L'essenza
frankista nella nuova America del profeta Obama
(creata dal frankista Brzezinski):
ossia la nuova strategia
del “grande
esperimento” cabbalistico.
Un'analisi di
Luca Fantini
24 novembre 2008
Naturalmente, la Cabbalà è assolutamente riservata agli Ebrei.
Quando i testi cabbalistici parlano di “uomo” si riferiscono
al solo Ebreo, essendo il non-ebreo, nella visione
cabbalistica come in quella talmudica un mezzo uomo o
semplicemente un “non uomo”.
Mordechai Nisan, docente della Hebrew University di
Gerusalemme, pubblicò nel 1984, nello spirito del Talmud e di
Maimonide, una dichiarazione che rende bene il concetto:
I non ebrei non devono essere elevati ad alcuno ufficio o vita
di potere sopra degli ebrei. Se rifiutano di vivere una vita
d’inferiorità, questo segnala la loro ribellione e
l’inevitabile necessità della guerra ebraica contro la loro
stessa presenza nella terra d’Israele.
Non ha importanza ora il ripercorrere la storia del
messianismo sabbatiano e frankista, non ha importanza, in
questo contesto, stabilire fino a quale grado, sabbatianesimo
e frankismo, si siano innestati sulla scia del modello
luriano. E’ necessario invece considerare, come nota peraltro
uno studioso ebreo di questi movimenti messianici cabbalisti,
che il frankismo costituì il modello perfetto, più radicale
dell’antinomismo.
L’antinomismo, in breve, è una autentica pseudo-teologia della
contro-resurrezione, una teologia “magica”, operativa, fondata
sulla prassi della salvezza tramite la dissoluzione più acuta,
tramite la dissacrazione più violenta, tramite il peccato.
Questa teologia della controresurrezione deve condurre al
trionfo planetario dell’anti-uomo, ossia alla vittoria
dell’anti-Io. Un’entità potente, cosmica che si sostituisce
all’io, che lo fa deviare dalla sua autentica missione, la
deificazione o comunque l’evoluzione spirituale, “donando”
all’io la parvenza della medesima forza divina, mentre in
realtà trattasi di potenza infera, che ha la precisa missione
di ostacolare l’evoluzione spirituale dell’Io. Ma certamente
di potenza si tratta. Solo, appunto, non di una potenza
creatrice e luminosa, che investe della sua deificante
sostanza l’uomo che liberamente sceglie di compiere la
sacrificale, eroica missione di elevazione e resurrezione, si
tratta: ma di una potenza che dà l’illusione magica
dell’elevazione. Elevazione che, in tal caso, si raggiunge
solamente tramite la dissoluzione, nel senso di
consapevole, violenta rottura del limite. In senso ctonio. Non
trascendentale. Non luminoso. Jacob Frank, nella sua indubbia
grandezza, è un personaggio dostoevskiano. Il messianismo
frankista si deve appunto a Jacob Frank, nato nel 1726 a
Korolewka, in Galizia. Egli è il messia autoproclamatosi della
“fine dei giorni” di talmudica memoria, è un ebreo
ultraebraizzante ma venuto in terra per salvare l’intera
umanità. L’essenza del messianismo controspirituale e
controresurretivo frankista è questa: il lavoro di distruzione
deve essere compiuto con la discesa dell’uomo nelle più infime
profondità dell’abominazione.
Dice Frank:
Io
non sono venuto ad innalzare, sono venuto a distruggere e a
degradare tutte le cose finché esse non siano scese così in
basso che più in basso non potrebbero scendere. La strada per
l’abisso è terrificante e spaventosa.
Nell’ebraico Talmud, la parola ebraica che indica l’eresia per
eccellenza, minuth, significa Cristianesimo. Il
frankismo si espande su questa tradizionale, radicata
cristianofobia giudaizzante, portando dei caratteri di
dirompente radicalità, fondati, appunto, sulla necessità
operativa, “magico-operativa” di espandere sempre più il campo
delle tenebre nel regno della luce. Era infatti una
significativa pratica frankista lasciar salire alla superficie
della coscienza individuale “il pensiero impuro”, l’istinto
prepersonale per percepire la forza cosmica in esso insita e
far scoccare così una presunta “scintilla divina” dove, come
si può ben comprendere, di divino nel senso luminoso e
originario del termine vi è ben poco.
Il frankismo fu quindi un nichilismo magico basato
sulla prassi di un materialismo metafisico fortemente radicato
su una concezione del mondo che si può definire appunto di
messianismo controresurretivo.
Proprio Mandel sostiene che il frankismo è in sostanza “un
sionismo senza Sion”,
un tentativo di dominio planetario giudaico privo di un’entità
statale o politica appartenente esclusivamente agli Ebrei, in
quanto tale missione messianica non può che coinvolgere
l’intero pianeta e l’intera umanità.
Il frankismo ebbe un ruolo significativo nella stessa
Rivoluzione Francese, che ha avuto un’importanza centrale
nello sviluppo del mondo contemporaneo, e, soprattutto tramite
Israel Hel’fand (Parvus) a cui Solzenicyn dedica un ritratto
perfetto in Lenin a Zurigo,
nella stessa Rivoluzione Bolscevica.
Ma il frankismo ha avuto certamente nell’America la propria
terra di predestinata elezione. Ebrei polacchi di ascendenza
frankista, “segnati da uno stigma di assoluta
spregiudicatezza, in cui intravediamo il marchio del
settecentesco anticristo”,
saranno in posizione di estrema potenza, ben piazzati al
centro dell’impero planetario. Un impero di “sionisti senza
Sion”, talvolta anche in polemica con l’entità sionista. Una
polemica interna certamente, ma non per questo meno forte.
I più importanti, tra questi, saranno Zbigniew Brzezinski,
Jerzy Kosinski, Roman Polanski. Tra gli altri. In questo
contesto, ci interessa approfondire la nuova strategia di
Brzezinski, il più lucido teorico, da decenni, della
globalizzazione (di segno frankista, naturalmente), russofobo
per eccellenza, al punto di creare addirittura la strategia
del “jihadismo verde” pur di vedere perire il maggior numero
possibile di russi, pur di vedere la Russia sbattuta per
sempre a terra. Brzezinski allora riuscì, con la sua
penetrante lucidità, nell’impresa. La strada per i globalisti
frankisti fu in discesa per decenni. Ma poi, esigenze
multipolari hanno, negli ultimi tempi, rimesso tutto in
discussione. Oltre gli indubbi demeriti strategici dei
neocons, contro i quali Brzezinksi ha sempre diretto i
propri polemici strali, la via del globalismo frankista non è
mai in salita come ora.
Brzezinski, da buon frankista (i sabbatiani ed i frankisti
erano soliti dissimulare la loro ebraicità, operando false
conversioni), ha ripetutamente attaccato la lobby ebraica che
comanda gli Usa.
Nonostante ciò, la nuova strategia, per quel che all’esterno
se ne possa capire, presenta ancora una volta caratteri
seducenti. Che sfonderanno, purtroppo, all’interno di una
massa mondiale, frastornata da secoli di supermaterialismo.
La nuova strategia planetaria del globalismo cabbalista
frankista è comunque abbastanza chiara. Il terrorismo
planetario di stato usato fino ad ora dall’amministrazione
Bush e dai vertici dell’entità sionista ha recato solo danni,
sia militari sia di immagine, alla causa. L’unico aspetto
positivo di tutto questo “folle corso”, ci dice il Brzezinski,
è che queste guerre continue sono divenute “il cimitero dei
sogni neocon”.
La nuova partita planetaria per la conquista definitiva,
risolutiva dei “Balcani globali” (la vastissima zona
che si estende dal canale di Suez alla regione dello Xinjiang,
dal Nord del Kazakistan al Mar Arabico), esige una nuova
tattica. Non di strategia, certamente. Esige una
trasformazione di immagine dei nichilisti dissacratori di
dostoesvkiana memoria. Non più bombardamenti a tappeto. Non
più Hiroshima, né Nagasaki. Non più Falluja, né Jenin. La
strada da percorrere è ora quella di un messianismo pacifico,
filantropico, panumanitarista, essenziato di neofrankismo. E’
l’unica via per affermare di nuovo l’unipolarismo globalista
frankista americano, tentando di acquisire un consenso
popolare planetario. A tal punto, risulta di forte rilevanza
l’operazione Obama. Fin qui, la nuova strategia sembra essere
andata in porto.
Obama è, dalla gran parte dei mezzi di informazione mondiali,
designato come il “nuovo messia”, il nuovo profeta della pace.
Avevamo già scritto, da mesi, che non vi sarebbe stato alcun
attacco all’Iran e che gradualmente, gli americani chiuderanno
i fronti che hanno aperti sin qua. Lo ribadiamo, siamo
sostanzialmente convinti di questo.
La nuova strategia opererà su due direzioni principali, che si
vanno già delineando.
La prima sarà una più forte radicalizzazione della
deumanizzazione, il trionfo concreto del modello di uomo
“macchinizzato”, frutto di una visione scientista e
ultra-razionalista che chiama “ricerca scientifica”
l’affermazione di realizzazioni spiritualmente anti-umane.
La seconda sarà una strategia fortemente eurofoba. Segnata dal
tentativo storico di annichilire definitivamente l’identità
spirituale europea. Non quella giudaico-cristiana, che tanto
piace ai circoli di potere frankisti, naturalmente. Ma quella
realmente europea. Simboleggiata dalla luminosa spada
dell’Arcangelo Michele. Sanno, i frankisti, che in
prospettiva, lo scontro con la Cina sarà inevitabile.
Tenteranno di mediare un temporeggiamento cinese in funzione
antirussa ed antieuropea. Tenteranno di spegnere ogni focolaio
di resistenza patriottica araba. Probabilmente riusciranno in
molti di tali loro propositi. Il nuovo presidente americano
assumerà probabilmente un ruolo leader nella creazione di una
coalizione globale (di segno esteriormente “pacifista”),
comprendente anche Cina ed India, che si opponga alla
legittima strategia russa di indipendenza politica e militare,
che si opponga al prevedibile sabotaggio russo dell’ingresso
della Georgia e dell’Ucraina nella Nato e nell’Unione Europea.
La Russia sarà allora ossessivamente descritta dai mezzi di
informazione mondiale come “la peggiore dittatura fascista mai
apparsa sulla terra”.
La Russia attuale non ha certamente la forza di resistenza
spirituale a questo oscuro progetto che sembra riguardarla. E’
molto occidentalizzata, almeno nei grandi centri. Ma potrebbe
avere comunque – come i fatti dell’agosto 2008 ci avrebbero
voluto dire - la forza di resistenza politica e militare per
opporsi, se non altro, a questo nuovo disegno che la
predestinerebbe ad una ulteriore, futura schiavizzazione. E
potrebbe allora ritrovare la stessa forza spirituale. Quella
stessa eroica, luminosa forza, che il suo popolo trovò quando
gli esecutori del “grande esperimento” russofobo, gli
appartenenti al “piccolo popolo”, i Frankel, i Kogan, i
Rapoport, i Finkel’shtein, gli Yagoda, gli Averbach, i Barman,
tutti operanti sotto la suprema visione e direzione del
kahalista Kaganovich,
sommergevano la storia russa di sangue cristiano innocente.
Quella stessa luminosa forza che permise al suo popolo di
scongiurare e far fallire il “grande esperimento”, ossia la
definitiva crocifissione della santa Russia.
Questa situazione economica che si va annunciando farà,
peraltro, certamente il gioco dei globalisti frankisti. Oltre
alla nutrita presenza di esponenti frankisti nei circuiti
bancari internazionali, un graduale impoverimento di massa,
con un pensiero materialistico e razionalistico ancora
generalmente forte e radicato, crea il clima ideale per
l’affermazione di un falso profetismo e di un falso
messianismo.
Nel 1666 apparve nella storia il gruppo messianico sabbatiano
che faceva della dissimulazione e del rovesciamento dei valori
creativi spirituali la pratica da usare.
Oggi, la nuova strategia, fedele a quell’impianto, usa una
nuova tattica. Ma il fine rimane certamente lo stesso.
Luca Fantini,
24 novembre 2008
Link a questa pagina :
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