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Anno III, Comunicato n. 47  , del 11 giugno  2008

 

 

Ebrei bruciano in piazza volumi del Nuovo Testamento

 

Centinaia libri sacri ai cristiani sono stati dati pubblicamente alla fiamme giovedì scorso nella città israeliana di Or Yehuda (Tel Aviv) su istruzione del vicesindaco Uzi Aharon. Lo riferisce il quotidiano Maariv

TEL AVIV – Centinaia di volumi del Nuovo Testamento sono stati dati pubblicamente alla fiamme giovedì scorso nella città israeliana di Or Yehuda (Tel Aviv) su istruzione del vicesindaco Uzi Aharon. Lo riferisce con grande evidenza il quotidiano Maariv secondo cui i testi sacri sono arsi mentre attorno seguivano la scena centinaia di allievi di una scuola ortodossa.
Aharon ha spiegato al giornale di essere impegnato in una lotta serrata per contrastare nella sua città le attività di «missionari cristiani». La settimana scorsa, dopo aver appreso che costoro avevano distribuito copie del Nuovo Testamento, ha provveduto a raccoglierle casa per casa. «Tutti i libri sono stati bruciati» ha confermato.
Fra le prime reazioni quella di Efraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, secondo cui da un lato occorre effettivamente sbarrare in Israele la strada ad attività missionarie, mentre dall’altro occorreva mostrare rispetto verso i testi cristiani.

 

http://www.lagazzettadelmezzogiorno....&IDCategoria=7

FONTE : http://magianum.splinder.com

 


 Tratto da : 60 anni controversi

di Giorgio Bernardelli per TerraSanta.net

Milano, 8 maggio 2008

Su Arutz Sheva, l'agenzia vicina al movimento dei coloni, troviamo la notizia di un gesto assurdo: tra le tante celebrazioni che a Gerusalemme ogni anno scandiscono la festa dell'Indipendenza c'è anche una gara tra i giovani sulla conoscenza della Torah. Quest'anno, però, tra i partecipanti, c'è anche una diciassettenne cristiana che è arrivata in finale. Tanto è bastato a spingere Yosef Mendelevitch, figura di spicco degli ex Prigionieri di Sion (gli ebrei russi cui - sotto il regime sovietico - veniva impedito di emigrare in Israele) per disdire la sua presenza nel comitato d'onore. «Mi rifiuto - ha dichiarato - di sostenere un evento che i missionari cristiani vogliono prendere in ostaggio per perseguire i loro obiettivi». Non farà notizia come le bandiere di Israele bruciate. Ma anche questo è un atto grave di intolleranza.

 

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