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Anno III, Comunicato n. 4/8,
del gennaio 2008
A proposito della Fiera del Libro di Torino

La Stampa:
sarà
Israele il Paese ospite d’onore dell’edizione 2008 della
Fiera del Libro di Torino
La Stampa
del 19 dicembre: "Sarà Israele il Paese ospite d’onore
dell’edizione 2008 della Fiera del Libro di Torino. In
occasione della ricorrenza del 60° anniversario della sua
fondazione, Israele ha scelto Torino come vetrina per far
conoscere e discutere la propria identità culturale. Alla
Fiera arriverà per l’occasione Benny Morris, storico e
saggista revisionista, che si interrogherà sugli eventi
degli ultimi sessant’anni. Per l’assessore provinciale alla
cultura Valter Giuliano, sarà l’occasione per stimolare un
dialogo sulla pace……per presentare il vero Israele - ha
detto il ministro plenipotenziario in Italia Elezar Cohen -,
quello che va oltre il tema del conflitto così spesso al
centro dell’interesse dei mass media".
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“Perché il mondo permette ad Israele di fare
quello che fa?”
Polemiche e boicottaggio sulla prossima Fiera
del Libro di Torino |
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di Sergio Cararo
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Forumpalestina.
L’edizione 2008 della Fiera del libro di Torino
sarà dedicata ad Israele. Questa è la decisione
presa dal consiglio di amministrazione
dell’evento in programma per la metà di maggio.
La decisione ha suscitato prima preoccupazioni e
poi la messa in campo di iniziative di
controinformazione e boicottaggio da parte di
diverse associazioni di solidarietà con il
popolo palestinese (Forum Palestina,
International Solidarity Movement, UDAP etc.)
In discussione – ovviamente – non è la Fiera del
Libro nè la presenza di scrittori e autori
israeliani. Tenendo conto che gli attivisti e
gli intellettuali solidali con i diritti storici
dei palestinesi appartengono a quella ristretta
“nicchia sociale” di frequentatori di librerie e
lettori di libri, difficilmente possono essere
accusati di prevenzione ed ostilità verso la più
importante – anche se appare sempre più
ipotecata dal marketing che dalla qualità delle
proposte editoriali – manifestazione italiana
del settore.
A essere contestata è la decisione di dedicare
questa edizione ad uno stato come Israele in
occasione dei sessanta anni dalla sua nascita,
cioè di un evento che nessuno può omettere nelle
sue ricadute concrete sui diritti dei
palestinesi che la definiscono appunto come
Nakba (la catastrofe). Ma non è questa l'unica
ragione di "inopportunità". Occorre infatti
tenere conto anche di un contesto odierno in cui
la politica di oppressione coloniale, di
discriminazione razziale e di “politicidio” (per
usare le parole di Kemmerling) contro i
palestinesi è diventata ancora più spietata e
“normale” di quanto lo fosse anni fa.
Il quotidiano stillicidio di palestinesi
ammazzati dai soldati, dagli aerei o dai droni
israeliani a Gaza dovrebbe già di per sè far
riflettere e indignare. Solo la sistematica
subalternità delle agenzie di stampa ai
bollettini ufficiali delle forze armate
israeliane riesce a trasformare in “terroristi”
pastori palestinesi o coppie di fidanzati uccisi
perchè si sono avvicinati troppo al confine
israeliano o bombardati nelle loro case. Il
progetto di strangolamento e annientamento
militare, economico, umano dei palestinesi di
Gaza da parte delle autorità israeliane è
evidente e non si può accettare alcuna
impossibile simmetria con il lancio dei
rudimentali razzi palestinesi che producono più
rumore che danni. Non esiste e non può esistere
nessun paragone al riguardo, i fatti non lo
consentono. Ma il silenzio e la complicità
politica ed intellettuale consente queste ed
altre aberrazioni.
In Cisgiordania – ad esempio – mentre tutte le
diplomazie e i mass media si sforzano di
presentare una situazione tranquilla e normale
dovuta alle buone relazioni e ai negoziati tra
l’ANP e il governo israeliano, la cronaca ci
regala ogni giorno notizie di arresti, soprusi,
raid israeliani contro le città palestinesi.
Sulla base di quale presupposto la comunità
internazionale dovrebbe accettare questa
“normalità”?
Dedicare la Fiera del Libro ad Israele nel 2008
significa legittimare uno stato di cose
inaccettabile da ogni punto di vista, ma
soprattutto significa accettare il tentativo di
rendere Israele uno stato “normale” mentre non
lo è e difficilmente appare in grado di
diventarlo, ostaggio com’è dei circoli sionisti
e oltranzisti che ne determinano le scelte
strategiche e il rapporto verso i palestinesi e
il resto dei paesi circostanti.
A maggio dunque la Fiera del Libro di Torino
dovrà fare i conti con una iniziativa di
contestazione forte e dispiegata a tutti i
livelli. Dalle pressioni sul marketing al
boicottaggio delle case editrici che
accetteranno di esporre alla fiera senza
prendere una posizione decente sulla
inopportunità di dedicarla ad Israele,
dall’allestimento di un contro-salone del libro
alternativo a quello ufficiale a manifestazioni
all’interno e all’esterno del padiglione della
Fiera.
Da qualche parte la coscienza civile ed
internazionalista di questo paese dovrà pure
cominciare a darsi e a fare coraggio a tutti
coloro per i quali vale la domanda con cui lo
storico israeliano Ilan Pappe concluse una sua
conferenza a Tokio nel marzo 2007: “Perché il
mondo permette ad Israele di fare quello che
fa?”.
Fonte:
www.forumpalestina.org |
Rolando Picchioni:
Presidente
della Fiera del Libro di Torino,
Tessera P2 nr.2095
Fonte:
Newsland.it.

Rolando Picchioni (nato a Como il 21 maggio 1936) è un
uomo politico
italiano, attualmente Presidente della Fondazione
per il libro, la musica
e la cultura, che gestisce la parte culturale
della Fiera internazionale
del libro di Torino e altre iniziative.
Biografia
Laureato in Lingue e letterature straniere
all'Università di Torino, dal
1970 al 1975 è stato assessore alla Provincia di
Torino e dal 1972 al 1975
anche presidente del Teatro Stabile di Torino.
Deputato nelle file della Democrazia Cristiana
dal 1972 al 1983, è stato
sottosegretario ai beni culturali dal 1979 al 1981,
nei governi Cossiga I
e II e nel governo Forlani.
Nel 1990 è stato eletto nel Consiglio regionale
del Piemonte, dove ha
ricoperto l'incarico di capogruppo della DC.
Coinvolto nel cosiddetto scandalo petroli, ma
assolto.
È stato membro della loggia massonica P2 con la
tessera numero 2095.
Nel 1995 è stato rieletto nelle file del CDU,
ed è successivamente
divenuto Presidente del Consiglio regionale del
Piemonte (1995-98).
In seguito è entrato nel Partito Popolare Italiano,
poi nell'Udeur e
quindi nella Margherita.
È tra gli organizzatori della Fiera Internazionale del
Libro di Torino,
prima in veste di segretario generale della Fondazione
per il libro, la
musica e la cultura (dal 1999), e poi di presidente
(dal 2005).
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio
gratuito
http://www.newsland.it/news
segnala gli abusi ad
abuse@newsland.it
Fonte:
http://www.nntp.it/politica-internazionale/863379-tessera-p2-nr-2095-a.html
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Un poeta israeliano boicotterà la Fiera del
Libro di Torino |
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Tra gli invitati della prossima Fiera del Libro
di Torino, figurava anche
Aharon Shabtai
che ha chiesto di essere cancellato dalla lista
degli invitati, perchè non vuole essere tra gli
scrittori rappresentanti Israele ( nazione
ospite d'onore dell'edizione 2008 ).
AHARON SHABTAI, nato nel 1939, e' uno dei
maggiori poeti israeliani.
Ha studiato Greco e Filosofia alla Hebrew
University, alla Sorbona, e a Cambridge.Insegna
letteratura ebrea alla Tel Aviv University.
Molti dei suoi poemi sono stati pubblicati nelle
pagine letterarie dell'inserto settimanale del
giornale israeliano Haaretz e hanno provocato
lettere di protesta all'editore e minacce di
cancellare gli abbonamenti. |
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"SE MI CHIEDETE..." |
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Una Poesia di
Aharon Shabtai

Se mi chiedete
Di dare la caccia a un ragazzo
A 150 metri di distanza
Con un fucile a cannocchiale,
Se mi chiedete di sedermi in un tank e
Dalle altezze della moralita' ebraica,
Fare penetrare un obice
Nella finestra di una casa,
Mi togliero' gli occhiali
E borbottero' cortesemente:
'No, signori!
Rifiuto di spogliarmi
Per sguazzare con voi
In un bagno di sangue'.
Se mi chiedete
Di tendere le orecchie
Perche' voi ci caghiate dentro,
Scusandomi, diro':
'no, grazie!
Le vostre parole puzzano,
Preferisco sedermi
Sull'asse del mio cesso!'
Meglio dunque che la smettiate,
Perche' se vi ostinate,
Se continuate a insistere
Che io mi unisca alla vostra muta,
Per grugnire insieme,
Perche' insieme ci rotoliamo
E ci facciamo tutti crescere addosso
Setole di porco,
E insieme affondiamo
Le nostre narici di lupi
Nella carne cruda,
Perdero' la pazienza
E rispondero' con fermezza:
'Signor Primo Ministro,
Onorevole Generale,
Sua Eccellenza Deputato..
Sua Santita' il Rabbino,
Baciatemi il culo!'
Aharon Shabtai |
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