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Anno II, Comunicato n. 98-4 (italiano), del 31-agosto-2007

 

 

Se uccidere quotidianamente bambini non è terrorismo, allora cosè?


Bombe israeliane contro un gruppo di bambini palestinesi: 3 i morti

29-08-2007 Gaza

Bombardamento dell'artiglieria israeliana contro Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza, uccide 3 bambini palestinesi appartenenti alla stessa famiglia: Sara Abu Nazal, 10 anni; Mahmoud Musa Abu Nazal, 10 anni; Yahya Ramadan Abu Nazal, 11 anni.

Fonti mediche hanno annunciato il decesso del giovane Sameh Naser As-Sawafri, 20 anni, ferito gravemente giovedì 23 agosto a seguito di un bombardamento israeliano contro un gruppo di resistenti, a est del quartiere Az-Zaytoun.

Ultim'ora: Come ammettono anche i militari israeliani, i bambini stavano giocando a nascondino e non lanciando razzi.

Su 12 palestinesi uccisi dall'esercito israeliano nell'ultima settimana,  6 sono bambini.

http://www.infopal.it/testidet.php?id=6123

http://www.infopal.it/testidet.php?id=6145

 


SE QUESTO NON È TERRORISMO, ALLORA COS'È?

 
Goffredo Drafts per www.jerusalem-holy-land.org
 
Non vogliamo immaginare cosa sarebbe successo se a morire per ordigni di guerra fosse stato anche un solo bambino israeliano.
Testate cubitali nelle prime pagine dei giornali, condanne solenni contro il terrorismo da parte dei soliti manichini e comparse della politica, adunate in piazza dei mestatori di professione, di associazioni filo-sioniste con gran sventolio delle solite bandiere bianco-celesti, probabilmente qualche messaggio di cordoglio e condanna da parte di presidenti di repubbliche, camere e senato, mentre i pochi appelli ad una pace improbabile sarebbero stati comunque coperti dalle grida di chiamata alle armi dei generali e colonnelli dello "Scontro di Civiltà".
Ed invece nulla, neppure una voce, nessuno sdegno e condanna del terrorismo questa volta. Solo poche parole frettolose di un'annunciatrice di Tiggì, inserite tra notizie di economia e mondanità, una breve didascalia e via: l'informazione è salva.
Ma erano creature di Dio anche loro!!! Sara, Mahamoud, Yahya erano solo dei bambini di dieci anni!!!
Spezzare una vita è cosa grave, agli occhi degli uomini come di fronte a Dio. Ma spezzarne una che ancora non aveva avuto il tempo di affacciarsi sulle cose del mondo è cosa ancor più grave. Sia questo giovane semita arabo o ebreo, cristiano o musulmano, la gravità della cosa è identica e la condanna che pesa sul capo dei responsabili è senza appello.
Chi non si accorge, specie in tali frangenti estremi, che si usino palesemente due pesi e due misure per considerare le diverse etnie e confessioni in campo, o è totalmente instupidito dalla propaganda che gli ha completamente lavato il cervello, o è in evidente malafede.
In Palestina si ripetono gli stessi eccidi a cui assistemmo un anno or sono in Libano. Solo che ora avvengono in sordina, con il silenziatore. Fa poco rumore la morte di un palestinese, bambino o adulto che sia. E se un po' d'eco qualche notizia riesce a suscitare, non preoccupatevi che verrà prontamente soffocata e l'attenzione del pubblico distratta da ghiotte notizie riguardanti qualche palestrato, velina o debosciato, veri miti ed icone da emulare.
"Che si scannino e crepino tutti, arabi ed ebrei", pensa l'uomo di strada comune, che dalle poche e distorte notizie ricevute dai guru dell'Olimpo mediatico, si è fatto un'idea per la quale percepisce sempre più fastidio rispetto a quel che succede in Medioriente e Terra Santa.
Lo so: perchè mi capita spesso, a meeting, esposizioni d'artigianato palestinese, mostre video-fotografiche sulla Terra Santa, di incontrare persone incuriosite su quel che realmente accade da quelle parti, ma che manifestano sin dalle prime battute un'insofferenza verso una situazione in cui attribuiscono a priori un'etichetta di terroristi ed estremisti islamici alla maggioranza degli arabi. Scoprendo solo successivamente che invece è proprio il contrario e che i fanatici sono invece una minoranza, ben pilotata. Scoprono che solo in Italia un musulmano si sogna di rimuovere crocifissi e Madonne, mentre in Terra Santa a riguardo si respira un'aria del tutto diversa, e che è normale che convivano da sempre, una di fianco all'altra, diverse confesioni.
Non è voler fare ecumenismo facile, da quattro soldi, ma prendere atto di una realtà che è più complessa e radicata di quanto si possa immaginare. Non che non ci siano stati nel passato motivi di attrito e scontro tra famiglie, etnie e confessioni, in Terra Santa, ma non oggi, che la popolazione araba, cristiana e musulmana, soffre delle stesse discriminazioni e persecuzioni da parte di esercito, coloni e politicanti al seguito, dei quali solo sino ad una generazione fa neppure conoscevano l'esistenza.
Ed oggi invece la fanno da padroni e li rinchiudono in recinti come si fa come con il bestiame.
E come tutti si sono già dimenticati dei massacri e bombardamenti che hanno dilaniato migliaia di famiglie libanesi in poche settimane, devastato strutture e servizi, inquinato mari e cosparso il territorio di milioni di bombe cluster, le mine giocattolo antiuomo (o meglio anti-bambino, perchè sono loro, i bambini, il bersaglio di tali ordigni diabolici, che solo menti in preda a possessioni da esorcista e da psicanalisi possono aver congeniato), ancor più in fretta si scorderanno di Sara, Mahamoud, Yahya, come di Mahmoud Al-Qarnawi, morto solo un paio di giorni prima, o di Wael e Haala al-Kafarneh, fratello e sorella, uccisi circa una settimana fa. Tutti bambini sui dieci anni, come Abir, sparata in testa all'uscita della scuola, e come i tanti tanti altri solo in questi ultimi anni.
Se questo non è terrorismo, allora cosè?
Se massacrare impunemente e quotidianamente la gioventù, di un'etnia della quale ci si vorrebbe sbarazzare, non lo chiamiamo genocidio, allora come?
E se questo è uno Stato che pratica palesemente il terrorismo e la pulizia etnica, rinchiudendo dentro lager la popolazione dei territori che occupa, nel suo inarrestabile processo coloniale, come possiamo definirlo democratico e considerarlo degno di entrare a far parte del sodalizio di nazioni e culture che storicamente compongono l'Europa?
Solo perchè permette a qualche suo concittadino, rigorosamente circonciso, di esternare qualche compassata critica su un quotidiano di Tel Aviv? O a qualche soldatessa di mostrare le grazie?
Basta possedere qualche Università ed un nutrito gruppo di intellettuali, sguinzagliati nel mondo nei posti chiave nell'informazione, della politica, dell'economia, per rilasciare ad un governo di killer professionisti, e di lunga data, Nobel o non, il pass d'accesso al "mondo civilizzato"?
Quando ci si renderà conto che il vero fanatismo, quello ben fornito di mezzi, quattrini, tecnologia ed armi (comprese parecchie testate atomiche) per fare il bello ed il cattivo tempo, quello seriamente pericoloso, quello che semina morte e disperazione, quotidianamente, ai danni del popolo autoctono arabo-palestinese,  è legato all'ideologia segregazionista ed esclusivista sionista? Ce ne renderemo conto solo quando saremo noi ad essere minacciati, per aver finalmente deciso di non volerci prestare più al gioco al massacro?
E quando vorremo spiegare ai nostri figli, ai nostri colleghi, ai nostri amici, ed anche ai nostri nemici, che abbiamo tutti i diritti di criticarlo, condannarlo, considerandolo al pari di altre funeste ideologie che hanno macchiato di sangue i secoli?
Perchè, come quelle ideologie, è destinato a dissolversi e scomparire, lasciando dietro sè solo un'ombra di sange, nelle pagine di storia. Ma anche la storia verrà seppellita.
 
Verrà il loro Messia-AntiCristo, durerà poco, e pure lui sarà precipitato negli abissi della storia, per scomparire.
La scimmia di Dio avrà il suo tempo e la sua fine. Creatura finita, come noi tutti.
Il Creatore, l'Infinito, resterà.
 
Goffredo Drafts
31-agosto-2007

 

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