|

Vuoi ricevere la nostra
Newsletter con articoli,
commenti, avvenimenti,
aggiornamenti,
appuntamenti
riguardanti la Terra
Santa ed il Medio
Oriente?
Iscriviti alla nostra
Newsletter "Notizie
dalla Terra Santa",
semplicemente
È
|
Notizie
dalla Terra Santa
newsletter
Anno II, Comunicato n. 100-1
(italiano), del 2-settembre-2007
SALESIANI CONTRO IL MURO
È un piacere ed
un obbligo per noi la pubblicazione di una
smentita proveniente da parte dei Salesiani di Cremisan (Beit-Jala /
Al-Walajeh, Betlemme), che erano stati accusati di
collusione con le autorità israeliane nella
costruzione del Muro della vergogna, che isolerebbe le
comunità di Al-Walajeh e dintorni. Ringraziamo l'amico
che ce l'ha segnalata, perchè nella marea di notizie,
benchè l'avessimo sotto il naso, ci era proprio
sfuggita.
La stessa smentita
apparsa su Zenit.org
è stata riportata anche dal sito
ForumPalestina.org
che non si può certo dire sia filo-clericale.
Non resta che aspettare anche le smentite di
Maan News che
si era fatta portatrice delle istanze di protesta
degli abitanti che stanno per essere imprigionati da
un nuovo Muro, e delle agenzie
che in buona fede gli hanno dato eco.
Maan News
ha quindi espresso troppo frettolosamente dei giudizi
risultati infondati. Non vogliamo pensare che le
scelte di redazione di tale agenzia siano state
influite pesantemente dal fatto che fossero coinvolti
dei religiosi cattolici nella controversa costruzione
di tale disgraziatissimo muro. Il tutto certamente non
gioverebbe ad una corretta informazione e relazioni
tra agenzie che si occupano di dare ampio risalto a
notizie altrimenti inedite o distorte. Sperando in
futuro di poter contare su una maggiore serenità di
giudizio e collaborazione, vogliamo tuttavia credere
si sia trattato solo di un malinteso, in buona fede,
dovuto ad una situazione particolarmente critica e di
tensione.
Nota di Redazione
Appello dei
Salesiani al ripristino della legalità internazionale
in Terra Santa

Ferma opposizione alla costruzione del muro
a Beit Jala
BETLEMME,
domenica, 2 settembre 2007 (ZENIT.org).-
I Salesiani, tra le famiglie religiose che offrono il
loro lavoro in Terra Santa, hanno rivolto un appello
al ripristino della legalità internazionale in Terra
Santa opponendosi alla costruzione del muro di
separazione israeliano nella municipalità palestinese
di Beit Jala.
Si può leggere l’appello in un comunicato firmato da
don Giovanni Laconi, vicario dell’Ispettoria Salesiana
del Medio Oriente (MOR), distribuito dall’Agenzia Info
Salesiana.
“L’intero percorso del Muro, incluso il tratto che
interessa direttamente la proprietà di Cremisan, è
stato stabilito in completa autonomia dalle autorità
israeliane, malgrado il noto parere consultivo
rilasciato dalla Corte Internazionale di Giustizia il
9 luglio 2004”, afferma il testo.
“La Comunità Salesiana, vittima di una decisione
imposta dalle autorità israeliane, si oppone
fermamente alla politica di separazione unilaterale;
ribadisce la propria completa estraneità alla
pianificazione del tracciato del Muro e, allo stesso
tempo, rivolge un appello a tutte le autorità
competenti per il ripristino della legalità
internazionale”, aggiunge.
“Il percorso del Muro corre a monte della Casa
Salesiana allo scopo di circondare la colonia
israeliana di Har Gilo, che si trova sulla sommità
della collina, per collegarla alla municipalità della
Grande Gerusalemme istituita unilateralmente da
Israele nel 1967”.
“E’ opportuno sottolineare che la Casa di Cremisan si
trova già all’interno di tale municipalità, stretta
fra le colonie di Gilo e Har Gilo, pertanto l’ipotesi
di escluderla non è mai stata presa in considerazione.
Ai Salesiani non è stata mai posta la scelta del lato
del Muro, visto che le autorità israeliane hanno
deciso a priori la posizione della Casa entro i
confini della municipalità da loro stessi tracciati”,
spiega il testo.
“Il tratto di Muro lungo il confine tra la Casa di
Cremisan e il villaggio palestinese di Al-Walajeh
viene costruito sulla proprietà salesiana, evitando di
attraversare il territorio del villaggio che
altrimenti avrebbe subito un impatto ancora più
grave”.
Di fronte alla costruzione del muro, “la Comunità
Salesiana non ha contribuito in alcun modo ad
aggravare la difficile condizione del villaggio
palestinese, né ha favorito in alcuna forma – diretta
o indiretta – la requisizione di terre appartenenti al
villaggio stesso”.
“E’ opportuno ricordare che durante lunghi periodi
della prima e seconda Intifada i Salesiani hanno
permesso il passaggio ai mezzi palestinesi sulle
proprie strade interne, vista la mancanza di
alternative per i collegamenti tra il nord e il sud
dei Territori. Tuttavia, nel momento in cui sono state
ripristinate le consuete vie di comunicazione, il
passaggio sulla proprietà salesiana non si è più reso
necessario”.
“Pertanto, il fatto che la Casa di Cremisan rimanga
sul lato del Muro che guarda verso Israele non
impedisce agli abitanti del villaggio di Al-Walajeh di
raggiungere direttamente il resto della Cisgiordania
attraverso la strada pubblica”.
“I responsabili della Comunità Salesiana – che sono
stati e che rimangono aperti al dialogo con gli
abitanti della zona, a cui hanno più volte prestato
significativi servizi di utilità sociale – rinnovano
la più profonda solidarietà al villaggio di Al-Walajeh
e all’intera popolazione palestinese ancora sottoposta
alle asperità dell’occupazione. Allo stesso tempo,
tornano a esprimere la speranza che ogni Muro tra le
genti possa cadere per un futuro di pace”, conclude il
testo.
Archivio
Agenzia Zenit.org
del
2-9-2007
I Salesiani si oppongono al Muro
israeliano a Beit Jala
'La
comunita' salesiana si oppone fermamente alla politica di separazione
unilaterale; ribadisce la propria completa estraneita' alla
pianificazione del tracciato del Muro e, allo stesso tempo, rivolge un
appello a tutte le autorita' competenti per il ripristino della
legalita' internazionale''.
E' quanto scrive don Giovanni Laconi, dell'ispettoria salesiana del
Medioriente, in una nota riferita all'avvio dei lavori per la
costruzione del Muro di separazione israeliano nel territorio
palestinese di Beit Jala, a cui appartiene la Casa di Cremisan, tenuta
dai salesiani.
''Di fronte alla costruzione del Muro - spiega don Laconi - la
comunita' salesiana non ha contribuito in alcun modo ad aggravare la
difficile condizione del villaggio palestinese, ne' ha favorito in
alcuna forma - diretta o indiretta - la requisizione di terre
appartenenti al villaggio stesso''.
Al contrario, durante lunghi periodi della prima e seconda Intifada i
salesiani ''hanno permesso il passaggio ai mezzi palestinesi sulle
proprie strade interne, vista la mancanza di alternative per i
collegamenti tra il nord e il sud dei Territori''. I salesiani
rinnovano la loro ''solidarieta'' alla popolazione palestinese,
''ancora sottoposta alle asperita' dell'occupazione'' ed auspicano che
''ogni Muro tra le genti possa cadere per un futuro di pace''.
http://www.forumpalestina.org/news/2007/Settembre07/01-09-07SalesianiMuro.htm
|
Torna
ai Comunicati gia' pubblicati - Home Page
|