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20 apr. - Il
segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha affermato
che il mondo deve alzarsi contro la minaccia dell’intolleranza che
può derivare anche dalla crisi economica. Parole pronunciate nel
giorno in cui a Ginevra si apre Durban II, l’evento Onu per la
revisione della conferenza del 2001 contro il razzismo. Secondo Ban
fenomeni come l’antisemitismo e l’islamofobia “devono essere
combattuti”. Ban si è poi detto dispiaciuto che gli Stati Uniti e
altre nazioni (tra le quali l’Italia, la Germania, l’Olanda, il
Canada, l’Australia e Israele) abbiano deciso di boicottare
l’appuntamento organizzato dal Consiglio dei Diritti umani delle
Nazioni Unite che ha sede nella città svizzera.
Il boicottaggio è
stato deciso sulla base dei documenti preparatori di Durban II che,
come già fu per Durban I nel 2001, sono stati considerati pieni di
riferimenti antisemiti, antisionisti e contrari alla libertà di
espressione da parte dei Paesi che hanno annunciato il proprio
forfait.
KOUCHNER: PRONTI A USCIRE DALL'AULA CON TUTTA L'UE
- La Francia ha deciso di
partecipare ai lavori della conferenza dell’Onu sul razzismo (Durban
2). Ma se l’assise di Ginevra si trasformerà in una piattaforma
razzista e anti-israeliana (come successe a Durban nel 2001) la
Francia lascerà “immediatamente” i lavori del Consiglio dei Diritti
umani.
Lo ha affermato
nel corso di una intervista radiofonica il ministro degli Esteri
francese Bernard Kouchner. Il gesto dell’ambasciatore francese
dovrebbe esser imitato da quello degli altri rappresentanti europei
convenuti a Givenvra per Durban 2. Insieme all’Inghilterra e alla
Spagna, la Francia è uno dei più grandi Paesi dell’Unione europea
che ha deciso di partecipare alla conferenza nonostante i contenuti
antisemiti e anti-occidemtali dei documenti preparatori.
Fuori da Durban sono invece
rimaste l’Italia, la Germania e l’Olanda, raggiunte all’ultimo
minuto anche dalla Polonia

GLI EBREI SVIZZERI "SCONVOLTI" PER L'ACCOGLIENZA AD AHMADINEJAD
- L’accoglienza
data dal presidente elvetico Hans-Rudolf Merz al presidente iraniano
Mahmud Ahmadinejad ha suscitato le dure proteste della comunità
ebraica svizzera. Il numero uno della Repubblica
islamica è giunto nel Paese alpino per partecipare ai lavori di
Durban 2, l’appuntamento per la revisione della conferenza di Durban
(2001), organizzati dal Consiglio dei Diritti umani dell’Onu con
sede a Ginevra.
E proprio in un
albergo della città sul lago Merz ha cenato domenica sera con
Ahmadinejad suscitando lo sconcerto degli ebrei svizzeri. Karin
Bloch, presidente del Swiss Club Israele ha dichiarato:
“Siamo sconvolti, quello che è
successo è terribile. Siamo molto dispiaciuti per questo
comportamento”, mentre fonti istituzionali della comunità ebraica
svizzera, che conta poco meno di 15mila membri ,hanno fatto sapere
di “disapprovare” il comportamento del presidente Merz.
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