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OPERAZIONE DI TERRA A GAZA : MENTRE INFURIA LA GUERRA
4/1/2009

La famiglia al-Bakr è
l’ultima vittima dell’offensiva israeliana: madre e quattro figli,
secondo fonti palestinesi, sono rimasti uccisi dopo che un missile ha
centrato la loro abitazione a al-Toufah, un quartiere della città di
Gaza.
In un altro quartiere,
quello di al-Hawa, un missile lanciato da un drone ha ucciso tre medici
che stavano prestando soccorsi ad alcuni feriti; a Beit Lahiye hanno
perso la vita quattro bambini.
Mentre si susseguono
le notizie di scontri anche tra combattenti palestinesi e soldati di Tel
Aviv (che ha finora ammesso di aver perso un soldato) i cui bilanci
restano tuttora incerti, c’è già la sicurezza che sono i civili, i
bambini e le donne in particolare, a pagare il prezzo più alto
dell’offensiva israeliana che da ieri sta procedendo anche via terra con
l’ausilio continuo di bombardamenti aerei e di cannoneggiamenti dalle
navi al largo della costa. Secondo varie fonti più di 40 persone hanno
perso la vita da ieri sera, almeno 514 dal 27 dicembre (primo giorno
degli attacchi israeliani) e sono quasi 2500 le persone rimaste ferite.
Numeri che stanno
lentamente facendo prendere posizioni più decise ai governi dei paesi
arabi, finora rimasti pressoché immobili.
Come immobile è stata
finora la comunità internazionale che sembra lentamente volersi
risvegliare dopo il ritardo accumulato negli ultimi giorni e
contraddittorie prese di posizione.
Domani, il presidente
egiziano Hosni Mubarak riceverà a Sharm el Sheikh, nella penisola del
Sinai, la troika dell’Unione Europea guidata dall’Alto Rappresentante
Javier Solana e composta dai ministri degli esteri di Francia,
Repubblica Ceca e Svezia.
Subito dopo Mubarak
riceverà il presidente francese, Nicolas Sarkozy, che comincerà
dall'Egitto un giro in Medio Oriente.
Nel silenzio e tra le
timide reazioni, spicca invece la significativa presa di posizione della
Turchia, uno dei pochi paesi musulmani alleati di Israele, che ha
definito “inaccettabile” l’offensiva di Tel Aviv. “Aver creato una crisi
umanitaria di queste dimensioni attraverso l’uso sproporziato della
forza causerà a Israele molti problemi” ha detto il capo del governo
turco Recep Tayyp Erdogan.
Mentre si va verso la
fine di questo nono giorno dell’offensiva, anche oggi centinaia di
migliaia di persone sono scese in strada in tutto il mondo – da Parigi a
Chicago, da Tel Aviv a tutte le capitali arabe – per manifestare la loro
solidarietà al popolo palestinese e chiedere la cessazione immediata
dell’attacco.
Link originale :
http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=234150
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/GazaMentreInfuriaGuerra.htm
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