HOME PAGE  (italiano)

 

HOME  PAGE  (english)

 

HOME PAGE (français)

 


 



 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

Ç

CLICCA  QUI

Vuoi ricevere la nostra

Newsletter con articoli,

commenti,  avvenimenti,

aggiornamenti,

appuntamenti

riguardanti la Terra

Santa ed il Medio

Oriente?

Iscriviti alla nostra

Newsletter "Notizie

dalla Terra Santa",

semplicemente

CLICCA  QUI

È

 

ISCRIZIONE NEWSLETTER

 

 

Notizie dalla Terra Santa

newsletter

 

Anno II, extra-Comunicato (italiano),  8 luglio 2007

 

 

Corriere della Sera, 8 luglio 2007

I Lefevriani: grazie Ratzinger

"Ora parliamo della scomunica"


di Vittorio Messori

Corriere della Sera, 8 luglio 2007

 

  

Nello chalet di Menzingen,  nel cantone svizzero di Zug ,  dove ha sede la casa generalizia della Fraternità Sacerdotale  San Pio X , il plico è arrivato già da  qualche giorno. Nella busta, il motu proprio Summorum Pontificum , la lettera di introduzione di Benedetto XVI e un messaggio  personale del cardinal Dario Hoyos Castrillòn. Destinatario, monsignor Bernard Fellay, Superiore Generale di coloro che, dal loro Fondatore, sono detti abitualmente “lefevriani“, lo schieramento tradizionalista che contesta  pastorale e dottrina della Chiesa uscita dal Vaticano II. Con 481 sacerdoti, 90 fratelli laici, 206 religiose, 6 seminari, 117 priorati,  82 scuole, 6 istituti universitari, 450 luoghi di culto in 62 Paesi del mondo, almeno mezzo milione di   seguaci convinti, la Fraternità ha costituito la maggiore spina nel fianco per Roma, che si è vista costretta a colpire di scomunica la gerarchia episcopale consacrata validamente ma illegittimamente da mons. Marcel Lefebvre .  

Dopo una  prima lettura  dei documenti giunti da Roma, mons. Fellay ha accettato di anticipare al Corriere le  sue reazioni. Che sono, va detto subito, ben più  positive di quanto potesse prevedere  chi conosca la complessità del dossier aperto da decenni con la Santa Sede. Certo: la Messa non solo in latino, ma secondo l’antico rituale, è da sempre la bandiera lefevriana più appariscente. Ma gli stessi dissidenti hanno sempre insistito sul fatto che la nuova liturgia eucaristica non è che l’espressione di un orientamento in molti punti inaccettabile assunto dopo il Vaticano II dalla Catholica. Così, in certi ambienti tradizionalisti, si è spesso detto che un decreto come quello approvato ora da papa Ratzinger non solo non sarebbe bastato ma poteva esser in qualche modo  fuorviante, rafforzando gli equivoci.

Non è così stando a quanto ha voluto dirci monsignor Fellay: << Questo è un giorno davvero storico. Esprimiamo a Benedetto XVI la nostra profonda gratitudine. Il suo documento è un dono della Grazia . Non è un passo, è un salto nella buona direzione>>. Per il Superiore  lefevriano, la “normalizzazione“ della messa <<non di san Pio V>>, precisa,  <<bensì della Chiesa di sempre>>, è << un atto di giustizia, è un aiuto  soprannaturale straordinario in un momento di grave crisi ecclesiale>>.  Ancora : << La  riaffermazione da parte del Santo Padre della continuità del Vaticano II e della messa nuova con la Tradizione costante della Chiesa -dunque la negazione di una frattura che il Concilio avrebbe introdotto con i 19 secoli precedenti- ci spinge a continuare la discussione dottrinale. Lex orandi, lex credendi : si crede come si prega. Ed ora è riconosciuto che, nella messa di sempre,  si prega “giusto“>>. In ogni caso, da oggi, un solo rito, due forme egualmente legittime (dette di Pio V e di Paolo VI) per esprimere un’unica fede.  

Per giungere a questo risultato, la resistenza di mons. Lefevbre e dei suoi è stata decisiva, già da cardinale Joseph Ratzinger pensava di avere un debito verso questi fratelli che esprimevano disagi che, almeno in parte, egli stesso condivideva. Mons. Fellay ammette il ruolo della sua Fraternità ma guarda oltre: << Sì, la Provvidenza ci ha permesso di essere strumenti per pungolare Roma e  giungere sino a questo giorno. Ma siamo anche consapevoli di non essere che il termometro che segnala una febbre che esige rimedi adeguati. Questo documento è una tappa fondamentale in un percorso che ora potrà accelerare, speriamo con prospettive confortanti, anche nella questione della scomunica >>.

Nessuna delusione, quindi? << Direi di no, anche se  meno soddisfacenti ci sembrano alcuni passi della lettera di  introduzione, dove si avvertono  condizionamenti di politica ecclesiale >>. In ogni caso, il fatto è oggettivo e monsignor Fellay e i suoi ne sono pienamente consapevoli: non sono stati inutili, malgrado  aspetti talvolta duri e  censurabili, i quarant’anni di opposizione. Nei prossimi giorni, la Fraternità invierà una lettera del Superiore Generale a tutti i suoi fedeli del mondo che così inizia: << Il Motu Proprio pontificio ristabilisce la  Messa tridentina nei suo diritti e riconosce chiaramente che non è mai stata abrogata. Così, la fedeltà a questa messa –per la quale molti preti e laici sono stati perseguiti e sanzionati per molti decenni– non è mai stata una disobbedienza >>.

La strategia del  recupero della Tradizione, iniziata da Giovanni Paolo II, pur costretto all’obbligata scomunica, coglie con Benedetto XVI un successo notevole,  nella prospettiva  dell’ antico progetto ratzingeriano di una “riforma della riforma“, e non soltanto quella liturgica. Le proteste  di certi episcopati? Qualcuno fa notare che, stando a impietose  proiezioni, entro vent’anni almeno un terzo delle diocesi dell’Occidente –compresa la  Francia, che  è quella che più disapprova l’iniziativa papale  - dovrà essere addirittura soppresso per mancanza di clero . Difficile, dunque, per vescovi con forze ridotte al lumicino, far la voce grossa contro quei “lefevriani“ che, al contrario, godono di un flusso ininterrotto di vocazioni. La stessa  diocesi di Parigi ha ormai un numero di sacerdoti diocesani (con un’età media assai avanzata e spesso sfiduciati) di poco superiore a quello degli invisi “tradizionalisti“, i cui preti sono in maggioranza giovani, fortemente  determinati, forgiati allo studio e alla disciplina da seminari di rigore implacabile.  

        

Vittorio Messori

Corriere della Sera, 8 LUGLIO 2007

 

http://www.et-et.it/articoli2007/a07g08.htm

 

 Torna ai Comunicati gia' pubblicati - Home Page