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At-Twani: il mondo non deve sapere...

L’autista frena. Non vuole proseguire. Troppi soldati stamattina
sulle strade desertiche a sud di Hebron. Per noi di “Ricucire la
Pace”, che vogliamo raggiungere gli internazionali e i giornalisti
alla conferenza stampa convocata da Operazione Colomba e CPT, è
ancora una volta un altro gravissimo sopruso da sopportare:
l'esercito, dopo aver saputo della conferenza stampa che avrebbe
denunciato le continue violenze e le aggressioni dei coloni, ha
decretato che -guarda caso- proprio At Twani sarà zona militare
chiusa fino a nuovo ordine. E' solo per il coraggio dei giovani di
Operazione Colomba che anche noi riusciamo -a piccoli gruppi per
non farci scoprire dalle pattuglie militari- a raggiungere il
poverissimo villaggio che resiste sotto il tiro dei coloni. Ma
naturalmente l'obiettivo dei militari è stato raggiunto: nessun
giornalista, nessuna conferenza stampa. Anche per oggi la verità
si disperde tra le pieghe della Palestina sotto occupazione...
Proprio in questi giorni anche Gideon Levy ha denunciato alcune
violenze dei coloni che vivono nelle colonie attorno ad At Twani,
attraverso Haaretz: “Ha il corpo tutto coperto di croste che
sanguinano e attorno volano mosche. Faccia, gambe e mani sono
tutte ricoperte di piaghe e tagli; una è particolarmente grande.
Due settimane fa Musa, che ha 10 anni, e come i suoi fratelli
soffre della stessa malattia cutanea ereditaria, è stato ferito
mentre scappava per salvare la pelle. Quel sabato, coloni armati
di bastoni hanno fatto irruzione nell'accampamento della sua
famiglia, e per Musa, consumato dalle piaghe, è stato difficile
scappare. Ha i capelli biondi, è vestito di stracci scoloriti, fra
cui una camicia logora, con le parole “Don't worry”. Ma Musa è
spaventato a morte: ha paura che i coloni assalitori ritornino.
Avevano distrutto o portato via tutto, dalla tenda fino alle
ultime stoviglie, dal mangime per le bestie e gli abbeveratoi,
alle lenzuola, alla radio, che hanno fracassato. Nell'ultimo
attacco tutto è andato perduto, il 19 luglio. Il figlio più
grande, Mohammed, spiega che intorno alle 9 di mattina, mentre
tutta la famiglia era seduta nella tenda - a parte un figlio,
fuori con le pecore - hanno improvvisamente notato un grande
gruppo di coloni, che scendevano da Asael verso l'accampamento. A
viso scoperto, questi si sono avvicinati, maneggiando grossi
manganelli. Mohammed racconta che i coloni hanno iniziato a
distruggere la tenda, e poi a danzare fra i brandelli”. Dovrebbe
esser questo il tempo di ritornare allegramente a scuola.
Certamente non per i piccoli di At Twani.
BoccheScucite settembre 2008
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