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Anno III, Comunicato n. 41 , del 2 maggio   2008

 

 

Vietati i crocifissi

 

 

Succede a Gerusalemme, dove migliaia di pellegrini e turisti si riversano ogni anno in visita ai lughi sacri alla cristianità, ma senza disdegnare una visita ai monumenti e ai più famosi siti di altre confessioni. Recarsi sulla Spianata delle Moschee è oggi molto più difficile per i non-musulmani, il cui accesso era previsto solo da una porta, la Porta di Magharba, o Porta dei Magrebini, ora chiusa per gli scavi...

Chi vi si sia recato non per motivi di fede islamica, sa che vi regnava la massima austerità e compostezza. Nessuno sarebbe venuto a importunarvi in quel luogo sacro, dal quale si godeva una vista splendida su parte della città vecchia, sul lato est fuori le mura, e sul Monte degli Ulivi che fronteggiava la Moschea di Omar al di là della valle del Cedron. Un luogo incantevole, nel quale si aveva la consapevolezza di trovarsi come sull'ombelico del mondo. I resti dell'antico tempio, e probabilmente dell'Arca dell'Alleanza, seppelliti da qualche parte nel sottosuolo (che archeologhi israeliani cercano come forsennati bucando come una gruviera in profondità il monte), la Spianata con le tante piccole moschee e le due principali di Al-Aqsa e di Omar a troneggiare scintillanti con il loro carico di storia, di tradizione e di leggenda, ed infine il Monte degli ulivi, dirimpetto, con alla stessa altezza il Dominus Flevit, dove Nostro Signore pianse nuovamente su Gerusalemme, e poco più in basso il giardino del Getsemani e la Grotta del Tradimento, ed infine la Tomba di Maria, o della Dormizione.

Se Roma è "Caput Mundi", quel luogo in Gerusalemme ne è sicuramente l'ombelico, a cui sono collegate come ad un cordone, appunto ombelicale, le più importanti confessioni, che vedono in Gerusalemme un imprescindibile punto di riferimento, dove i padri hanno lasciato in eredità una tradizione da curare.

Il problema lì, oggi, non sono i fedeli maomettani, ma le milizie israeliane che impediscono l'accesso al Monte Moria. Chi scrive infatti, quando ha potuto, vi si è sempre recato in compagnia di un amico arabo musulmano di Gerusalemme, persona gentilissima che mi ha voluto illustrare le doti nascoste di quel luogo , dimostrando al contempo un disponibile senso dell'amicizia e dell'ospitalità anche a me che ero dichiaratamente un latino. Uno scambio di doni ha sempre concluso i nostri incontri.

Di tutt'altra pasta chi finge di piangere, più in basso, a ridosso dei resti delle mura di Erode, e non del tempio vero e proprio, che si troverebbe più in là verso nord-ovest. Miriadi di rabbini, o che si spacciano per tali, con i loro vestiti neri, i cappellacci e le barbe lunghe, che ti adocchiano subito come non ebreo e si offrono, prepotentemente, di elargirti una delle loro "benedizioni": ovviamente a pagamento. Si crea una disputa su chi ti deve "benedire", e prendere i dollari... Loro saranno anche rabbini, ma accà nisciun'è fesso.

Te la dò io la benedizione...

Già le abbiamo viste invece, solo dall'anno scorso, le milizie armate all'interno della Basilica del Santo Sepolcro.

Ora capita che ad alcuni fedeli cattolici irlandesi in visita a Gerusalemme, e che si erano recati al Muro Occidentale, il così detto Muro del Pianto, è stato imposto di rimuovere i crocifissi dal collo e gli altri segni di distinzione religiosa. Il gruppo di fedeli in pellegrinaggio stava anche portando con se una statuetta della Madonna che avrebbe poi voluto far benedire (così ci è stato riferito da fedeli irlandesi ieri, primo maggio, Ascensione del Signore, dopo la Messa).

In malo modo un ufficiale dell'esercito (ci sono sempre militari che presidiano e pregano nei pressi del Muro) si è avvicinato al gruppo di fedeli intimando loro di rimuovere immediatamente i crocifissi che portavano al collo, piccole crocette che vendono per pochi denari alcuni poveracci che stazionano nei pressi dei luoghi sacri. Spaventati i pellegrini hanno obbedito e si sono allontanati da quel luogo che pare essere sempre più in mano ad un pugno di fanatici, i quali hanno la convinzione e la presunzione di aver giudaizzato tutta Gerusalemme.

Ovviamente nessuno si sogna di chiedere loro di rimuovere la kippa dalla testa quando sono in aree cristiane della città vecchia. E neppure se entrano nelle chiese o al Santo Sepolcro. Ma scherziamo?! Chiedere una cosa del genere sarebbe da antisemiti. Eppure nelle nostre chiese agli uomini è chiesto di rimuovere i copricapo. Per rispetto tutti dovrebbero fare altrettanto.

Da sottolineare che tutti i fedeli irlandesi indossavano, come d'obbligo, lo zoccotto ebraico, la kippa, che viene distribuita gratuitamente, in formato cartaceo, a chiunque si rechi in prossimità del Muro del Pianto. Ho detto in prossimità: di un muro, all'aperto.

Che dire...ci hanno dato un'altra lezione di come i giudeo-sionisti d'Israele intendano la tolleranza e la sensibilità alla non discriminazione, cose per cui enti al loro servizio come l'ADL (Anti Defamation League del massonico B'nai B'rith) vigilano nella nostra vecchia Europa, pronti ad intervenire alla minima minaccia di discriminazione.

Ma i cristiani non contano, sono solo goijm, animali parlanti.

Quando mai si è visto un cane, per giunta non di razza, reclamare di essere trattato come un essere umano, per giunta di razza eletta?

 

Peccato che essi non sappiano, o non intendano sapere, che la loro elezione, (se mai vi fu potrebbe anche asserire chi non crede, ma che conosce comunque la storia), è stata in funzione della preparazione della venuta di quel Salvatore, di quel Messia, di quel Cristo che i loro antichi sacerdoti del tempio hanno voluto a tutti i costi in croce, e che ancor oggi è Pietra Angolare e di scandalo. Di quel Cristo la cui immagine era riprodotta su quei piccoli crocifissi, a memoria ed aiuto per la meditazione, di quei fedeli irlandesi maltrattati dal "fratello maggiore" in divisa sionista. Pregheremo anche per lui.

 

La Redazione

 

“Preghiamo anche per gli Ebrei, affinché il Signore Dio nostro tolga il velo dai loro cuori, in modo che essi pure con noi riconoscano Gesù Cristo Signor Nostro. Preghiamo. O Dio onnipotente ed eterno, che non rigetti dalla tua misericordia neppure gli Ebrei, esaudisci le suppliche che ti rivolgiamo per questo popolo accecato, affinché ammetta che il Cristo è la luce della tua verità, ed esca così dalle tenebre” (Messale Romano del 1962).

  

L'ex Rabbino Capo di Roma, Zolli, convertito e fattosi battezzare con il nome di Eugenio in onore a Papa Pacelli. A fianco Pio Edgardo Mortara, altro famoso ebreo convertito.

 

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