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All’alba di ieri, giovedì 10 luglio, l’esercito di
occupazione israeliano ha invaso l’ospedale statale della
città di Ramallah perquisendo i reparti di degenza e di
cure intensive.
Il ministero della sanità a Ramallah ha riferito che
“l’esercito di occupazione ha fatto irruzione
nell’ospedale alle due di notte, perquisito e danneggiato
le stanze del reparto interno e distrutto le porte del
reparto chirurgia cardiovascolare”. Ha
poi definito l’attacco barbaro e ingiustificabile.
Il ministero ha accusato il governo israeliano della
responsabilità di queste operazioni, che hanno
l’obbiettivo di turbare la sicurezza e la stabilità nella
zona, e della violazione dei diritti umani e delle leggi
internazionali sul rispetto dei centri sanitari e degli
ospedali.
Otto arresti nella città di Hebron
Sempre all’alba di ieri, le forze di occupazione hanno
arrestato almeno otto cittadini nella città di Hebron e
nella cittadina di Dura, in Cisgiordania, arrecando danni
alle abitazioni di alcuni di loro.
Alle due del mattino, una grande forza dell’esercito di
occupazione accompagnata da un bulldozer ha circondato la
casa di Jamal Karameh, nel quartiere Abu Iktelah,
costringendo gli abitanti ad uscire all’aperto e chiedendo
se ci fossero all’interno dei mujahidin; poi hanno aperto
il fuoco contro la casa e hanno lanciato delle
bombe-suono. La
sparatoria è continuata per circa due ore, seguita
dall’invasione e dalla demolizione di tutti i muri
interni, dalla devastazione del terreno intorno alla casa
e dalla distruzione della macchina di Jamal, che è stato
infine arrestato.
Tra
gli altri civili arrestati dalle forze militari israeliane
si conoscono: Farid az-Zagal, la cui casa è stata invasa e
danneggiata, insieme a quelle dei suoi fratelli; Jafar Abu
Esha, del quartiere al-Hawuz, arrestato dopo essersi visto
saltare in aria le porte della sua abitazione, che è stata
perquisita e devastata; Ashraf Abu Khalaf, di Hebron;
Ahmad Amru e i due fratelli Ahmad e Said Amru di Dura. |