Apprendiamo che di recente
alcuni siti/blog-web di giornalisti di fama su testate nazionali,
di professori universitari, di politici di carriera,
su
Forum,
dei quali non
diremo i nomi per non dar loro soddisfazione e
risalto, si sono occupati di
diffamare il lavoro di informazione e
controinformazione da noi portato avanti con onestà
ed impegno, nel rispetto
delle regole, sul nostro portale on-line, con accuse
pesanti di tipo xenofobo e oscurantista, in piena
contraddizione con la linea falsamente "liberale"
della quale tali sedicenti "difensori della
democrazia" vorrebbero ammantarsi.
Ricordiamo a questi istigatori di odio e
discriminazione nei confronti di chi lecitamente e
legittimamente fa analisi critica degli avvenimenti
internazionali, che intimidire e oltraggiare
chicchessia per l'uso sacrosanto del diritto di
cronaca è totalmente in contrasto con le più
elementari regole delle democrazie compiute. E
questi neocon nostrani lo sanno bene.
Rammentiamo altresì loro, come a tutti, che la
definizione "sionismo", come quella
di "marxismo",
"nazismo", "socialismo", "liberismo", "comunismo",
"capitalismo", "anarchismo", ecc.,
identifica semplicemente un'ideologia, tra le tante, frutto di
elaborazioni mentali di intelligenze umane, e
pertanto liberamente e doverosamente analizzabili,
verificabili, criticabili, condannabili o
approvabili.
Il "sionismo" non è un dogma universale
imperscrutabile, tanto meno in un'epoca in cui i
veri dogmi sono oggetto di pubblici linciaggi da
parte di imbonitori televisivi (a spese degli
utenti) che godono della totale impunità e
copertura.
Tanto più tali ideologie sono analizzabili,
verificabili, criticabili, condannabili, quando esse
lasciano dietro se stesse, ed i loro esecutori,
una lunga scia di sangue e di morte, di ingiustizie
e negazione dei diritti fondamentali, per quelle
popolazioni che ne sono state e ne sono vittime.
Nel caso del "sionismo" è
sotto gli occhi di tutti quali siano i frutti
nefasti della sua applicazione pratica e
politico-militare, che da 60 anni a questa parte
insanguina e provoca immani sofferenze, che dalla Terra
Santa di Palestina giungono ben oltre il Tigri e
l'Eufrate.
Migliaia e migliaia di
morti soprattutto tra i civili, milioni di
profughi a cui è negato il rientro sulle secolari
legittime proprietà, l'incarceramento di oltre
12mila prigionieri soprattutto per reati politici e
d'opinione, la tortura sistematica di
donne-uomini-bambini, la distruzione di interi
villaggi arabi sui quali sono state edificate
colonie abusive, la riduzione alla fame-alla sete e
alla denutrizione di un'intero popolo, la negazione
delle elementari e necessarie cure mediche, il
sistematico furto di terreni e beni senza altra
motivazione che quella di indurre allo stremo delle
forze e incoraggiare all'esodo gli autoctoni arabi,
la costruzione di disumani muri e barriere di
segregazione per rendere impossibile un normale
svolgimento delle attività sociali di milioni di
persone, la costrizione della popolazione araba
palestinese in forme di vita insostenibili entro
ghetti, come topi in gabbia.
È la popolazione araba
palestinese ad essere oppressa e decimata, non il
contrario.
È la popolazione araba
palestinese che è assediata e cerca di difendersi,
non il contrario.
È il regime coloniale sionista
ad avere invaso ed occupato territori non di sua
pertinenza.
Se si perdono di vista tali
presupposti, si confondono i termini del confronto.
Cosa per cui lavorano in
tandem la propaganda asservita ed i camerieri delle
banche: i politici.
Se fino a qualche anno fa è stato possibile
mascherare questa operazione di invasione militare
pianificata e senza scrupoli, oggi l'evidenza degli
effetti disastrosi di 60 anni di politica sionista è
talmente macroscopica che solo più chi è in
mala-fede, o totalmente imbevuto di propaganda senza
riscontro effettivo, può ancora difendere un regime
sanguinario (è cronaca quotidiana) e accusare
perfidamente di "antisemitismo" chi, nel vuoto
istituzionale d'informazione, racconta della cruda
realtà dei fatti per bocca di autori, ebrei,
musulmani, cristiani, atei, religiosi, laici,
uomini, donne, tutti accomunati dalle stesse
esperienze, vissute sulla propria pelle, e testimoni
della pericolosità di una delle ideologie più
deleterie dell'era contemporanea.
L'accusa di "antisemitismo", a chi si permette di
criticare il sionismo israeliano, è tanto più
infondata quanto mal indirizzata: coloro che sono i
peggiori antisemiti ed i veri sterminatori di
popolazioni di razza semita, sono infatti proprio i
sionisti, ed i loro sostenitori complici, che hanno
fatto e continuano a fare strage dei fratellastri
semiti arabi.
Poco importa che a confondere le idee e i termini
siano eminenti personalità politiche, le quali,
ricordiamo bene tutti, che in un passato non troppo remoto
inneggiavano a dittature che schiacciavano la
libertà dei popoli sotto i cingoli di carri armati
con impresse la falce&martello e la stella rossa.
Cambiano i simboli, ma i carri armati sono gli
stessi.
Se la progenie araba è discendenza carnale di
Ismaele (figlio della schiava Hagar, figlio di
Abramo, della stirpe di Shem), quella
ebraica, o presunta tale, è figlia di Jacob, di
Isaac, di Sarah, di Abramo, della stirpe di Shem).
Semiti contro semiti.
Chi scrive in questo spazio non è, nè è mai stato,
avverso alla razza semita in quanto tale, come a
nessun altra, nè a
quella ebraica e tantomeno a quella araba, e gli
innumerevoli documenti redatti da autori sia arabi
che ebrei con cui collaboriamo (Le
Origini del conflitto israelo-palestinese,
Palestina la pace mancante,
Witness
in Palestine,...ecc...) ne sono la riprova.
Di sangue siculo, sono poi probabilmente in parte portatore di
entrambi i DNA.
Solo la malafede, ed un uso spregiudicato di
falsità, possono cercare di infangare chi della
Verità e della retta informazione ha fatto il
proprio stile di vita e di missione al popolo.
Che "...la Verità vi farà liberi..." è promessa
divina e di Fede.
Nessuno potrà poi impedire alle intelligenze libere,
e ancora in possesso di un sano e onesto senso
critico autonomo, di discernere tra i termini e non
fare di "tutta un'erba un fascio", confondendo
ideologia e teologia, politica e filosofia, ipotesi
e strategie applicate.
No, cari falsari del giornalismo accreditato, che
occupate poltrone e cattedre impropriamente, dalle
quali dirigete le vostre campagne per screditare chi
può mettere in dubbio ed in pericolo i vostri
castelli di carta di menzogne sui quali avete fondato le
vostre effimere fortune.
La vostra scorrettezza vi
si ritorcerà contro, come le angherie inflitte alla
popolazione di Terra Santa si ritorceranno contro i
colonialisti sionisti, loro aguzzini.
Anche un animale, stretto in angolo senza vie di
fuga, bastonato e maltrattato, appena può morde la
mano di chi brandisce la verga. È una legge
naturale di causa-effetto.
Adoperatevi piuttosto per portare alla ragione chi
brandisce la verga, invece di prendervela con chi
reclama giustizia.
Forse è troppo tardi per
stabilire sentimenti di amicizia con quell'animale,
troppo ferito, ma non è detto che non si possa
provare ad instaurare un rapporto diverso tra la sua
discendenza e quella di chi da 60 anni l'ha
costretto a subire.
Nulla è impossibile, quando uomini di buona volontà
cercano soluzioni eque per tutti.
Dio vede e provvede, noi facciamo la nostra parte.
Scrivete e pubblicate anche questo sui vostri siti
liberal-sionisti.
Noi non ci faremo intimorire dalle minacce di
nessuna lobby, e pregheremo comunque per tutti in questo
prossimo Venerdì Santo, anche per i giudei
increduli,
come l'antica liturgia ci ha sempre prescritto, per
carità divina,
nello stesso momento in cui altri invece ci indirizzeranno
le solite maledizioni di rovina e di morte,
approfittando dell'uso di una lingua che gli umili
ed i gentili non possono comprendere.
Ma chi semina
la zizzania nel vento, raccoglie poi la tempesta.
Dio illumini i loro cuori sul male che stanno
compiendo, a se stessi e ai propri figli, oltre che
a danno del prossimo.
La Redazione
TerraSantaLibera.org
