HOME PAGE  (italiano)

 

HOME  PAGE  (english)

 

HOME PAGE (français)

 


 



 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

Ç

CLICCA  QUI

Vuoi ricevere la nostra

Newsletter con articoli,

commenti,  avvenimenti,

aggiornamenti,

appuntamenti

riguardanti la Terra

Santa ed il Medio

Oriente?

Iscriviti alla nostra

Newsletter "Notizie

dalla Terra Santa",

semplicemente

CLICCA  QUI

È

 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

 

Notizie dalla Terra Santa

newsletter

 

Anno II, Comunicato n. 104 (italiano), della fine settembre 2007

 

 

Comunicato  104


ANCORA  pochi  giorni

 E TORNEREMO IN TERRA SANTA:

PICCOLO APPELLO

Oltre a visitare i luoghi delle testimonianze evangeliche, incontreremo anche i nostri amici  che lì vivono e lavorano in condizioni talvolta particolarmente difficili, prigionieri incolpevoli nelle loro stesse città-lager. Porteremo loro la nostra testimonianza d'amicizia, continueremo a sostenere e organizzare la produzione dell'artigianato che già sponsorizziamo, per incentivare una forma di soldarietà dignitosa, basata sul lavoro. Incontreremo le famiglie più in difficoltà ed i bambini a cui abbiamo promesso la nostra partecipazione nei bisogni più elementari. Visiteremo le suore del Baby Hospital di Betlemme per consegnar loro alcune offerte ricevute e per accordarci sul modo migliore di far loro pervenire eventualmente i macchinari medici che qualche amico si è già offerto di donare. Faremo presenza, soprattutto. Una presenza attiva e costruttiva. Ci sono tante situazioni da dover monitorare e registrare, dove apportare il proprio contributo civile al lavoro di difesa dei diritti calpestati dei nostri fratelli più sfortunati. Attraverseremo check-point, muri e barriere, subiremo mille interrogatori e perquisizioni, domande impertinenti e ispezioni umilianti, dove sarà evidente l'intento discriminatorio e dissuasivo (dal ritornare) da parte di ragazzotti/e di primo pelo, ma ben indottrinati e convinti.
Lo sappiamo già prima di partire, che se non ci si reca in vacanza nei golf club e negli hotel di Tel Aviv,  non si è i benvenuti dall'autorità sionista. Ci sopportano a mala pena, noi internazionali cristiani. Ma per poter riabbracciare dei buoni amici, affinchè sappiano che non sono soli, si sopporta tutto con santa pazienza.
Quello che chiediamo a chi tra di voi oggi vorrebbe venire con noi, ma non può, o non se la sente, è di almeno partecipare con un piccolo contributo, magari anche solo 1, 2, 5 euro, da unire agli altri fondi che porteremo in busta chiusa direttamente nelle mani delle suore del Caritas Baby Hospital di Betlemme.
Perchè è lì che andranno a finire, senza dispersioni e passamano (nella foto con Padre Pio a gennaio).
Sono alcune migliaia, lo sappiamo, le persone che leggono questi comunicati e newsletter. Non sempre possiamo accontentare le preferenze e posizioni di tutti, a causa del dire la verità così com'è; talvolta siamo un po' troppo duri e crudi nell'esposizione e nelle immagini che proponiamo; altre volte trattiamo male politici, giornalisti e diplomatici, anche cattolici, per non aver avuto quella necessaria chiarezza e determinazione nel manifestare apertamente lo sdegno, la protesta, la denuncia nei confronti della leadership sionista israeliana, che ha causato una tragedia umanitaria in Terra Santa e che continua a provocare e determinare le cause della dissoluzione fisica ed identitaria della popolazione originaria di quei luoghi. Che almeno ci si attenga alle condizioni della Convenzione di Ginevra ed alle risoluzioni ONU già emesse. Non c'è scritto da nessuna parte che in Israele non si possa determinare la costituzione di un governo multi etnico e che rappresenti tutte le istanze democratiche di una nazione civile. E non solo quelle di una parte a discapito dell'altra. Non servono i muri, serve un maggior senso di civiltà e giustizia.
Ma sappiamo che non c'è alcuna buona volontà nella ricerca di una pace vera da parte sionista. Non rientra nei loro scopi ed obiettivi coloniali.
Ma almeno ci aspetteremmo un modo diverso di approcciare l'argomento da parte di chi, in Europa, non è legato a certe logiche di potere etno-confessionale.
Sappiamo anche bene, e abbiamo già avuto modo di dirlo non troppi mesi fa, che la scelta tempistica da parte israeliana, per nuovamente rendersi disponibili a trattative con la Santa Sede, non è casuale o animata da intenzioni buoniste. È solo un'abile mossa per tenere inchiodato il Vaticano (e, sperano loro, anche tutta la cattolicità...) ad un tavolo di dialogo che debba durare il tempo necessario (essi pensano solo ancora alcuni mesi) per liquidare la questione palestinese. In fin dei conti stanno facendo la pace: o no?!
Massacrando chi resiste all'occupazione ed all'invasione dei propri territori, soggiogando e comprando tutti coloro che è possibile corrompere, imprigionando chi dissente, costringendo alla fame ed alla capitolazione per assedio gli altri. Per presentarsi agli occhi dell'umanità, distratta ed imbonita, come i salvatori della pace, come coloro che dopo tanti anni e tanta violenza sono riusciti a far cessare il crepitio delle armi, regalando la democrazia ai palestinesi.
Quelli che non conoscono le cose, se non che per averle lette sui quotidiani "buoni", ci potranno anche credere: che Peres ed Olmert sono i buoni e gli altri i cattivi ed ingrati terroristi. Peres è un premio Nobel per la pace. Come quell'oltraggioso guitto di Dario Fo: e non si capisce veramente per quale motivo.
Ma quelli che ancora non hanno svenduto del tutto la propria capacità d'analisi e di giudizio, sapendo e volendo andare un pochino più a fondo di quel che appare (e non bisogna andare poi tanto a fondo...) avranno capito bene che non è così, e che ci vogliono tirare un bel bidone. Tanto per cambiare. 
Si riuscirà a far passare una nazione guerrafondaia, totalitaria e razzista (democratica solo per gli askenazi, sefarditi e famiglie simili in kippa) quale portatrice di pace e progresso.
Lo scenario che appare è degno solo di qualche novella sull'Anticristo, che a Gerusalemme si erge sul mondo quale capo militare e spirituale al contempo.
Fratelli maggiori loro; fratelli minorati noi, se ce le beviamo proprio tutte le panzane.
Ognuno avrà quel che si merita.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia.
Beati i perseguitati a causa della giustizia.
Beati i misericordiosi.

Bando alle ciance quindi, rinnoviamo l'appello a contribuire per le necessità del Baby Hospital.

Chi ha un conto PayPal può fare una donazione sul nostro account

 aid@Jerusalem-holy-land.org

Chi non ce l'ha, può inviarci una e-mail di richiesta e gli saranno fornite le coordinate del caso (bancarie o postali).
Entro una settimana, o poi sarà troppo tardi e saremo già in viaggio per Betlemme.
 
Vi ringraziamo per l'attenzione.
 

 Torna ai Comunicati gia' pubblicati - Home Page