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Risposta
a
Khalid Chaouki
(a seguire in coda)
di
Filippo Fortunato Pilato per
www.GerusalemmeTerraSanta.org
Caro Khalid Chaouki,
forse non hai colto il senso del dissenso: non c'entra nulla
l'appartenenza confessionale, e la protesta non è rivolta
agli ebrei in quanto tali.
Chi scrive è un cattolico convinto e praticante, ma si
può essere anche atei perfetti e capire che dedicare la
Fiera del Libro, un evento culturale importante, come Ospite
d'Onore, non a scrittori in quanto privati cittadini, ma ad
uno Stato, quello di Israele, che calpesta quotidianamente i
diritti alla vita e anche alla cultura di un piopolo intero,
quello palestinese, è un grave riconoscimento di presenza
civile a un'entità che si comporta invece nel modo più
incivile possibile.
I massacri del LIbano, dei Territori Occupati e di Gaza,
presenti e passati, sono lì, come macigni, a dimostrare che
Israelel non è degna di essere accreditata tra le Nazioni
quale Stato democratico e civile sinchè non porrà fine alle
gravi violazioni dei diritti umani che compie a danno della
popolazione palestinese.
Elargire poi tale onorificenza a Israele, in coincidenza
dell'anniversario della fondazione di tale stato, che
coincide anche però con la Nakba palestinese, inizio di
deportazioni, massacri, espropri e violazioni umanitarie di
vario genere compiute dallo stato coloniale sionista, è uno
schiaffo non solo al popolo palestinese in quanto tale ed
alle sue sofferenze alle quali non si è ancora posto
rimedio, ma al processo di pace stesso.
Riconoscere tale data quale celebrazione dello Stato
ebraico di Israele, è disconoscere contemporaneamente i
diritti negati allo Stato palestinese che non esiste ancora
a causa dell'aggressione militare di Israele e dei coloni da
lei foraggiati ed incoraggiati.
Lasci perdere lo "scontro di civiltà" ed un'esasperata
ricerca di "dialogo".
I fratelli ebrei, come quelli musulmani, come quelli
cristiani, come quelli che non appartengono a nessuna di
queste confessioni, sono chiamati a testimoniare coerenza e
condivisione su quei principi etici universali che lo Stato
di Israele calpesta quotidianamente.
Il boicottaggio non è nei confronti degli intellettuali,
siano essi ebrei, musulamni, cristiani, buddisti o atei, che
hanno tutti i diritti di partecipare ed esprimere il loro
pensiero e fede, ma nei confronti di uno stato razzista che
pratica l'apartheid e il genocidio quali normnali sistemi di
governo e sopraffazione di un'altra etnia preesistente sul
territorio che sta espropriando illegalmente e contro ogni
regola democratica e civile.
Se non riusciamo a capire questi semplici concetti, allora
proprio non capisco su cosa si dovrebbe dialogare.
La dissidenza e la protesta civile, sono sistemi legittimi
di manifestazione del pensiero e di denuncia di gravi fatti
da parte della popolaziione che non ha altro mezzo per far
sentire la propria voce che questo, visto che i propri
rappresentanti politici e di comnfessione, qualsiasi essi
siano, non fanno nulla per sostenere le loro istanze.
Fare finta di non sentire un coro così ampio a livello
internazionale, e negargli voce e confronto, è la più
manifesta evidenza che viviamo in un regime di
dittatura globale, al quale anche lei sta dando il suo
appoggio.
Il brutale regime sionista va fermato e ostacolato con
qualsiasi mezzo lecito e civile, non premiato e coccolato
ipocritamente.
Lo ripeto ancora sino alla nausea : non boicottiamo gli
intellettuali israeliani (o chiunque essi siano), ma
l'Onorificenza immeritata dello Stato di Israele.
Cordialmente,
Filippo Fortunato Pilato
www.GerusalemmeTerraSanta.org
www.TerraSantaLibera.org
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No al boicottaggio.
Gli scrittori
ebrei-israeliani siano i benvenuti!
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di Khalid Chaouki
06-02-2008 Roma
Basta con le strumentalizzazioni delle vicende in Medio
Oriente. Il boicottaggio della Fiera di Torino è contro
il dialogo e il valore che l'Islam attribuisce alla
cultura e alla scienza.
“Cercate la conoscenza anche se si trovasse in Cina”.
Questo è un celebre detto (hadith) del profeta Muhammad
(Maometto) che contrasta drasticamente con gli appelli
lanciati da alcuni esponenti musulmani e non solo per il
boicottaggio della
Fiera del Libro di Torino a causa della
presenza di uno stand riservato agli scrittori
israeliani e allo Stato di Israele come ospite d’onore.
E così
dopo lo stop alla visita della delegazione musulmana
alla sinagoga di Roma nei giorni scorsi,
si registra una nuova crisi, questa
volta a mio avviso ancora più grave perché riguardante
la cultura in generale e il diritto degli intellettuali
di esprimersi e confrontarsi con il loro pubblico.
Credo sia in atto oggi
una evidente strumentalizzazione delle vicende politiche
drammatiche in Medio Oriente al fine di
evitare e boicottare non la Fiera di Torino o lo Stato
di Israele, ma il confronto e il dialogo tra le persone
di buona volontà facendo cadere così man mano stereotipi
e pregiudizi reciproci.
Cosa impedisce a Tariq Ramadan o ad altri esponenti
della cultura o della politica di confrontarsi
apertamente con i loro interlocutori ebrei o israeliani?
E che colpa hanno gli intellettuali
ebrei o israeliani di fronte alla politica talvolta
criminale portata avanti da alcuni governi israeliani
come sta avvenendo a Gaza per esempio?
E d’altra parte,
perché gli intellettuali arabi o musulmani non
condannano esplicitamente gli attacchi contro la
popolazione civile israeliana portati avanti da Hamas?
Perché sono stati in silenzio di fronte alla vergognosa
guerra civile tra Hamas e Fatah che ha portato a decine
di vittime palestinesi? Non è forse
lo stesso “double standard” che si rimprovera spesso e
volentieri alla politica americana o occidentale in
genere nei confronti dei paesi arabo-islamici?
Senza iniziare a fare la verifica delle reciproche
responsabilità,
il mio appello a Ramadan e a tutti
coloro che stanno speculando su un evento come la Fiera
di Torino, che ha coinvolto in passato decine di
intellettuali arabi e musulmani,
è quello di smetterla di far di tutto per dare ragione a
Huntinghton. Lo scontro di civiltà non
esiste se noi musulmani, ebrei, cristiani, laici,
credenti e non credenti non lo vogliamo creare.
E allora da musulmano italiano dico ai fratelli ebrei:
siete i benvenuti! |
http://www.infopal.it/testidet.php?id=7544
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