Vuoi ricevere la nostra
Newsletter con articoli,
commenti, avvenimenti,
aggiornamenti,
appuntamenti
riguardanti la Terra
Santa ed il Medio
Oriente?
Iscriviti alla nostra
Newsletter "Notizie
dalla Terra Santa",
semplicemente
È
|
Notizie
dalla Terra Santa
Anno II, Comunicato n. 99/3,
del 1-9-2007
|
Gli ebrei e il
genocidio armeno
|
|
di Giorgio Bernardelli
per TerraSanta.net
|
|
Milano, 23 August 2007
|
|
Un ebreo può essere connivente di fronte a
un negazionismo? La domanda - volutamente
provocatoria - ha accompagnato in questi
anni il dibattito sull'atteggiamento del
mondo ebraico nei confronti del genocidio
degli armeni.
Anche una buona parte del mondo ebraico e il
governo di Israele - infatti - evitano di
utilizzare la parola genocidio per
descrivere i fatti avvenuti in Turchia
all'inizio del XX secolo. Questo
fondamentalmente per due ragioni: rimarcare
l'unicità della Shoah e non turbare
i rapporti con Ankara, uno dei pochi Paesi
musulmani ad avere relazioni con Israele.
Inoltre a «nobilitare» questa posizione ci
sono le tesi di Bernard Lewis, secondo cui i
massacri contro gli armeni sono da leggere
nel contesto di un tempo che conobbe anche
atti ostili di segno opposto, e dunque non
potrebbero essere definiti un genocidio.
È una spiegazione che ha convinto poco gli
armeni. Ma anche in Israele c'è stato chi ha
parlato di una «banalità dell'indifferenza»,
per descrivere il singolare atteggiamento di
un Paese che ha fatto della memoria della
Shoah uno dei suoi cardini e cala
invece un velo su una tragedia per troppi
aspetti simile.
La questione è riesplosa in questi giorni in
maniera caldissima nella comunità ebraica di
New York, come racconta bene questo articolo
pubblicato da Shmuel Rosner su Haaretz.
Alcune comunità armene americane hanno
infatti minacciato di ritirare il proprio
appoggio alla campagna No Place for Hate
(«Non c'è spazio per l'odio») promossa dall'Anti
Defamation League, l'associazione
ebraica in prima linea nella lotta
all'antisemitismo. La motivazione era
abbastanza chiara: chiedete solidarietà, ma
poi - per ragioni di opportunità - vi
rifiutate di appoggiarci nella battaglia sul
progetto di legge in discussione al
Congresso che (come già accaduto in Francia)
vorrebbe sancire la definizione di genocidio
per le violenze dei turchi contro gli armeni
nel 1915-17. L'Anti Defamation League
ha risposto con una svolta clamorosa:
attraverso un comunicato firmato dal suo
direttore-deus ex machina Abraham
Foxman, per la prima volta un'importante
organizzazione ebraica afferma sulle
uccisioni degli armeni che «se questa parola
allora fosse esistita, l'avremmo chiamato
genocidio». Foxman scrive di essersi
consultato con Elie Wiesel prima di compiere
questo passo. E precisa che l'Anti
Defamation League rimane comunque
contraria al progetto di legge in
discussione al Congresso.
Basterà agli armeni?
|
http://www.terrasanta.net/terrasanta/jaf_det.jsp?wi_number=784&wi_codseq=
|
|
|
Torna
ai Comunicati gia' pubblicati - Home Page
|