Alle radici della fede
di
Roberto Maraglino
Pellegrinaggio della Gioventù Francescana
in Terra Santa 24-31 Agosto 2007

Io credo! Sento il desiderio di affermarlo con maggiore
certezza e non dubito, soprattutto adesso. E’ ancora
vivo in me un senso di impotenza e contrastanti emozioni
difficile da esprimere ma prevale il desiderio di
testimoniare “ciò che abbiamo visto e ascoltato “.
Siamo stati in pellegrinaggio in Terra Santa, la terra
piena di contraddizioni, con i giovani della Gioventù
Francescana di Puglia e Molise
Ogni cristiano dovrebbe guardare con i propri occhi e
interpretare così la difficile convivenza delle
religioni in un fazzoletto di terra in cui alcune delle
principali religioni del mondo convivono fra mille
difficoltà e conflitti che forse mai avranno fine.
Sono conflitti a volte inconcepibili per chi come noi è
abituato a vivere in uno Stato con forte maggioranza
cattolica. Ma in quei luoghi santi, calpestati da Gesù,
oggi i cattolici sono appena l’1,5 %.
Non pare vero ma i
nostri frati francescani, al quale è affidata la
custodia di taluni luoghi, convivono con le costanti
pressioni di altre religioni spesso per nulla
tolleranti.
E così vorresti ribellarti quando sullo
strada per il Muro del Pianto gli ebrei sputano ai piedi
dei nostri frati (lo fanno per purificarsi); o quando
sei in coda per accedere al Santo Sepolcro e vieni
deriso e insultato dal Cristiano Ortodosso addetto al
flusso dei pellegrini.
Nell’immediata vicinanza e spesso
di fronte alle nostre chiese è necessariamente presente
una grande moschea, segno incontrastabile della
superiorità oppressiva. E i loro minareti, alte torri
dalle quali ad ogni ora del giorno e della notte
diffondono la preghiera gli islamici, sono onnipresenti.
La preghiera dei musulmani deve insinuarsi in ogni luogo
e deve essere ben udibile anche nelle chiese e nelle
sinagoghe. Mi tornano alla mente le parole di un frate
siriano “attenti voi Italiani perché rischiate di
diventare ospiti a casa vostra”
A Cana, pochi anni fa città a maggioranza cattolica, una
piccola rappresentanza di giovani dell’esigua minoranza
oggi rimasta, ci ha testimoniato difficoltà quotidiane.
In pochi anni i musulmani sono diventati la maggioranza,
per via del forte tasso di natalità (famiglie musulmane
anche con 12-14 figli a fronte della media cattolica di
max 3 figli) e della dispersione dei cattolici che ha
difficoltà a ritrovarsi e a fare comunità quindi
crescere nella fede. Ha difficoltà ad essere integrato e
non emarginato per via della sua religione.
Ma una delle maggiori contraddizioni
che abbiamo visto è
stata sicuramente la Basilica del Santo Sepolcro a
Gerusalemme. In uno stesso luogo convivono armeni,
coopti, ortodossi, cattolici. In un mix di stili e arte
di cui la Basilica abbonda, emerge la difficoltà della
convivenza. Ognuno deve avere il diritto di celebrare,
conquistato con ogni mezzo, ed ha il proprio convento
all’interno ma nessuno deve predominare o decidere di
sua iniziativa. Nessuno quindi può decidere o
comandare: e la Basilica che ha bisogno di notevoli
ristrutturazioni rischia di crollare perché non ci si
mette d’accordo; all’interno ognuno parla, grida e
sembra di essere ad un mercato perché nessuno può
comandare. Davanti al Calvario ho pianto vedendo gente
che Lo crocifigge oggi come allora .
La sicurezza è affidata ai musulmani: già proprio ai
musulmani! Hanno anche le chiavi della Basilica e forse
non la chiudono solo per i forti introiti che i
pellegrinaggi portano ad una terra nella quale il
turismo è una delle principali risorse. Chi del resto
potrebbe garantire, nel groviglio dei rapporti
ecumenici, una certa dose di imparzialità se non una
religione completamente scevra da ogni coinvolgimento?
La più semplice risposta che abbiamo ricevuto alle
nostre domande è stata quella del Custode di Terra Santa
che abbiamo incontrato: “Ci basta essere qui”. Il come e
cosa si può fare, deve necessariamente nascere
dall’incontro con popoli, culture e religioni. Il nostro
francescanesimo viene quotidianamente messo a dura
prova.
Oggi al mio ritorno posso testimoniarlo a voce alta: e’
stato un pellegrinaggio indimenticabile!
Ho visto la
“scenografia” del Vangelo: luoghi fantastici, basiliche
ricche di storie bimillenarie, lì dove tutto ha avuto
inizio.
Ho avuto la fortuna di condividere la scoperta
delle origini cristiane con altri giovani francescani
orgoglioso che la custodia dei luoghi santi sia
Francescana.
Ho riletto il brano dell’incontro di San
Francesco con il Sultano alla luce delle difficoltà, che
oggi viviamo, di dialogo con le altre religioni.
Nel mio
impegno in Italia ho anche ripensato alla mia eccessiva
apertura verso le richieste dei musulmani, in
particolare le richieste di avere le loro moschee. Così
come non ci è concesso costruire chiese in quei luoghi
non si può sorvolare per puro buonismo sulla nostra
identità. La tutela delle nostre radici Cristiane, che
nulla ha a che fare con il razzismo, è una necessità. Ho
paura che fra non molto non ci sia più concesso far
suonare le campane delle nostre chiese.
E’ stato un
pellegrinaggio che, al pari della Mecca per i musulmani,
non dovrebbe mancare nella vita di qualsiasi Cristiano.
Roberto Maraglino
Consigliere Nazionale GiFra