove viene l’imbroglio? Dal fatto
che i soldi non girano? Dal fatto che il sistema monetario è inadeguato,
mal concepito, viziato in partenza? Ascoltiamo il racconto che segue, e alla fine
vedremo le conclusioni possibili. [122]
1. Salvati dal
naufragio
Un’esplosione
ha distrutto la nave. I superstiti si aggrappano ai pezzi galleggianti che
riescono ad aggrappare. Cinque uomini riescono a salire su di una zattera. Degli
altri passeggeri nessuna notizia.
Sono
ore che i cinque scrutano l’orizzonte. Qualche nave di passaggio li
vedrà? La loro zattera approderà su qualche riva ospitale? Ad un
tratto uno grida: Terra! Guardate! Laggiù! Proprio là, nella
direzione delle onde! I visi si rallegrano man mano che all’orizzonte
appare sempre più chiara la linea di una terra.
Sono
in cinque: Francesco è quello che ha gridato: “Terra”!
È grande e vigoroso. È falegname di mestiere, ed è pure
capace di costruire case di legno. Paolo è contadino. È quello in
ginocchio, con una mano a terra e l’altra aggrappata al palo della
zattera. Giacomo è un esperto di allevamenti di bestiame. È
quello coi pantaloni a righe, che guarda ansiosamente verso terra tenendosi
anche lui in ginocchio. Enrico è perito agrario. È quel grassotto
che sta seduto sul baule, che per fortuna è riuscito a salvare dal
naufragio. Tommaso è un ingegnere minerario. È quello in piedi,
dietro al palo. Con una mano si tiene al palo della zattera, e con
l’altra si appoggia alla spalla del falegname.
2. Un’isola provvidenziale.
Camminare
sulla terra ferma è come rivivere. Dopo essersi asciugati e riscaldati,
i cinque del gruppo esplorano un po’ l’isola che li accoglie,
così lontana dal mondo civile. La battezzano: Isola dei Naufraghi. Un
giro rapido dell’isola li riempie di speranza. L’isola non è
un deserto. Adesso sono gli unici ad abitarla, ma probabilmente ci sono state
altre persone prima di loro. Lo deducono dal fatto che sull’isola hanno
incontrato qui e là dei branchi di animali che vivevano allo stato
brado. Giacomo, l’allevatore, dice che potrà migliorarli e
renderli utili. In quanto al suolo, Paolo dice che secondo lui il terreno si
presta bene alla cultura. Enrico ha scoperto alberi da frutto e spera di poter
ricavarne un certo profitto. Francesco ha notato che ci sono boschi ricchi di
alberi già adulti, con legno di ogni specie: con il legno dei tronchi
sarà facile per lui costruire delle capanne e poi delle case destinate
alla piccola comunità. In quanto a Tommaso – l’ingegnere
minerario – ciò che lo ha maggiormente attirato è la parte
rocciosa dell’isola. Ha trovato degli indizi che rivelano un sottosuolo
ricco di minerali. Nonostante la mancanza di attrezzi perfezionati, egli pensa
di avere abbastanza iniziativa e destrezza manuale per trasformare in metallo
il minerale grezzo. Così, per il bene di tutti, ognuno potrà
svolgere la sua attività preferita. Tutti si considerano fortunati, e
ringraziano la provvidenza della piega abbastanza favorevole che stanno
prendendo gli avvenimenti.
3. Le vere ricchezze.
Tutti
si mettono a lavorare. All’inizio si accontentano di alimenti rozzi, ma
quando i campi coltivati cominciano a produrre come si deve, allora tutti
mangiano meglio. Il falegname si dà da fare per costruire le case e i
mobili, e così si danno da fare anche gli altri. Ognuno è attivo
secondo le proprie competenze. Col passare delle stagioni il patrimonio
dell’isola si arricchisce. Non si arricchisce d’oro o di soldi
stampati, ma di ricchezze vere, di cose che nutrono, di cose che vestono, di
cose che creano un certo conforto rispondendo a dei bisogni concreti.
La
vita non è sempre facile come ai cinque piacerebbe che fosse. Mancano
diverse cose alle quali essi erano abituati, ma a conti fatti la loro sorte
potrebbe essere anche peggiore. D’altronde nel loro paese, il Canada,
essi hanno già conosciuto la crisi del ‘29, e si ricordano le
privazioni alle quali dovevano sottostare malgrado l’abbondanza che
c’era nei magazzini e nei negozi, tutti strapieni, e a qualche passo
dalla loro casa. Almeno qui, nell’isola, non si sentono umiliati nel
vedere marcire sotto gli occhi i diversi prodotti di cui hanno bisogno per
vivere. E poi le tasse non esistono, e nemmeno i sequestri. Se il lavoro
è talvolta duro, c’è la soddisfazione di poter godere dei
frutti di detto lavoro. Insomma, i cinque uomini sfruttano l’isola
benedicendo Dio, e sperando di potere un giorno ritrovare parenti e amici, dopo
essere riusciti a conservare i due più grandi beni: la vita e la salute.
4. L’inconveniente più grosso.
I
cinque uomini si riuniscono spesso per discutere dei loro affari. Una sola cosa
li disturba nel semplice sistema da essi praticato: non usano moneta, e lo scambio
diretto di prodotti con prodotti presenta degli inconvenienti. I prodotti da
scambiare non sono sempre disponibili l’uno con l’altro nel
medesimo tempo. Avviene per esempio che la legna consegnata durante
l’inverno al coltivatore possa essere rimborsata in verdura o frutta solo
sei mesi più tardi. Alle volte succede che un grosso articolo sia
consegnato da uno degli uomini, che in cambio vorrebbe avere differenti piccoli
articoli prodotti non da uno ma da parecchi altri uomini, e in epoche differenti.
Il sistema dello scambio risulta complicato. Se vi fosse del denaro in
circolazione ognuno potrebbe vendere i suoi prodotti agli altri in cambio di
denaro. Con la moneta ricevuta ognuno potrebbe comperare dagli altri le cose
che desidera, quando le desidera, e nel momento in cui esse sono disponibili.
Tutti
sono d’accordo nel riconoscere il vantaggio che offre un sistema di soldi
fatti per circolare, ma nessuno di essi sa come fare per organizzarne uno. Essi
sanno come produrre le cose concrete, che sono la vera ricchezza di cui hanno
bisogno per vivere, ma i soldi, che sono dei segni stampati sulla carta, non li
sanno fare. Ignorano tutto dei soldi, di come si stampano e di come si fa
quando non bastano più quelli già stampati, quando assieme si
decide che bisogna stamparne ancora un po’ per pareggiare il valore delle
merci che si sono aggiunte sul mercato... Senz’altro molti uomini
istruiti vivrebbero oggi lo stesso imbarazzo. I nostri governanti lo hanno
vissuto per una decina d’anni nel tempo che ha preceduto la Seconda
guerra mondiale. Solo il denaro mancava al paese, e di fronte a questo problema
il governo rimaneva inerte, come paralizzato.
5. Arriva qualcuno: un altro naufrago.
Una
sera i nostri cinque uomini sono tutti sulla spiaggia, e stanno ancora parlando
del loro problema di soldi. Improvvisamente appare all’orizzonte una
barca con a bordo un unico uomo. Tutti accorrono verso il naufrago e gli
offrono le prime assistenze. Alla fine si mettono a discutere. Capiscono che il
naufrago viene dall’Europa, e che anche lui è superstite di un
naufragio. Si chiama Martin Golden. I cinque sono felici di avere un compagno
in più, e gli fanno visitare l’isola. “Anche se siamo
lontani dal resto del mondo – gli dicono – non siamo troppo da
compiangere. La terra rende abbastanza bene, e anche la foresta. Ci manca solo
una cosa: non abbiamo i soldi che ci permetterebbero di scambiare tra di noi
con più facilità i prodotti e i servizi.”
Martin
Golden dice: “Benedite il caso che
mi ha spinto fin qui! Per me il denaro non fa mistero. Sono banchiere, e vi
posso organizzare in poco tempo un sistema di soldi che vi darà intera
soddisfazione.”
Banchiere?
Ooooh! Banchiere! Un angelo venuto dal cielo non avrebbe avuto tanti inchini e
riverenze! Non è vero che nei nostri paesi civilizzati noi trattiamo i
banchieri come se fossero delle divinità incarnate?
6. Il dio della
civiltà.
– “Signor Martin, dato che voi siete
un banchiere, non c’è bisogno che lavoriate come noi. Vi
occuperete solo dei nostri soldi.”
–
“Farò
del mio meglio, come ogni banchiere, con la soddisfazione di veder aumentare la
prosperità generale.”
–
“Signor Martin, vi costruiremo una casa degna di voi. Nel frattempo
volete accettare di abitare nell’edificio che serve alle nostre
riunioni?”
–
“Certo amici, mi va benissimo. Ma
prima sbarchiamo ciò che sono riuscito a salvare dal naufragio: possiedo
una piccola stampatrice, della carta, e un bariletto che voglio trattare con
riguardo.”
La
barca viene vuotata. Il bariletto attira la curiosità dei nostri cinque
uomini. Martin dice:
–
“Questo barile è un tesoro.
È pieno d’oro!”
–
Pieno d’oro!?
Sembra
che i cinque vogliano cadere a terra per svenimento. Il dio della
civiltà è entrato nell’Isola dei Naufraghi. È un dio
giallo, che preferisce tenersi nascosto; ma è potente, terribile, e la
sua presenza o assenza (e persino i suoi minimi capricci) possono decidere
della vita o della morte di 100 nazioni!
–
“Pieno d’oro?! Oh, signor Martin, voi siete un vero grande
banchiere! Vi rendiamo omaggio.”
–
“Oro, amici miei! Qui ce
n’è per soddisfare i bisogni di mezzo mondo! Ma non è
l’oro che deve circolare. Bisogna nascondere l’oro: l’oro
è l’anima di tutto il denaro sano. L’anima non si vede,
quindi è meglio che rimanga nascosta. Quando il denaro sarà pronto
per essere distribuito vi spiegherò meglio tutta la faccenda.”
7. Un seppellimento
senza testimoni.
Prima
di separarsi per la notte, Martin rivolge un’ultima domanda ai nostri
amici: “Per facilitare i vostri scambi,
di quanto denaro avreste bisogno sull’isola?”
I
cinque si guardano, si consultano, consultano umilmente lo stesso Martin. Con i
consigli del benevolo banchiere tutti quanti sono d’accordo che 200
dollari per ciascuno dovrebbero bastare. L’appuntamento è fissato
per la sera dell’indomani. Ognuno riceverà 200 dollari. Nel
ritirarsi per la notte i cinque uomini si scambiano dei commenti pieni di
commozione, poi vanno a dormire. È già tardi, e si addormentano
dopo avere sognato ad occhi aperti l’oro del barile e i dollari che
riceveranno l’indomani.
Martin
Golden non perde tempo. Il suo avvenire di banchiere gli fa tutto dimenticare,
anche la stanchezza. Di buon mattino, allo spuntar del giorno, scava un grosso
buco nella terra e vi ci mette il barile. Lo ricopre di terra, e per non
lasciare tracce visibili lo dissimula con dei ciuffi d’erba accuratamente
sistemati. Poi vi trapianta anche un piccolo arbusto. Terminato questo lavoro,
Martin mette in uso la sua stampatrice, e stampa mille biglietti da un dollaro.
Mentre guarda i biglietti che escono dalla stampatrice, dice a se stesso:
“Come sono facili da stampare questi
biglietti! Essi prendono il loro valore dai beni che già esistono su
quest’isola, sia sotto la forma di beni grezzi che sotto la forma di beni
lavorati. Senza i prodotti già presenti nell’isola i biglietti non
avrebbero nessun valore. I miei cinque clienti ingenui non sanno questo, o non
ci pensano. Credono che a garantire i dollari sia il barile d’oro. La
loro ignoranza mi permette di regnare su di loro, sfruttandoli tutti a mio
piacimento!”
In
serata arrivano i cinque.
8. Denaro per tutti,
stampato di fresco!
Là,
sulla tavola, ci sono cinque pacchetti di denaro.
– “Prima di distribuirvi questo
denaro – dice il banchiere – bisogna che ci mettiamo d’accordo. I
soldi sono basati sull’oro. L’oro è mio. È nel
barile. Il barile è come se fosse la mia banca. Dunque il denaro
è tutto mio ... Oh! Non preoccupatevi se vi dico questo. Il denaro che
vi metto tra le mani lo potete utilizzare come vi pare e piace, ma è
denaro mio, che io vi cedo in prestito. Mentre lo usate io vi carico solo gli
interessi. Siccome su quest’isola il denaro è raro, visto che
prima che io arrivassi non ce n’era affatto, credo di essere ragionevole
se vi chiedo un po’ di interesse. Soltanto l’otto per cento.”
–
“Benissimo, signor Martin, siete molto generoso.”
–
“Un’ultima cosa, amici.
Siccome gli affari sono affari, anche tra amici bisogna premunirsi. Prima di
intascare questo denaro ognuno di voi firmerà un documento: si tratta di
un documento nel quale ognuno di voi si impegna a rimborsare il capitale e gli
interessi a tempo dovuto, sotto pena di confisca dei beni che possiede. Oh!
È solo una garanzia. Io non ci tengo affatto alle vostre
proprietà. Mi accontento del denaro. Sono sicuro che voi conserverete i
vostri beni e mi restituirete il denaro a tempo debito.”
– “Bene, bene, signor Martin.
Lavoreremo con ardore e vi
rimborseremo tutto.”
– “Così va bene. E se avete
qualche problema da risolvere tornate qui da me. Un banchiere è un
amico, l’amico di tutti... Adesso, ecco i vostri soldi. Ognuno riceve 200
dollari.”
I
cinque uomini ricevono i soldi e ripartono contenti, le mani piene di dollari e
la testa piena di progetti.
9. Un problema di
aritmetica.
Il
denaro di Martin ha circolato nell’isola. Gli scambi si sono
moltiplicati, semplificando la vita di tutti. Tutti salutano Martin con
rispetto e gratitudine. Ma Tommaso, l’ingegnere, non è tranquillo.
Gli rimangono pochi dollari, e la maggior parte dei suoi prodotti sono ancora
sotto terra. Come farà a rimborsare il banchiere alla prossima scadenza?
Dopo
aver ben ragionato sul suo problema individuale, Tommaso comincia ad esaminarlo
dal punto di vista collettivo. Si chiede: “Considerando la popolazione dell’isola
nel suo insieme, siamo noi in grado di mantenere i nostri impegni col signor
Martin? Martin ha stampato 1.000 dollari in tutto, ma ci chiede una somma di
1,080. Anche se noi tutti insieme raccogliessimo tutto il denaro che c’è
nell’isola, e questo per riportarglielo indietro, ciò farebbe un
totale di 1,000 dollari, non di 1,080. Nessuno di noi ha stampato gli 80
dollari che mancano. Noi produciamo quello che ci occorre per vivere, ma non
stampiamo dollari. Siccome nell’insieme noi non possiamo restituire il
capitale più gli interessi, Martin dovrà sequestrare tutta
l’isola”.
Tommaso
continua a ragionare: “Visto che alcuni di noi sono capaci di rimborsare,
essi sopravvivranno, ma gli altri cadranno. Poi cadranno anche i primi, quelli
che all’inizio potevano rimborsare, e il banchiere finirà per
prendersi tutto. Dunque è meglio che ci mettiamo subito insieme per
sistemare questa faccenda in maniera collettiva.”
Tommaso
non ha difficoltà a convincere gli altri che Martin li ha imbrogliati, e
tutti si danno appuntamento presso il banchiere.
10. Benevolenza del
banchiere.
Martin
Golden si accorge che qualcosa non va, ma fa buon viso a cattiva sorte. Allora
Francesco presenta il caso: “Come possiamo noi portarvi 1.080 dollari se
in tutta l’isola ne esistono soltanto 1.000 ?”
– “Amici, è l’interesse. Non è
aumentata la vostra produzione?”
–
“Si, ma il denaro, lui, non è aumentato, e ad ogni scadenza voi lo
pretendete. E volete essere pagato in denaro, non volete essere pagato con i
nostri prodotti. Visto e considerato che solo voi stampate denaro, e che finora
ne avete stampati 1.000 in tutto, come mai pretendete che noi ve ne riportiamo
1,080? È impossibile!”
– “Amici! Un momento vi prego. I banchieri si adattano alle
situazioni, perché hanno a cuore il benessere pubblico... Vi
chiederò solo l’interesse. Si tratta di 80 dollari. Il capitale ve
lo lascio.”
– “Ci cancellate il debito?”
– “Questo no, non posso farlo, mi dispiace. Un banchiere
non cancella mai un debito. Voi mi dovete ancora tutto il denaro che vi ho
prestato, ma alla fine di ogni anno mi darete l’interesse, solo
l’interesse. Se voi pagate l’interesse in maniera regolare, io non
vi disturberò per il rimborso del capitale. E per evitare che qualcuno di
voi risulti incapace di pagare l’interesse, vi suggerisco di organizzarvi
collettivamente, come se foste una nazione, e di fondare un sistema di
collezione. Questo si chiama tassare. Quelli che hanno più soldi
pagheranno più tasse di quelli che ne hanno di meno. Finché mi
portate il totale dell’interesse collettivo io sarò soddisfatto, e
la vostra nazione andrà bene.”
I
nostri amici tornano a casa, ma sono convinti solo a metà, e rimangono
pensierosi.
11. Crisi di vita cara.
Col
passar del tempo la situazione sull’Isola peggiora. Anche se la
capacità di produrre aumenta, gli scambi diminuiscono, ma ciò non
impedisce Martin di riscuotere i suoi interessi in maniera regolare. Tutti
quanti si preoccupano di mettere da parte le quote destinate al pagamento delle
tasse, che sono i suoi interessi. Il denaro circola, ma fa fatica, ed in
circolazione ce n’è sempre di meno. Quelli che hanno più
tasse da pagare si lamentano criticando quelli che ne pagano di meno. Alcuni
aumentano i loro prezzi per trovare un compenso. I più poveri si lamentano
protestando contro il caro vita, e chi non ha soldi da spendere compera sempre
di meno.
Il
morale è in ribasso, la gioia di vivere se ne va. Il lavoro pesa. A che
scopo lavorar tanto? I prodotti non si vendono, e anche quando si vendono
bisogna pagare le tasse per soddisfare le esigenze di Martin Golden. Qualche
volta la gente è costretta a privarsi del necessario. È la crisi,
e tutti si accusano a vicenda di essere causa della vita che diventa sempre
più cara.
Un
giorno, dopo aver ben riflettuto in mezzo ai suoi campi, Enrico conclude che il
cosiddetto “progresso” del banchiere ha rovinato tutto. Anche se i
cinque hanno tutti i loro difetti, tutti sono d’accordo per dire che il
sistema di Martin Golden è sbagliato, fatto per nutrire quanto
c’è di più cattivo nella natura umana. Allora Enrico decide
di radunare i suoi compagni per convincerli che è ora di fare qualcosa
per cambiar sistema. Incomincia da Giacomo, e Giacomo gli risponde:
“Eh, io non sono molto istruito, ma è già da tempo
che mi sono accorto di una cosa: il sistema del nostro caro banchiere è
corrotto. Puzza più del letame che ho nella mia stalla!”
Uno
dopo l’altro, tutti si convincono della necessità di parlare di
nuovo al banchiere, e vanno da lui.
12. Il fabbro di catene.
Scoppia
la tempesta presso il banchiere: “Signor
banchiere, il denaro è raro sulla nostra isola, e questo succede
perché voi ce lo togliete. Vi paghiamo tasse, vi paghiamo interessi, e
alla fine vi dobbiamo ancora come vi dovevamo all’inizio. Lavoriamo. Le
terre diventano belle, sempre più belle, eppure noi, come premio, siamo
peggio di quello che eravamo prima del vostro arrivo. Debiti a destra! Debiti a
sinistra! Debiti di qua e di là. Debiti di continuo. Debiti fin sopra la
testa!”
– “Vediamo un po’, amici,
ragioniamo. Se le vostre terre sono più belle, è per merito mio.
Un buon sistema bancario è importante per un paese. Ma per poter andare
avanti è sempre necessario che il banchiere abbia la vostra fiducia.
Venite a me come si va da un padre... Volete altro denaro? Benissimo. Il mio
barile d’oro vale molto più di mille dollari... Tenete, vi
presterò immediatamente altri mille dollari ipotecando le vostre nuove
proprietà.”
–
“Raddoppiare ancora i debiti da pagare? Raddoppiarli sempre senza mai
finire?”
– “Sì, io non smetterò di prestarvi soldi. Ve
ne presterò di continuo, ancora e poi ancora. Basta che voi aumentiate
la vostra ricchezza fondiaria. Mi restituirete solo l’interesse.
Accumulerete i prestiti, li chiamerete “debito consolidato ”. Il
debito potrà aumentare ogni anno, ma anche il vostro reddito
aumenterà. Il vostro paese si svilupperà grazie ai miei
prestiti.”
–
“Allora, più noi faremo produrre l’isola col nostro lavoro,
e più aumenterà il nostro debito globale?”
– “Amici, voi non sapete tutto quello che io so. Nei paesi
civilizzati il debito pubblico è il barometro della prosperità.
Ve lo dico io!”
13. Il lupo mangia gli
agnelli.
– “Signor Martin, allora quello che lei chiama
“denaro sano” sarebbe il denaro che ci obbliga ad essere schiavi?
Come può essere "sano" un debito collettivo divenuto
impagabile, e persino necessario?”
- “Signori,
ogni denaro sano deve essere basato sull’oro, e deve uscire dalla banca
allo stato di debito. Il debito nazionale è una buona cosa: esso mette i
governi sotto la tutela della saggezza incarnata dei banchieri. Io, come
banchiere, sono una fiaccola di civiltà nella vostra isola.
– “Signor Martin, anche se dobbiamo passare per degli
ignoranti, a noi non interessa più questo suo tipo di civiltà. A
noi non interessano più i soldi che lei stampa, e non prenderemo
più a prestito nemmeno un centesimo da lei. Denaro sano o non sano, a
noi non interessa più di avere a che fare con lei.”
Mi rincresce molto,
signori miei. Se rompete il contratto che abbiamo stipulato, io ho le vostre
firme. Rimborsatemi tutto immediatamente, capitale e interessi.”
–
“Non è possibile. Anche se le portiamo il denaro di tutta
l’isola, il debito non potrà mai essere scontato del tutto. Noi
vogliamo essere liberi dai debiti, e per questo rinunciamo al suo
sistema.”
– “Un momento! Voi qui avete firmato. Sì, avete
firmato! Allora io, in nome della santità dei contratti firmati, vi
sequestro tutto ciò che possedete. Tutte le vostre proprietà sono
ipotecate, ed io ve le sequestro tutte. Questo è quanto è stato
convenuto tra di noi nel tempo in cui eravate così contenti di avermi.
Se non volete servire la potenza del denaro con le buone, la servirete con le
cattive. Continuerete a sfruttare l’isola, ma per me soltanto, alle mie
condizioni. Andate. Vi darò altri ordini domani.”
14. Il controllo dei giornali.
Martin
sa che colui che controlla il sistema monetario di una nazione, controlla la
nazione al completo, ma è pure convinto di un’altra cosa, e
cioè: che per conservare il controllo di detta nazione è
preferibile che il popolo rimanga all’oscuro di certe cose, nel buio
dell’ignoranza. Per riuscire a mantenere nel popolo questo buio e questa
ignoranza, il modo migliore, secondo Martin, è quello di distrarre il
popolo con mille cose superflue. Per esempio, Martin si è accorto che
dei cinque uomini, due sono conservatori e tre sono liberali. Lo ha notato
dalle loro conversazioni. I rossi e i blu non la pensano veramente allo stesso
modo. Martin si applicherà dunque ad inasprire le loro discordie il
più possibile. Con la sua stampatrice riesce a pubblicare due
giornaletti alla settimana: “Il
Sole” per i rossi, “La
Stella” per i blu. Il giornaletto “Il
Sole” dice in sostanza: "Se voi non siete più padroni nel
vostro paese, la colpa è dei blu che sono troppo attaccati ai loro
interessi, oltre ad essere delle persone arretrate". “La Stella” invece dice: "Il vostro debito
nazionale è l’opera di quei maledetti rossi, sempre pronti a
lanciarsi in qualsiasi tipo di avventura politica".
E
così i nostri due gruppi litigano di continuo, dimenticando che il vero
responsabile delle loro catene è Martin, il controllore del denaro.
15. Un prezioso relitto.
Un
giorno Tommaso scopre in fondo all’isola una piccola barca senza remi,
con dentro una cassetta ben conservata. Apre la cassetta, e tra i panni trova
un libricino da niente. È intitolato: “Verso Domani”, anno primo. Curioso di sapere si siede,
lo apre, e legge tutto quello che c’è scritto. Lo divora. Alla
fine esclama: “Ecco ciò che
avremmo dovuto sapere fin dall’inizio!!! Il denaro non prende il suo
valore dall’oro, ma dai prodotti che esso rappresenta, e che deve servire
a comperare. Il denaro può essere una semplice contabilità. I
crediti possono passare da un conto all’altro secondo le compre e le
vendite. Il totale del denaro deve essere proporzionato al totale della
produzione. Ad ogni aumento della produzione deve corrispondere un aumento
equivalente di denaro... Nessun interesse da pagare sul denaro che nasce... Il
progresso non è definito dal debito pubblico, ma da un dividendo
nazionale che è uguale per tutti... I prezzi sono scelti in base al
generale potere d’acquisto, a partire da un coefficiente-prezzi...”
Tommaso
non sta più nella pelle. Si alza, e col suo libro tra le mani corre dai
suoi compagni per dir loro della sua scoperta.
16. Il denaro, semplice
contabilità.
Tommaso
si trasforma in professore, e dice: “Adesso
vi spiego quello che avremmo potuto fare, senza il banchiere, senza
l’oro, e senza firmare debiti di nessun genere. Io apro un conto a ognuno
di voi, prendo un libretto e ci scrivo sopra il vostro nome. Sulla destra
scrivo ogni vostro credito, cioè le cifre che fanno aumentare il vostro
conto, e sulla sinistra scrivo ogni vostro debito, cioè le cifre che lo
fanno diminuire. Per cominciare noi abbiamo chiesto $200 ciascuno. Allora
scriviamo sul libretto di ognuno di noi un credito di $200. Questo vuol dire
che ognuno di noi parte con $200 di credito. Poi Francesco vuole comperare
alcuni prodotti da Paolo, e questi gli costano $10. Allora tolgo a Francesco
$10 (gliene rimangono 190) e li aggiungo a Paolo, che adesso ne possiede $210.
Poi Giacomo compra da Paolo l’equivalente di $8 di prodotti. Tolgo $8 a
Giacomo, che rimane con $192, mentre Paolo sale a $218. Paolo compra legna da
Francesco per un totale di $15. Tolgo $15 a Paolo, che rimane con $203, e ne
aggiungo $15 a Francesco, che risale a $205. E così di seguito, passando
da un conto all’altro, proprio come i dollari di carta vanno da una tasca
all’altra. Se poi qualcuno di noi ha bisogno di denaro per aumentare la
sua produzione, gli apriamo il credito che per lui è necessario, ma
glielo apriamo senza interesse. Egli rimborserà il credito quando
venderà la sua produzione. La stessa cosa per i lavori pubblici. E poi,
visto il progresso collettivo, aumenteremo periodicamente tutti conti
individuali di una somma addizionale, senza togliere niente a nessuno, in
proporzione del progresso realizzato collettivamente. Questo è il dividendo
nazionale. In questo modo il denaro è uno strumento di servizio, non di
sfruttamento.”
17. Il banchiere è
disperato.
Tutti
hanno capito la lezione. Il gruppo è diventato “creditista”.
L’indomani il banchiere Martin riceve una lettera firmata dai cinque:
“Signor Martin Golden, lei ci ha sfruttati senza
necessità, coprendoci di debiti. Per dirigere la nostra economia
monetaria noi non abbiamo più bisogno di lei. Ormai avremo tutto il
denaro che ci occorre, senza oro, senza debiti, e senza ladri. In quest’isola
abbiamo deciso di funzionare secondo il sistema del Credito sociale. Il
dividendo nazionale sostituirà il debito nazionale. Se lei desidera
essere rimborsato per quel che ha fatto per noi, le restituiremo tutto il
denaro che ha stampato, ma non un centesimo di più. Lei non ha diritto
di reclamare da noi ciò che non ha mai prodotto.”
Martin
Golden è disperato. Il suo impero sta crollando. I cinque sono diventati
"creditisti". Per loro non esistono più misteri sul denaro, o
sul credito. Martin Golden pensa: “E
adesso che cosa faccio? Chiedo perdono? Mi metto a fare quello che fanno loro?
Io, banchiere, mettermi a fare quello che fanno loro? ... Non voglio.
Preferisco starmene tranquillo in disparte. Mi arrangerò, in modo di non
avere bisogno di nessuno di loro.”
18. Ormai la truffa è scoperta.
Per
proteggersi contro ogni possibile reclamo, i cinque uomini decidono che il loro
ex-banchiere deve firmare un documento dove dichiara di essere ancora in possesso
di quello che aveva al momento del suo arrivo. Da qui la necessità di
fare un inventario dei suoi averi: la barca, la piccola stampatrice, il famoso
barile pieno d’oro... Martin Golden è costretto a rivelare il
luogo dove ha nascosto il barile. I cinque scavano, lo trovano, lo tirano fuori
dalla terra, lo puliscono. L’ingegnere, che se ne intende di metalli,
trova che il barile non pesa abbastanza per contenere oro. Allora dice forte:
“Io non credo che questo barile sia pieno d’oro.”
Francesco,
nell’udire questo, dà un grosso colpo di scure al barile. Il
barile si apre. Dov’è l’oro? Solo pietre, sassi, e sabbia.
Pietre, semplici rocce prive di qualsiasi valore!... I cinque uomini fanno
fatica a crederci, e si mettono a dire: “Quel
miserabile! Quel bugiardo! Quel ladro! Quel farabutto! Ma guarda fin dove ci ha
imbrogliati! Quanto stupidi siamo stati nel cadere in estasi di fronte alla
parola: ORO!” “Gli abbiamo ipotecato le nostre case
per dei pezzi di carta basati su quattro sassi!” “Ci
siamo litigati e odiati per mesi e mesi a causa di una truffa del genere!
Demoniaccio!”
Ma il
banchiere non c’è più. È sparito. Appena ha visto
che Francesco alzava la scure per rompere il barile è scappato via di
corsa.
2) – Spunti ricavati dalla storia
raccontata.
Nel terzo
capitolo di questo libro abbiamo detto che il vero Nuovo Ordine Mondiale non sarà quello inventato
dall’uomo, ma quello concepito da Dio, e che il suo vero nome
è Regno messianico. Come
sarà il sistema finanziario di questo famoso Regno messianico? Per assicurarsi la pace e la giustizia sociale,
gli uomini che faranno parte di esso avranno bisogno di una formula economica e
monetaria capace di garantire il benessere di tutti, non solo il benessere di
alcuni privilegiati. Questa formula esiste già sulla Terra. È
quella del Credito sociale. Come mai
non viene applicata? Perché il male imperante ci soffoca tutti quanti,
impedendo ai responsabili delle nazioni di apprezzarla per quello che vale, e quindi
di adottarla. Bisognerà che la Terra venga purificata, e allora
l’uomo capirà il valore di questa formula, e accetterà di
applicarla. In attesa di quel giorno, lo scopo di queste pagine è stato,
e continua ad essere, quello di offrire al lettore interessato la
possibilità di valutare il sistema economico e finanziario del futuro
paragonandolo a quello presente.
1. Domande e risposte.
Domanda n. 1. Louis Even diceva che la mentalità e i metodi dei
banchieri d’oggi sono identici a quelli di Martin Golden. Aveva torto o
ragione di dirlo?
Domanda n. 2. Sappiamo che con l’Era nuova la precedenza
sarà data ai valori spirituali, e che le ricchezze materiali saranno
considerate come accessorie. Sapendo del prestigio che il Popolo ebraico
avrà nel mondo venturo, è giusto pensare che tale prestigio
sarà fondato sulle ricchezze materiali, o è più giusto
pensare che sarà fondato sulle ricchezze spirituali?
Domanda n. 3. Louis Even diceva che le tasse (che i governi impongono ai
cittadini) sono una forma di banditismo. Aveva torto o ragione di dirlo?
Domanda n. 4. Credito sociale e Cristianesimo: Quali sono i legami che
uniscono il Credito sociale alla dottrina sociale della Chiesa cattolica, e al
Cristianesimo in generale?
Risposta n. 1: Chi conosce l’opera del Fondo Monetario
Internazionale (FMI) sa che la mentalità ed i metodi di coloro che lo
dirigono assomigliano alla mentalità ed ai metodi di Martin Golden. Per
capire questa situazione ancora meglio, il lettore è invitato a distinguere
tra i banchieri che dirigono la politica finanziaria internazionale (FMI, ecc.
…), e i banchieri che sono pagati dai primi per dirigere le succursali
bancarie, piccole o grandi, ma locali. I primi decidono della salute
finanziaria mondiale, invece i secondi sono dei semplici impiegati pagati per
servire gli interessi dei primi. Il sistema finanziario mondiale è nelle
mani dei primi. Sono essi che controllano l’emissione e la distribuzione
delle banconote. Si dice che siano tutti di razza ebraica. [123]
Risposta n. 2: Le ricchezze materiali serviranno quelle spirituali, non il
contrario (com’è successo fino ad ora). Dunque il prestigio del
Popolo ebraico sarà anzitutto d’ordine spirituale. Quello
materiale seguirà quello spirituale come un effetto che segue la sua
causa. [124]
Risposta n. 3: Le spiegazioni fornite da Louis Even mostrano che il suo
punto di vista è fondato, ma bisogna aggiungere che per
godere dei vantaggi garantiti dal Credito sociale non bisogna accontentarsi di
abolire le tasse, punto e basta. Bisogna che la mentalità dei cittadini
sia lavorabile al nuovo sistema. Attualmente l’egoismo delle persone
è troppo generalizzato per permettere un cambiamento efficace. È
necessaria una purificazione, seguita da una certa educazione degli spiriti.
Risposta n. 4: Leggendo le opere di Clifford H. Douglas e di Louis Even sul Credito sociale ho constatato che i
princìpi del Credito sociale
promuovono l’altruismo, che
è il contrario dell’egoismo.
[125]
Questo orientamento dà una connotazione religiosa al Credito sociale, senza impedirlo
comunque di rimanere una formula economica.
L’uomo
moderno si è purtroppo allontanato dalla Legge d’amore predicata
da Cristo, il che favorisce l’individualismo egoistico. [126] Di
conseguenza la società umana si spegne lentamente come una candela accesa
finisce per spegnersi quando le viene a mancare l’ossigeno. Il suo
proprio egoismo la soffoca.
Essendo
la società quello che è, i Pellegrini
di S. Michele [127]
sono costretti ad andare contro corrente per fare conoscere la loro dottrina. Questa
propone l’altruismo e la religiosità, contro l’egoismo e
l’irreligiosità. [128]
Il fervore
religioso che caratterizza i Pellegrini
di S. Michele come cristiani deriva dal fatto che essi non si accontentano di predicare l’amore di Dio e
del prossimo soltanto a parole, ma si sforzano di predicarlo anche con
l’esempio.
2. Dal racconto alla realtà dei fatti.
Il sistema monetario introdotto da Martin Golden nell’ Isola dei Naufraghi era fondato sui
debiti. Condannava il piccolo gruppo di naufraghi a coprirsi di debiti per
poter sviluppare l’isola tramite il lavoro. Non è quanto succede
in tutte le nazioni civilizzate?
In
termini di ricchezza reale, il Canada attuale è certamente più
ricco di quello che era un secolo fa, o al tempo dei pionieri. Ora, se noi
paragoniamo il debito pubblico di oggi con quello di un secolo fa, o con quello
di tre secoli fa, che cosa scopriamo? Che la popolazione canadese si è
riempita di debiti! Per quale motivo? Perché ha lavorato! Normale tutto
questo? No! Se è vero che la popolazione canadese col suo lavoro ha
permesso al paese di svilupparsi arricchendosi, che senso hanno i debiti che si
accumulano sulle sue spalle come risultato del suo lavoro?
La
popolazione canadese, grazie al suo lavoro diversificato, ha prodotto tutte le
ricchezze del paese. (Se il Canada importa dei prodotti dall’estero, lo
fa in cambio di prodotti che lui pure esporta verso l’estero). Ciò
malgrado i cittadini sono tassati per pagare scuole, ospedali, ponti, strade, e
tutti i lavori pubblici. La popolazione è condannata a pagare per quello
che lei stessa ha prodotto e continua a produrre collettivamente. Normale tutto
questo? No!
3. Pagare all’acquisto più di quello che la produzione ha
costato.
E
non finisce qui. La popolazione è costretta a pagare un prezzo superiore
al costo di produzione. Tutto quello che la popolazione produce è un
arricchimento reale, eppure esso diventa per lei un debito, e un debito
carico di interessi! Si tratta di un debito che col passare degli anni accumula
interessi la cui somma finale può uguagliare il debito iniziale, e in
certi casi oltrepassarlo. A causa degli interessi che si accumulano succede che
la popolazione paghi due volte, tre volte, e anche quattro volte il valore dei
beni che lei stessa ha prodotto. A fianco dei debiti pubblici ci sono quelli
industriali, anch’essi carichi di interessi. Le tasse che sono da pagare
costringono gli industriali e gli imprenditori ad aumentare il prezzo del loro
prodotto al di là del costo di produzione. Se non lo facessero
andrebbero in fallimento visto che devono preoccuparsi di rimborsare sia
il capitale sia gli interessi del capitale.
Che
si tratti di debiti pubblici o di debiti industriali, è sempre la
popolazione che paga, e il tutto viene pagato al sistema bancario, che senza
sosta fagocita tutto. Quando si tratta di debiti pubblici la popolazione li
paga sotto forma di tasse, e quando si tratta di debiti industriali li paga col
prezzo diretto. Morale: i prezzi lievitano, le tasse aumentano, e il
portafoglio si assottiglia.
4. Sistema tirannico.
Tutto
dimostra che il nostro sistema monetario è concepito per mantenere in
schiavitù le popolazioni che lo adottano, proprio come Martin Golden
manteneva in schiavitù i naufraghi dell’isola (prima del loro
risveglio).
Che
succede quando i primi banchieri, quelli che controllano i crediti, rifiutano
un prestito, oppure vi mettono delle condizioni troppo dure per gli
amministratori della cosa pubblica e per gli industriali? Succede che gli
amministratori abbandonano dei progetti importanti, e che gli industriali
rinunciano a produrre dei beni, anche se detti beni corrispondono a dei bisogni
reali e sarebbero necessari al benessere pubblico. Questo freno (inopportuno)
messo alla produzione aumenta il numero dei disoccupati.
Per
aiutare i disoccupati, evitare che muoiano di fame, si aumentano le tasse a
coloro che ancora percepiscono uno stipendio o possiedono qualcosa. Dove lo
troviamo un sistema più tirannico e malefico di così?
5. Lo smercio dei prodotti è ostacolato.
E non è tutto.
Oltre a caricare di debiti la produzione finanziata, oltre a paralizzare quella
che si rifiuta di finanziare, il nostro sistema monetario attuale ostacola lo
smercio dei prodotti. A che servono i negozi strapieni se lo smercio dei prodotti
è ostacolato? Per esempio: comperare un prodotto significa pagarlo in
denaro, ma se il denaro è raro, sempre più raro rispetto
all’ingente quantità di prodotti disponibili, con che cosa pago il
prodotto di cui ho bisogno? Se alla capacità di produrre non corrisponde
la capacità di pagare, se i prodotti sono abbondanti e facili da
produrre, ma i soldi sono razionati e difficili da avere, se la popolazione
desidera comperare ciò che è disponibile, ma non può
permetterselo per mancanza di denaro, reso non disponibile da coloro che ne
controllano l’emissione... che valore ha un siffatto sistema monetario?
È come un motore che non funziona. Bisogna ripararlo.
6. Credito sociale, e politica.
Il
sistema monetario attuale è viziato alla base perché non serve
gli interessi della collettività. Ciò non significa che sia
necessario sopprimerlo. Basterebbe ripararlo. È quanto farebbe
l’applicazione dei princìpi monetari che portano il nome di
Credito sociale, ma attenzione, non bisogna confondere il Credito sociale con
il partito politico che in Canada si è arrogato il diritto di assumere
questo nome! Alcuni politici canadesi hanno sporcato le parole Credito sociale scegliendole per
designare il loro partito politico. È il più grande danno che mai
sia stato fatto alla buona interpretazione della dottrina dell’inglese Clifford Hugh Douglas, e del canadese
Louis Even che ha scelto Douglas
come maestro. Oggi, per reazione, molte persone non ne vogliono sapere del
Credito sociale perché vedono in esso un partito politico (e hanno
già fatto la loro scelta in questo campo). [129]
7. Equilibrio tra quantità di denaro e quantità di
prodotti disponibili.
Quanto
detto ci permette di concludere che quello che dà valore ai soldi
è la presenza dei prodotti. Facciamo un esempio: nell’Isola dei Naufraghi il denaro di Martin
non avrebbe avuto nessun valore se in quell’isola non ci fosse stato
nessun prodotto. Anche se il barile di Martin fosse stato pieno d’oro,
quell’oro non sarebbe servito a niente in un’isola priva di
prodotti. Se nell’isola non ci fosse stato proprio nulla da mangiare
(nessun prodotto alimentare disponibile), nessuno avrebbe potuto nutrirsi
mangiando oro, o mangiando banconote di carta. Lo stesso vale per i vestiti e per
tutto il resto. Risulta ovvio quindi che i soldi sono una ricchezza fittizia, mentre i prodotti sono la ricchezza reale. La ricchezza reale non è nei soldi o
nell’oro, ma nei prodotti.
Fortunatamente
nell’Isola vi erano dei prodotti.
Questi provenivano dalle risorse dell’isola e dal lavoro delle
persone presenti. Siccome nulla permetteva al banchiere Martin di vantare
diritti sulla ricchezza reale dell’isola (i prodotti già
esistenti) nulla lo autorizzava a utilizzare un sistema monetario che coprisse
di debiti gli abitanti dell’isola per quello che già apparteneva
loro fin dall’inizio. I cinque abitanti hanno capito questa verità
solo quando hanno conosciuto la dottrina del Credito sociale. Secondo tale
dottrina, il valore del denaro è basato sull’esistenza dei
prodotti, non sull’operazione del banchiere. Siccome la quantità
dei prodotti esistenti viene pure chiamata “credito della
collettività”, il principio teorico dice: il valore del denaro
è basato sul “credito della collettività”, non
sul banchiere, o sulle sue operazioni.
Per
concludere, dato che il ruolo della moneta è di rappresentare il valore
dei prodotti, e di circolare tra i cittadini favorendo lo scambio dei prodotti
fabbricati dagli uni e dagli altri, la moneta messa in circolazione dal
banchiere Martin avrebbe dovuto essere considerata fin dall’inizio come
la proprietà dei cittadini dell’isola, non del banchiere Martin.
Ipotesi: Se al posto della moneta stampata su carta (o
su metallo) ci fosse un semplice libretto, o una carta di credito, con cifre
rappresentanti le entrate e le uscite espresse in valuta, una valuta
immaginaria, che successo potrebbe avere un sistema del genere?
Risposta: Tale sistema potrebbe funzionare bene pure
lui, se fondato sui princìpi del Credito sociale. La questione del
denaro appare qui per quello che è veramente: semplice
contabilità. Siccome la prima cosa che si esige da una
contabilità è di essere esatta, conforme alle cose che esprime,
il creditista afferma che il denaro deve essere proporzionato alla ricchezza che rappresenta, cioè alla
produzione. (Esempio: produzione abbondante = soldi abbondanti; produzione
ridotta = soldi ridotti).
8. Il
denaro da investire nella produzione.
Per
dare ai mezzi di produzione la possibilità di rimanere attivi, il denaro
deve essere messo al servizio dei produttori a mano a mano che questi ne hanno
bisogno. È possibile questo? Sì, è possibile, e la cosa si
è già vista. All’inizio della guerra del 1939 il denaro che
da dieci anni mancava, dall’oggi al domani è apparso dappertutto,
come per magia, e durante i sei anni che ha durato la guerra i soldi per
finanziare la produzione richiesta non sono mai mancati. Allora, con la stessa
fedeltà che il denaro ha servito alla produzione della guerra, esso
può servire alla produzione della pace, produzione pubblica e produzione
privata. Quello che è fattibile fisicamente in risposta ai bisogni
legittimi della popolazione, deve essere reso fattibile anche finanziariamente.
Questo sistema metterebbe fine a certi incubi di cui sono vittime le
autorità pubbliche, mettendo pure fine alla disoccupazione e alle
inutili privazioni di cui essa è responsabile.
9. I dividendi.
Il
Credito sociale preconizza un dividendo nazionale da distribuire periodicamente
a tutti. Si tratta di una somma di denaro pagabile una volta al mese ad ogni
persona, indipendentemente dal lavoro da essa esercitato. È come il
dividendo che il capitalista percepisce anche senza lavorare di persona.
La
società attuale dà al capitalista la possibilità di
investire denaro in un’impresa, col diritto di raccogliere un reddito sul
suo capitale investito. Tale reddito si chiama dividendo. Il suo capitale
è sfruttato (messo all’opera) da varie persone, le quali in
compenso ricevono uno stipendio. Ma il capitalista, lui, percepisce un reddito
che gli è dovuto per la sola presenza del suo capitale
nell’impresa. Se lui, in più, ci lavora personalmente, allora
percepisce due redditi: il dividendo del suo capitale più lo stipendio
del suo lavoro.
La
dottrina del Credito sociale dice che tutti i membri della società sono
un po’ capitalisti, che tutti possiedono in comune un capitale reale che
contribuisce alla produzione dei prodotti necessari alla vita. Da dove viene
questo capitale collettivo? In partenza esso deriva dalle risorse naturali
della nazione (le quali sono un regalo fatto da Dio a coloro che abitano la
nazione suddetta) ma anche, in seguito, dalla somma delle conoscenze, delle
invenzioni, delle scoperte, dei perfezionamenti realizzati lungo i secoli nelle
tecniche di produzione. Si tratta del progresso che si è accumulato, che
è cresciuto, e che si è trasmesso da una generazione
all’altra. Si tratta del patrimonio collettivo che le generazioni passate
hanno accumulato per noi, e che la generazione di oggi sfrutta e perfeziona
ulteriormente prima di passarlo alla generazione seguente. Questo patrimonio
sociale non appartiene a nessuno in particolare, perché è un bene
essenzialmente collettivo.
Il
principale fattore della produzione moderna, che abbonda, sta proprio in questo
bene collettivo. Per esempio, se per ipotesi noi sopprimessimo la forza motrice
derivante dalle invenzioni recenti (vapore, elettricità, petrolio,
ecc…) quale sarebbe la produzione totale della nostra società, pur
spingendo al massimo il lavoro degli operai? Sarebbe limitatissima rispetto a
quello che è attualmente. Certo che occorrono braccia operaie per
mettere in opera il capitale naturale (il capitale naturale = le ricchezze
naturali), e gli operai vengono ricompensati con uno stipendio. Ma anche il
capitale rapporta dividendi ai suoi proprietari, che sono tutti i cittadini,
tutti ugualmente eredi dell’esperienza delle generazioni passate e delle
ricchezze naturali disponibili sulla terra.
Siccome
questo capitale collettivo è il principale fattore della produzione
moderna (quello che maggiormente incide su di essa) il dividendo dovrebbe
bastare per procurare a tutti gli abitanti della terra quello di cui hanno
bisogno per sussistere (i bisogni essenziali della vita di ognuno dovrebbero
essere garantiti da questo capitale collettivo). Poi, grazie alla
meccanizzazione, alla motorizzazione, all’automazione, la parte
distribuita come dividendo dovrebbe diventare sempre più grossa, visto
che il lavoro umano sarebbe sempre meno necessario, fino ad essere annullato
quasi completamente.
Questo
modo di vedere la distribuzione delle ricchezze è completamente agli
antipodi della mentalità attuale! Anziché lasciare le persone
disoccupate e, per aiutare i disoccupati, tassare coloro che percepiscono uno
stipendio, tutti sarebbero assicurati di avere un reddito di base tramite il
dividendo nazionale, o sociale. Un dividendo per tutti e per ognuno: ecco la
formula economica più luminosa che sia mai stata proposta in un mondo il
cui problema non è più quello di produrre, ma quello di smerciare
i prodotti (venderli, distribuirli).
Questo
sistema permetterebbe di rispettare il diritto di ogni essere umano
all’uso dei beni della terra. Nel suo radiomessaggio del 1 giugno 1941,
Pio XII, ci ricorda che questo diritto è fondamentale. Pio XII dice:
“I beni creati
da Dio sono stati creati per tutti gli uomini e devono rimanere alla
disposizione di tutti, secondo i princìpi della giustizia e della
carità. Ogni uomo, in quanto essere dotato di ragione, ha il
fondamentale diritto di utilizzare i beni materiali della terra ... Un tale
diritto individuale non deve venire soppresso per nessuna ragione, neppure in
nome di altri diritti certi e riconosciuti sui beni materiali. ”
10. Conclusione: “Venga il tuo
Regno”.
Non
è la prima volta che l’istinto egoistico spinge un individuo, un
gruppo, o una casta ad impossessarsi dei beni e dei privilegi destinati
all’insieme dell’umanità, ma Dio ha previsto che le
iniziative umane che oltrepassano i limiti siano bloccate dalla sua iniziativa
divina. Oggi i Profeti suoi ci avvertono che il tentativo arbitrario che
faranno gli Ebrei non-santi di impadronirsi del mondo verrà da Lui
bloccato in extremis, e che in tale occasione verrà pure eliminato ogni
essere non-santo. Agli Ebrei rimasti accadrà in seguito quello che
è accaduto a S. Paolo sulla strada di Damasco: una conversione
collettiva al Cristianesimo! Come risultato, i popoli della terra saranno molto
felici di farsi guidare dagli Ebrei convertiti alla legge d’amore
predicata da Cristo, poiché questa loro conversione li
trasformerà in uomini eccezionalmente saggi e avveduti
(all’immagine di Salomone). [130] L’Umanità vivrà felice
sotto la loro guida. Questo periodo di pace, d’amore e di felicità
corrisponde a quello che S. Giovanni descrive all’inizio del XX capitolo
dell’Apocalisse. [131] Questo Regno, detto messianico, verrà accordato all’Umanità anche
come risposta all’invocazione che da due mila anni ogni cristiano ripete
nel recitare il Padre Nostro: “Venga
il tuo Regno, ... come in cielo, così in terra”.
Annesso n. 2
“A quo primum”.
Enciclica papale sul pericolo di permettere agli Ebrei di vivere
mischiati ai Cristiani.
Premessa: Benedetto XIV fu Papa dal 1740 al 1758.
Informato dei disagi che pesavano sui Cristiani che in Polonia erano invasi
dagli Ebrei, nel 1751 inviò una lettera ai Vescovi di quella terra per
ricordare loro il pericolo che
rappresenta la convivenza indiscriminata di questi due gruppi. [132]
Per ben
capire la politica dei Papi sulla presenza ebraica in seno alle nazioni
cristiane bisogna sapere che sul piano religioso c’è sempre stata
opposizione tra Ebrei e Cristiani. I due gruppi condividono una parte delle
Scritture religiose, ma sono talmente separati nel modo di interpretarle, che
alla fine ognuno ha tendenza a vedere nell’altro l’incarnazione del
male. [133] A causa di ciò il pericolo di affronti
è sempre stato enorme tra i due gruppi, il che spiega gli interventi dei
Papi su questo argomento.
I
Papi non volevano che i vescovi e i principi delle nazioni cristiane
rifiutassero l’ospitalità agli Ebrei, ma che lo facessero secondo
una regola di disciplina. Questa disciplina esigeva che gli Ebrei accolti
vivessero separati dal resto della società cristiana, in modo da evitare
le beghe che nascevano ogni volta che le autorità locali, per
negligenza, permettevano agli Ebrei di vivere mischiati ai Gentili. [134]
Questo
documento è come un riassunto, breve e lucido, della grandezza e della
miseria del Popolo ebraico. Esso è l’ultimo documento papale che
tratti direttamente di questo argomento.
A QUO PRIMUM:
«Al Primate di Polonia, agli Arcivescovi
e Vescovi della Polonia, a proposito di ciò che è vietato agli
Ebrei che vivono nelle stesse città o negli stessi quartieri dei
Cristiani.
Venerabili fratelli, salute e benedizione
apostolica. Secondo quanto racconta Dlugoss, autore dei
vostri Annali (lib. 2, p. 94)
verso la fine del decimo secolo, durante il papato del nostro Predecessore
Leone VIII e per opera del sovrano Miecislao e della cristiana sua moglie
Dambrowka, la suprema bontà di Dio si è compiaciuta di porre le
fondamenta della nostra Santa Religione Cattolica nel Regno di Polonia. Fin da
quell’epoca la pia e devota Nazione Polacca con tanta costanza ha
perseverato nell’intrapreso culto della Santa Religione. (...)
Allora furono pure raccolte
in ampio volume le Costituzioni Sinodali della provincia di Gnesn, in cui sono
trascritti tutti gli utili e sapienti provvedimenti previsti e presi dai
Vescovi polacchi affinché nei Popoli affidati al loro governo la
Religione cristiana non fosse contaminata dalla perfidia giudaica, tenuto conto
che la qualità dei tempi comporta che sia i Cristiani, sia anche i
Giudei convivano nelle stesse città e villaggi. Ciò conferma con
luminosa evidenza (già lo si è detto) quanto merito abbia la
Nazione Polacca nell’aver sempre cercato di conservare integra e protetta
la Santa Religione tramandata, tanti secoli innanzi, dai suoi Antenati.
Anche se molti sono i capitoli delle Costituzioni di cui testé
si è fatto menzione, di nessuno vi è ragione di dolerci, tranne
che dell’ultimo. (...) Siamo venuti a sapere quanto costì si sia
moltiplicato il numero dei Giudei, al punto che non pochi luoghi, città
e villaggi che, come appare dai ruderi, erano prima opportunamente protetti da
mura e che, come appare dalle antiche Tavole o dai Regesti, erano popolati da
un grande numero di abitanti Cristiani, si trovano ora diroccati, sconci per
l’abbandono e lo squallore e tuttavia gremiti di un gran numero di Giudei
e quasi del tutto deserti di Cristiani. Abbiamo appreso inoltre che (...) ogni
traffico di utili merci, quale quello dei liquori e anche del vino, è
gestito dagli stessi Ebrei, i quali sono ammessi ad amministrare il reddito
pubblico; per di più essi posseggono osterie, poderi, villaggi, beni per
cui, conseguito il potere padronale, non solo fanno lavorare senza posa,
esercitando un dominio crudele e disumano, i miseri uomini Cristiani addetti
alle attività agricole e li costringono al trasporto di pesi immani; ma
anche infliggono pene; coloro che sono sottoposti alle staffilate, ne riportano
il corpo piagato. Come può accadere che quegli infelici dipendano
dall’autorità dell’uomo Giudeo, quali sudditi sottomessi al
cenno e al volere del Signore? Come può essere che nell’infliggere
queste pene si lasci loro far uso di una funzione propria del Ministro
cristiano, al quale appartiene la facoltà di punire? Ma poiché
questi, per non essere allontanato dall’incarico, è costretto ad
eseguire gli ordini del padrone Giudeo, così gli ordini tirannici
finiscono per essere rispettati.
Oltre alle pubbliche cariche che, come abbiamo appena detto, sono
ricoperte dai Giudei (la gestione di osterie, di villaggi, di poderi, dal
governo dei quali beni tanti danni ricadono sugli uomini Cristiani) si
aggiungono altri assurdi fatti che, se rettamente valutati, possono recare
maggior danno e iattura a coloro cui furono fatti conoscere. È una cosa
assolutamente riprovevole che gli stessi Giudei siano accolti nelle case dei
Magnati con l’incarico di amministrare sia gli affari domestici, sia quelli
economici (e ciò comporta il titolo di sovrintendente della casa), per
cui trovandosi a coabitare in una stessa casa con i Cristiani, con pervicacia
impongono e ostentano sopra di questi una sorta di dominio. Ormai, in
verità, nelle città e nelle campagne non solo è dato
vedere in ogni dove i Giudei frammisti ai Cristiani, ma si aggiunge
l’assurdo che i primi per nulla si vergognano di tenere in cassa anche
Cristiani di ambo i sessi addetti come famiglie al loro servizio. Inoltre gli
stessi Giudei, essendo dediti all’esercizio della mercatura e dopo che in
tal modo accumularono una grande somma di danaro, con la smodata pratica
dell’usura prosciugano censo e patrimoni dei Cristiani: e benché
essi prendano a prestito danaro dagli uomini Cristiani con pesante ed eccessivo
tasso d’interesse e con la garanzia delle loro Sinagoghe, risulta chiaro
ad ogni osservatore che quel prestito è da loro contratto per questa
ragione: dopo aver ottenuto dai Cristiani una somma di danaro e dopo averla
investita nell’attività commerciale, non solo da essa traggono
tanto guadagno, quanto sarebbe bastevole ad estinguere il prestito ed insieme
ad accrescere, in tal modo, le proprie ricchezze; ma nello stesso tempo quanti
sono i loro creditori, altrettanti sono considerati Patroni delle loro
Sinagoghe e di loro medesimi.
Il famoso monaco Radulfo, sospinto una volta da eccesso di zelo, a tal
punto s’infiammò contro i Giudei che nel secolo dodicesimo, in cui
visse, percorse la Gallia e la Germania e, predicando contro gli stessi Giudei,
in quanto nemici della nostra Santa Religione. A tal segno infiammò
anche i Cristiani che questi li distrussero fino allo sterminio: questo fu il
motivo per cui i Giudei furono massacrati in gran numero. E cosa mai si ritiene
che quel monaco farebbe o direbbe oggi se fosse tra i vivi, e se vedesse
ciò che accade attualmente in Polonia? A questo eccessivo e furente zelo
di Radulfo si oppose quel grande S. Bernardo, che nella sua Epistola 363,
inviata al Clero e al Popolo della Gallia Orientale, così lasciò
scritto: “Non si deve
perseguitare gli Ebrei, non si deve ucciderli, e nemmeno cacciarli.
Interrogateli circa le Divine pagine. Ho inteso la profezia che nel Salmo si
legge circa i Giudei: Dio mi pose sopra ai miei nemici, dice la Chiesa, non
perché li uccidessi, neppure quando si dimenticano del mio Popolo. Senza
dubbio le vive scritture ci rappresentano la Passione del Signore.
Perciò gli Ebrei sono dispersi in tutte le terre e, fin tanto che non
avranno espiato la giusta pena per l’immane delitto, siano testimoni
della nostra Redenzione”.
Poi, nell’epistola 365 ad Enrico, Arcivescovo di Magonza,
così egli scrive: “Forse
che ogni giorno la Chiesa non trionfa sui Giudei o convincendoli o
convertendoli, e quindi con più frutto che se in un sol tratto e insieme
li annientasse con la punta della spada? Forse che vanamente è stata
composta quella universale preghiera della Chiesa che viene innalzata a favore
dei perfidi Giudei, dall’alba fino al tramonto, affinché il Dio e
Signore strappi il velame dai loro cuori, in modo che dalle loro tenebre siano
condotti alla luce della verità? Se infatti fosse vana la speranza che
essi, increduli quali sono, diverranno credenti, superfluo e vano parrebbe
anche il pregare per essi”.
Contro Radulfo anche l’Abate cluniacense Pietro, nello scrivere a
Ludovico Re dei Franchi, lo esortò a non permettere che si compissero
eccidi di Giudei. Al tempo stesso lo incitò a rivolgere
l’attenzione verso di loro per i loro eccessi, e a spogliarli dei loro
beni, carpiti ai Cristiani o accumulati con l’usura, e a trasferire il
loro danaro in uso e beneficio della Santa Religione, come si può
leggere negli Annali del Venerabile Cardinale Baronio “nell’anno di Cristo 1146”.
Noi pure, non meno in questa questione che in tutte le altre, abbiamo
assunto la stessa norma di comportamento che tennero i Romani Pontefici Nostri
Predecessori. Alessandro III, minacciando gravi pene, proibì ai
Cristiani di prestare servizio continuato alle dipendenze di Giudei: “Non si offrano ai Giudei in assiduo servizio
per alcuna mercede”. Il motivo di ciò è esposto
dallo stesso Alessandro III con le parole che seguono: “Perché i costumi dei Giudei e i
nostri non concordano affatto; gli stessi (ossia i Giudei) facilmente attraggono gli animi delle
persone semplici alla loro perfida superstizione con la continua convivenza e
con l’assidua familiarità”. Così si legge nel
Decretale: “Ad
hæc, de Judæis”.
Innocenzo III, dopo aver
spiegato per qual motivo i Giudei erano accolti dai Cristiani nelle loro
città, ammonisce che il metodo e la condizione di tale accoglienza
devono essere regolati in modo che essi non ricambino il beneficio con il
maleficio. “Coloro che per
misericordia sono ammessi alla nostra familiarità, ci ripagano con
quella ricompensa che erano soliti offrire ai loro ospiti, secondo un proverbio
popolare: un sorcio in bisaccia, un serpente in grembo e fuoco nel seno”.
Lo stesso Pontefice,
aggiungendo che è conveniente che i Giudei siano asserviti ai Cristiani
e non già che questi prestino orecchio a quelli, così prosegue:
“Che i figli di una donna libera
non siano al servizio dei figli di un’ancella, ma come servi riprovati da
Dio, in quanto tramarono crudelmente per farlo morire, si riconoscano almeno
servi di coloro che la morte di Cristo rese liberi, e quelli servi per effetto
del loro operato”. Queste parole si trovano nel suo Decretale:
“Etsi Judaeos”. In
altri Decretali ancora: “Cum sit
nimis” sotto lo stesso titolo “De Judaeis et Saracenis” affinché i Giudei non
siano assunti in pubblici impieghi, prescrive: “Sia vietato preferire i Giudei in pubblici uffici, poiché in
tale veste sono dannosi, ai Cristiani soprattutto”.
Anche Innocenzo IV, mentre
scriveva al Santo Ludovico Re dei Franchi che aveva intenzione di espellere i
Giudei dai confini del suo Regno, approva una tale decisione poiché essi
non rispettavano affatto quelle disposizioni che erano prescritte dalla Sede
Apostolica nei loro confronti: “Noi,
con tutti i nostri sentimenti aspirando alla salute delle anime, concediamo a
Te, con l’autorità dettata dalle circostanze, la facoltà di
cacciare i predetti Giudei o per opera tua o di altri, soprattutto
perché non rispettano (come ci risulta) gli Statuti promulgati contro di
essi dalla predetta Sede”. Così si legge presso Rainaldo
(Anno di Cristo 1253, n. 34).
Se poi si chiede quali
siano quelle cose che dall’Apostolica Sede sono proibite ai Giudei che
vivono dentro le stesse città in cui abitano i Cristiani, diciamo che si
permettono ad essi quelle stesse facoltà che oggi nel Regno di Polonia
sono loro concesse e che da noi sono esposte più sopra. Evidentemente
per acquisire tale verità non vi sarà bisogno di una vasta
lettura di libri. È sufficiente scorrere il titolo dei Decretali “De Judaeis et Saracenis”, dei Romani Pontefici
Nostri Predecessori: Nicola IV, Paolo IV, San Pio V, Gregorio XIII e Clemente
VIII. Le Costituzioni sono disponibili nel Bollario Romano. Voi infatti, Venerabili Fratelli, per
comprendere chiaramente tali questioni non avete neppure la necessità di
affrontare l’impegno della lettura. Vi soccorrono tutte le prescrizioni e
le decisioni prese nei Sinodi dei vostri predecessori; poiché essi
certamente non omisero di inserire nelle loro Costituzioni tutte quelle
disposizioni che – per quanto riguarda l’attuale materia –
furono sancite ed ordinate dai Romani Pontefici.
Tuttavia il colmo della difficoltà consiste in ciò che o
la memoria delle Sanzioni Sinodali dilegua, o viene negletta l’esecuzione
di esse. Su di voi, pertanto, Venerabili Fratelli, incombe l’onere di
rinnovarle. Ciò richiede la natura del vostro ufficio: che insistiate
con solerzia nell’applicazione di esse. In questa impresa,
com’è bene e giusto, cominciate dagli uomini Ecclesiastici, per i
quali è doveroso mostrare agli altri la via comportandosi rettamente, e
con l’esempio far luce ad altri ancora. Per grazia della Divina
pietà, a Noi giova sperare che il buon esempio degli Ecclesiastici
ricondurrà sul retto sentiero i Laici che si sono sviati. Invero, quelle
disposizioni da voi poterono essere accolte e annunciate tanto più
facilmente e fiduciosamente in quanto (in base al contributo recato da
affidabili e capaci informatori) mi giunse notizia che nè i vostri beni
nè i vostri diritti sono stati da voi concessi in appalto ai Giudei; che
nessun affare intercorra con essi, nè quello di dare danaro in prestito
nè quello di riceverlo; in breve che Voi siate del tutto liberi e immuni
da ogni traffico con essi.
Il criterio e il metodo prescritti dai Sacri Canoni per esigere dai
ribelli la dovuta obbedienza nei processi, consistono nell’applicare le
Censure, e nel provvedere inoltre che tra i casi riservati siano da ascrivere
anche coloro che si suppone possano minacciare uno scisma religioso. Certamente
vi è noto che il Sacro Concilio Tridentino provvide alla stabilità
della vostra giurisdizione allorché a Voi stessi attribuì il
diritto d’intervento in casi riservati; nè quei casi restrinse
soltanto ai pubblici delitti, ma li estese e li ampliò anche ai
più gravi ed atroci, perché non siano soltanto affari privati.
Più volte dunque dalle Congregazioni di questa nostra alma Urbe, in vari
Decreti e in Lettere Encicliche, fu deciso e deliberato che fra i casi
più gravi ed atroci si dovessero annoverare quelli verso cui gli uomini
sono più proclivi, e che sono il flagello sia della disciplina
Ecclesiastica che della salute delle Anime affidate alla cura del Vescovo; come
Noi abbiamo diffusamente dimostrato nel nostro trattato “De Synodo Diocesano” (Lib. 5,
cap. 5).
A questo fine non sopporteremo che da parte Nostra si faccia desiderare
cosa che sia d’aiuto per Voi, e per risolvere le difficoltà che
senza dubbio incontrerete se Voi dovrete procedere contro quegli Ecclesiastici
che si sono sottratti alla Vostra giurisdizione. Noi al Venerabile Fratello
Arcivescovo di Nicea e costà Nostro Nunzio abbiamo assegnato gli
opportuni incarichi circa la stessa questione, perché prenda i necessari
provvedimenti nei limiti delle facoltà a lui attribuite. Ad un tempo vi
promettiamo che Noi, quando si presenterà l’occasione, non
tralasceremo di trattare questa questione anche con coloro che possono fare in
modo che dal nobile Regno Polacco siano cancellate una macchia e una ignominia
di tal natura. Inoltre voi, Venerabili Fratelli, invocate anzitutto la
protezione da Dio, che è l’artefice di ogni bene, con la
più fervente commozione del cuore. E ancora da Lui implorate con le
vostre preci l’aiuto per Noi e per questa apostolica Sede.
Mentre vi abbracciamo con pienezza di carità, amorevolmente
impartiamo alle Vostre Fraternità e ai Greggi affidati alle Vostre cure
l’Apostolica Benedizione.
Dato da Castel Gandolfo, il giorno 14 giugno 1751, undicesimo anno del
Nostro Pontificato. »
Quattro
figure illustrative connesse al cap. 3, sezione n. 2.
Dio elargisce
gratuitamente i suoi attributi a chi glieli chiede con umiltà e amore
filiale, ma li nega a chi tenta di rubarglieli. Su questo tema le lezioni della
storia e della mitologia sono molteplici, ma due ci colpiscono maggiormente:
l’esempio di Prometeo e quello di Napoleone Bonaparte.
Figura 1 : Prometeo.
|
Nella
mitologia greca, Prometeo è quel personaggio che ha tentato di
sottrarre a Giove la sua autorità divina, rubandogli lo scettro.
Ognuno sa in che modo è stato punito. Che
fanno oggi i membri della casta finanziaria che dirige le condizioni
economiche delle nazioni del globo? [135] Non
soddisfatti del controllo finanziario che già esercitano a livello
planetario, sembra che abbiano deciso di impossessarsi del potere mondiale,
la totalità del potere, e subito. Come Prometeo. A supporre che questo gruppo di oligarchi riesca ad impadronirsi del potere politico e finanziario mondiale, che accadrà quando i membri del suddetto gruppo cominceranno ad azzuffarsi tra di loro per il controllo finale ed assoluto del potere universale? |
Figura 2 : Napoleone Bonaparte.
|
Napoleone
ha voluto sottrarre a Dio la sua autorità imitando in ciò
Prometeo. Il fatto è accaduto a Parigi, il 2 dicembre del 1804, nella
cattedrale di Notre-Dame. Anziché aspettare l’incoronazione da
parte del Papa, che era stato invitato per questo, Napoleone si è
incoronato da sè. Ha afferrato la corona con le sue mani e se
l’è messa sulla testa. In questa maniera Napoleone non è
stato incoronato imperatore nè dal Papa nè da nessuno,
perché auto-incoronarsi significa “auto-proclamarsi”, e
solo Dio ha diritto di auto-proclamarsi. Una differenza enorme separa un
titolo rubato da un titolo ricevuto. Eppure a quel tempo nessuno ha osato
fiatare di fronte a questo atto prevaricatore. Qualche anno dopo, lo stesso Napoleone che nel tempo della sua gloria nessuno osava contraddire, fu confinato all’isola di S. Elena e costretto a vivere come un essere abbietto, lontano da tutti.
http://www.louvre.fr/templates/llv/flash/sacre/sacre_fr.html
|
Figura 3 : La dittatura assoluta, ma a livello mondiale.
|
Nuovo Ordine Europeo e Nuovo Ordine Mondiale hanno forse gli
stessi direttori d’orchestra? Prima della seconda
guerra mondiale un nobiluomo tedesco possedeva diverse fabbriche e
proprietà. Quando qualcuno gli domandava se i tedeschi nazisti erano
numerosi, lui rispondeva: «I nazisti veri sono
pochissimi, ma molto più numerosi sono quelli che si compiacciono nel
vedere che c’è un ritorno alla fierezza tedesca. I più
numerosi sono coloro che non si occupano di queste cose, perché sono
presi da mille altre faccende.» Lo
stesso individuo continua oggi la sua storia dicendo: «A proposito dei nazisti,
come la gran parte dei miei compatrioti anch’io ero convinto che
fossero una banda di gente senza cervello, ben troppo matti per essere presi
sul serio. Mi sono dunque accontentato di fare come tutti facevano: li ho
guardati senza reagire. Improvvisamente ci hanno messi tutti in trappola,
senza lasciarci un minimo di tempo per reagire. Dall’oggi al domani ci
siamo ritrovati presi, privati anche della più piccola libertà
di manovra. Per noi è stata la fine del mondo, la fine del nostro mondo.
La mia famiglia ha perso tutto. Gli alleati hanno distrutto le mie fabbriche,
ed io mi sono ritrovato in un campo di concentramento. »
(Martin Niemöller) La storia dice,
e il racconto appena citato conferma i dati storici, che la Germania di
Hitler si è ritrovata schiava del nazismo nel giro di una notte, la
famosa Notte dei cristalli. Allora
si parlava di Nuovo Ordine Europeo, mentre oggi si parla molto di Nuovo
Ordine Mondiale. A pensarci bene, ciò che si è
verificato nella la Germania nazista potrebbe oggi ripetersi a livello
mondiale. Se ciò accadesse, il totalitarismo non si accontenterebbe
più dell’Europa soltanto, ma prenderebbe l’intero Pianeta. |
Figura 4 : Eliminare sei miliardi di
persone.
|
Negli Stati Uniti esiste un esempio concreto di ciò
che l’uomo è capace di inventare per fare concorrenza al
Creatore. Gli ideatori e finanziatori del “monumento” che qui
è rappresentato, si firmano: “I partigiani dell’Era della
Ragione”. [136] Dicono che sul nostro pianeta
c’è posto solo per 500 milioni di persone. Bisognerebbe
eliminare dalla faccia della terra 11/12 della sua popolazione, e cioè
6 miliardi di persone. Questo è quanto essi propongono. |
||
|
Il testo scolpito sulla pietra dei quattro monolìti
che qui si vedono fotografati è redatto in otto lingue. La prima
è l’inglese, e la frase iniziale dice: «Maintain
Humanity under 500,000,000, in perpetual balance with nature». Ciò significa: «Mantenere
la popolazione mondiale sotto i 500 milioni di abitanti, in costante
equilibrio con la natura.» |
C’è forse un legame tra il “Nuovo ordine mondiale” e questo strano monumento?
|
Le
informazioni tecniche riguardanti questo strano monumento sono: → Altezza: sei metri. → Peso: 115.000 Kg. → Anno di costruzione: 1980. → Sito geografico: Georgia
(USA) a nord di Elberton, sulla strada n. 77, in una zona topografica che
l’Atlas della American Automobile Association identifi-ca
tramite le coordinate: G7». (Attenzio-ne: questa sigla G7, nascosta
nelle co-ordinate topografiche del sito, è forse un frutto del caso?) → Mandanti: Un gruppo di partigiani dell’Era della
Ragione. |
|
La foto di questa specie di monumento, e le notizie
informative che lo riguardano, sono apparse nell’autunno del 1997 sulla
rivista: The Fatima Crusader. (p. 8-10). |
||
DE LASSUS, HENRI: « La Conjuration anti-chrétienne, ou : Le Temple
Maçonnique voulant se lever sur les ruines de l’Église
catholique. » (Traduzione: «La Congiura
anti-cristiana, ovvero: Il Tempio Massonico che vuole innalzare se stesso sulle
rovine della Chiesa cattolica.» ) Oltre a presentarsi con Imprimatur,
questo libro è corredato da una lettera del cardinale Merry Del Val che
in nome di Pio X si congratula con l’autore. È stato pubblicato
una prima volta nel 1910, da Desclée, Di Brouwer, e Co., 41 via della
Metz, Lille, Francia), e riprodotto tale e quale nel 1999 dalle Edizioni
Scivias (Quebec, Canada).
DE
PARVULIS, JOHANNES: «Combattimento
mistico.» Disponibile su
Internet all’indirizzo: http://www.parvulis.com/2-main-it.htm
.
DE PARVULIS, JOHANNES: Il Sole del Divin
Volere. Disponibile presso : Edizioni Gamba, Verdello, 24049, BG,
Italia; tel. 035.4829515, E-mail:
info@gambedit.com.
DE
PARVULIS, JOHANNES: «Mondo nuovo,
vita nuova.» Disponibile presso : Edizioni Gamba, Verdello,
24049, BG, Italia; tel. 035.4829515, E-mail: info@gambedit.com. Disponibile anche su Internet
all’indirizzo: http://www.parvulis.com/2-main-it.htm
DE PARVULIS, JOHANNES: «Parusia intermedia». Disponibile presso le Edizioni Gamba, di Verdello, 24049, BG, tel.
035.4829515, E-mail: info@gambedit.com.
Disponibile pure su Internet all’indirizzo:
http://www.parvulis.com/2-main-it.htm
DES MOUSSEAUX, GOUGENOT
“Le Juif, le
judaïsme et la judaïsation des peuples chrétiens”. Éditions: F. Wattelier et Cie, [1886], seconda edizione. Traduzione del titolo: «Ebrei, giudaismo e ebraizzazione dei popoli cristiani.»
Drach,
Paulus L. B. : “De l’harmonie entre l’Église et la
Synagogue”. (Traduzione : Armonia tra
Chiesa e Sinagoga). Paulus L. B. Drach è un rabbino che si è
convertito al cattolicesimo. Questo libro, oggi rarissimo, fu pubblicato a
Parigi nel 1844 da Paul Melier.
EVEN,
Louis: «Sous le signe de l’abondance.»
Traduzione del titolo: Sotto il segno dell’abbondanza. È un concetto nuovo
d’economia monetaria. Distributore: Les Pèlerins de St Michel, Rougemont, Qc, Canada. < http://www.michaeljournal.org/articlvd.htm >
GOBBI,
STEFANO: «Ai Sacerdoti, figli
prediletti della Madonna.»
Questo libro, destinato ai membri del Movimento Sacerdotale Mariano,
è disponibile per mezzo del responsabile nazionale del MSM del paese
dove si risiede. Cercare su Internet al seguente indirizzo: http://www.msm-mmp.org/High/French/index.htm
JNSR: «Témoins
de la Croix», Éditions Resiac, 53150, Montsûrs, Francia.
In Italia i messaggi di JNSR sono stati
raccolti in diversi volumetti, pubblicati dalle edizioni Segno, di Udine. Il
sito Internet di JNSR è il seguente: http://www.jnsr.be/
Kowalska,
Hélène: “Le petit journal de
sœur Faustine”. (Traduzione: Il piccolo giornale di suor Faustina), Éditions Jules
Hovine, 400 rue Jaurès, 59790 Ronchin,
France.
Laurent, Achille: “Relations des affaires
de Syrie” (Traduzione: “Relazioni degli affari della Siria”).
Lémann, Joseph: “L’Entrée des Israélites dans la
société française”; (Traduzione : L’entrata
degli israeliti nella società francese), Éditions Avalon, 1987.
Meinvielle, Julio “Les Juifs dans le
Mystère de l’Histoire”. Questo
libro è la traduzione francese fatta a partire dall’originale
spagnolo: El Judio en el misterio de la historia. (Gli Ebrei nel Mistero della
storia). Éditions Scivias, Québec, 1997.
MICHELINI,
MGR OTTAVIO: “Confidenze di
Gesù ai suoi preti ed ai suoi fedeli, edizione fuori commercio.
Rohling, Auguste: “Le Juif selon le Talmud” (L’ebreo
secondo il Talmud); Pontigny ha preparato questa edizione francese, e
l’editore Savine l’ha pubblicata.
VALTORTA,
Maria: Lezioni sull’epistola di Paolo ai Romani, ed anche: Il
Poema dell’Uomo-Dio; Edizioni CEV, Viale Piscicelli 89-91, 03036
Isola-del-Liri (FR), Italia. E-mail: < cev@arcmedia.it > Tel. (+39) 0776 807 032; fax: (+39) 0776 809 789.
(Per
scegliere un altro libro su quelli offerti in lingua italiana su questo sito)
NOTE E COMMENTI
↓↓↓
[1] Può
succedere ad alcuni di non capire bene la differenza che c’è tra
un Ebreo e un Giudeo, o tra un Ebreo e un israeliano.
(Un Ebreo è una persona della Razza eletta. I membri della Razza eletta
sono tutti della discendenza di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo.
Un israeliano, invece, è un cittadino dello Stato d’Israele, dove
vivono Ebrei e Arabi, tutti detentori di cittadinanza israeliana). La parola “Giudeo” è sinonimo
di Ebreo, ma il “Giudeo” ha la particolarità di essere “un Ebreo che rifiuta di
riconoscere il vero Messia – Gesù di Nazareth – come suo
Messia”. C’è chi non è pienamente d’accordo con
questa definizione, anche perché S. Paolo attribuisce alla parola “Giudeo” una connotazione
talvolta positiva e talvolta negativa, secondo il contesto. Questo fa che in
certe lingue la parola “Giudeo”
sia utilizzata in maniera approssimativa, con connotazioni aleatorie. (I
traduttori della Bibbia avrebbero forse potuto fare un lavoro migliore fin
dall’inizio. Dagli scritti di Fernand Crombette si deduce che i
traduttori iniziali della Bibbia hanno involontariamente trascurato la lingua copta,
che li avrebbe aiutati moltissimo a tradurre bene ciò che Mosè ha
scritto in lingua copta, prima di usare l’ebraico).
[2] Il Regno messianico è definito
eterno dall’Evangelista S. Luca (Lc 1, 33), e il Credo dei cattolici
dice che esso “non avrà mai fine”. Il “non avrà
mai fine” si spiega col fatto che dopo avere esistito sulla Terra esso
continuerà ad esistere in Cielo. Dunque, questo Regno – che S.
Pietro definisce “Regno di giustizia e di pace” – è un Regno terrestre destinato à divenire
celeste, cioè eterno.
[3] I sacrifici di olocausto si facevano anticamente all’interno
del Tempio di Gerusalemme. Tutti gli Ebrei conoscono il significato religioso
di questo rito, il suo valore mistico. Le vittime sacrificate erano spesso gli
agnelli. Non c’è più motivo perché un Giudeo, o un Ebreo ritardatario,
continui a rifiutare di riconoscere il valore mistico del gesto compiuto da
Gesù di Nazareth, l’Agnello
di Dio che per togliere i peccati del mondo si è volontariamente
offerto come vittima espiatoria. Perché rifiutare a Gesù di
Nazareth il titolo di Redentore del mondo, e quindi di Messia? Il suo Regno,
concepito 2.000 anni fa (e che ora sta per nascere, v. nota 10), da terrestre diventerà celeste e quindi eterno perché
il suo concepimento è dovuto all’amore più puro che ci sia,
quello di Dio. Dio è Amore. Gesù di Nazareth, Figlio di
Dio, è Amore. La prova è nel fatto che Gesù si
è lasciato immolare per amore nostro. Il suo Sacrificio è un
sacrificio d’olocausto che assomiglia a quelli che anticamente si facevano
nel tempio di Gerusalemme. La differenza è che nel caso di Gesù
di Nazareth il valore del Sacrificio è infinito a causa della Vittima,
la cui natura è divina, oltre che umana. (Il Messia merita di essere
riconosciuto vero nel momento in cui c’è la prova che Egli ama il
Genere umano in sommo grado. Gesù di Nazareth ci ha talmente amato che
per amor nostro si è lasciato immolare. C’è forse un amore
più grande di questo?)
[4] Vedi: Rm 2, 9-10. (9 Triboli e angoscia su ogni anima
d’uomo che fa il male, prima sull’Ebreo e poi sul Greco! 10 Gloria,
onore e pace per chiunque fa il bene, prima per l’Ebreo e poi per il
Greco).
[5] L’avversario
dell’Anticristo è la Chiesa cattolica, alla quale appartengono
tutte le anime di buona volontà. Quelle che già fanno parte della
Chiesa cattolica le appartengono in modo diretto, le altre le appartengono in
modo indiretto. Vedi: Rm 2, 14-15; 2, 26-28. (14 Quando i pagani, che non
hanno la legge, fanno naturalmente ciò che la legge prescrive, pur non
avendo la legge, essi sono legge a loro stessi; 15 mostrano che l’opera
della legge è incisa nei loro cuori …; 26 Se dunque colui che
è incirconciso osserva le prescrizioni della legge, il fatto di essere
incirconciso non prova forse che è come se fosse circonciso? 27 Chi non
è circonciso nel corpo ma compie la legge, non sarà forse colui
che ti condannerà, tu che trasgredisci la legge pur sapendola a memoria
ed avendo la circoncisione nella carne? 28 Il vero Ebreo non è colui che
ne ha l’apparenza esteriore; e la vera circoncisione non è quella
che appare sulla carne).
[6] Dalla storia si
deduce che se una nazione lascia fare gli Ebrei, questi finiscono per modellare
la vita dell’intera nazione. Stando le cose così come stanno, che
destino avrà la Terra che da tre secoli chiude gli occhi su tutto quello
che gli Ebrei fanno? S. Paolo dice che per volontà divina “gli
Ebrei hanno la precedenza”. (Rm 2, 9-10; Rm 3, 1-2). Allora mi chiedo:
Questo diritto di precedenza nel Bene rimane valido anche nel Male? Se la
risposta è “sì”, come sembra di voler essere, la
conclusione più ovvia è che se un Ebreo è santo, lo
è al sommo, se è demonio la precedenza rimane.
[7] Siccome nel mondo delle rivelazioni non ancora
esaminate dalla Chiesa c’è del vero e c’è del falso
– perché all’Avversario piace metterci del suo per fare
confusione – il cristiano che si sforza di separare il vero dal falso per
poter “ritenere ciò che è buono” – come anche
il Concilio Vaticano II dice di fare – ha bisogno dell’aiuto dello
Spirito Santo. Per ottenere tale aiuto il cristiano invoca lo Spirito Santo,
che però in certi casi è invocato solo con le labbra e non con il
cuore. Questo fa sì che dal Cielo non scenda l’aiuto sperato.
Allora il cristiano, subito stanco, finisce per dire che i Profeti cristiani contemporanei
sono troppo numerosi, e ripete a tutti che nella confusione generale è
impossibile distinguere il vero dal falso. Morale della favola: Il responsabile
del fallimento non è lo Spirito Santo, ma il cristiano che non sa
pregare. Lo Spirito Santo vuole che lo sforzo che noi facciamo per discernere
il vero dal falso sia fatto per amore, non per curiosità o per superbia.
Il segreto del successo in tutto, è l’amore. (Anche nel male? Il
“successo” nel male non è vero successo, ecco perché
l’amore non è necessario per “riuscire” nel male).
[8] Il Regno
messianico è il Regno di Dio, quello che dovrà venire sulla
Terra come anticipo al Regno eterno. Dio l’ha promesso a tutti gli
uomini, e in prima istanza agli Ebrei. Si tratta sicuramente di quel Millennio felice che S. Giovanni
annuncia in Ap 20, 1-6. Gesù lo inaugurerà all’ora della Parusia intermedia. Questa si
realizzerà subito dopo la grande
Purificazione, che in certe zone sembra già iniziata.
[9] Un Rabbino
d’Israele rivela il nome del Messia : “Gesù”. Stupore e smarrimento fra i suoi
discepoli.
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Il Rabbino Yitzhak Kaduri, un
sant’uomo molto influente in Israele, poco prima di morire
all’età di 108 anni ha scritto su un foglio di carta il nome del
Messia atteso dagli Ebrei. Qualche mese prima di morire il Rabbino aveva
annunciato ai suoi discepoli di aver incontrato il Messia in una visione.
Negli ultimi giorni della sua vita il Rabbino Kaduri parlava continuamente
del Messia, della sua venuta, e della Redenzione. A più riprese, prima
di morire, aveva descritto il Messia con tratti che lo rendevano somigliante
al Cristo del Nuovo Testamento. A proposito del nome del Messia, egli aveva
chiesto che il piccolo foglio che rivelava questo nome fosse letto solo dopo
la sua morte. Nel foglio il Rabbi ha scritto queste parole: «CIRCA
L’ABBREVIAZIONE DEL NOME DEL MESSIA : “EGLI ELEVERÀ
IL POPOLO E PROVERÀ CHE LA SUA PAROLA E LA SUA LEGGE SONO
VALIDE” (IN EBRAICO : YARIM
HA’AM VEYOKHIAKH SHEDVARO VETORATO OMDIM). È QUANTO HO FIRMATO
DI MIA PROPRIA MANO DURANTE IL MESE DELLA MISERICORDIA. YITZHAK KADURI. » Le prime lettere della frase “Yarim Ha’Am Veyokhiakh Shedvaro Vetorato Omdim” danno in lingua ebraica il nome di
Gesù: “Yehoshua” oppure “Yeshua”. Nei quartieri
ebraici ortodossi la polemica è al colmo. Alcuni dicono che è
tutto falso, altri riconoscono che il testamento è autentico. Israël Today. Internet : < http://www.israeltoday.co.il/default.aspx?tabid=128&view=item&idx=1347
>. 21 marzo 2008. |
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La nota scritta dal rabbino Kaduri |
Il rabbino Kaduri |
[10] La vita di un
essere umano si prepara in nove mesi, e questo periodo si chiama: periodo di gestazione. Durante questo
tempo il nuovo essere vive nel ventre di sua madre. Dio ha attribuito un periodo di gestazione anche al Regno messianico. I messaggi dei Profeti cristiani contemporanei ci fanno capire che il concepimento di detto Regno è avvenuto 2.000 anni fa, e
che la sua nascita avverrà nel
corso della generazione attuale, quando Gesù ritornerà sulla
Terra per instaurarlo. Possiamo dire con questo che il periodo di gestazione
del Regno messianico sia composto di
due millenni. Da notare che per questa sua seconda venuta – o Parusia
– Gesù non si presenterà più come Redentore –
l’Uomo dei dolori –
ma come un re glorioso, il Re dell’Universo; e che il suo
terzo ruolo, quello di Giudice universale, lo
realizzerà soltanto alla fine del Regno
messianico, quando tutto il Piano di
Salvezza sarà terminato, e cioè alla Fine del Mondo. (Cf. http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-01.htm#c1 ).
[11] Da sempre gli Ebrei sognano l’avvento di un Regno messianico di portata mondiale, ma
molti di essi lo concepiscono alla
rovescia: materiale anziché spirituale,
egoistico anziché altruistico, nazionalistico anziché
universalistico, umano anziché divino. Ciò
significa che il Popolo eletto non è formato solo da persone sante. Le
radici dell’Ebraismo sono sante perché Abramo, suo fondatore,
è un Giusto, ma lungo i secoli alcuni discendenti di Abramo si sono
lasciati corrompere, e oggi l’Ebraismo di alcuni Ebrei non è
ciò che dovrebbe essere. Un verme ha penetrato il frutto. (V. nota 13).
[12] Lo scopo della grande Persecuzione alla
quale i santi saranno sottomessi durante il regno dell’Anti-Cristo
sarà di stabilire davanti a Dio l’identità di coloro che
meriteranno di entrare nell’Era nuova.
[13] Per ogni Ebreo il
Messianismo è un concetto essenziale, centrale, ma molti lo concepiscono
alla rovescia. Risultato: malgrado gli avvertimenti della Torah, il 90%
degli Ebrei odierni rimpiazza Dio con degli idoli umani. Ciò significa
che la maggioranza degli Ebrei di oggi dà la precedenza ai valori
materiali anziché darla a quelli spirituali. (V. nota 11).
[14] Regno messianico è il nome che di solito è
attribuito al Regno di Dio in Terra. Esso è annunciato nella
Bibbia dai profeti dell’Antico Testamento. Nel Nuovo Testamento esso
è definito eterno, perché dalla terra passerà al Cielo, che
è eterno. Partendo da questa promessa divina, il sogno dei Farisei è di impossessarsi
dell’intero Pianeta col pretesto che è Dio che dà agli
Ebrei il diritto di guidare il mondo, e loro si considerano la elite suprema
del mondo ebraico, e quindi del mondo intero. “Non è
possibile!”, diranno alcuni. La pensavo così anch’io,
finché un giorno mi sono reso conto che gli eredi spirituali dei
Farisei, resi pericolosi dal loro potere finanziario, con la scusa del suddetto
Regno sono capaci di tutto. È
possibile che i responsabili superiori della Persecuzione che sta per cadere
sul mondo siano proprio i Farisei, quegli Ebrei elitisti di cui tanto si
parla da qualche tempo, e che si auto-definiscono “Illuminati”.
S. Paolo dice, comunque, che non appena il mondo ebraico diverrà
cristiano la situazione cambierà completamente. S. Paolo spiega che in
virtù della promessa che Dio ha fatto ai Figli di Abramo, non appena
questi si convertiranno alla Legge d’amore predicata da Cristo, il potere
vitale di questa Legge d’amore diverrà irresistibile, sovrano,
universale, e il mondo ritornerà ad essere quello che era
all’inizio: un paradiso. Lo diventerà per grazia e per volere di
Dio, ma Dio utilizzerà gli Ebrei – si servirà degli Ebrei
– per realizzare sulla Terra la sua Divina Volontà. Nel Vangelo
è detto che «La Salvezza deriva dagli Ebrei» (Gv 4, 22).
[15] Agli Ebrei e
al mondo, non solo agli Ebrei, come dicono i più nazionalisti di loro.
Tuttavia, tenendo conto che il Bene è destinato a vincere il Male
– non all’inizio della lotta ma alla fine – il Popolo ebraico
sarà sempre colui tramite il quale alla fine dei conti il mondo
otterrà la Salvezza. “La Salvezza deriva dagli Ebrei”, ha
detto Gesù alla Samaritana davanti al pozzo di Giacobbe. (V. nota 14).
[16] Sotto certi
aspetti il libro dei Protocolli è peggiore del Mein Kampf,
scritto da Hitler. C’è comunque da dire che di fronte a questo progetto di Governo
mondiale (come pure di fronte
alla legge d’amore predicata da Cristo) non tutti gli Ebrei reagiscono allo stesso modo. Coloro che leggono la Torah non sono attirati dall’idea di un Governo mondiale, come
lo sono coloro che leggono i Protocolli e ne approvano il contenuto. Gli
Ebrei, quindi, non vanno messi tutti nello stesso sacco. (Esempio: I due
Ladroni ebrei che sono stati crocefissi sul Calvario assieme a Gesù non
sono finiti nello stesso “sacco”. Uno ha accettato la salvezza
offerta da Gesù, e uno l’ha respinta. Ebrei ambedue, del Popolo
eletto ambedue, eppure uno sceglie di andare a destra, e uno di andare a
sinistra. Essi rappresentano tutto il Popolo eletto, il quale, a sua volta,
rappresenta tutta l’Umanità).
[17] Questo Regno voluto da Dio è destinato a
coloro che durante la grande Tribolazione (la persecuzione sanguinosa che il Governo Mondiale ci sta preparando) si saranno guadagnati l’abito
nuziale necessario per entrare nella “Sala delle Nozze”. (Mt 22,
11-13). Questa “Sala delle Nozze” della parabola evangelica
è il Millennio felice che S.
Giovanni annuncia in Ap 20, 1-6. Esso porta anche un altro nome: “Regno messianico”.
[18] Come già
detto nella presentazione introduttiva, le fonti d’informazione di questo libro sono di quattro tipi: 1)
Dati storici. 2) Dati biblici. 3) Dati presi nelle istruzioni dei Papi di Roma.
4) Rivelazioni trasmesse al mondo d’oggi dai Profeti cristiani
contemporanei. Tutte queste informazioni si
completano a vicenda, e l’insieme costituito dovrebbe permettere al
lettore di meglio comprendere il ruolo che il popolo d’Israele ha avuto
in seno all’Umanità – nel bene come nel male – e
quello che avrà in futuro.
[19] Tutti sappiamo che il Piano divino di Salvezza prevede il
trionfo di Cristo nell’eternità, cioè
nell’al-di-là (alla fine della storia umana, i.e. dopo il Giudizio
universale) ma è necessario ripetere che questo stesso trionfo
avrà luogo anche sulla terra, anzi: prima
sulla terra e poi nell’eternità. Per chi accetta questa
verità, l’articolo 676 del Catechismo (come esiste oggi, nel marzo
2008), meriterebbe di essere modificato. Esso sembra escludere la
possibilità di un Regno messianico
terrestre. Lo fa col pretesto che tale Regno sarebbe un errore, l’errore
dei millenaristi. Non è la prima volta che il Millenarismo è confuso col Regno messianico. Il lettore che desiderasse maggiori spiegazioni
è invitato a leggere il libro: Parusia Intermedia, pubblicato
dalle Edizioni Gamba, di Verdello (BG). Leggere soprattutto le note n. 90 e
105, e il testo dal quale esse dipendono. (Il libro è disponibile anche
su Internet all’indirizzo: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-06.htm
).
[20] Nella sacra Bibbia,
Abramo è una figura patriarcale dell’antico Testamento. Fu padre
di Isacco, il quale fu padre di Giacobbe (chiamato poi
Israele). Gli Ebrei, attraverso Isacco e Giacobbe, sono tutti della discendenza
di Abramo.
[21] Per capire meglio
il ruolo che gli Ebrei hanno nel mondo, il miglior esempio è quello del rame. Nel mondo dei metalli, il rame è quello che conduce
l’elettricità meglio di tutti. Ciò che il rame può fare nel mondo del
visibile con l’elettricità, il Popolo
ebraico lo può fare nel mondo invisibile con le forze
soprannaturali. In altre parole: come il rame
riesce a condurre l’elettricità meglio degli altri metalli,
così gli Ebrei hanno la
capacità di far passare le forze soprannaturali meglio degli altri
popoli, e nelle potenze soprannaturali sono incluse anche quelle
dell’Avversario di Dio.
[22] Negli ultimi due mila anni gli Ebrei che popolano la terra non sono
talmente aumentati di numero. Non si tratta quindi di potenza numerica, ma
finanziaria, cioè monetaria. Le dodici famiglie ebreo-farisaiche di
cui si parla in questo libro controllano l’emissione delle banconote di
tutte le nazioni del mondo. Siccome tutte le nazioni del mondo, anche le
più ricche, sono piene di debiti, dove sono i creditori universali? E
chi sono? Sono al riparo degli sguardi indiscreti. Sono là, dove nessuno
li può raggiungere. Nessuno eccetto Dio.
Sono i capi di quella dozzina di famiglie ebraiche
che camminano da secoli sulle tracce della casta
farisaica il cui spirito non muta. (Se necessario, vedi alla fine del libro, l’ultimo capitolo : “La probabile formula economica dell’Era nuova” ).
[23] Gli Ebrei a mentalità elitista assomigliano in tutto ai
loro antichi padri farisei. Dicono che Gesù di Nazareth non è il
Messia perché il Messia dev’essere un uomo autoritario, capace di
imporsi con la forza, e il Nazzareno non ha saputo imporsi con la forza.
Aggiungono che Gesù è stato crocefisso perché era
indemoniato. A questi Ebrei-farisei che pretendono che Gesù non ha saputo imporsi, il cristianesimo
risponde che Gesù non ha voluto
imporsi. Il cristianesimo insegna che l’istinto del vero amore non
è di imporsi, ma di proporsi. Un sentimento che volesse imporsi, anche
se pretendesse di essere amore e di agire “per amore” che
probabilità avrebbe di essere tale? In conclusione il cristianesimo dice
che Dio è amore, e che di conseguenza il Messia dev’essere amore
anche lui. Sapendo che Gesù ci ha amati al punto che per noi ha
sacrificato la sua vita, tutti, Ebrei compresi, dovremmo concludere che
Gesù di Nazareth è il vero Messia. Ha sacrificato la sua vita per
amor nostro. Ha dimostrato di amarci tanto che per noi si è lasciato
crocifiggere. Il suo sacrificio ha permesso a tutta l’Umanità di
uscire dall’abisso nel quale la Colpa originale l’aveva
precipitata. Che senso ha aspettare un
Messia che non sia amore? La potenza divina è Potenza d’amore,
non di costrizione. Solo la potenza del demonio è potenza di
costrizione.
[24] Una lotta mortale esiste da sempre tra Ismaele e Isacco, tra Esaù e Giacobbe, tra Giuseppe e i suoi
fratelli, tra Erode e i Santi Innocenti di Betlemme, tra Erode Antipas e S.
Giovanni Battista, tra il Sinedrio e Gesù Cristo, tra S. Stefano ed i
suoi lapidatori, tra gli Ebrei che si sono lasciati martirizzare per amore di
Cristo e i loro carnefici, tra S. Paolo ed i suoi vecchi correligionari, tra la
mentalità di Yitzhak Rabin e quella del suo assassino, Yigal Amir.
…
[25] L’espressione
è seducente, ma si tratta di un
eufemismo destinato a presentare sotto mentite spoglie un progetto di dittatura
mondiale. (Nella realtà l’espressione Nuovo Ordine Mondiale significa: Impero giudaico universale).
[26] Se il numero di queste famiglie fosse da correggere, è
piuttosto da diminuire che da aumentare (una famiglia può contare
diversi membri, ma il capo è comunque unico). Queste famiglie sono formate da
Farisei, della stessa tempra di coloro che due
mila anni fa hanno reclamato dai Romani la crocifissione di Cristo.
[27] Pur essendo di razza ebraica, i Farisei non hanno diritto di accaparrarsi i privilegi destinati a tutti gli Ebrei. Bisogna ammettere, inoltre, che la supremazia ebraica (quella voluta da Dio, non dall’uomo) avverrà su iniziativa di Dio, non dei Farisei, nel momento e nel modo voluto da Dio, non dai Farisei.
[28] Lawrence, G.S.: Dissipation of the Darkness, the Origin of
Masonry. Vedere il sito Internet: < http://www.cephasministry.com/history_of_masonry_2.html
> oppure: http://www.otherside.net/masons.htm#Masonry2-I-Founders
[29] Il manoscritto dei “Protocolli
dei Saggi di Sion’’, fra tante altre cose improbe, evidenzia il
fatto che se in mezzo ad un gruppo sociale si seminano discordie, vizi, e abusi
comportamentali, questo provocherà il graduale sfacelo del gruppo
sociale mirato, dando a tutti l’impressione di una morte venuta
dall’interno anziché dall’esterno.
[30] Lo scopo del programma descritto nei Protocolli di 2000 anni fa era quello di
eliminare i seguaci del Nazareno (il termine “cristiano” non era
ancora nato). Oggi l’obiettivo di detto programma non è cambiato:
si tratta sempre di distruggere il cristianesimo eliminandone i portavoce. I“Protocolli” insegnano che
bisogna “ammazzare i goym”, o meglio: “fare in modo che si
ammazzino fra di loro, e a milioni”. Questo permetterebbe agli Ebrei di
vivere meglio, se non altro grazie agli incassi realizzati vendendo armi ad
ambo i belligeranti. Non tutti gli Ebrei sottoscrivono a obiettivi del genere.
Una parte del mondo ebraico rifiuta i Protocolli.
Alcuni Ebrei preferiscono “Vivere e lasciar vivere”.
[31] Gesù disse agli antichi padri dei farisei moderni: «Voi dipendete dal diavolo, che
è vostro padre, e volete
fare i desideri di vostro padre.
Egli fu omicida fin dall’inizio, e non è rimasto fermo nella
verità, perché in lui non c’è verità. Quando
dice il falso parla del suo, perché è bugiardo e padre della menzogna.
» (Gv 8, 44).
[32] Si tratta del rilancio dell’associazione segreta: “La
Forza misteriosa”, la quale però nel 1717 ha cambiato
nome. Adesso si chiama “Massoneria”.
[33] L’errore dei farisei di ieri è anche quello di oggi.
Interpretare in senso materialistico quello che Dio codifica nelle sacre
Scritture in senso spiritualistico. (Questo concetto è spiegato in modo
più esauriente al cap. 3, sez. 2).
[34] Si tratta di quei
farisei che vorrebbero essere di Dio senza dipendere da
Dio. Questo è un pensiero
folle da parte di una creatura, anche la più intelligente.
[35] Dio ha già salvato l’Umanità due volte, e la
prossima sarà la terza, quella definitiva. La prima volta l’uomo
fu salvato quattro mila anni fa, al tempo del Diluvio. Codesto primo salvamento
– di natura fisica – fu
realizzato da Dio Padre tramite Noè. La seconda volta l’uomo fu
salvato due mila anni fa, al tempo di Gesù. Codesto secondo salvamento
– di natura spirituale –
è stato realizzato da Gesù stesso, Figlio di Dio e di Maria
santissima, che ci ha redenti (cioè salvati spiritualmente) a prezzo del
suo sangue. Il terzo salvamento – di natura
divina – sta per verificarsi nel tempo attuale, e sarà opera
dello Spirito Santo. Il lettore che
desidera maggiori spiegazioni è invitato a leggere le sei pagine della
sezione intitolata "Le tre nascite", che si trova nel libro Il Sole del Divin Volere, p. 25,
pubblicato nel 2006 dalle Edizioni Gamba (V. indirizzo nella bibliografia
generale), oppure su Internet all’indirizzo: <
http://Parvulis.com/Documents/2-main-it-03.htm >.
[36] Is 65:17; Ge 33, 14. Vedi anche
Osea, vedi l’autore dell’Apocalisse, e vedi i Profeti cristiani
contemporanei.
[37] Parusia significa Venuta di Cristo in seno
all’umanità, allo scopo di portarle aiuto e conforto. La seconda
Parusia è pure detta: Parusia
intermedia, perché essa è quella centrale, situata tra la
prima e la terza. Su questo tema, il lettore troverà parecchie
informazioni supplementari nel libro intitolato "Parusia intermedia", disponibile presso le Edizioni
Gamba. (Per l’indirizzo delle Edizioni Gamba, vedi la Bibliografia
generale). Il libro è anche su Internet, all’indirizzo seguente:
< http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-06.htm >
[38] L’amore tende a proporsi, non a
imporsi. Un amore che volesse imporsi andrebbe contro la sua natura.
L’odio invece vuole imporsi.
[39] Per maggiori informazioni su David Icke, vedi su Internet: <
http://www.davidicke.com >
[40] Anche se la dittatura di cui
parliamo è concepita dagli Illuminati – il che spiega
l’uso dell’aggettivo “illuministico/a”
– la graduale realizzazione di tale dittatura è assicurata dai
membri della Massoneria, che in questo caso assumono il ruolo di
valletti. Questi “valletti” obbediscono agli Illuminati come
i bracci di una piovra obbediscono al cervello della piovra stessa. (Sugli Illuminati, v. nota 14)
[41] Il Nuovo
Ordine Mondiale sarebbe molto centralizzato. Vedi Internet: http://perso.wanadoo.fr/thomiste/marqhuma.htm
[42] Gli Illuminati
si preoccupano di rimanere anonimi. Se non possono intervenire tramite persone
interposte, portano una maschera sul viso, oppure si tengono dietro un vetro
che per loro è trasparente e per colui che guarda verso di loro è
opaco. Stando le cose come stanno, rarissimi sono i Massoni che sanno da dove
vengono gli ordini ai quali essi obbediscono! Per loro si tratta di ordini
provenienti semplicemente … “dall’alto”.
[43] I Massoni devono ubbidire anche se non
sanno da dove vengono gli ordini. L’origine degli ordini è
segreta, e tale deve rimanere. C’è un testo che mostra a che punto
i Massoni sono schiavi di questo sistema. Si tratta di una lettera del 1836
nella quale un membro dell’Alta-vendita, un certo Malegari, si
lamenta presso un certo dottor Breidenstein
– che probabilmente è un suo superiore immediato – che i quaranta dell’Alta-vendita non sanno
nemmeno loro da dove vengono gli ordini da trasmettere o da eseguire. La lettera dice: «Vogliamo
rompere ogni specie di giogo, e ce n’è uno che non si vede, che è
percettibile appena, ma che su di noi pesa. Da dove viene? Dove si trova?
Nessuno lo sa, o per lo meno nessuno lo dice. L’associazione è
segreta anche per noi, i veterani delle associazioni segrete. Si esigono da noi
cose che da far rizzare i capelli. Per esempio apprendo che a Roma due dei
nostri, molto conosciuti per l’odio che nutrono verso il fanatismo
religioso, per ordine del capo supremo sono stati obbligati ad inginocchiarsi
in chiesa e a fare la comunione in occasione dell’ultima Pasqua. Non
è per mercanteggiare la mia ubbidienza, ma sarei curioso di sapere
dov’è che ci vogliono condurre simili cafonate.» (Testo reperibile alla pagina 158 del
libro: La Conjuration anti-chrétienne, di Mgr Henri Delassus). I
Massoni che per cose ritenute importanti rifiutano di ubbidire, in generale
pagano con la vita, coloro che invece rifiutano di ubbidire a ciò che in
questo testo il Malegari si permette di chiamare “cafonate”,
alla fine scoprono che il loro credito presso i “superiori
incogniti” è diminuito, non aumentato. (L’espressione
“supériori incogniti” è del massone Giuseppe Mazzini,
che in una lettera a sua madre l’ha utilizzata per definire i capi
supremi dell’organizzazione segreta di cui era membro).
[44] Gli Illuminati
finanziano, ma le operazioni sono eseguite tramite terzi, che in generale sono
persone appartenenti al sistema massonico. (La Massoneria è il braccio, e gli Illuminati la mente. La Massoneria
obbedisce agli Illuminati come il
braccio obbedisce alla mente).
[45] Certe profezie divine cambiano colore
quando sono lette dai Farisei. Da bianche diventano nere. Questo perché
essi interpretato in chiave materiale ciò che Dio ha codificato in
chiave spirituale. (V. cap. I, sez. # 5).
[46] Icke asserisce che tramite gli
incidenti dell’11 settembre 2001 le nazioni USA-NATO-UK si sono
assicurate l’appoggio morale e psicologico di cui avevano bisogno per
giustificare gli atti di guerra che fin dall’inizio avevano deciso di
condurre contro i paesi arabi.
[47] I terroristi kamikaze non sempre sanno da
dove viene il denaro che finanzia i loro atti di terrorismo, ma le loro
passioni umane (odio, vendetta, orgoglio) sono talmente forti, che per essi
l’origine dei fondi non ha più grande importanza.
[48] Esiste una differenza abissale tra “Ordo ex chaos” et
“Chaos ex ordo”. Sappiamo che Dio
ha creato l’ordine partendo dal caos. Da ciò deriva
l’espressione: “Ordo ex chaos”. Gli uomini che scelgono come motto questa espressione per giustificare le loro opere di distruzione fanno le cose alla rovescia. Ciò che fanno non corrisponde all’espressione “Ordo ex chaos”, com’essi pretendono, ma all’espressione: “Chaos ex ordo”. (L’uomo non ha diritto di distruggere l’ordine perfetto che
già esiste – creato da Dio – per costruire un ordine nuovo sopra un disordine provocato artificialmente).
[49] Secondo David Icke, Ben Laden non
sarebbe il responsabile numero uno delle atrocità che si sono prodotte
l’11 settembre 2001 negli Stati Uniti. Secondo Icke, l’operazione
è stata pensata e finanziata dagli Illuminati,
i quali l’avrebbero concepita per creare un pretesto (quello della
legittima difesa) destinato a spingere gli Americani a mettersi in guerra
contro il mondo arabo. Icke scrive: «Al
momento degli attacchi dell’11 settembre avevo l’impressione di
essere di fronte ad un secondo Pearl
Harbour. »
A proposito di Pearl Harbour,
nel libro di Davide Icke (And The Truth Shall Set You Free), si legge
che il presidente americano Roosevelt per farsi eleggere aveva promesso agli
Americani che gli Stati Uniti non sarebbero intervenuti nella guerra.
Per agire diversamente era necessario che un fatto, creato magari
artificialmente, permettesse agli Americani di sentirsi minacciati, per poi
reagire in stato di legittima difesa. Questo fatto fu pensato dagli Illuminati, e realizzato dalle logge massoniche giapponesi. (Come tutte le logge massoniche, anche
quelle giapponesi sono pedine che fanno parte del gioco degli Illuminati).
In conformità a detto piano, le forze giapponesi hanno proditoriamente
attaccato il porto americano di Pearl Harbour, nelle isole Hawaï, il che
ha fornito a Roosevelt il pretesto di entrare in guerra contro il Giappone, e
questo malgrado la sua famosa promessa elettorale di non intervento. Ora i
fatti dell’11 settembre 2001 avrebbero servito per fare un gioco simile a
quello di Pearl Harbour: permettere agli Stati Uniti di entrare in guerra
contro il mondo arabo con la scusa della legittima difesa.
David Icke dice
che dopo i fatti accaduti a Pearl
Harbour gli Americani, malgrado le promesse elettorali di Roosevelt sul non
intervento, si sono presto convinti della necessità di partecipare alla
seconda guerra mondiale. Allo stesso modo, dopo l’11 settembre 2001, gli
Americani si sono presto rassegnati alla cosiddetta “guerra di
prevenzione” che per accontentare gli Illuminati
il presidente americano G. W. Bush ha deciso di condurre contro il mondo arabo
(iniziando con l’Afghanistan e continuando con l’Irak).
[50] Gli Illuminati sono la mente, i Massoni
il braccio operativo. I primi fanno parte del mondo ebraico, i secondi sono
dei semplici Goym (dei “gentili”). La mente vuole eliminare ogni
Trono e Altare, perché Trono e Altare sono di ostacolo alla
realizzazione dell’Impero Giudaico
Universale. Allora la mente (leggi: gli Illuminati)
decide di eliminare la monarchia cristiana di Francia, e per arrivare a questo
concepisce e lancia la Rivoluzione francese (anno 1789). Questa viene
realizzata dal braccio massonico francese. Nel XIX secolo la mente decide di
eliminare il potere temporale del Papato. Il braccio massonico italiano
è incaricato di eseguire l’operazione, e così, col pretesto
di unificare l’Italia, Mazzini e Garibaldi cancellano lo Stato pontificio
dalla carta geografica. Nel XX secolo la mente fomenta la prima guerra mondiale
allo scopo di eliminare due imperi cristiani, quello degli Zar di Russia, e
quello degli Asburgo d’Austria-Ungheria. L’uno e l’altro
cadono grazie all’azione del braccio massonico europeo. Durante la 2a
guerra mondiale gli Illuminati
convincono gli Stati Uniti di partecipare alla guerra contro il Giappone e
contro i suoi alleati. Per fare questo si servono di Pearl Harbour, uno stratagemma che realizzano grazie
all’appoggio del braccio massonico giapponese. (V. nota 49).
[51] Col Governo
mondiale, i cittadini che rifiuteranno il nuovo sistema
d’identificazione (la pulce elettronica sotto la pelle), saranno
considerati dei “terroristi intenzionali” o
“potenziali”. Il loro rifiuto sarà interpretato come una prova
evidente delle loro cattive intenzioni. Saranno quindi internati (senza
formalità), ed eventualmente eliminati. È bene ripetere che dopo
l’11 settembre 2001 tutti i paesi del mondo si son messi a votare leggi
anti-terrorismo. Queste nuove leggi già permettono abusi di ogni genere
(anche nei paesi del G7), ma il peggio verrà quando ovunque
entrerà in vigore la legge marziale. (Solo negli Stati
Uniti esistono già 600 campi di concentramento segreti, costruiti con le
tasse dei contribuenti, ai quali viene detto che questi campi sono destinati agli
immigranti illegali. Come mai sono muniti di ghigliottine?).
[52] Coloro che si preparano a impadronirsi del potere mondiale sono Ebrei di stampo farisaico. Si tratta di
una
dozzina di famiglie a mentalità elitistica, la
tipica mentalità di coloro che due mila anni fa hanno reclamato ai
Romani, a gran voce, la crocifissione di Cristo. I capi di queste famiglie oggi
controllano la produzione delle banconote e dirigono il Fondo Monetario
Internazionale. Per loro non è abbastanza, allora si applicano a fondare
una specie di Impero ebraico universale, chiamato Nuovo Ordine Mondiale. Si tratta del Governo mondiale, un sistema che pretende di essere divino ma che
in sè non ha nulla di divino, visto che non bada ai valori spirituali ma
solo a quelli materiali. (V. il sito:
http://www.usa-the-republic.com/illuminati/cfr_3.html, #2: “The Money
Lenders of Amsterdam”).
[53] Nella speranza di poter conquistare la Terra, lo Scimmione
infernale vuole essere come Dio, servirsi anche lui del Popolo ebraico. Lo
Scimmione sa che “la salvezza del mondo viene dagli Ebrei”. La
profezia è antica, e Gesù l’ha ripetuta alla samaritana
davanti al pozzo di Giacobbe. Dunque lo Scimmione si sforza di far credere
all’Umanità che anche lui è un salvatore, visto che anche
lui intende conquistare il mondo passando per gli Ebrei.
[54] Si tratta di un numero esiguo di famiglie ebraiche – una
dozzina – che si sono costituite eredi della missione che nel 43 dopo
Cristo ha spinto il re Erode Agrippa 1° a fondare una società
segreta chiamata La Forza Misteriosa,
per la difesa del suo "giudaismo". (V. cap. 5, sezione 2).
[55] Se questi Illuminati si
tengono nascosti, è perché la loro attività assomiglia a
quella dei burattinai. Un burattinaio anima le sue marionette tirandole con dei
fili. I fili non si vedono, e il burattinaio sta nel retroscena, oppure in un
nascondiglio che gli consente di vedere tutto senza che nessuno lo veda.
[56] Il sistema di
governo che sul retro del dollaro americano è definito “Novus Ordo
Sæculorum”, sarebbe concepito da un ristretto gruppo di oligarchi
di origine ebraica, i cosiddetti Illuminati,
persone convinte di poter dominare il mondo "in nome di Dio". Essi
hanno già in mano l’economia mondiale perché stampano i
soldi di tutte le nazioni del mondo, e ne controllano la diffusione tramite le
istituzioni finanziarie internazionali (FMI, e simili).
[57] Profezie recenti annunciano che quanto è successo a S.
Paolo sulla strada di Damasco succederà fra poco all’insieme del
popolo ebraico: una conversione in blocco al Cristianesimo. Gli Ebrei
convertiti alla legge d’amore predicata da Cristo condurranno la terra
tra il plauso generale, vista la sapienza e saggezza di cui faranno prova nel
compiere questa loro missione. Le suddette profezie si accordano con la
dottrina di S. Paolo, profetica anch’essa. S. Paolo insegna che quando la
conoscenza della Fede sarà giunta a tutte le nazioni, il popolo
d’Israele si convertirà in massa, e che Filadelfia, cioè
“l’unione dei fratelli”, diventerà una realtà. (Vedi: Julio Meinvielle: Les
juifs dans le mystère de l’histoire ; Quaderni Scivias, Québec 1997, pp.
95-96).
[58] Da una parte
c’è il progetto di Dio, dall’altra quello di Satana. Quello di Dio dice: 1) Supremazia spirituale;
2) concepita e voluta da Dio; 3) destinata al Popolo ebreo nel suo
insieme. Quello di Satana dice: 1)
Supremazia politica; 2) concepita e voluta da ebrei; 3) destinata a un
gruppetto di ebrei straricchi e strapotenti.
[59] Gli autori dei Protocolli
vantano diritti sul dominio della Terra. Nel suo “Mein Kampf” Hitler reclama gli stessi diritti.
[60] Satana vuole essere pagato con sangue
umano, sangue innocente di preferenza. Gli Ebrei che praticano
l’occultismo sanno bene che il loro Maestro
infernale vuole essere pagato in questo modo in cambio delle ricchezze che
concede in questo mondo. Allora gli avidi che appartengono a questa razza non
esitano a vendere alle potenze occulte
i loro fratelli innocenti. Risultato: l’innocente paga per il colpevole.
Chi ha spinto Pilato à condannare Gesù di Nazareth alla
crocifissione? Chi ha mandato i sicari a Betlemme per trucidare tutti i bambini
che avevano meno di tre anni? Chi ha finanziato i tedeschi che hanno
organizzato lo sterminio degli innocenti della Shoah? (NB: Se gli storici
dicono il vero, Hitler fu finanziato da banchieri ebraici).
[61] Alieno perché invasato,
cioè ipnotizzato da forze malefiche occulte.
[62] Parecchi storici affermano che i banchieri che hanno finanziato le
follie belliche di Hitler hanno finanziato anche i nemici di Hitler: gli
Americani e i loro alleati.
[63] Un esempio di questa divisione è quello di Esaù. L’esempio di Esaù si ripete ogni volta che un
membro del Popolo eletto rinunzia ai vantaggi inerenti alla sua elezione
atemporale in cambio di un beneficio temporale. (Le lenticchie rappresentano le
ricchezze temporali, materiali e transitorie. Il valore di queste ricchezze
è ridicolo se è messo in paragone col valore della vita eterna,
simboleggiata dai diritti inerenti alla primogenitura).
[64] Per arrivare alla crocifissione di Cristo i Giudei
hanno assunto il ruolo della mente e i Romani quello del braccio. Per arrivare
oggi alla crocifissione della Chiesa (che è il Corpo mistico di Cristo),
al posto degli antichi Farisei ci sono i nuovi Farisei, gli Illuminati, e al posto degli antichi
Romani ci sono i Massoni. Da notare
che la mentalità dei vecchi Farisei e la mentalità dei nuovi
Farisei (gli Illuminati) sono
identiche. Lo spirito è lo stesso.
[65] Questa verità è oggi affermata da molti Profeti
cristiani. Fra questi c’è anche don Stefano Gobbi, fondatore del
Movimento Sacerdotale Mariano.
[66] All’ora della seconda Parusia, quella intermedia,
Gesù ritornerà nella gloria per inaugurare il suo Regno, quello
che ormai tutti chiamano “Regno messianico”, e che
corrisponde al “Millennio
felice”.
[67] Sul sito Internet Neturei Karta International
(www.nkusa.org) dell’associazione "Jews united against Zionism", si legge questa dichiarazione: «L’iniziativa sionista di proclamare lo Stato
d’Israele costituisce una ribellione contro la volontà divina, e
contro la Torah. Questa ribellione che ha generato una marea di violenze e di
sofferenze. In occasione della fondazione dello Stato eretico, gli Ebrei fedeli
alla Torah deplorano questo tentativo di ignorare gli insegnamenti della Torah,
di trasformare gli Ebrei in uno "stato laico", e di trasformare il
giudaismo in nazionalismo. »
[68] Alcuni di questi uomini dicono di accogliere Dio, ma siccome
rigettano l’amore compassionevole che è l’essenza stessa di
Dio, i loro modo di accogliere Dio è solo nominale, un pro forma.
[69] I messaggi
profetici di Luisa Piccarreta spiegano queste verità in modo molto
più dettagliato, ma siccome gli scritti di Luisa si estendono su 36
volumi, chi è interessato ad avere la sintesi del pensiero di Luisa
può consultare il libro: Il sole
del Divin Volere, di J. De Parvulis. Tale libro è disponibile presso
le Edizioni Gamba. Esso si trova anche su Internet, all’indirizzo: http://www.parvulis.com/Documents/2-main-it-03.htm#goto_1_5 (V. nota 77).
[70] Am 3, 7. Dio ci ama e ci avverte delle cose che devono avvenire,
se sono importanti; e noi diciamo spesso: “Uomo avvisato mezzo
salvato”.
[71] Sulla nuova Creazione, vedi Is 11:6-9; e Is 65:17-25. Sul Millennio
felice, vedi Ap 20, 1-6.
[72] Mgr Ottavio Michelini: Confidenze di Gesù ai suoi preti
e ai suoi fedeli. A Mgr Ottavio Michelini Gesù confida parecchi
messaggi d’interesse attuale. Questa citazione si trova alla fine del
messaggio del 21 giugno 1978, e s’intitola: “Nelle condizioni che
precedettero il Diluvio”.
[73] Don Stefano Gobbi ha fondato il Movimento Sacerdotale Mariano a
partire dal 1973. Questo Movimento permette ai preti ed ai laici che lo
desiderano, di riunirsi periodicamente per pregare. Nel corso di questi
incontri, chiamati “cenacoli”, dopo la preghiera i partecipanti
ascoltano la lettura di un passo scelto dal “Libro azzurro”, il
quale contiene i messaggi della Madonna al mondo d’oggi. L’insieme
mondiale di questi piccoli cenacoli di preghiera finisce per costituire un
grande “piccolo gregge” che la Madonna considera come il suo
proprio.
[74] Attenzione. La “Fine
dei Tempi” e la “Fine
del Mondo” non sono la stessa
cosa. La “Fine dei Tempi” è la fine del periodo
chiamato Tempo delle Nazioni, cioè il tempo che il popolo ebraico
ha dovuto passare in esilio, tra le Nazioni da essi considerate pagane. Questo
esilio è iniziato nell’anno 70 dopo Cristo, l’anno della
distruzione del Tempio di Gerusalemme, e si è protratto fino in 1948,
anno della nascita dello stato d’Israele.
[75] Françoise è un’anima mistica della regione di
Parigi. Riceve da Gesù messaggi a carattere profetico; li riceve dal
1994.
[76] Maria Valtorta (1897-1961) può essere considerata come uno
strumento di Dio. Oltre a farci amare i Vangeli attraverso le sue visioni della
vita di Gesù, ci aiuta a comprendere le profezie del libro
dell’Apocalisse grazie alle spiegazioni che Gesù le detta. Queste
spiegazioni e molte altre informazioni sono state riunite nei tre volumi
intitolati: « I Quaderni ».
[77] JNSR è una
sigla che in francese significa: Sono un niente. Si tratta di Mme
Fernande Navarro, una madre di famiglia che vive in Francia. Gesù
l’ha scelta come strumento per comunicarci i suoi messaggi, i quali
riguardano l’Era nuova, la Purificazione che la deve precedere, e la
Croce gloriosa, quella di Dozulé.
[78] Luisa Piccarreta ha vissuto a Corato, in Italia, dal 1865 al 1947. I suoi messaggi, altamente
profetici, potrebbero essere riassunti in queste parole: Gli uomini che accetteranno di ridare al
Divin Volere il posto d’onore che esso occupava nell’anima umana
prima della Colpa originale, ritroveranno sulla Terra la felicità del
primo Paradiso terrestre. Questo accadrà fra poco, non appena la Terra
sarà purificata.
[79] La missione profetica di Vassula
Ryden riguarda la riunificazione delle Chiese cristiane. Benché
ortodossa, Vassula non esita a scrivere i messaggi di Gesù. Questo le
attira tanti nemici. La sua situazione fa pensare alle parole di Gesù:
«Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi.»
[80] Questo messaggio è compreso tra i pp. 61 e 64 del
supplemento n. 11 di La Vera Vita in Dio. (Periodo di dettati promossi
tra il 21 maggio 1997 ed i 22 giugni 1998).
[81] Le dieci citazioni presentate in questa sezione provengono dalla
copia francese del libro di Julio
Meinvielle: Les Juifs dans le mystère de
l’histoire; (Titolo
originale spagnolo: El Judio en el
misterio de la historia). Edizione fotocopiata da: Cahiers Scivias, Québec, 1997.
[82] Cf.: Constant: “Les Juifs
devant l’Église”.
[83] Si tratta del IV Concilio Lateranese, quello del 1215. (C. 68).
[84] Cf.: Benedetto XII: “Alias emanarunt”.
[85] Cf.: Paolo IV: “Cum nimis absurdum”.
[86] Vedi le testimonianze storiche che
riguardano Pio XII e la Chiesa cattolica al tempo delle dittature nazista e
fascista. (Cap. VI, sezione # 2).
[87] Drach, Paulus L. B.: “De l’Harmonie entre
l’Église et la Synagogue”. Drach est un
célèbre rabbin du XIX siècle, et il s’est converti
au catholicisme.
[88] Torah e Talmud non sono da confondere.
La Torah è sacra, il Talmud non lo è affatto. La Torah è
di origine divina, il Talmud è di origine umana. Il Talmud mischia sacro
e profano in maniera preoccupante, essendo stato scritto da rabbini più
o meno fanatici. A pagina 39 della sua pubblicazione Les Juifs dans le mystère de l’Histoire, Julio Meinvielle afferma, prove all’appoggio, che il
Talmud contiene “leggi” che comandano all’Ebreo di
disprezzare e di odiare tutti i popoli, soprattutto quelli cristiani. Aggiunge
che nel tradurre i libri del Talmud, Paulus L. B. Drack ha scoperto che questi
contengono un pericoloso miscuglio di religioso e di profano. Il miscuglio ha cominciato
nell’anno 586 avanti Cristo, quando gli Ebrei sono stati portati
prigionieri a Babilonia. A partire da quel momento le prescrizioni che
riguardavano il temporale sono diventate più importanti dei precetti
religiosi. Julio Meinvielle aggiunge: “Con questi insegnamenti rabbinici che aizzano i peggiori istinti del
popolo ebraico, si è giunti a creare una mentalità antisociale e
criminale che fa di questo popolo un disadattato tra i popoli che gli danno
l’ospitalità. Dopo l’apparizione del cristianesimo il Talmud
ha acquistato una virulenza singolare. Contro Cristo e contro i Cristiani sono
state scritte le infamie più insolenti e blasfeme. Questo spiega il
motivo per cui, lungo i secoli, i libri del Talmud sono stati spesso destinati
alle fiamme per ordine dei Pontefici di Roma e dei Príncipi
cristiani” . Alcune prescrizioni talmudiche sono riportate tali e
quali in questo libro. (Vedi la sezione # 2 di questo capitolo, soprattutto il
brano n. 1).
[89] Sembra che ci sia un’opposizione teologica –
cioè voluta da Dio – tra Chiesa e Sinagoga, tra Cristiani e Ebrei,
tra Isacco e Ismaele, tra Esaù e Giacobbe, come ce n’è una
tra la materia e lo spirito, il male e il bene.
[90] Il destino del popolo ebraico è stato di portare Cristo al
mondo. Una parte di questo popolo ha accettato Cristo e ha dato vita alla
Chiesa, l’altra parte non lo ha accettato, e ha perseguitato la Chiesa di
continuo. Quella parte che ha perseguitato la Chiesa e che tutt’oggi la
perseguita costituisce il giudaismo propriamente detto. Questo giudaismo
è perverso soprattutto negli
individui il cui rifiuto di Cristo è totalmente cosciente e totalmente
volontario. Nel giudaismo propriamente detto, quello perverso, è
presente lo spirito farisaico.
[91] Nella sua Prima Epistola ai Tessalonicesi S. Paolo dice:
“Gli Ebrei sono nemici di tutti i popoli”. Assumono il ruolo di
Ismaele che osteggia Isacco, di Esaù che cerca di uccidere Giacobbe, di
Caino che causa la morte di Abele. L’inimicizia dell’Ebreo è
“teologica”, il che significa che non è una semplice
inimicizia locale, o di sangue, o di interessi, ma una inimicizia assoluta,
disposta da Dio. Gli Ebrei che si ostinano a rifiutare Cristo svolgono una
missione “teologica”, come la svolge il diavolo di cui sono figli.
[92] S. Girolamo avverte: “Non fidatevi dell’Ebreo,
perché esercita l’inimicizia simulando la beneficenza”.
Disraeli, che pur era ebreo, e famoso, e potente, ha riconosciuto che gli Ebrei
agiscono dietro le quinte. L’azione giudaica sul mondo si pianifica e si
realizza nell’ombra. I personaggi che oggi sono presenti sulla scena
politica per dirigere i popoli sono solo marionette. Sono maneggiati dai figli
del fariseismo giudaico, ma non sempre lo sanno.
[93] A quelli che hanno ricevuto il messaggio cristiano rimangono solo
due possibilità: o essere un ramo dell’ulivo benedetto che
è diventata la Chiesa, o essere un ramo dell’ulivo maledetto che
è diventato il giudaismo. Se i Gentili,
ripudiando la grandezza del cristianesimo come oscurantista, scelgono di essere
grandi della grandezza carnale di Babilonia – il mondo – diventeranno schiavi del giudaismo,
perché la superiorità giudaica nel carnale è una “superiorità teologica”, il
che significa: superiorità
decretata da Dio.
[94] Nel Medioevo il giudaismo vegliava appostato dietro le quinte, ma
non riuscì a realizzare il suo piano di dominio perché il
Cristianesimo era vissuto molto più intensamente di oggi.
[95] L’anti-semitismo
e il filo-semitismo sono due
tendenze che si oppongono, ma sono ambedue da proscrivere. La prima predica
l’odio contro l’Ebreo, la seconda dice che l’Ebreo deve
confondersi coi cittadini della società ospitante. La risposta a questo
è: come non si deve odiare un lebbroso, nè osteggiarlo, nè
malmenarlo, ma prendere le dovute precauzioni affinché non infetti
l’intera società, così non bisogna odiare l’Ebreo,
nè osteggiarlo, nè malmenarlo, ma prendere le dovute precauzioni
affinché non infetti la società con il suo fariseismo e la sua
“carnalità”.
[96] La legge di giustizia
è spiegata dal fatto che gli Ebrei hanno coperto il Giusto di obbrobri,
gli hanno messo sulle spalle un mantello rosso per deriderlo, sulla testa una
corona di spine, nella mano un giunco, gli hanno dato colpi, gli hanno sputato
addosso, lanciato degli insulti, delle ingiurie, gli hanno prodigato
umiliazioni di ogni tipo, non gli hanno risparmiato nessuna umiliazione. Colmo
di tutto, se lo sono venduto e comprato tra di loro per il meschino prezzo di
trenta denari. A questo proposito è interessante conoscere la
testimonianza di Giuseppe Lemann, uno dei due fratelli ebrei che verso
il 1866 hanno abbracciato la religione cattolica, accettando pure di diventare
sacerdoti (Vedi la sez. n. 3 del cap. 7).
[97] Gesù Cristo ha detto ai figli del fariseismo giudaico:
“Voi siete figli del diavolo, e
volete soddisfare i desideri di colui che è vostro padre. Egli fu
omicida fin da principio, e non rimase nella verità; quando mente,
è di sè che parla, perché è bugiardo e padre della
menzogna”. (Gv 8, 44). In conclusione, per evitare i cattivi colpi
giudaici il cristiano dovrebbe saper proteggersi contro lo spirito di menzogna
che è tipico del fariseo.
[98] Ez 37, 21-23: Prenderò
i figli di Israele nelle nazioni dove sono andati. Li riunirò da tutti i
lati e li riporterò sul loro territorio. Nel mio paese e nelle montagne
d’Israele farò una sola nazione. Un solo re sarà il loro
re. Non saranno più due nazioni. Non saranno più divisi in due
regni. Sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.
[99] Questo primo brano è reperibile alla pagina 517 del libro:
“La Conjuration
anti-chrétienne”, di Mgr Henri de Lassus. Avvertimento:
I dieci brani di questa sezione potrebbero indisporre un lettore che fosse
assolutamente incapace di piazzarsi al di sopra della mischia. Va detto
comunque che lo scopo di queste pagine non è di alimentare l’antisemitismo,
ma di fornire alle menti rette quel minimo di informazioni che normalmente
conducono alla comprensione dei misteri del “Popolo eletto”.
[100] Sembra che gli Ebrei siano
particolarmente sensibili a questo precetto del Talmud. Infatti è
rarissimo che la penna di un ebreo renda omaggio agli scritti di un Cristiano,
o di un non-Ebreo.
[101] Il Professor Auguste Rohling ha
pubblicato un libro dal titolo: “Le Juif selon le Talmud”,
curato da Pontigny, presso l’editore Savine. M. Rohling per poter tradurre
il Talmud ha studiato la lingua ebraica. Dopo aver terminato il suo lavoro di
traduzione ha messo in palio 10.000 franchi, da consegnare alla persona che
sarebbe riuscita a dimostrare che nel Talmud non esistono i passi incriminati
(e qui riportati). Per quanto si sappia, nessun ebreo si è mai
presentato per contraddire la traduzione del professor Rohling, e intascare il
denaro.
[102] Achille Laurent: Relations des affaires de Sirie, Vol. 11, p. 352‑353.
[103] L’esplosione della potenza ebraica prevista da Mercier nel 1786, noi oggi la vediamo ovunque.
Durante gli ultimi due secoli gli Ebrei si sono impadroniti di tutte le forze
vitali dei popoli che hanno avuto l’inavvertenza di accettarli in casa
loro a pari diritti. (In questo modo, nei paesi occidentali gli Ebrei sono
giunti al controllo di tutto, nella politica, le banche, l’alta finanza,
l’industria, il commercio, la stampa che forma l’opinione pubblica,
eccetera).
[104] Questi cambiamenti hanno cominciato con la Rivoluzione francese,
hanno continuato con il Risorgimento
(che ha provocato la caduta dello Stato Pontificio) e poi hanno causato le due
guerre mondiali del 20mo secolo.
[105] Per i Farisei è
preferibile che il pallone propagandistico della Shoah sia mantenuto gonfio il
più possibile, così il pubblico non vedrà mai nulla di
quello che il pallone nasconde per di dietro. Se è vero che il denaro che ha finanziato Hitler era denaro
ebraico – ormai lo sanno tutti – può darsi che il pallone propagandistico della Shoah abbia per scopo di attirare simpatia sul mondo ebraico, Farisei compresi. I Farisei ne
avrebbero bisogno per due ragioni: 1) Far credere a tutti che l’unico
responsabile di quanto è avvenuto nei campi di sterminio era Hitler, 2)
lavorare indisturbati alla realizzazione l’Impero giudaico universale, la dittatura mondiale che nonostante
tutto cadrà nelle mani dell’Anti-Cristo, non nelle loro.
(L’Anti-Cristo si lascerà finanziare dagli Ebrei per la presa del
potere mondiale. Arrivato al trono, e sentendosi sicuro di possederlo,
volterà loro le spalle, esigendo l’adorazione di tutti, Ebrei
compresi. Sarà forse questa la circostanza che permetterà
all’insieme degli Ebrei di svegliarsi (spiritualmente), e come
conseguenza di convertirsi alla legge d’Amore predicata da Cristo).
[106] Maria Valtorta, pur essendo una persona abbastanza istruita non
capiva tutto quello che il suo Maestro interiore le dettava. Questo costituisce
una prova supplementare a proposito dell’origine soprannaturale dei suoi
scritti. Essa ha sempre detto che l’autore del libro “Lezioni
sull’Epistola di Paolo ai Romani” non era lei, ma lo Spirito
Santo, da lei soprannominato il “Dolce
Ospite”. Se ciò è vero, le 48 lezioni che formano il
suddetto libro sono veramente di origine divina, poiché dettate dallo
Spirito Santo.
[107] La lezione n. 46,
sempre sugli Ebrei, completa la lezione n. 45 scritta qualche giorno prima, e
spiega ora Rm 11, 25-36.
[108] Questa sezione proviene dal sito Internet: The End Days < http://www.aculink.net/~catholic/enddays.htm >
[109] Vedi Paolo A. Fisher, Behind the
Lodge Door, Shield Publishing Inc., P.O. Box 90181, Washington D.C., 20090,
p. 24.
[110] Jonas Lawrence si è
sposato due volte. Con la prima moglie ha avuto un figlio, Samuele, ma
più tardi ha sposato Janet,
una protestante che in seguito si è convertita al cristianesimo.
[111] Lawrence G. S. Lawrence, il traduttore dell’ultimo
manoscritto, è l’ultimo discendente del proprietario del
Manoscritto ebraico.
[112] Oltre ad essere Ebrei, gli Illuminati portano una maschera sul viso (o, più
recentemente, si mantengono nascosti dietro vetri che sono trasparenti, ma a
senso unico. ndr). Hanno per scopo di distruggere la Chiesa cattolica, e ogni
tipo di religione.
[113] Vedi il preambolo iniziale dell’edizione dei Protocolli di
Nilas, 1930, p. 1.
[114] Sui Protocolli, rivedere
se necessario la prima sezione del terzo capitolo.
[115] Se per ipotesi gli Ebrei non si dovessero convertire al
Cristianesimo, non sarebbero mai in grado di esercitare il ruolo di guida delle
nazioni con spirito d’amore (lo spirito che Gesù ha predicato),
e il risultato del loro
“leadership” sarebbe distruttivo anziché costruttivo. Lo
spirito d’amore e lo spirito di dominio si oppongono l’uno
all’altro, allora i risultati che ne derivano sono anche loro il
contrario l’uno dell’altro.
[116] Bernard Lazare, L’Antisémitisme:
son histoire, ses causes, p. 290.
[117] Voir Julio Meinvielle: “Les Juifs dans le mystère de l’histoire”; Cahiers Scivias, Québec
1997, (p. 86).
[118] Tra i Papi che si sono pronunciati sugli Ebrei c’è
Innocenzo III, Innocenzo IV, Clemente VIII, Gregorio X, Giovanni XXII,
Benedetto XII, Benedetto XIV, Giulio III, Paolo IV, Pio IV, Pio V.
[119] Gli esempi citati provengono dal libro di Joseph Lemann: “L’Entrée des
Israélites dans la société française”.
[120] Per chi legge il
francese, il sito Internet: < http://www.michaeljournal.org/sign52.htm > permette di
conoscere la posizione degli ultimi sei pontefici su questa questione.
[121] Benedetto XV ha detto: “Se
queste idee sono messe in applicazione, ne seguirà inevitabilmente un
regno di terrore inaudito". (Vedi cap. 7, la sezione # 1).
[122] Sul tema del capitalismo
egocentrico e del capitalismo non egocentrico, vedi alla fine del
presente capitolo, la 2a parte, quella intitolata: Spunti ricavati
a partire dalla storia raccontata. (Scegliere la sezione # 1, e leggere la domanda-risposta n. 4).
[123] Le banconote sono carta. L’insieme di queste banconote
rappresenta – o dovrebbe rappresentare – la ricchezza di una
nazione. Ma la ricchezza reale di una nazione non è nella carta.
È nel patrimonio naturale, culturale, e spirituale del popolo che forma
la nazione. (Per saperne di più sulla storia monetaria degli USA, vedi
su Internet: http://www.michaeljournal.org/sign49.htm ).
[124] Questa domanda-risposta viene ripresa in modo più completo
nella conclusione che appare alla fine del presente capitolo. (Vedi alla fine
del presente capitolo, la sezione #10, intitolata: “Conclusione: Venga il tuo Regno …”. Detta sezione si trova prima dell’annesso n. 2).
[125] I creditisti dicono che il capitalismo attuale è egocentrico,
fondato sull’egoismo, mentre invece dovrebbe essere non egocentrico, cioè fondato sul rispetto della
legge di Dio, che è legge d’amore, di condivisione, di
compassione. Un legame diretto unisce la formula creditista ai princìpi
della religione cristiana, la quale promuove l’amore e la compassione,
anziché l’egoismo.
[126] Ai banchieri che controllano l’alta finanza piace coprire di
ridicolo questi princìpi a sapore religioso. I valori spirituali, e
quindi religiosi, sono per loro cose inconcepibili, visto che il maestro che li
ispira è Mammona, l’egoismo, la materialità.
[127] I
Creditisti portano anche il nome di Pellegrini di S. Michele.
[128] I veri creditisti si sforzano di
vivere santamente, sapendo che la giustizia e la pace possono esistere tra gli
uomini soltanto se Dio – con la sua legge d’amore – fa parte
del loro progetto di vita.
[129] Louis Even diceva che i politici avidi di gloria e di denaro non
sono fatti per servire la dottrina del Credito sociale. Il creditista si
interessa della crescita umana delle persone che fanno parte di una
collettività, mentre invece i membri dei partiti politici lottano tra di
loro alla ricerca del potere, il che divide la società e rischia di
indebolirla anziché rinforzarla. Per queste ragioni il Credito sociale
non è un partito politico, non vuole esserlo. (Forse lo potrebbe essere,
ma in un contesto completamente diverso da quello praticato in politica fino ad
oggi).
[130] Come abbiamo già visto, questa dottrina insegna che quando
la conoscenza della Fede sarà arrivata a tutte le nazioni, il popolo
d’Israele si convertirà in massa al Cristianesimo, e Filadelfia,
cioè l’unione dei fratelli, diventerà una realtà.
[131] Ap 20, 1-6: “Il
Millennio felice”. «Vidi poi un angelo che
scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una grande catena in mano.
Afferrò il dragone, il serpente antico cioè il diavolo, satana e
lo incatenò per mille anni.
Lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse, e ne sigillò
la porta sopra di lui perché non seducesse più le nazioni, fino
al compimento dei mille anni.
Dopo, questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo. Poi
vidi alcuni troni, e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di
giudicare. Vidi anche le anime dei
decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e
quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua, e non ne avevano ricevuto
il marchio sulla fronte e sulla mano.
Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli
altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima
risurrezione. Beati e santi coloro
che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda
morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, e regneranno con lui per mille
anni.»
[132] Vedi Bullarium Romanum, Vol. 26, pp. 297‑300.
[133] Il punto di vista dei veri Cristiani è
spiritualistico, ma quello degli Ebrei rimasti schiavi dello spirito
giudeo-farisaico è prettamente materialistico. Essi considerano la legge
d’amore predicata da Cristo come se fosse satanica. L’ordine dei
valori è capovolto.
[134] Per un Ebreo, i Gentili
sono i “non-Ebrei” in generale.
[135] Questa casta controlla il famoso FMI (Fondo Monetario
Internazionale, ed è interamente formata da Ebrei elitisti, i moderni
Farisei. Questo gruppo oligarchico è quello che fa stampare i soldi di
tutte le nazioni della terra, e ne controlla la circolazione.
[136] Non è la prima volta che la “dea” Ragione si
vede adorata dall’uomo. I rivoluzionari del 1789 le hanno rivolto lo
stesso tipo di adorazione.