Ebrei bruciano in piazza volumi del
Nuovo Testamento
Centinaia
libri sacri ai cristiani sono stati dati pubblicamente
alla fiamme giovedì scorso nella città israeliana di Or
Yehuda (Tel Aviv) su istruzione del vicesindaco Uzi
Aharon. Lo riferisce il quotidiano Maariv
TEL AVIV – Centinaia di volumi del Nuovo Testamento
sono stati dati pubblicamente alla fiamme giovedì scorso
nella città israeliana di Or Yehuda (Tel Aviv) su
istruzione del vicesindaco Uzi Aharon. Lo riferisce con
grande evidenza il quotidiano Maariv secondo cui i testi
sacri sono arsi mentre attorno seguivano la scena
centinaia di allievi di una scuola ortodossa.
Aharon ha spiegato al giornale di essere impegnato
in una lotta serrata per contrastare nella sua città le
attività di «missionari cristiani». La settimana scorsa,
dopo aver appreso che costoro avevano distribuito copie
del Nuovo Testamento, ha provveduto a raccoglierle casa
per casa. «Tutti i libri sono stati bruciati» ha
confermato.
Fra le prime reazioni quella di Efraim Zuroff,
direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, secondo
cui da un lato occorre effettivamente sbarrare in Israele
la strada ad attività missionarie, mentre dall’altro
occorreva mostrare rispetto verso i testi cristiani.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno....&IDCategoria=7
FONTE :
http://magianum.splinder.com
Tratto
da :
60 anni controversi
di
Giorgio Bernardelli
per
TerraSanta.net
Milano, 8 maggio 2008
Su
Arutz Sheva,
l'agenzia vicina al movimento dei coloni, troviamo
la notizia di un gesto assurdo: tra le tante
celebrazioni che a Gerusalemme ogni anno scandiscono
la festa dell'Indipendenza c'è anche una gara tra i
giovani sulla conoscenza della
Torah.
Quest'anno, però, tra i partecipanti, c'è anche una
diciassettenne cristiana che è arrivata in finale.
Tanto è bastato a spingere Yosef Mendelevitch,
figura di spicco degli ex Prigionieri di Sion (gli
ebrei russi cui - sotto il regime sovietico - veniva
impedito di emigrare in Israele) per disdire la sua
presenza nel comitato d'onore. «Mi rifiuto - ha
dichiarato - di sostenere un evento che i missionari
cristiani vogliono prendere in ostaggio per
perseguire i loro obiettivi». Non farà notizia come
le bandiere di Israele bruciate. Ma anche questo è
un atto grave di intolleranza.