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Andare in Terra
Santa fa bene
Andare in Terra Santa fa
bene a tutti
e fa bene per tanti motivi

Veduta del santo Sepolcro in Gerusalemme
Fa bene all'anima, che
meglio che in qualsiasi altro luogo al mondo ha modo di
meditare e riflettere, proprio sulle stesse pietre che
hanno visto gli eventi evangelici.
Fa bene alle "pietre vive", che grazie ai pellegrinaggi lavorano e resistono nella propria
terra, a dispetto delle evidenti enormi difficoltà.
Fa bene per continuare a catalizzare
l'attenzione pubblica sui Luoghi Santi di Palestina, che
non sono solo oggetto di contesa e scontro (o per meglio
dire di aggressioni e massacri ai danni del popolo
palestinese), ma che sono e devono restare luogo
d'incontro e convivenza di diverse etnie e confessioni.
Particolarmente Gerusalemme, città che dovrebbe godere
di uno statuto internazionale speciale (almeno
così avevano stabilito le Nazioni Unite...), e non
essere soggetta ad una giudaizzazione (a maggioranza
kazara) sempre più crescente ed
aggressiva.
I pellegrinaggi aiutano a mantenere la
tensione più bassa di quanto altrimenti non sarebbe.
Fa bene, infine, alla nostra mente, che
viene posta di fronte alla scoperta di realtà ecclesiali
inaspettate, di confronto-scontro tra le diverse
confessioni religiose, che ivi convivono a stretto ed
inevitabile contatto, gomito a gomito. E attraverso la
scoperta di tali realtà ci accorgiamo che le cose sono
diverse da come ce le immaginiamo e crediamo che siano
nelle nostre "democratiche" e comode repubbliche delle
banane.
Il "fratello maggiore" non dà, come dovrebbe, il
buon esempio. Sputa per terra, oltre che ai piedi o
addosso ai religiosi, per dirne una. Cosa che
mi ricordo, da bambino, venni avvisato di non fare,
essendo tale gesto comparabile ad una bestemmia.
Che
strano, per qualcuno è invece una "purificazione"...si
purificano bestemmiando.
Ed i discendenti di Hagar ed Ishmael,
fratellastri dei "fratelli maggiori", quando diventano
maggioranza religiosa islamica, non sempre hanno poi
quella tolleranza e rispetto che decantano in Europa.
C'è da
dire ad onor del vero, e per spezzare quella congiura
che vorrebbe vedere tutti i cristiani arruolati nelle
armate dello "Scontro di Civiltà", tanto caro ai vari
Allam, Pezzana, Nirenstein, e agit-prop al seguito, che
la sofferenza, l'oppressione e le ingiustizie che hanno
subito insieme, cristiani e musulmani, in questi ultimi
decenni in Palestina, ha reso gli animi più disponibili
alla convivenza e alla tolleranza reciproca.
Poche sono
le testimonianze di persecuzioni, e tutte da parte di
piccoli gruppi politicizzati e fanatici.
Personalmente ho esperienza di vita vissuta in parecchie
Nazioni a maggioranza islamica, Turchia, Iran,
Afganistan, Pakistan, Algeria, Tunisia, Marocco, ed in
nessun'altra (eccezion fatta per l'Afganistan, di cui
dirò di seguito) come in Palestina mi sono trovato a mio
agio e in stato di relativa sicurezza.
Solo
dell'Afganistan (un paio di decenni prima della calata
dei barbari americani e talebani) potrei dire
altrettanto, e forse anche meglio della Palestina.
Come i
palestinesi, erano (e sono, anche se massacrati) un
popolo fiero della propria identità, della propria
libertà, della propria terra. Con un senso
dell'ospitalità e dell'amicizia che noi ci siamo
dimenticati. La fede era un fatto personale che
rispettavano e che non pregiudicava il rispetto della
reciproca lealtà nei rapporti. Erano uomini d'onore.
Ho
lasciato lì alcuni cari e sinceri amici, con cui avevo
condiviso pane e buonumore, storie e progetti.
So che le
bombe americane, che hanno raso al suolo gran parte di
Chicken Street, a Kabul, si sono portate via anche i
sogni di questi uomini pacifici, che non avrebbero mai
fatto del male ad una mosca.
Anche tra
gli uomini di fede islamica di oggigiorno, anche in
Palestina, ci sono i figli di quei cavalieri del deserto
di cui la storia (narrata da storici seri ed onesti,
René Grousset è uno di quelli) ci racconta di grandi
amicizie sorte, anche in pieno conflitto crociato, tra
Franchi e Arabi.
Amicizie
fondate sulla lealtà alla parola data, sull'onore
concesso ai valorosi anche se in difficoltà, sulla
misericordia per i vinti, sull'amministrazione
imparziale della giustizia, sul coraggio di saper
combattere e dare la vita per la propria fede e per la
propria terra.
Se non
fosse stato per l'avidità e l'anarchia in cui piombò il
Regno Franco d'Oriente, con le pagine scure e tristi di
viltà, perfidia ed alto tradimento, forse
Gerusalemme e gran parte della Palestina sarebbero
ancora zona Franca per tutti, ed i Mamelucchi, egiziani e Saraceni
non sarebbero riusciti a compiere le stragi che
sappiamo.
Perchè il
coraggio e la tempra dei Cavalieri del Santo Sepolcro,
degli Ospedalieri, dei Templari, di Luigi IX, non bastò
a mitigare la stoltezza di molti nobili, i tradimenti
bizantini, lo stato di anarchia in cui venne a trovarsi
la Terra Santa.
I massacri
perpetrati in regime di tregua ai danni della
popolazione innocente e disarmata contadina musulmana,
da bande di falsi pellegrini, che erano in realtà
criminali avventurieri, privi di disciplina come di
capacità ed istruzione militari e cavalleresche,
determinarono l'inizio del crepuscolo crociato.
Oggi lo
scenario è poco diverso da allora, ma lo è a livello
globale oramai.
Nuovi
signori della guerra, usurpando e brandendo una croce
rubata, alla quale hanno tolto il Gesù Crocefisso
(perchè in realtà lo detestano), si dichiarano i "nuovi
crociati" di questa guerra in corso d'attuazione contro
l'islam.
Un Islam
che non sarebbe mai stato un pericolo, data la
sproporzionata capacità d'armamenti e tecnologica
nei confronti dell'occidente. E che tutt'ora non è un
pericolo.
Gli si
sono dati i pretesti e le armi.
Li si è
addestrati, motivati e istigati.
E
l'economia della guerra ha dato linfa ai governi.
Oggi i
guru dell'informazione politicamente corretta
vorrebbero, come già hanno fatto i camerieri delle
banche di governo, arruolarci tutti nelle loro false
crociate.
Il "Conflitto di Civiltà" è alle porte e noi
non ce ne stiamo accorgendo neppure.
Le leggi (
a cominciare dalla Martelli) fatte apposta per creare
immigrazione selvaggia, hanno poi creato le
degenerazioni che sappiamo, le tensioni tra popolazione
locale ed extracomunitaria.
Il
"Conflitto tra Civiltà" andava foraggiato, accompagnato
psicologicamente, per determinare, prima o poi, le
logiche reazioni popolari. Sono partiti da lontano gli
strateghi, perchè conoscevano bene le leggi di
causa-effetto.
Ma gli
italiani sono troppo
presi dalle piazzate di politici che fanno ridere, di
comici che fanno i politici, per una sinistra scontenta,
perchè chi hanno fatto andare nei palazzi del potere non
è stato abbastanza giustizialista e giacobino.
Si
incitano le masse brandento cappi e minacciando la
galera. L'anti-politica è solo l'anarchia che va al al potere.
Ma ben sappiamo che il potere non può essere di per se
anarchico, sarebbe una contraddizione, ed allora si
rigenererà un altro tipo di potere. Peggiore del primo.
È il solve
et coagula, tanto caro alle logge.
Probabilmente chi lo sta facilitando e provocando nelle
piazze non ne è neppure consapevole. Come neppure lo
furono quei rivoluzionari francesi ai quali tagliarono
poi la testa i loro "fratelli".
La cosa
che non dobbiamo assolutamente fare è di farci arruolare
tra le fila di questa nuova banda di Pietro l'Eremita.
Dobbiamo
essere capaci di lanciare i nostri cuori oltre la
trincea e dare l'esempio di cosa voglia dire essere
discepoli di Cristo oggi.
Distinguerci dai falsi crociati.
Lo so, non
è facile.
Perchè
tutta la tua buona volontà e ben operare vengono
minimizzati e sommersi dalle parole e dagli atti
criminali dei reggitori del mondo, i quali facendosi il
segno della croce e dichiarando un plateale "God
bless..." bombardano qua e là, promettono di sparare di
sù e di giù, mentre i loro migliori alleati tagliano
luce, acqua, fonti energetiche, affamano mezzo popolo e
l'altro mezzo lo tengono tenuto sotto chiave.
È quello
che succede in Palestina oggi, è solo la cronaca
quotidiana.
Con questi
esempi di "giudeo-cristianità" è difficile far
comprendere le ragioni della nostra fede ai discendenti
di Ismaele.
Bisogna
solo dire grazie ai Frati Minori della Custodia se in
Terra Santa i cristiani, cattolici e scismatici vari,
sono tollerati e ben visti da tutti. O
quasi...
Sarà per il flusso di denaro che portano
i pellegrini, ma anche per l'esempio che danno con la
loro umile opera, con le loro scuole, con i loro
ospedali, con tutte quelle forme di carità e solidarietà
con cui sono vicini alla popolazione araba discriminata
in casa propria. Cristiana e musulmana.
Teniamo
dunque alta la guardia a casa nostra, ma senza cedere
alle bassezze di politici da porcilaio.
Semplicemente dimostrando la superiorità della nostra
Santa Religione, nella carità e nella verità, che sono i
fondamenti della nostra civiltà.
A
imitazione di Cristo. Testimoniando Cristo.
Filippo
Fortunato Pilato
per
www.jerusalem-holy-land.org
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