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Sarà Israele a sorvegliare le atomiche USA
Maurizio Blondet
per
www.effedieffe.com
28/09/2007

STATI
UNITI
- Il caso del B-52 che ha sorvolato l’America con sei
missili nucleari in canna (accidentalmente, ovvio)
richiedeva una soluzione perché il cosiddetto incidente non
si ripetesse.
Subito subito.
Occorreva affidare la sorveglianza e la tenuta dei bunker di
immagazzinaggio delle testate atomiche USA a una entità
esterna, competente, di assoluta affidabilità.
Soluzione trovata: i più delicati siti militari atomici
statunitensi, con i loro cumuli di testate A e H, saranno
sorvegliati dalla ditta Magal Security Systems.
Che non solo è israeliana, ma è un’emanazione diretta del
governo di Israele, essendo una costola della Israeli
Aircraft Industries (IAI), le industrie aeronautiche di
Sion.
Di recente la Magal è stata pseudo-privatizzata, ossia
quotata in Borsa; ma lo Stato giudaico resta il principale
azionista, e le spie tecnologiche che ne risultano
dipendenti sono rimaste al loro posto
(1).
La Magal Systems, che ha «reso sicuro» ogni metro del 90%
dei confini di Israele con i più mirabili ritrovato
tecnologico-militari anti-intrusione, ora esporta
l’inarrivabile know-how poliziesco e di sorveglianza
perfezionato dall’apartheid giudaico.
Leader mondiale nella sicurezza perimetrale, ha già
installato le sue meraviglie nel 90% delle carceri USA, in
molti edifici militari e correzionali; è richiestissima per
le ville dei super-ricchi e dei grandi politici.
Già controlla l’aeroporto di Chicago O’Hare, e da 15 anni
garantisce i sonni della famiglia reale a Buckingham Palace
con i suoi apparati d’allarme anti-intrusione segretissimi.
Non solo in USA o Gran Bretagna, ma in altri Paesi d’Europa
e d’Asia.
Benchè il Nord-america conti per il 35% del suo giro
d’affari, non c’è praticamente Paese di qualche importanza
che gli specialisti della sicurezza Magal non tengano
d’occhio in ogni aspetto e in ogni attività, specie le più
riservate.
I suoi tecnici piazzano tutto: apparati di captazione di
suoni, intercettatori, rilevatori a raggi infrarossi,
contromisure e reticolati.
Tutti si fidano di Giuda, ad occhi chiusi.
Enti pubblici, agenzie federali e governative, istituzioni
carcerarie e di sicurezza pagano forte per mettersi sotto la
protezione di Magal, ossia dell’apparato
militare-industriale ebraico.
In USA, a
promuovere e magnificare
la sua inarrivabile esperienza è Michael Chertoff, il
ministro della Homeland Security: ebreo, figlio di una
hostess della El Al che sventò un dirottamento, Chertoff era
anche il procuratore in servizio a New York l’11 settembre
2001.
In quella veste, usò la massima severità verso quei
ragazzoni fermati dalla polizia di New York mentre si
fotografavano, esultanti, con le torri in fiamme sullo
sfondo, e che si rivelarono militari israeliani: li espulse
per visto scaduto e lavoro illegale negli Stati Uniti.
La ditta opera con vari nomi: Stellar Security Products,
Perimeter Products Inc., Smart Interactive Systems, Dominion
Wireless Inc.
E da tempo sta espandendo la sua attività ad un settore in
grande crescita: la sorveglianza protettiva degli oleodotti.
Il 19 luglio scorso ha posto le basi per un business ancora
più promettente.
La Agenzia di Protezione dell’Ambiente americana (EPA) ha
annunciato una joint-venture con il ministero delle
Infrastrutture nazionali israeliano per «migliorare la
sicurezza della rete di fornitura idrica in USA e Israele».
Non c’è dubbio che sarà la Magal, data la sua rinomanza
mondiale, a vincere gli appalti per prendere in mano anche
la fornitura delle acque americane.
Gli americani si sono messi in mano al più fidato,
competente e leale governo del mondo, oltre che il più
diffamato: non ha detto Bush, nel suo discorso all’ONU, che
troppe critiche vengono al povero Stato ebraico da quel
consesso, per via di un durevole «pregiudizio»?
(2)
Gli americani
non sono affetti da quel pregiudizio, da quella immotivata
diffidenza.
Non solo mandano i loro soldati a morire per le guerre
volute da Israele
(3).
Ad Israele hanno affidato le loro bombe atomiche e
installazioni militari, gli affidano la loro acqua.
Non più
pericolo di attentati atomici
«false flag», non più il rischio che qualche terrorista rubi
una testata per un attentato pazzesco, non potrà più
succedere l’inimmaginabile, l’avvelenamento di milioni di
persone con antrace sulla rete idrica, tanto paventato dalla
Homeland Security.
O, se poi succederà, sarà stata sicuramente Al Qaeda.
Mica la Magal-Tsahal.
Maurizio Blondet
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2283¶metro=esteri
Note
1)
Michael Collins Piper, «US nuclear weapons being
‘guarded’ by Israel», Kavkaz, 26 settembre 2007.
2)
«Bush blasts UNHCR for anti-Israel bias», Jerusalem
Post, 26 settembre 2007.
3)
Secondo le cifre ufficiali rese note nel maggio scorso dal
Department of Veterans Affairs, a causa della prima guerra
del Golfo sono morti 73.846 soldati americani, più dei 55
mila caduti in Vietnam. Inoltre, 1.620.906 hanno fatto
richiesta di inabilità o invalidità, per varie affezioni
evidentemente riconducibili all’uranio impoverito
http://www1.va.gov/rac-gwvi/docs/GWVIS_May2007.pdf.
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