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2008 anno della Palestina
Il silenzio è complice:
non possiamo lasciare morire un milione e mezzo di
Palestinesi a Gaza…

15-18 febbraio: Missione Internazionale al Valico di Rafah
Nell’ambito delle iniziative della campagna “2008 anno della
Palestina”, che vedrà il 29 marzo una prima manifestazione
nazionale a Roma, il Forum Palestina, l’Unione Democratica
Arabo-Palestinese, e le altre associazioni di solidarietà
con il popolo palestinese, insieme all’agenzia palestinese
Watanpress e all'Unione dei Giovani Progressisti Palestinesi
, promuovono una manifestazione a Rafah, sul confine fra
l’Egitto e la Striscia di Gaza.
A seguito della vittoria di Hamas nelle elezioni del 2006,
Israele, gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno messo in
atto un embargo contro tutto il popolo palestinese, che si è
poi trasformato in un vero e proprio assedio della Striscia
di Gaza, dopo la presa del potere da parte di Hamas in quel
territorio. La Striscia di Gaza, lunga appena 40 chilometri
e larga meno di dieci, vede la presenza di oltre un milione
e mezzo di Palestinesi, la maggior parte dei quali profughi
dagli altri territori palestinesi occupati da Israele nei
decenni scorsi. Si tratta della zona con il maggiore
sovraffollamento al mondo, le cui poche risorse naturali
sono state quasi esaurite dalla colonizzazione israeliana,
che ha portato, fra l’altro, all’inquinamento irreversibile
delle falde acquifere.
Il tanto decantato ritiro delle truppe e dei coloni
israeliani da Gaza ha significato, in realtà, un ridi
spiegamento delle truppe di occupazione tutto intorno alla
Striscia, di cui Israele ha sempre mantenuto il controllo,
decidendo a proprio arbitrio dei movimenti dei cittadini
palestinesi. Ora, questo controllo si è trasformato in una
strategia di annientamento, condotta con l’embargo e con
continue incursioni militari, bombardamenti da terra, dal
cielo e dal mare e attacchi missilistici, che provocano ogni
giorno morti, feriti e distruzione.
In questo scenario drammatico, sono migliaia i Palestinesi
bloccati, anche per mesi, al valico di Rafah, sul confine
fra l’Egitto e la Striscia, sull’unico versante teoricamente
sottratto al controllo israeliano. In pratica, però, sono
sempre gli Israeliani a decidere della vita e della morte
dei Palestinesi di Gaza, per cui il valico di Rafah rimane
chiuso, e i Palestinesi che si sono recati in Egitto
(perlopiù, per ragioni di lavoro o per cure mediche) sono
inchiodati in accampamenti di fortuna, dove in molti hanno
già perso la vita.
Il silenzio e la complicità dei governi europei sul lento
genocidio dei Palestinesi di Gaza è una vergogna. Ancora una
volta, i popoli europei, e quello italiano in primo luogo,
sono chiamati a dimostrare di essere diversi e infinitamente
migliori dei loro governi.
Dal 15 al 18 febbraio, saremo a Rafah, per manifestare la
nostra opposizione ad un embargo genocida e ad ogni omertà e
complicità; incontreremo i profughi accampati sul confine e
comunicheremo con i Palestinesi imprigionati nella Striscia.
Facciamo appello a tutti gli amici del popolo palestinese,
ai parlamentari, ai rappresentanti istituzionali ad ogni
livello, ai giornalisti, agli esponenti del mondo
accademico, affinché partecipino in prima persona a questa
iniziativa, anche portando medicinali e aiuti umanitari che
cercheremo di far arrivare a chi ne ha estremo bisogno.
La delegazione palestinese che incontreremo sarà costituita
da parlamentari di tutte le forze politiche e da personalità
della società civile e da rappresentanti della cultura e del
mondo accademico palestinesi.
http://www.forumpalestina.org/news/2008/Febbraio08/16-02-08SilenzioComplice.htm
www.udap.net
e
www.watanpress.com
(in lingua araba).
Per maggiori dettagli e per prenotare la partecipazione al
viaggio: fawzi@tiscali.it |