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Notizie
dalla Terra Santa
Anno II, Comunicato agosto 2007
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Alla Knesset una legge che esclude i cittadini
arabo-israeliani
La terra di Israele solo agli ebrei.
Ma questo non è razzismo?
Luisa
Morgantini*
Il Parlamento israeliano ha approvato ieri in prima
lettura una legge che autorizza la vendita delle
terre demaniali solo agli ebrei. Israele in questo
modo ferisce una volta di più la democrazia,
all'insegna della discriminazione e dell'Apartheid.
Il progetto di legge approvato dalla Knesset,
sostenuta dalla destra israeliana, da Kadima e dal
Likud, vieta l'assegnazione delle terre del JNF
(Jewish National Fund), il 13% delle terre di tutto
lo Stato d'Israele, ai cittadini non ebrei.
La legge è stata approvata con una maggioranza
schiacciante, 64 deputati a favore e con soli 16
voti contrari. Non ha avuto alcun effetto la
discussione preliminare al voto nella Presidenza
della stessa Knesset dove varie voci si erano levate
contro tale provvedimento e ne aveva chiesto
l'annullamento. Richesta respinta dal servizio
legale del Parlamento con la giustificazione che
"non c'è un esplicito riferimento razzista nella
legge".
Come chiamare allora l'esclusione per i cittadini
arabo-israeliani dai bandi per l'assegnazione delle
terre? Come altro chiamare, se non razzista, questa
legge definita proprio da alcuni deputati della
Knesset come "abominevole", che serve solo ad
istituzionalizzare la discriminazione nei confronti
dei non-ebrei e legittima una democrazia su base
etnica? Questa legge è solo una delle tante
espressioni di razzismo e discriminazione in atto in
Israele, che continua a demolire le case dei suoi
cittadini arabi, a espropriare illegalmente le loro
terre, a sradicare i loro alberi. Glui unici ad
opporsi al provvedimento sono stati i rappresentanti
di Meretz-Yachad, il partito di sinistra impegnato
sul fronte della giustizia sociale. «Quanto
approvato ieri dalla Knesset mostra il vero volto
del Governo - hanno dichiarato - e getta su Israele
lo spettro di uno stato di Apartheid». I partiti
arabi Balad e Raam-Taal e di Hadash, arabi e ebrei
di sinistra, denunciano il rischio di legalizzare
"il furto di terre che dal 1948 è tuttora in corso
ai danni degli arabo-israeliani". Il vero volto del
Parlamento Israeliano non può essere quello di Uri
Ariel, il radicale dei coloni primo sostenitore di
questa legge, se non si vuole che l'aumento del
livello di razzismo e la conseguente diminuzione del
livello di democrazia, portino ad una seria
accelerazione verso l'istituzionalizzazione
dell'Apartheid e la cancellazione di ogni diritto.
*Vice
Presidente del Parlamento Europeo
Agenzia
InfoPal
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