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Anno II, Comunicato n. 97-3
(italiano), del 15 agosto 2007
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Maltrattamenti e di aggressioni
immotivate di cui sono vittime i Palestinesi ai
checkpoints
Un
nuovo video su YouTube - girato il 15 agosto da un
attivista americano al checkpoint di Ras at-Tira
(Qalqiliya) - mostra l'ennesimo episodio di
violenza gratuita dei valorosi soldatini di Tsahal
ai danni di civili palestinesi, molto spesso, come
in questo caso, bambini inermi ed innocenti.
Nel video si possono vedere tre ragazzini
palestinesi a bordo di un carretto trainato da un
asino che al checkpoint vengono fermati da due
soldati israeliani; uno di loro, una soldatessa,
ad un certo punto comincia a picchiarli e, prima
di rimandarli indietro, sputa loro contro, mentre
il suo collega - secondo il racconto dell'autore
del video - raccoglie delle pietre da terra e le
tira contro il carretto che si allontana.
E' da ricordare che il villaggio di Ras at-Tira,
con una popolazione di 445 Palestinesi, è
completamente circondato dal muro di "sicurezza"
da tre lati, e le uniche uscite sono vigilate da
cancelli e checkpoint presidiati dai soldati.
Un "incidente" che si aggiunge ai tanti episodi di
maltrattamenti e di aggressioni immotivate di cui
sono vittime i Palestinesi ai checkpoints, che,
oltre ad ostacolare gravemente gli spostamenti
delle persone e il traffico delle merci,
costituiscono una ulteriore causa diretta di
ferimento e di morte di civili innocenti.
Tra i tanti, vorrei ricordare il caso di Radi
Alwahash, 18 anni, morto il 29 giugno ad un
checkpoint tra Gerusalemme e Betlemme, perchè
all'ambulanza che lo trasportava (un ambulanza
israeliana!) era stato impedito di passare e di
raggiungere l'ospedale di destinazione per non
meglio identificati "motivi di sicurezza".
Quegli stessi, fantomatici motivi di "sicurezza"
che giustificano, a parere di chi comanda in
Israele, e cioè i militari, il permanere di ben
532 checkpoints e ostacoli vari nella West Bank,
con un incremento pari al 41,5% rispetto
all'agosto del 2005 (dati OCHA aggiornati al 7
agosto).
Nella realtà, come è evidente, i checkpoints sono
situati non già alle frontiere con Israele, ma
piuttosto ben all'interno della Cisgiordania,
riducendola ad un insieme di bantustan senza o con
pochi e difficoltosi collegamenti tra loro, con
l'unico fine di opprimere e di rendere ancora più
miserevoli le condizioni di vita dei Palestinesi.
E, all'occorrenza, di permettere ai valorosi
soldatini israeliani di sfogare il proprio
razzismo e le proprie pulsioni aggressive ai danni
di alcuni ragazzini indifesi.
www.palestinanews.blogspot.com
url video:
http://www.youtube.com/watch?v=0bdbA2Ka3Bo
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