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Anno III, Comunicato n. 4/3 , del
gennaio 2008
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Bush ha terminato la visita in Israele e nei T.O.
11-01-2008 Cisgiordania |
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E'
terminata oggi la visita del presidente statunitense
George W. Bush in Israele e nei territori
palestinesi occupati, durata tre giorni.
In un comunicato stampa diffuso ieri sera, si è
detto fiducioso sulla creazione di uno Stato
palestinese entro il 2008, "fianco a fianco" di
quello israeliano. Ha anche chiesto a Israele di
porre fine all'occupazione di "alcune terre
palestinesi", sottratte dalle colonie illegali, e ha
parlato di "compensazioni" per i rifugiati espulsi
durante il 1948, anno in cui è stato creato Israele,
al posto del "diritto al ritorno".
Durante la visita, Bush ha incontrato il premier
israeliano Olmert, il capo dell'opposizione Benjamin
Netanyahu, i figli dell'ex premier Sharon, altri
leader israeliani, e il presidente dell'Autorità
Nazionale palestinese. Si è recato anche alla
Basilica della Natività a Betlemme e in altri luoghi
sacri cristiani, oltre che al Museo ebraico
dell'Olocausto, lo "Yad Vashem" di Gerusalemme.
La sua presenza è stata accolta con manifestazioni
di protesta e di rifiuto da parte della popolazione
palestinese, sia nella Striscia di Gaza sia in
Cisgiordania.
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La televisione israeliana: Bush dà luce verde a
un'operazione militare contro Gaza. Olmert conferma che
non c’è pace senza la fine degli attacchi da Gaza.

10-01-2008 Tel Aviv |
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Il primo ministro israeliano, a seguito dell'incontro
con il presidente americano George Bush, durante la sua
prima visita come presidente, ieri ha dichiarato che
"Israele è impegnata a proseguire le trattative per la
pace con i palestinese con molta serietà".
In una conferenza stampa congiunta con il presidente
americano George Bush a Gerusalemme, Olmert ha fatto
sapere che "la delegazione israeliana è impegnata con
molta serietà nel proseguimento di queste trattative per
discutere tutte le questioni di fondo e raggiungere un
accordo realizzabile".
E ha ribadito che "non ci sarà pace senza fermare gli
attacchi contro Israele a partire dalla Striscia di
Gaza. Finché dura il terrore a Gaza allora sarà
difficile raggiungere un accordo di pace con i
palestinesi". E ha proseguito dicendo che rispetterà gli
impegni per quanto riguarda le colonie irregolari in
Cisgiordania", ma "vogliamo che i palestinesi rispettino
i loro e mettano fine al terrorismo, non solo nella
Striscia di Gaza".
Da parte sua, Bush ha affermato di essere "pieno di
speranza" per quanto riguarda la possibilità che
israeliani e palestinesi possano raggiungere un accordo
di pace prima della fine del suo mandato: "Ho molta
speranza che le due parti possano raggiungere un accordo
per quanto riguarda le questioni finali, tra cui il
diritto al ritorno, Gerusalemme, la terra e le
frontiere".
E ha confermato che l’Iran rappresenta "una minaccia per
la pace mondiale", ma ha sottolineato la propria
intenzione di trattare la questione con mezzi
diplomatici, di proseguire con le pressioni
internazionali contro Teheran, accusato di tentare di
produrre armi nucleari.
Bush ha avvertito che "l’Iran rischia conseguenze
pericolose, se dovesse ripetersi l’incidente di
domenica, nel distretto di Hormuz", aggiungendo che
"tutte le scelte sono sul tavolo" per rispondere a
qualsiasi attacco. Lo abbiamo chiarito pubblicamente e
loro conoscono la nostra posizione: essi si esporranno a
conseguenze pericolose se attaccheranno le nostri navi".
Poi ha affermato che Israele deve smantellare le colonie
irregolari costruite sui territori palestinesi occupati
e che gli Usa attendono "un impegno forte, dalla parte
palestinese, per fermare il lancio dei missili dalla
Striscia di Gaza contro Israele".
L'esperto politico del Canale 2 della televisione
israeliana ha spiegato che il presidente Bush ha dato al
premier Olmert "luce verde per iniziare una vasta
operazione militare contro la Striscia di Gaza", ma di
"stare attento ai civili palestinesi".
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Haniyah ai Palestinesi: 'Non fidatevi delle
assicurazioni di Bush. La sua visita ha solo rafforzato
Israele'.

12-01-2008 Gaza |
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Ieri, il primo ministro del governo della Striscia di
Gaza ha messo in guardia i palestinesi affinché non
prendano per vere le assicurazioni del presidente Usa
George W. Bush sulla creazione di uno Stato palestinese
e sulla "fine dell'occupazione".
Haniyah ha affermato che la visita di Bush in Israele e
nei Territori palestinesi Occupati è stata "nociva per
il processo di pace tra israeliani e palestinesi", "ha
rinforzato l'egemonia americana nella regione", "ha
approfondito le divergenze interne palestinesi colpendo
la Causa palestinese" e "ha minato le
possibilità di veder garantito il diritto
all'autoderminazione del popolo palestinese".
In un comunicato stampa diramato dopo la preghiera del
venerdì, Haniyah ha affermato che Bush ha fornito alle
forze di occupazione "tutte le assicurazioni necessarie
a perpetuare l'occupazione, distruggendo i diritti
palestinesi, che formano le basi dell'unità e, al tempo
stesso, ha venduto all'Autorità palestinese altre
illusioni, slogan e parole che rappresentano la politica
di inganno che ha contraddistinto la sua visita".
Il premier palestinese ha aggiunto che il suo governo
non aveva riposto alcuna speranza in questa visita, che
si è volta a favore di una parte e che sta dando una
visione più chiara a quelli che sono stati ingannati
dall'amministrazione statunitense e che pensavano che
potesse un giorno prendere posizione a favore dei
diritti del popolo palestinese.
E ha chiesto ai dirigenti palestinesi in Cisgiordania di
rendersi indipendenti dall'influenza israeliana e
americana, e di concentrarsi sui diritti palestinesi.
L'amministrazione Bush è stata la prima, in Occidente, a
non riconoscere l'esito delle elezioni legislative del
25 gennaio del 2006, le prime trasparenti e democratiche
della regione, come hanno testimoniato numerosi
osservatori internazionali.
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http://www.infopal.it/testidet.php?id=7267
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7250
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7271
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