FERDINANDO IMPOSIMATO, (il magistrato che si è
occupato del caso Moro, dell’attentato a Giovanni Paolo II e
dell’omicidio di Vittorio Bachelet da parte delle BR), ha scritto
un interessantissimo libro (La grande menzogna. Il ruolo del
Mossad, l’enigma del Niger-gate, la minaccia atomica dell’Iran,
Roma, Koinè Nuove Edizioni, 2006).
In esso, con documenti alla mano, senza
eccedere in voli pindarici non provati di bassa lega
“complottarda”, spiega la genesi degli attentati dell’11 settembre
2001, la guerra all’Iraq del 20 marzo 2003 e la probabilmente
futura guerra (nucleare) all’Iràn, che scatenerà una catena di
ritorsioni nucleari, capaci di sconvolgere la faccia della Terra.
Il magistrato parte da un recente attacco verbale contro l’ONU
(Firenze, 12 novembre 2005) da parte di Michael Ledeen e Richard
Perle, neoconservatori americani, che dietro input di Cheney e
Rumsfeld,vogliono lanciare l’attacco atomico contro l’Iràn,
mettendo prima a tacere le resistenze delle Nazioni Unite.
Richard Perle è “un ebreo legato al Likud,
partito di estrema destra israeliana” (p. 20) e specialmente con
Benjamin Netanyahu, che ha scavalcato a destra anche Ariel Sharon,
troppo moderato verso i palestinesi.
Assieme a Michael Ledeen, egli dirige
l’American Enterprise Institute “noto anche in Italia per i
contatti con la P2” (p. 22).
Imposimato citando Albert Einstein, si chiede se “esiste il
rischio di un conflitto nucleare di portata apocalittica" che
porterebbe alla fine 2/3 dell’umanità?” (p. 25).
Risponde affermativamente, asserendo inoltre
che l’Iràn e la Siria sono i prossimi obiettivi dell’America.
Quanto alla 2^ guerra contro l’Iraq, essa non fu la conseguenza
dell’11 settembre 2001, ma “fu decisa molto tempo prima
dell’attacco alle Torri gemelle” (p. 26), verso il 1999/2000. Tale
guerra fu fatta “per conquistare le risorse petrolifere del MO ed
allargare il dominio degli Usa, offrendo protezione ad Israele,
esposta al rischio di un nuovo olocausto” (p. 27).
Inoltre è falso che “tutto sia cominciato con l’11 settembre
2001”, infatti, già nel febbraio del 1993 “un camioncino con 700
chili di semtex esplose nel parcheggio del WTC” (p. 99).
Il 7 agosto 1998 “alcuni camion di esplosivo
con kamikaze devastarono le ambasciate americane di Nairobi in
Kenia e Dar Es Salam in Tanzania” (p. 100). Fino all’informazione
ricevuta dall’FBI nell’agosto 2001 di “attacchi terroristici
imminenti, su larga scala, contro obiettivi altamente visibili”
(p. 103).
Dunque, conclude il giudice,si conosceva, e si
era già costatato sin dal 1993, la capacità operativa del
terrorismo anche in terra americana; ma si è voluto lasciar fare,
per attaccare guerra in MO, come a Pearl Halbour nel XX secolo
contro il Giappone, e sulle coste di Cuba nel XIX secolo, contro
la Spagna.
Secondo Imposimato (che dimostra quel che scrive), “un governo
mondiale invisibile muove le fila dei governi nazionali (…). Tutto
ciò con l’avallo dell’estrema destra ebraica, il Likud…, dietro
gli eventi del terzo millennio vi è un gigantesco complotto ordito
per giustificare la guerra all’Iraq e preparare quella all’Iràn”
(p. 27).
Dopo lo smacco subito in Iraq, l’America
penserebbe di impiegare “armi nucleari di tipo nuovo,piccole bombe
atomiche ad effetto territoriale limitato” (p. 32). Gorge W. Bush
“si avvale di consiglieri preziosi, come Karl Rove, ebreo legato
al Likud, e come Dick Cheney, che ha al suo fianco Lewis Libby,
anche lui ebreo vicino a Bibi Netanyahu, capo del Likud.
A decidere non è solo Bush, ma lui e il suo
staff, che serve anche altri padroni (…) Bush, manovrato da Cheney
e Rove, pedine di Netanyahu, intende dominare il mondo con la
forza, a furia di guerre preventive, può coinvolgere anche
l’Europa, a partire all’Iràn” (p. 35).
Imposimato scrive che “Bin Laden e Al Qaeda avevano preparato e
organizzato…, la sfida militare agli Usa” (p.40). Ma ammette anche
che “del piano sapevano in molti, e primo tra tutti il Mossad, con
infiltrati ovunque,e non fecero nulla per impedire l’evento…
Dall’11 settembre, il sostegno dell’America a Israele fu
automatico” (p. 40).
Inoltre lo scandalo dell’uranio che Saddam
voleva comprare in Niger, per prepararsi la bomba atomica, risulta
essere un falso, preparato nel 2000, da un ex agente dei servizi
segreti italiani e poi rilanciato dall’Inghilterra.
Esso ha costituito la famosa “canna fumante”
per scatenare la guerra all’Iraq che non poteva esser tirato
dentro l’11 settembre, poiché estraneo alla mentalità di Al Qaeda
(cfr. pp. 41-54).Tuttavia, questa volta, la forza militare e
nucleare iraniana è reale e “non può essere sottovalutata” (p.
82). Infatti “il potenziale militare dell’Iran è notevole.
Teheran è in possesso di più di 500 missili
balistici Sheab-1e Sheab-2 con una gittata da 300 a 500 km; e di
un numero indeterminato di Shehab-3 che hanno una portata di 3000
km ed una carica esplosiva di 700 kg e sono in grado di
raggiungere le città e le basi israeliane” (pp. 152-153).
“Manca la certezza della vittoria” (p. 83) ed è solo per questo
che non è ancora stata ingaggiata guerra. Inoltre, con
Ahmadinajead al potere in Iràn, la vittoria di Hamas in Palestina,
gli Hezbollah in Libano diretti dalla Siria, si corre verso uno
scontro frontale contro Israele, alimentato da sionisti,
neoconservatori americani; e per contrapposizione da Al Qaeda e
Bin Ladèn.
Penso che sia certa la guerra, resta incerto
solo chi attaccherà per primo: il blocco arabo anti-israeliano
oppure il Sionismo-americanista?
Purtroppo, uno dei due lo farà sicuramente,
scatenando la reazione dell’altro, che porterà alla catastrofe
nucleare mondiale.
Imposimato ci ricorda che “l’Italia, secondo le
dichiarazioni del generale James Jones al New York Times, sarebbe
immediatamente coinvolta nel conflitto nucleare più di altri
paesi. Essa, infatti, ospita da Aviano e a Ghedi, per conto della
Nato, 90 armi atomiche di cui 50 in dotazione di aerei
statunitensi e 40 di aerei italiani…
L’Italia rappresenta, dunque, un obiettivo
nucleare dei nemici dell’America” (p. 135).
Il magistrato conclude così il suo libro: “E’ prevedibile una
serie di reazioni a catena dopo l’attacco all’Iràn… Sarebbe
l’apocalisse più volte evocata da Einstein” (p. 151).
Non posso dilungarmi oltre, chi volesse saperne
di più e leggere i riscontri e le prove, può studiare il libro
citato, anche se non è condivisibile in toto.
Sullo stesso tema si può consultare anche:
F.PAZIENZA, Il disubbidiente, Milano, Longanesi, 1999.
A. BARACCA, I rischi di guerra nucleare, Firenze, Il Ponte alle
Grazie, 2000.
P. DI PASQUALE, Hezbollh, Roma, Koinè Nuove Edizioni, 2003.
F. IMPOSIMATO, Terrorismo internazionale. La verità nascosta,
Roma, Koinè N. E., 2002.
U. RAPETTO-R. DI NUNZIO, L’Atlante delle spie, Milano, Rizzoli,
2003.