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Anno II, Comunicato n. 108/2 (italiano), del 29 settembre 2007

 

 

Sarà Israele a sorvegliare le atomiche USA

Maurizio Blondet

per www.effedieffe.com

28/09/2007

STATI UNITI - Il caso del B-52 che ha sorvolato l’America con sei missili nucleari in canna (accidentalmente, ovvio) richiedeva una soluzione perché il cosiddetto incidente non si ripetesse.
Subito subito.
Occorreva affidare la sorveglianza e la tenuta dei bunker di immagazzinaggio delle testate atomiche USA a una entità esterna, competente, di assoluta affidabilità.
Soluzione trovata: i più delicati siti militari atomici statunitensi, con i loro cumuli di testate A e H, saranno sorvegliati dalla ditta Magal Security Systems.
Che non solo è israeliana, ma è un’emanazione diretta del governo di Israele, essendo una costola della Israeli Aircraft Industries (IAI), le industrie aeronautiche di Sion.
Di recente la Magal è stata pseudo-privatizzata, ossia quotata in Borsa; ma lo Stato giudaico resta il principale  azionista, e le spie tecnologiche che ne risultano dipendenti sono rimaste al loro posto
(1)
.
La Magal Systems, che ha «reso sicuro» ogni metro del 90% dei confini di Israele con i più mirabili ritrovato tecnologico-militari anti-intrusione, ora esporta l’inarrivabile know-how poliziesco  e di sorveglianza perfezionato dall’apartheid giudaico.
Leader mondiale nella sicurezza perimetrale, ha già installato le sue meraviglie nel 90% delle carceri USA, in molti edifici militari e correzionali; è richiestissima per le ville dei super-ricchi e dei grandi politici.
Già controlla l’aeroporto di Chicago O’Hare, e da 15 anni garantisce i sonni della famiglia reale a Buckingham Palace con i suoi apparati d’allarme anti-intrusione segretissimi.
Non solo in USA o Gran Bretagna, ma in altri Paesi d’Europa e d’Asia.
Benchè il Nord-america conti per il 35% del suo giro d’affari, non c’è praticamente Paese di qualche importanza che gli specialisti della sicurezza Magal non tengano d’occhio in ogni aspetto e in ogni attività, specie le più riservate.
I suoi tecnici piazzano tutto: apparati di captazione di suoni, intercettatori, rilevatori a raggi infrarossi, contromisure e reticolati.
Tutti si fidano di Giuda, ad occhi chiusi.
Enti pubblici, agenzie federali e governative, istituzioni carcerarie e di sicurezza pagano forte per mettersi sotto la protezione di Magal, ossia dell’apparato militare-industriale ebraico. 

In USA, a promuovere e magnificare la sua inarrivabile esperienza è Michael Chertoff, il ministro della Homeland Security: ebreo, figlio di una hostess della El Al che sventò un dirottamento, Chertoff era anche il procuratore in servizio a New York l’11 settembre 2001.
In quella veste, usò la massima severità verso quei ragazzoni fermati dalla polizia di New York mentre si fotografavano, esultanti, con le torri in fiamme sullo sfondo, e che si rivelarono militari israeliani: li espulse per visto scaduto e lavoro illegale negli Stati Uniti.
La ditta opera con vari nomi: Stellar Security Products, Perimeter Products Inc., Smart Interactive Systems, Dominion Wireless Inc.
E da tempo sta espandendo la sua attività ad un settore in grande crescita: la sorveglianza protettiva degli oleodotti.
Il 19 luglio scorso ha posto le basi per un business ancora più promettente.
La Agenzia di Protezione dell’Ambiente americana (EPA) ha annunciato una joint-venture con il ministero delle Infrastrutture nazionali israeliano per «migliorare la sicurezza della rete di fornitura idrica in USA e Israele».
Non c’è dubbio che sarà la Magal, data la sua rinomanza mondiale, a vincere gli appalti per prendere in mano anche la fornitura delle acque americane.
Gli americani si sono messi in mano al più fidato, competente e leale governo del mondo, oltre che il più diffamato: non ha detto Bush, nel suo discorso all’ONU, che troppe critiche vengono al povero Stato ebraico da quel consesso, per via di un durevole «pregiudizio»?
(2)
Gli americani non sono affetti da quel pregiudizio, da quella immotivata diffidenza.
Non solo mandano i loro soldati a morire per le guerre volute da Israele
(3)
.
Ad Israele  hanno affidato le loro bombe atomiche e installazioni militari, gli affidano la loro acqua.  

Non più pericolo di attentati atomici «false flag», non più il rischio che qualche terrorista rubi una testata per un attentato pazzesco, non potrà più succedere l’inimmaginabile, l’avvelenamento di milioni di persone con antrace sulla rete idrica, tanto paventato dalla Homeland Security.
O, se poi succederà, sarà stata sicuramente Al Qaeda.
Mica la Magal-Tsahal.

Maurizio Blondet
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2283&parametro=esteri


Note
1) Michael Collins Piper, «US nuclear weapons being ‘guarded’ by Israel», Kavkaz, 26 settembre 2007.
2) «Bush blasts UNHCR for anti-Israel bias», Jerusalem Post, 26 settembre 2007.
3)
Secondo le cifre ufficiali rese note nel maggio scorso dal Department of Veterans Affairs, a causa della prima guerra del Golfo sono morti 73.846 soldati americani, più dei 55 mila caduti in Vietnam. Inoltre, 1.620.906 hanno fatto richiesta di inabilità o invalidità, per varie affezioni evidentemente riconducibili all’uranio impoverito  http://www1.va.gov/rac-gwvi/docs/GWVIS_May2007.pdf.

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