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Anno III,  Comunicato 69,  del  15 settembre  2008

 

 

 

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At-Twani: il mondo non deve sapere...

 

L’autista frena. Non vuole proseguire. Troppi soldati stamattina sulle strade desertiche a sud di Hebron. Per noi di “Ricucire la Pace”, che vogliamo raggiungere gli internazionali e i giornalisti alla conferenza stampa convocata da Operazione Colomba e CPT, è ancora una volta un altro gravissimo sopruso da sopportare: l'esercito, dopo aver saputo della conferenza stampa che avrebbe denunciato le continue violenze e le aggressioni dei coloni, ha decretato che -guarda caso- proprio At Twani sarà zona militare chiusa fino a nuovo ordine. E' solo per il coraggio dei giovani di Operazione Colomba che anche noi riusciamo -a piccoli gruppi per non farci scoprire dalle pattuglie militari- a raggiungere il poverissimo villaggio che resiste  sotto il tiro dei coloni. Ma naturalmente l'obiettivo dei militari è stato raggiunto: nessun giornalista, nessuna conferenza stampa. Anche per oggi la verità si disperde tra le pieghe della Palestina sotto occupazione...

Proprio in questi giorni anche Gideon Levy ha denunciato alcune violenze dei coloni che vivono nelle colonie attorno ad At Twani, attraverso Haaretz: “Ha il corpo tutto coperto di croste che sanguinano e attorno volano mosche. Faccia, gambe e mani sono tutte ricoperte di piaghe e tagli; una è particolarmente grande. Due settimane fa Musa, che ha 10 anni, e come i suoi fratelli soffre della stessa malattia cutanea ereditaria, è stato ferito mentre scappava per salvare la pelle. Quel sabato, coloni armati di bastoni hanno fatto irruzione nell'accampamento della sua famiglia, e per Musa, consumato dalle piaghe, è stato difficile scappare. Ha i capelli biondi, è vestito di stracci scoloriti, fra cui una camicia logora, con le parole “Don't worry”. Ma Musa è spaventato a morte: ha paura che i coloni assalitori ritornino. Avevano distrutto o portato via tutto, dalla tenda fino alle ultime stoviglie, dal mangime per le bestie e gli abbeveratoi, alle lenzuola, alla radio, che hanno fracassato. Nell'ultimo attacco tutto è andato perduto, il 19 luglio. Il figlio più grande, Mohammed,  spiega che intorno alle 9 di mattina, mentre tutta la famiglia era seduta nella tenda - a parte un figlio, fuori con le pecore - hanno improvvisamente notato un grande gruppo di coloni, che scendevano da Asael verso l'accampamento. A viso scoperto, questi si sono avvicinati, maneggiando grossi manganelli.  Mohammed racconta che i coloni hanno iniziato a distruggere la tenda, e poi a danzare fra i brandelli”. Dovrebbe esser questo il tempo di ritornare allegramente a scuola.

Certamente non per i piccoli di At Twani.

 

BoccheScucite settembre 2008