Meta di pellegrinaggio fin dall'antichità,
abitato da eremiti dagli inizi dell'era cristiana,
il Carmelo è ancora oggi un'oasi di silenzio...
Si sale dal porto di Haifa, percorrendo una strada
panoramica ombreggiata da alberi millenari fino a
raggiungere un'ampia terrazza, a circa 250 metri
sull'ampio golfo sottostante. Kerem El in ebraico
vuol dire «vigna di Dio» e la collina, ricoperta di
vigneti e scavata da grotte e anfratti, è stata per
millenni rifugio per quanti volevano ritirarsi ad
ascoltare lo spirito del Signore.
Il monte era già noto ai tempi del faraone
Tutmosis III che qui combattè contro i cananei; al
tempo dei greci e dei romani, veniva denominata
«monte sacro», e Tacito ricorda i riti pagani che
qui si svolgevano su un altare a cielo aperto. In
epoca biblica questa collina sacra risuonò della
voce profetica di Elia contro i culti idolatri del
re Acab, causa della terribile carestia che si
abbatté per tre anni sul Regno di Israele. Lo
spirito del profeta ispirò senza dubbio i movimenti
di vita eremitica che qui ebbero origine in epoca
cristiana: le numerose grotte della collina
ospitarono monaci e anacoreti e l'Anonimo di
Piacenza cita nel suo diario una chiesa bizantina,
che venne distrutta dai persiani nel 614.
Questo luogo fu meta di pellegrinaggio e di
particolare devozione in epoca crociata. Qui nel
1200 nacque l'Ordine dei Carmelitani: pare che
proprio sul Monte Carmelo sia apparsa la Madonna a
Simon Stok, allora superiore generale dell'Ordine,
nell'atto di consegnargli lo scapolare, segno
distintivo dell'Ordine e pegno di protezione e
salvezza per quanti lo indossano impegnandosi nella
vita cristiana. I tempi successivi furono molto
dolorosi per i monaci del Monte Carmelo: trucidati
dagli arabi e poi dai turchi, trovarono pace solo
dopo la costituzione dello Stato di Israele quando
ricominciarono anche i pellegrinaggi.
Nel 1823 è iniziata la costruzione del santuario
dedicato alla Vergine del Carmelo, Stella Maris:
un edificio imponente che all'interno conserva la
grotta che la tradizione venera come quella del
profeta Elia. Anche gli affreschi illustrano scene
bibliche legate al profeta insieme ad immagini
relative alla vita dell'Ordine carmelitano. Il
santuario e l'annesso convento sono meta di
visitatori che possono trovare ospitalità e ristoro
in una struttura al tempo stesso semplice e
signorile.
Salire al Monte Carmelo è godere innanzitutto del
silenzio della natura abitata dallo Spirito di Dio:
una voce che parla tra gli scorci di cielo e di
mare, tra le fronde degli alberi della pineta, tra
le pietre che custodiscono la memoria degli antichi
eremiti. |