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Questa mattina, Magdi Allam ci dedica la prima
pagina del Corriere, straparlando istericamente di
"minacce" al presidente Napolitano, a causa della
lettera del Comitato Ricordare la Nakba -
Lettera al presidente Napolitano. - da noi
pubblicata.
Ci garba sottolineare che è nostra consuetudine
pubblicare lettere, segnalazioni, iniziative, commenti
(anche contro di noi e il nostro lavoro, come ben si può
leggere negli appositi spazi al fondo degli articoli), a
patto che non contengano un linguaggio volgare, osceno o
offensivo. Nessuna di queste caratteristiche è presente
nel comunicato del Comitato Ricordare la Nakba, la cui
retorica, formale, quasi d'altri tempi, è supportata,
sì, da forti critiche, ma non certo dalle "minacce" che
il collega intravvede.
Il signor Allam pensa di essere nel suo Paese
d'origine, dove la libertà di stampa e di dissenso non
esistono, e chiunque osi essere in disaccordo con il
regime viene perseguitato, torturato, magari anche
ucciso. Il "democratico" giornalista invita dunque
l'Italia - forze dell'ordine, magistrati, politici - a
prendere esempio dalle dittature di altri Stati e a
comportarsi in modo arbitrariamente censorio e
persecutorio?
Ma che bel concetto di libertà ci propone.
Angela Lano,
"Quelle incredibili
minacce a Napolitano per la Fiera del libro"
di Magdi Allam
autore di

dal
Corriere della Sera, mercoledì, 5 marzo 2008
C’è qualcuno in Italia che immagina di poter
minacciare impunemente il capo dello Stato, Giorgio
Napolitano, intimandogli “caldamente di tenersi lontano
dalla fiera del libro di Torino”, perché egli sarebbe
“di parte, irrazionalmente di parte”, uno che
considererebbe “normale e lecito” il massacro dei
palestinesi, schierato dalla parte del “sopruso e
sostegno aperto al illegalità”, accusato di
“discriminazione”, "razzismo”, “settarismo”,
“faziosità”, “insensibilità”, “abuso calunnioso”,
“prevaricazione”. “Alla luce di tutto questo, signor
Presidente, La invitiamo, visto che non sarà in grado di
fare un intervento equilibrato, o come dice D’Alema,
equidistante, a non ingerire”.
Per costoro il presidente italiano compirebbe un’
“ingerenza” inaugurando una Fiera del libro che si tiene
sul territorio italiano. Quindi deve starne “lontano”.
Chi è che osa così tanto da ritenere che l’Italia sia
uno Stato a sovranità limitata o che si sottomette
facilmente alle minacce e alle intimidazioni? Il
comunicato che stiamo leggendo reca in calce la sigla
“Comitato Ricordare la Nakba” ed è datato 18 febbraio
2008. Dove per “ Nakba” si intende la “Catastrofe”,
com’è stata
ribattezzata la sconfitta degli eserciti arabi nella
guerra d’indipendenza della Stato d’Israele all’indomani
della sua proclamazione il 14 maggio 1948.
A diffonderlo è stato il sito InfoPal (http://www.infopal.it)
il 3 marzo, postandolo con la formula “Riceviamo e
pubblichiamo”. Quasi si trattasse di un messaggio come
tanti altri. “Illustre signor Presidente, abbiamo
appreso che Ella sarà presente all’inaugurazione della
fiera del libro di torino e ai festeggiamenti del 60°
anno di fondazione dello Stato di Israele”, inizia così
il comunicato che attaca subito duramente Napolitano:
“Tutti decantano la presunta democrazia israeliana. Ella
come capofila (…).
Ella è sordo e muto di fronte alle atrocità che questo
stato ha commesso in passato e continua a commetere oggi
nei confronti del Popolo palestinese”. “Vi accingete a
celebrare la nascita di uno stato colonialista che per
far posto ai milioni di ebrei ivi immigrati non ha
esitato nel 1948, a cacciare manu militari 850 mila
palestinesi, ricorrendo a forme di terrorismo che
dovrebbero ricordarLe i nemici contro i quali si è
battuto in passato. Le rammentiamo questo triste primato
perché ci sembra che Ella lo abbia rimosso”. Segue
l’affermazione secondo cui Israele si comporterebbe con
il palestinesi alla stesso modo con cui i nazisti
sterminarano gli ebrei.
Le
accuse contro il presidente Napolitano sono pesanti:
“Muoiono decine di palestinesi, senza che compaia una
notizia, una sola parola di condanna…niente. Ella tace e
questa è faziosità”. “Non avete rispetto della tante
sofferenze dei palestinesi e questa è insensibilità”.
“Ella legittima qualsiasi reazione della stato
sionista, non importa quanto criminale essa sia; questo
è settarismo”. “Ella e tutta la classe politica italiana
non avete mai protestato”.
Man mano dalle accuse si passa alla
condanna inplacabile
del nostro capo di Stato: “In nome della
sicurezza dell’entità sionista avete disatteso la
sentenza del tribunale dell’Aja, avete difeso il muro
dell’apartheid. Questo si chiama sopruso e sostegno
aperto all’illegalità”. “Avete inventato l’equazione
antisionismo = antisemitismo e avete tacitato con
infamanti accuse chiunque osasse criticare israele.
Questo si chiama abuso calunnioso”.
Dopo aver definito Israele “uno stato illegale”,
Napolitano viene tacciato di non essere “credibile”, “la
sua è una pace a senso unico, la pace per il più forte.
Queta si chiama prevaricazione”. Segue un accusa
gravissima: “ Israele elimina fisicamente gli
intelettuali e gli scritori palestinesi (l’elenco è
interminabile, non lo rammenta, singnor Presidente?), ma
questo per lei è normale, è lecito”. Chi è questo
sedicente “Comitato ricordare la Nakba” che
considera il capo
dello Stato italiano alla stregua di un criminale
fuorilegge?
Sappiamo solo che fa parte di una rete di
associazioni che aderisce al Forum Palestina (www.forumpalestina.org)
che compende anche l’agenzia Infopal. Di quest’ultima si
sa che è diretta da Angela Lano. Del “Comitato di
consulenti” di Infopal fanno parte alcuni accademici
(Wassim Dalmash, Lucia Avallone, Enrico Galoppini,
Maurizio Bagatin), giornalisti (Paolo Moiola, Maurizio
Musolino, Samir Qariouti), studiosi (Gianfranco Bosco,
Beppe Scali), due noti convertiti all’Islam (Roberto
Hamza Piccardo e Elvio Arancio), il senatore Fernando
Rossi,
Rosario Citriniti del Torino Social Forun, Dario Rossi
dei Giuristi democratici e Mariano Mingarelli presidente
dell’Associazione Amicizia Italo-Palestinese. A tutti
loro è doveroso rivolgere la domanda: siete al corrente
della diffamazioni e minacce al presidente della
Repubblica diffuse dalla vostra agenzia Infopal?
Magdi Allam
Corriere
della Sera, mercoledì, 5 marzo 2008
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