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Anno III, Comunicato n. 8 , del 24 gennaio  2008

 

 

Dar da mangiare agli affamati,

dar da bere agli assetati,

vestire gli ignudi

alloggiare i pellegrini

visitare gli infermi

visitare i carcerati

seppellire i morti

(per chi se le fosse dimenticate: le sette opere di misericordia corporale)

confine di Rafah 23 gennaio 2008

 

Filippo Fortunato Pilato, 24 gennaio 2008

www.GerusalemmeTerraSanta.org

 

I musulmani di Hamas hanno dimostrato di essere più misericordiosi e caritatevoli di tanti falsi cristiani che hanno fatto finta di non vedere l'obbrobrio dell'assedio di Gaza, anzi, fanno salotto con i carcerieri.

 

Chi scrive è un cattolico di fede certa, ma di fronte a tale realtà non può che togliersi il cappello. E non mi vergogno di dirlo apertamente.

Dinamite non per uccidere, ma per salvare vite.

 

Era inevitabile che succedesse, che una folla oramai allo stremo e affamata tentasse il tutto per tutto pur di superare l’assedio e rifornirsi di cibo, medicine, vettovaglie, coperte, benzina, acqua, sigarette, di tutto, perchè a Gaza manca tutto. Dopo un lungo periodo di assedio criminale, condito di bombardamenti, uccisioni e ferimenti, l’incontenibile desiderio di vivere, per se stessi e per i propri figli, ha spinto l’indomabile popolo palestinese a cercare vie di fuga e di approvvigionamento.

Le foto che vi mostriamo (clicca qui per vederle nel formato originale ingrandito), e che oramai stanno facendo il giro del mondo, dimostrano inequivocabilmente molte cose: che la gente di Gaza e di Palestina non merita di essere trattata con disprezzo  dal mondo, come sin’ora è stata trattata e che non abbiamo a che fare con una massa di terroristi ma con gente come noi, che vuole vivere e lavorare, amare e crescere in libertà, sulla propria terra.

Guardate i volti delle donne e degli uomini, dei bambini stupiti, tutti felici e contenti di poter andare al mercato ed acquistare il cibo e le cose di prima necessità di cui oramai erano privi da tempo.

Vergogna su Israele e vergogna su coloro che complicemente tengono il gioco ad un’entità cinica e crudele. Vergogna anche su tutti coloro che hanno sin’ora taciuto o messo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, mentre un popolo intero veniva affamato e posto alla gogna da una “nazione” dalla politica doppiogiochista: una faccia elegante e sorridente verso i partner servili europei, ai quali spilla quattrini, ed un volto feroce e spietato verso gente a cui ha espropriato la terra e che tiene sotto il tallone.

Forse l’entità sionista si aspettava, e sperava, mosse più violente, più cruente, magari qualche attacco terroristico in grande scala, per giustificare, senza opposizione alcuna dall’opinione pubblica internazionale (…non che a Tel Aviv gliene sia fregato mai più di tanto…), un bombardamento a tappeto più decisivo e consistente.

Sarebbe stata l’occasione d'oro per sperimentare finalmente le sue ormai famose “bombe al neutrone”, quelle che distruggono ogni forma di vita, ma lasciano intatte installazioni e infrastrutture” (Maurizio Blondet-Israele ha bombe al neutrone-da genocidio). Perchè bombardare, lo sappiamo, è lo sport preferito da Olmert e Bush, l'unica cosa che sappiano fare bene. L'attuale presidente americano addirittura avrebbe bombardato Auschwitz, disse pochi giorni fa di fronte ad una platea di soli giudei e facendo una figuraccia in suo stile.

Ed invece Hamas ha usato l'esplosivo di cui dispone per riuscire ad aprire brecce di libertà alla popolazione affamata.

Caspita che terroristi!

 

E questi sarebbero quelli con i quali non si può sedere a tavolino e discutere di pace?

Con i bombaroli Bush e Olmert invece sì?!?

 

 

Sarebbe finalmente ora che i tanti bei cervelli della nostra crema intellettuale, i vari Ernesto Ferrero e Rolando Picchioni per dirne un paio, promotori di "Israele ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino", per esempio (ma si potrebbe riempire un'enciclopedia di "esempi"), si rendessero conto che i veri terroristi sono vicino a loro, in giacca e cravatta, e che non meritano di essere onorati, ma denunciati al tribunale internazionale per crimini di guerra.

 

Il mondo va alla rovescia, lo so io e lo sapete anche voi.

Ma voi riuscite a rassegnarvi e a non reagire, civilmente, non esternando tutto il vostro sdegno e disappunto per ingiustizie palesi?

 

Consigliare i dubbiosi,

insegnare agli ignoranti,

ammonire i peccatori,

consolare gli afflitti,

perdonare le offese,

sopportare pazientemente le persone moleste,

pregare Dio per i vivi e per i morti.

(per chi se le fosse dimenticate: le sette opere di misericordia spirtuale)

 

 

Filippo Fortunato Pilato

www.TerraSantaLibera.org

www.GerusalemmeTerraSanta.org

 

 

 

Crolla parte del muro del valico di Rafah

 

confine di Rafah 23 gennaio 2008

 

InfoPal. Nelle prime ore di questa mattina, sconosciuti hanno fatto saltare in aria numerose parti del muro di cemento armato che separa l’Egitto e la Striscia di Gaza. 

Testimoni oculari hanno riferito che uomini armati hanno piazzato cariche esplosive sotto parti del muro, sul lato palestinese, a sud di Rafah, e lo hanno fatto saltare. L'esplosione si è sentita in tutta la città. 

I testimoni hanno confermato che ampie parti del muro, costruito dalle forze di occupazione israeliana prima del loro ritiro dalla Striscia, sono crollate e migliaia di cittadini stanno entrando da questa mattina nella zona egiziana del valico di Rafah, recandosi a al-Arish per acquistare generi di prima necessità. Le autorità egiziane stanno garantendo il transito.

Ieri a mezzogiorno, centinaia di manifestanti palestinesi, in maggioranza donne, avevano protestato contro il proseguimento dell’assedio di Gaza, hanno invaso il cancello principale e sono entrate nella parte egiziana, per essere poi dispersi con la forza dalla polizia egiziana.

Il governo Haniyah: l’assedio ha fatto esplodere le frontiere

Il governo della Striscia di Gaza ha confermato la notizia, sottolineando che "la forte rabbia e l’assedio che dura da 7 mesi su più di un milione e mezzo di cittadini palestinesi hanno fatto perdere il controllo e hanno portato all’apertura forzata delle frontiere. Questo, per far respirare le masse che stanno subendo una crisi umanitaria".

Il portavoce del governo, Taher an-Nuno, in una dichiarazione alla stampa, ha affermato che "il governo segue l’evoluzione della situazione insieme alle autorità egiziane. Fino a questa mattina, non siamo stati informati di alcuna procedura che possa ostacolare il passaggio dei palestinesi verso il lato egiziano di Rafah per rifornirsi dei prodotti di prima necessità".

An-Nuno ha aggiunto che il governo, in questo momento, "non fermerà il transito dei cittadini, assediati da più di sei mesi. Cosa si può infatti fare di fronte a un popolo affamato e sofferente?".
Il portavoce ha espresso la speranza che la frontiera con l’Egitto venga aperta, per permettere a decine di feriti e malati di farsi curare negli ospedali egiziani, per far entrare, anche se parzialmente, del combustibile, ecc.
Per quanto riguarda la posizione egiziana, ha confermato che i palestinesi non hanno ricevuto rifiuti.
Il governo palestinese non ha posto un limite di tempo per l'apertura delle frontiere con l’Egitto.

Gestione ufficiale

Da parte sua, il deputato Mohammad al-Ghul, presidente della commissione legale nel Consiglio Legislativo palestinese, considera i recenti avvenimenti, "un primo passo per togliere l’assedio, grazie alla pressione popolare". Ha poi spiegato che "far saltare le frontiere tra la Striscia di Gaza e l'Egitto è l’inizio delle azioni per rafforzare la sovranità (palestinese/egiziana) sul valico", e ha invitato a un accordo immediato per organizzare il passaggio in maniera ufficiale, in modo da far entrare materie prime, merci, permettere ai cittadini di transitare e ai feriti o malati di farsi curare all'estero.
Al-Ghul ha aggiunto: "Il valico e la frontiera devono essere esclusivamente palestinesi e egiziani, con un appoggio locale, arabo e internazionale".

 

http://www.infopal.it/testidet.php?id=7392

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