|
Mentre l'informazione-scorretta ci fa vedere solo
ciò che conviene alla "lobby", continuano i massacri
in Cisgiordania e a Gaza. Uno striminzito comunicato
a fine Tiggì2, buttato lì come una notizia di poco
conto, ci informa che il rapporto di vittime nei
recenti giorni di conflitto è di 1 israeliano morto
contro 30 palestinesi. Silenzio di tomba negli
altri notiziari, ma possiamo solo immaginarci il
putiferio di indignazione generale, Matrix e Porta a
Porta, se il rapporto fosse stato inverso.
Siamo in campagna elettorale e non è bello mettere
in cattiva luce coloro che sosterranno poi gli
eletti più fedeli agli "eletti".
Non è politically correct.
ULTIME ORE a GAZA e
CISGIORDANIA

-
Rapporto ONU dichiara che
l'occupazione israeliana è la causa del terrorismo
-
La follia e la sua logica: dopo aver bombardato e
ucciso innocenti, Israele dichiara lo 'stato di
allerta'.
-
Il Primo Ministro israeliano
ribadisce che non fermerà la costruzione di nuovi
insediamenti in terra Palestinese
-
Il bilancio della follia israeliana contro la
Striscia di Gaza: 28 morti nelle ultime 36 ore. 65
i feriti.28-02-2008 Gaza
-
ATTACCO AEREO ISRAELIANO A GAZA:
DISTRUTTA LA SEDE DI MEDICAL RELIEF, UCCISO UN
NEONATO
-
Strage nel nord di Gaza: bombardamento aereo
israeliano fa a pezzi 3 bambini. 17 i feriti

-
La resistenza palestinese bombarda due colonie
israeliane. Muore una donna, altri tre rimangono
feriti. Danneggiata una fabbrica
-
Assedio alla Striscia di Gaza, muore un
palestinese cardiopatico. Sale a 103 il numero dei
malati deceduti
-
Le forze di occupazione israeliane uccidono un
resistente delle brigate al-Aqsa (Fatah),
amnistiato qualche mese fa
-
Le autorità israeliane chiudono tutte le
associazioni di beneficenza di Hebron. Invase
anche alcune scuole
-
Professor Tariq Ramadan = intervento in merito al
boicottaggio della Fiera del Libro di Torino
-
Catena umana di 50 mila persone lungo i confini
della Striscia. L'esercito arresta 50 ragazzi e
spara contro la folla: 2 feriti
-
Esercito di sadici e aguzzini
-
Demoralizzazione e insubordinazione tra l'unità
Givati di stanza nella Striscia di Gaza

Rapporto ONU dichiara che l'occupazione
israeliana è la
causa del terrorismo
27 Febbraio 2008

Dugard:
finché dura l'occupazione non aspettatevi la pace
GINEVRA - Un rapporto commissionato
dalle Nazioni Unite dice che il terrorismo palestinese è
l'"inevitabile conseguenza" dell'occupazione israeliana
- un'affermazione che Israele ha respinto martedì come
provocatoria.
Il rapporto - pubblicato sul sito web della Commissione per
i Diritti Umani dell'ONU - dice che gli atti del terrorismo
palestinese sono deplorevoli, ma "essi devono essere
compresi come una dolorosa ma inevitabile conseguenza del
colonialismo, dell'apartheid e dell'occupazione".
Il rapporto accusa lo stato ebraico di atti e politiche che
rientrano in tutte e tre le categorie.
Finché c'è l'occupazione, ci sarà terrorismo, dice
l'autore, John Dugard, un ricercatore indipendente sul
conflitto israelo-palestinese, oltreché avvocato
sud-africano che si impegnò contro l'apartheid negli anni
80.
Dugard dice nel rapporto che "il senso comune... detta che
si faccia una distinzione tra atti di terrore sconsiderato,
come quelli commessi da al-Qaeda, ed atti commessi nel corso
di una guerra di liberazione nazionale contro il
colonialismo, l'apartheid e l'occupazione militare".
Il rapporto chiede la fine dell'occupazione israeliana,
citando i chekpoint e i posti di blocco che limitano i
movimenti dei Palestinesi, la demolizione di case, e
l'"ebraizzazione" di Gerusalemme.
Finché c'è l'occupazione "non ci si può aspettare la pace,
e la violenza continuerà", si legge nel rapporto.
L'ambasciatore israeliano dell'ONU a Ginevra ha respinto
l'analisi di Dugard.
Il rapporto di 25 pagine sarà presentato il mese prossimo
alla commissione per i diritti umani, che risulta composta
da 47 nazioni.
Dugard ricevette l'incarico nel 2001 come esperto non
pagato per investigare sulle violazioni compiute da Israele.
Israele non permise che Dugard conducesse una missione
d'inchiesta dell'ONU sulla sua offensiva a Gaza nel 2006.
Fonte:
Middle East Online
http://achtungbanditen.splinder.com/
La follia
e la sua logica: dopo aver bombardato e ucciso innocenti,
Israele dichiara lo 'stato di allerta'.

28-02-2008 Tel Aviv
Oggi, la
radio israeliana in lingua ebraica ha annunciato che Israele
ha dichiarato lo "stato di allerta in tutti i centri abitati
che circondano la Striscia di Gaza", per timore della
rappresaglia della resistenza palestinesi ai massacri
computi dall'aviazione nella Striscia di Gaza.
La radio
ha riferito che le scuole dell'area continuano a funzionare
regolarmente ma con il divieto agli studenti si uscire al di
fuori delle strutture fortificate.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7736
Il Primo Ministro israeliano ribadisce che
non fermerà la costruzione di nuovi insediamenti in terra
Palestinese

TOKYO -
Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha dichiarato in
un'intervista ad una televisione Giapponese, domenica, che
la costruzione degli insediamenti, che fa infuriare i
Palestinesi, non sarà sospesa.
Olmert, che più tardi nella giornata è arrivato in Giappone
per una vista di tre giorni, ha espresso la sua contrarietà
a sospendere la costruzione di nuove case in un insediamento
di Gerusalemme Est.
"Prima di tutto è difficile (fermare la costruzione) perché
stiamo parlando di entità viventi", ha detto Olmert alla
rete NHK prima della sua partenza per Tokyo.
"Stiamo parlando di persone che vivono lì. Devono vivere,
hanno bisogno di esprimere il loro desiderio di vivere.
Hanno bambini, vogliono sposarsi ed avere case".
Israele ha iniziato a costruire 66 nuove case lo scorso
mese a Maaleh Hazeitim, nell'area Ras al-Amud di Gerusalemme
Est, che Israele occupò e annetté nella guerra del 1967, e
che i Palestinesi vogliono che sia la capitale del loro
futuro stato.
L'espansione ha luogo mentre Israele e i Palestinesi sono
impegnati nei più seri colloqui di pace da molti anni,
miranti a risolvere le più spinose questioni del conflitto
mediorientale, tra cui il futuro status di Gerusalemme.
La costruzione dell'insediamento ha anche attirato forti
critiche dagli Stati Uniti, che hanno sostenuto i nuovi
colloqui di pace, che erano stati rilanciati ad una
conferenza internazionale di pace nella città USA di
Annapolis lo scorso novembre.
Olmert aveva dichiarato che era disposto a fare "dolorose
concessioni" se un processo di pace "avesse portato a una
piena, onnicomprensiva, permanente pace, senza terrorismo".
Olmert deve incontrare la sua controparte Giapponese, Yasuo
Fukuda mercoledì, e i due discuteranno dei rapporti
economici bilaterali, come anche degli sforzi per fermare il
controverso programma nucleare iraniano.
"L'Iran è l'epitome della spregiudicatezza,
dell'estremismo, dell'irresponsabilità al più alto livello
politico", ha detto Olmert a NHK.
"E penso che la Corea del Nord sia uguale. La combinazione
dei due paesi è certamente pericolosa per la stabilità della
regione", ha aggiunto.
Fonte:
Middle East Online
http://achtungbanditen.splinder.com/
Il
bilancio della follia israeliana contro la Striscia di Gaza:
28 morti nelle ultime 36 ore. 65 i feriti.28-02-2008 Gaza

Gaza
Il dott.
Mu'awiya Hassanen, direttore del servizio di Pronto soccorso
a Gaza, ha denunciato i crimini commessi dal governo
israeliano contro i civili palestinesi.
Questa
sera, in una dichiarazione rilasciata al corrispondente di
Infopal.it, Hassanen ha confermato che Israele sta portando
avanti "una guerra folle contro i civili palestinesi
utilizzando alta la tecnologia".
Hassanen
ha reso noto che il bilancio odierno delle vittime è salito
a 15, tra cui i quattro bambini di Jabalia - Dhib Bardana,
11 anni; Omar Hussein Bardana, 14 anni; Ali Munire Druna, 8
anni; Mohammad Naim Hammuda, 7 anni. Al momento dei
funerali, i soldati israeliani hanno ucciso Hafeth
as-Sakani, 12 anni.
Hassanen
ha aggiunto che le vittime di questa mattina sono: Ahmad
al-Masra 32 anni, Amjad al-Arniti, 22 anni, Luai Qneta, 22
anni, Jawad Tafish, 25 anni, Hamza al-Hilyah, 25 anni,
Abdallah az-Zwedi, 22 anni - tutti di Beit Hanoun -; Awad
al-Banna, 22 anni, di Beit Lahia.
Questa
sera, nei pressi della moschea di Omar Bin Abdelaziz a Beit
Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza, un bombardamento
aereo israeliano ha colpito un'auto su cui viaggiavano
alcuni giovani: è rimasto ucciso Ramez Naser, e altri due
sono stati feriti.
Un altro
bombardamento aereo ha centrato una stazione locale di
polizia: altri cinque cittadini sono rimasti feriti, di cui
3 in maniera grave.
Hassanen
ha aggiunto che nelle ultime 36 ore sono stati uccisi 28
cittadini palestinesi: il più piccolo è un neonato di sei
mesi. I feriti che hanno raggiunto gli ospedali sono 67, di
cui 10 versano in gravi condizioni e uno è considerato
cerebralmente morto.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7740
ATTACCO
AEREO ISRAELIANO A GAZA: DISTRUTTA LA SEDE DI MEDICAL
RELIEF, UCCISO UN NEONATO

Ramallah 28-02-2008. Un attacco aereo israeliano diretto
contro la sede del Ministero dell’Interno a Gaza ha
distrutto anche la vicina sede del Medical Relief,
assassinando un neonato di cinque mesi in un edificio
residenziale dell’area.
La sede
di Medical Relief ospitava la principale clinica e farmacia
della Striscia di Gaza, un’ambulanza, un centro di sostegno
per persone con handicap e gli uffici amministrativi.
L’ambulanza, tutte le medicine e buona parte delle
attrezzature sono andate distrutte. Lo stesso edificio e’
seriamente danneggiato e non potra’ essere nuovamente
utilizzato senza costosi interventi di consolidamento e
recupero.
L’attacco
ha inoltre colpito un edificio residenziale, uccidendo nella
sua casa Mohamad Nasser Al-Borey, di cinque mesi.
Mustafa
Barghouthi, membro dell’assemblea legislativa palestinese e
presidente del Medical Relief, ha dichiarato che “la
punizione collettiva dei palestinesi di Gaza ha raggiunto
livelli inaccettabili. Questo ultimo attacco ha devastato
una parte essenziale del gia’ seriamente devastato sistema
sanitario di Gaza. Israele ha perso ogni senso di umanita’,
e l’indifferenza della comunita’ internazionale gli consente
una sanguinaria escalation di violenza contro un popolo
imprigionato in un gigantesco carcere. Queste continue
violazioni del diritto internazionale devono avere fine.
Secondo le Convenzioni di Ginevra, colpire personale medico
e’ un crimine. Organizzazioni regionali e singoli stati
devono intraprendere azioni immediate per proteggere il
popolo palestinese da Israele. Tutto questo deve finire,
adesso”.
Abdel
Hadi Abu Khussa, direttore del Medical Relief nella Striscia
di Gaza, ha dichiarato che “la distruzione della piu’
importante clinica e della farmacia, dell’ambulanza e degli
uffici e’ un colpo terribile per le attivita’ di Medical
Relief, e aumentera’ le sofferenze del popolo di Gaza. Siamo
vittime di una punizione collettiva da parte di Israele”.
*Medical
Relief e’ in Palestina tra le principali organizzazioni non
governative che offrono servizi sanitari, e nel 2007 ha
raggiunto circa un milione e mezzo di palestinesi in quasi
cinquecento citta’ e villaggi. Tutto questo e’ stato
ottenuto attraverso un’ampia rete di infrastrutture e
risorse umane costruita a Gerusalemme, nella West Bank e
nella Striscia di Gaza nel corso di 29 anni di attivita’.
A Gaza,
Medical Relief gestisce quattro centri per servizi primari,
due ambulanze e due cliniche mobili, oltre che un ampio
programma di sostegno a persone con handicap, in particolare
bambini. Si occupa inoltre di programmi individuali per
pazienti in speciale stato di necessita’, e ha un centro di
fisioterapia.
Davanti
al completo blocco di Gaza attuato da Israele a partire dal
gennaio 2008, il Medical Relief ha avviato programmi di
emergenza per il sostegno alla popolazione di Gaza.
Per
ulteriori informazioni - Palestinian Medical Relief Society
- www.pmrs.ps - telefono 00972 5 99 94 00 73 – fax 00972 2
296 99 91
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7735
Strage
degli innocenti nel nord di Gaza: bombardamento
aereo
israeliano fa a pezzi 3 bambini. 17 i feriti.

27-02-2008 Gaza
Nuovo
raid aereo israeliano, questo pomeriggio: 3 bimbi
palestinesi massacrati al nord di Gaza. 17 altri cittadini
feriti.
Il
bilancio degli attacchi israeliani contro la Striscia di
Gaza oggi hanno provocato 13 morti.
Il dott.
Mu'awiya Hassanien, direttore del servizio di Pronto
Soccorso, ha confermato il bilancio della nuova efferata
strage israeliana contro la popolazione palestinese, e ha
spiegato che i corpi smembrati di tre bambini sono arrivati
questa sera in ospedale ash-Shifa. Una delle vittime è
giunta decapitata a causa della violenza del bombardamento
aereo.
Testimoni
oculari hanno dichiarato che i missili israeliani hanno
colpito una base di lancio di razzi palestinesi, situata nei
pressi di un parco-giochi per bambini, nell'area di Altwam.
In quel momento, il parco era pieno di bimbi che giocavano.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7728
La
resistenza palestinese bombarda due colonie israeliane.
Muore una donna, altri tre rimangono feriti. Danneggiata una
fabbrica.

27-02-2008 Gaza
Questa
sera, il quotidiano Yediot Aharonot ha confermato la caduta
di 20 missili di tipo “Qassam”, di fabbricazione locale,
contro la colonia di Sderot, a sud di Israele.
Una donna
è morta e altri tre sono rimasti feriti. 20 sono stati
ricoverati per la paura. Una fabbrica è stata danneggiata.
Le
brigate al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno rivendicato
il bombardamento di Sderot e della colonia di Miftahim, a
est di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, aggiungendo
che è "una risposta al massacro di questa mattina".
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7727
Le forze di occupazione israeliane uccidono un resistente
delle brigate al-Aqsa (Fatah), amnistiato qualche mese fa.

27-02-2008 Nablus
Oggi a
mezzogiorno, le forze di occupazione israeliane hanno
informato l’Autorità Nazionale palestinese della morte di un
attivista delle brigate dei Martiri al-Aqsa, ala militare di
Fatah. Il combattente era stato arrestato dopo essere stato
ferito, insieme ad altri, a Nablus, nel nord della
Cisgiordania.
Fonti
palestinesi hanno riferito che l’attivista delle brigate
al-Aqsa, Ibrahim al-Masimi, è deceduto a seguito delle
ferite causate dai proiettili israeliani.
Da parte
loro, fonti di informazione israeliane hanno reso noto che,
questa mattina, a Nablus, le forze speciali dell’esercito
hanno arrestato cinque resistenti palestinesi dopo averli
feriti.
Secondo
fonti locale e testimoni oculari, unità speciali travestite
da arabi sono penetrate con un furgoncino per la vendita di
ortaggi in via “Taal”, a ovest della città, e hanno poi
iniziato a sparare contro i passeggeri di un'auto pubblica,
ferendoli. I passeggeri sono stati arrestati.
Si
tratta di Ibrahim al-Masimi, 25 anni, deceduto a seguito
delle ferite riportate, suo fratello Wael, 27 anni; Yaser
Salaam, 20 anni, Ali Esheh, 21 anni, e Ibrahim al-Jibrili,
20 anni.
Secondo
fonti israeliane, i feriti sono stati trasferiti negli
ospedali israeliani: due di loro sono in gravi condizioni.
La radio
israeliana in lingua araba ha riferito che le forze speciali
israeliane hanno arrestato uno dei capi del movimento Fatah
a Nablus, insieme al fratello. Entrambi erano "ricercati".
Le fonti
hanno riferito che gli arrestati fanno parte degli
“amnistiati” dei mesi scorsi, attraverso l’accordo tra Anp e
autorità di occupazione. Tale accordo prevedeva che i
resistenti consegnassero le armi e rimanessero per un certo
periodo nelle prigioni dell’Anp.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7726
Assedio
alla Striscia di Gaza, muore un palestinese cardiopatico.
Sale a 103 il numero dei malati deceduti.

27-02-2008 Gaza
Ieri
sera, fonti mediche palestinesi hanno reso noto il decesso
del cittadino Riad Subhi Ashur, 55 anni.
Ashur
risiedeva nella città di Gaza ed era malato di cuore. Gli
ospedali israeliani si erano rifiutati di ricoverarlo.
Sale
così a 103 il numero delle vittime dell’assedio imposto alla
Striscia.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7723
Le
autorità israeliane chiudono tutte le associazioni di
beneficenza di Hebron. Invase anche alcune scuole.

27-02-2008 Hebron
Ieri, le
autorità di occupazione israeliana hanno decretato la
chiusura di tutte le associazioni benefiche appartenenti al
movimento di Hamas nella città di Hebron. Il pretesto è che
trasferivano soldi a “terroristi” e “loro familiari”.
Insomma, la solita propaganda israeliana molto "ascoltata" e
accolta anche in Europa.
Fonti
israeliane hanno riferito detto che l’amministrazione civile
e lo Shin Bet hanno deciso la chiusura dell’associazione
benefica al-Ihsan, l’associazione dei Giovani Musulmani, e
molte altre, aggiungendo che esse vengono utilizzate per
sostenere le famiglie dei caduti e dei detenuti.
Nella
notte tra lunedì e martedì, le forze di occupazione
israeliane hanno invaso diverse associazioni benefiche e
scuole islamiche della città di Hebron, in Cisgiordania,
danneggiandone gli interni.
Testimoni oculari hanno riferito che più di 20 corazzati
militari hanno circondato la sede dell’Associazione Benefica
Islamica, nel quartiere al Hawuz al-Awwal, e la scuola di
sua proprietà.
I
testimoni hanno aggiunto che i soldati hanno distrutto il
cancello principale dell’Associazione dei Giovani Musulmani
in via 'Ain Sara, ne hanno invaso la sede, la scuola e
l’asilo ad essa collegati. Hanno poi assaltato la libreria
Islamica al-Anwar, al centro della città.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7717
Catena
umana di 50 mila persone lungo i confini della Striscia.
L'esercito arresta 50 ragazzi e spara contro la folla: 2
feriti.

25-02-2008 Gaza
L'esercito israeliano ha sparato contro i manifestanti a
Erez: 2 feriti. 50 giovani arrestati: lanciavano pietre
contro il valico.
Oggi, 50
mila, tra adulti e molti bambini palestinesi della Striscia
di Gaza assediata, hanno formato una catena umana che si è
allungata per 41 km dal nord al sud per protestare contro
l'embargo e la chiusura dei valichi.
La
manifestazione è stata organizzata dal Comitato Popolare
contro l'Assedio di Gaza.
Un
centinaio di ragazzi si sono staccati dalla catena e si sono
diretti verso il valico di Erez, dove hanno lanciato pietre
contro i soldati d'Israele, che, come abitudine, hanno
sparato proiettili veri e lacrimogeni. 50 giovani sono stati
sequestrati.
Alla
manifestazione hanno preso parte cittadini, associazioni,
scuole, ministri, università.
Questa
sera, fonti mediche palestinesi hanno riferito che 2
cittadini palestinesi sono stati feriti dai proiettili
sparati dall’esercito israeliano vicino a Beit Hanoun, nel
nord della Striscia di Gaza.
Il dott.
Mu'awiya Hassanien, direttore del servizio di Pronto
soccorso, ha spiegato al corrispondente di Infopal.it che le
forze di occupazione appostate al valico di Beit Hanoun
“Erez”, hanno aperto il fuoco contro i cittadini che
manifestavano ferendone due.
I feriti
sono stati trasferiti all’ospedale Kamal Odwan, nel nord
della Striscia di Gaza.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7706
Da www.islam-online.it
Questo intervento in merito al boicottaggio della Fiera
del Libro di Torino è stato richiesto nella prima metà del
mese di febbraio da "La Stampa" a Tariq Ramadan, per dargli
modo di esprimere compiutamente le sue posizioni e
rispondere alle violente accuse che gli erano state rivolte
distorcendo le sue posizioni e il senso del suo appello.
Dopo un'attesa di quasi due settimane il quotidiano
torinese ha proposto a Ramadan la pubblicazione di una
versione pesantemente tagliata e in sostanza non consona
all'articolazione del suo discorso.
Il
professor Ramadan ha respinto tale riduzione e diffuso il
testo integrale del suo intervento.

Basta alle strumentalizzazioni, apriamo il vero dibattito.
Da giorni
e settimane i media si sono mobilitati, e talvolta
scatenati, intorno alla questione del boicottaggio della
Fiera del Libro di Torino che celebra Israele in occasione
del suo sessantesimo anniversario. Abbiamo ascoltato di
tutto, controverità, falsità e dichiarazioni che hanno
seminato la confusione sui termini del dibattito e sulle
rispettive posizioni. E' importante incominciare a chiarire
che cosa ho davvero detto e le posizioni che ho preso nelle
ultime settimane.
Non sono
stato io a lanciare l'appello al boicottaggio della Fiera e
quando sono stato interpellato da un giornalista
dell'agenzia ATIC, ho effettivamente appoggiato l'iniziativa
affermando che questa celebrazione era inopportuna e
provocatoria, che il silenzio della comunità internazionale
di fronte alle sofferenze dei palestinesi era insopportabile
e che non si poteva accettare qualsiasi cosa dallo stato di
Israele (non ho mai detto che "non si poteva accettare
niente dallo stato di Israele": è stata una cattiva
traduzione dall'arabo compiuta dall'agenzia ATIC che ha
riconosciuto l'errore).
Boicottare non significa assolutamente negare l'esistenza di
Israele : io non nego la sua esistenza, ma mi oppongo alla
politica d'occupazione e alle campagne repressive e disumane
messe in atto dai vari governi israeliani. Ho combattuto e
continuerò a combattere l'antisemitismo e ogni forma di
razzismo, non mi stanco mai di partecipare ai circoli di
riflessione su queste questioni e ai dibattiti
ebraico-musulmani, ma non accetto il ricatto al quale ci
sottomettono politici, intellettuali e alcuni media.
Confondere la critica allo stato di Israele e alla sua
politica con l'antisemitismo è un'impostura
intellettualmente disonesta. E' un'offesa alla coscienza
umana e alla dignità dei palestinesi: significa mettersi
ciecamente e con arroganza dalla parte dei più forti
considerando che la vita dei più deboli non vale nulla e può
essere sacrificata in nome del calcolo politico.
La
celebrazione di uno Stato e del suo sessantesimo
anniversario – a meno che non ci consideriate degli
imbecilli – è un gesto eminentemente politico ed è questo
che noi boicottiamo. Non si tratta di negare la libertà
d'espressione o la cultura degli scrittori e degli artisti.
Gli inviti che sono stati loro rivolti sono benvenuti e io
stesso ho sempre partecipato a questi dibattiti (anche se è
interessante interrogarsi su questa strana dimenticanza:
l'assenza di inviti agli autori israeliani arabi, cristiani
o musulmani: che idea hanno gli organizzatori della Fiera
della composizione della cittadinanza nella società
israeliana?)
E infine
è stato detto che il mio appoggio al boicottaggio aveva il
valore di una fatwa ! Non contenti di aver deformato la mia
posizione e le mie dichiarazioni sono andati oltre con
l'intenzione di spaventare utilizzando la parola "FATWA" che
ricorda la triste storia del tentativo di far tacere Salman
Rushdie. A parte il fatto che io ho condannato fin
dall'inizio la fatwa contro Rushdie, bisogna dire con
chiarezza che il mio appoggio al boicottaggio non è
assolutamente un pronunciamento religioso né un
provvedimento della legge islamica. Che ignoranza, che
strumentalizzazione! Essendo privi di argomenti, i miei
avversari mi vogliono demonizzare: "Tariq Ramadan è
antisemita e ha lanciato una fatwa!". Un'affermazione del
genere è vergognosa e falsa, indegna di persone che dicono
di voler rispettare la cultura e il dialogo. E su questo non
voglio aggiungere altro.
Se gli
organizzatori della Fiera di Torino volevano aprire un
dialogo e dei veri dibattiti tra gli autori e gli scrittori
israeliani, palestinesi o più apertamente ancora arabi, non
avrebbero dovuto imporre un quadro che altera la natura
stessa di questi incontri. E invece tutto quanto non può che
essere preso per una provocazione, ragione per la quale io
penso che la scelta di Israele come invitato d'onore e del
quale si celebra l'anniversario nel momento in cui il popolo
palestinese muore a Gaza a causa della politica israeliana è
come minimo una gaffe e nei fatti un errore. Questa scelta
che si definisce "culturale" riflette esattamente la
posizione politica di oggi dell'Europa e dell'occidente: si
celebra Israele, si continua ad attizzare la confusione tra
critica politica e antisemitismo e soprattutto si tace
sull'indegna sofferenza dei palestinesi. Questa scelta
"culturale" fa l'eco al "silenzio politico" contribuendo a
deviare la questione come sanno fare bene i ciechi
sostenitori dello Stato di Israele: lanciamo dei dibattiti
"culturali" e facciamo finta di non accorgerci che in questo
modo giustifichiamo il "silenzio politico"! Questo uso della
cultura è politico e, lo ripeto, bisogna che smettano di
prenderci per degli imbecilli.
E allora,
voglio porre una semplice domanda, nel momento in cui l'Iran
è lo spauracchio della scena politica internazionale e il
bersaglio preferito della bellicosa amministrazione Bush.
Gli organizzatori della Fiera sarebbero arrivati fino al
punto di invitare l'Iran affermando che si trattava di un
incontro strettamente culturale e che i veri invitati sono
gli autori e non lo Stato? No, è evidente. Con questo non
intendiamo proporre agli organizzatori di invitare l'Iran,
ma soltanto a riconoscere il carattere politico del loro
invito! Noi opponiamo loro lo strumento del boicottaggio che
manifesta chiaramente il rifiuto della violenza ed è – in
realtà – l'accettazione del dialogo! Che altri mezzi abbiamo
noi? Ho detto e ripetuto che è il nostro silenzio sulla
scena internazionale una delle cause della violenza in Medio
Oriente: il boicottaggio è uno degli strumenti pacifici per
rompere il silenzio, eppure ecco che subito ci viene
risposto con una incredibile violenza verbale e
moltiplicando le menzogne. Gli intransigenti chiusi al
dialogo non sono quelli che si pensa.
Ho molto
apprezzato che il direttore della Fiera Ernesto Ferrero e il
presidente Rolando Picchioni mi abbiano indirizzato un
appello al dialogo in una lettera aperta. Noi siamo in
disaccordo sul senso da dare a questa celebrazione e sulla
sua portata politica. Mi viene chiesto di riconoscere la sua
dimensione culturale: la mia posizione, secondo loro,
equivarrebbe a impedire la libertà di espressione degli
scrittori e degli autori israeliani. I due firmatari della
lettera mi ricordano che io stesso sono stato invitato alla
Fiera e che dunque la mia posizione sarebbe paradossale.
Effettivamente io sono stato invitato alla Fiera e ne ho
apprezzato l'apertura di spirito e lo spazio del dibattito.
L'ho riconosciuto e lo riconosco ancora oggi con forza e con
rispetto. Ma ora voglio precisare che avrei partecipato
senza alcuna esitazione a dei panels di discussione e di
dibattito con autori israeliani su questioni letterarie o
filosofiche o ancora, per esempio, sul senso e il diritto di
criticare Israele. Sarei stato il primo a rispondere a
questo invito e a incoraggiare gli autori arabi,
palestinesi, cristiani e musulmani a parteciparvi. Ma una
cosa è la libertà di espressione e il dibattito
intellettuale in uno spazio libero (come dovrebbe essere la
Fiera di Torino) e altra cosa è organizzarlo mentre si
festeggia l'anniversario di uno Stato che non rispetta le
risoluzioni dell'Onu, pratica gli assassini politici mirati
e affama un intero popolo. Mi impegnerei con tutto il cuore
in liberi dibattiti, critici e aperti, alla Fiera di Torino
o altrove, ma con tutta la forza della mia intelligenza e
della mia coscienza mi opporrò alla strumentalizzazione e ai
silenzi politici quando alcuni festeggiano e altri muoiono
in silenzio e senza dignità.
Professor Tariq Ramadan
Professore presso l'Università di Oxford e la Erasmus
University
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7718
Esercito
di sadici e aguzzini: canale israeliano manda in onda
servizio tv sulle torture usate contro i palestinesi.

25-02-2008 Cisgiordania
La Fiera
del Libro di Torino avrà Israele come 'ospite d'onore'...
Il canale
10 della televisione israeliana ha rivelato le brutali
torture perpetrate dall’esercito israeliano contro i
cittadini della Cisgiordania, bambini compresi.
Il
servizio sulle torture, curato dalla giornalista Ilana
Diane, è stato trasmesso durante il programma "TV reality".
Tra le
forme di brutalità utilizzate, compaiono i "getti d’aria
calda sugli arrestati", "mettere in mostra i genitali dei
soldati davanti ai detenuti", "picchiarli violentemente",
"riprendere le scene di tortura con i telefonini",
"soffocare i bambini palestinesi fino allo svenimento".
Il
programma ha mandato in onda scene di militari che colpivano
con aria calda la faccia di un ragazzo palestinese, altri
che registravano con i telefonini le torture, altri ancora
che riempivano di botte alcuni prigionieri o esponevano i
propri genitali, ecc.
Un
soldato che ha servito nell’unità “Kfer”, responsabile delle
operazioni in Cisgiordania, ha raccontato: "Si usciva per
strada nelle volanti. Qualsiasi bambino ci guardasse in un
modo che non ci piaceva, veniva riempito di botte. Una
volta, uno ha tirato dei sassi e poi è scappato: noi,
allora, ne abbiamo afferrato un altro che aveva assistito
alla scena e lo abbiamo riempito di botte finché ha
accettato di indicarci la casa di quello che ci aveva
lanciato le pietre. Siamo arrivati dal ragazzino, che aveva
14 anni, lo abbiamo trascinato via da materasso su cui si
trovava e gli abbiamo infilato la canna del fucile in bocca,
dicendogli: 'Vuoi morire? Scegli il luogo dove vuoi essere
seppellito'".
Da altre
testimonianze, si scopre che i soldati hanno torturato i
bambini di Hebron: un militare afferma che "Hebron è come il
far west americano, e che l’esercito è la legge. Abbiamo
testato chi di loro può resistere di più senza respirare.
Abbiamo stretto le nostre mani sulle gole di alcuni
ragazzini controllando l’orologio per vedere chi resisteva
di più prima di svenire".
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7703
Demoralizzazione e insubordinazione tra l'unità Givati di
stanza nella Striscia di Gaza.

25-02-2008 Gaza
Fonti
israeliane hanno evidenziato un senso crescente di
demoralizzazione e sentimenti di ribellione nel reparto
delle truppe dell’IOF (israeli occupation force), di stanza
nella Striscia di Gaza, dopo che l’unità israeliana Givati,
tra le elite dell’Esercito israeliano, ha rifiutato di
portare a termine gli ordini militari vicino Gaza.
Secondo
il giornale Yediot Ahronot di venerdì, nel bel mezzo dei
preparativi militari per intraprendere un’incursione di
larga scala a Gaza, molti ufficiali dell’unità Givati
giovedì si sono rifiutati di rimanere nella base militare di
Sufa vicino la Striscia disobbedendo agli ordini.
La
sopraccitata base militare è costantemente esposta ad
attacchi missilistici condotti dalle fazioni di resistenza
palestinese, in testa alle quali le Brigate Qassam.
Nel
frattempo in risposta alle incursioni israeliane, le Brigate
Quds, l’ala armata del Movimento del Jihad islamico, hanno
annunciato che all’alba di sabato si sono scontrate contro
le forze speciali israeliane che avevano tentato di
infiltrarsi nell’area est del quartiere di Nahda, nella
città di Rafah, a sud della Striscia di Gaza.
In un
comunicato ricevuto da PIC, le Brigate hanno aggiunto che i
propri militanti sono anche riusciti a disinnescare un
dispositivo esplosivo anti-uomo e che hanno scagliato
granate contro le forze armate d’infiltrazione.
Fonte:
Palestinian Information Center
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