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Anno III, Comunicato n. 6 extra , del 18 gennaio  2008

 

 

Avevo intenzione di dire la mia, riguardo al gran fascino suscitato da Giuliano Ferrara nei confronti di tanti cattolici e del rischio di correre al seguito di pifferai magici senza fede ma molto scaltri. Senza nulla togliere alle indubbie doti intellettuali di cui madre natura ha favorito il giornalista del Foglio, la fortuna delle sue campagne mediatiche è dovuta più all'ingenuità, mista a stupidità e codardia, del popolo cattolico che non ad un'intelligenza fuori dal comune. Gli appoggi di cui egli gode non sono neppure da sottovalutare, perchè fondamentali nel fargli acquisire visibilità e credibilità.

Avevo intenzione di dire la mia, dicevo, ma dopo aver letto quest'articolo di Maurizio Blondet, che esprime esattamente quello che è anche il mio pensiero, ho pensato che proporvelo nella sua integrità fosse più che sufficiente ed esaustivo.

Non poniamo comunque mai limiti alla Grazia Divina, che è libera di operare i miracoli nell'intimo di qualsiasi cuore.

Filippo Fortunato Pilato


 

Ferrara, ateo devoto

Maurizio Blondet

per www.effedieffe.com

18/01/2008

Giuliano Ferrara

Un lettore sollecita a Blondet un parere su Ferrara:
«Egregio signor Blondet,
mi chiamo Alessandro, sono un assiduo lettore dei sui libri nonchè un frequentatore seppur sporadico del suo sito (purtroppo non ho un PC a casa).
Le scrivo semplicemente per conoscere il suo parere riguardo alla persona di Giuliano Ferrara, ora le spiego: io sono un fervente cattolico e ultimamente ho cominciato ad interessarmi del signor Ferrara apprezzando non poco le sue prese di posizione in favore della chiesa, del Papa e in ultimo del problema aborto.
Se non ricordo male pero qualcuno mi informò tempo fa che lei provava una certa ostilità nei confronti del signor Ferrara, ma è probabile che io mi sbagli.
Avendo per lei una stima particolare signor Blondet, le chiedo di espormi un suo parere lucido sul personaggio, visto che sicuramente a riguardo sarà più informato di me.
Vi è qualcosa che dovrei sapere sul Giulianone nazionale prima di schierarmi in sua difesa nelle discussioni con gli amici?
In attesa di una risposta la ringrazio anticipatamente e le auguro come sempre buon lavoro.
Alessandro M.
»

«Ostilità per Ferrara» non è il termine giusto.
Ferrara è diventato il portabandiera del cattolicesimo in funzione anti-islamica, per il bene supremo di Israele.
Nei circoli neocon americani (gli allievi di Leo Strauss) hanno diagnosticato che l'Occidente edonista-secolarizzato è troppo «molle» per farsi scagliare in una crociata contro l'Islam, e perciò bisogna restituirgli una identità forte religiosa: a questo scopo questi ebrei hanno portato alla ribalta, e strumentalizzato, i cosiddetti cristiani rinati americani, gruppo potente (70 milioni di persone, protestanti senza-chiesa, seguaci dei telepredicatori, con venature pentecostali) ma prima marginalizzato e deriso come oscurantista dagli stessi ebrei.
La visione dei cristiani rinati è diventata politica mondiale con Bush, che hanno votato e che è in un certo senso uno di loro, ed è una visione apocalittica: il ritorno di Israele in Palestina è un segno dei tempi ultimi, la promessa di Dio a Israele sta per compiersi, e se noi americani lottiamo a fianco di Israele, acceleriamo la seconda venuta di Cristo.
E saremo rapiti al cielo, mentre tutti gli altri resteranno quaggiù a sopportare la «grande tribolazione» finale.

In Italia, Ferrara cerca di fare lo stesso.
Con molti meno mezzi.
Lui che non crede («ateo devoto») difende posizioni di cattolicesimo tradizionale, supponendo che il tradizionalismo cattolico abbia caratteri simili ai «born-again christians» americani: emarginato e deriso, fortemente identitario, rozzo e oscurantista quanto basta.
Io credo che sbagli diagnosi.
Le sue battaglie (aborto, «creazionismo», eccetera) sono condivisibili - e portano a dure sconfitte, vedrà, a reazioni che faranno male alla Chiesa, perché qui i tradizionalisti non sono 70 milioni, il cattolicesimo maggioritario è «progressista», la secolarizzazione è più totale e compiaciuta che in USA, e in ogni caso il cattolicesimo non è una forma «talebana» e messianico-apocalittica di religione, come quel protestantesimo americano.
In Italia, ci sono buoni cristiani tradizionalisti che adorano Ferrara: tanto sono emarginati (dalla stessa gerarchia) e vilipesi, che gli sembra di aver trovato un difensore.
E magari pensano che sia arrivata la rinascita religiosa attesa.
E si preparano alla nuova Lepanto.

Sarkozy, è il caso di notarlo, sta facendo lo stesso in Francia: «La Francia ha bisogno di cattolici», ha detto, e ha staffilato il laicismo che «ha stroncato la Francia dalle sue radici cristiane».
Ma siccome Sarkozy vuol strafare, ha fatto lo stesso discorso in Arabia Saudita: anche lì ha esaltato le religioni del Libro, ed ha anzi detto: «Dieu est dans le coeur de chaque homme», Dio è nel cuore di ogni uomo.
Bellissimo.
Verissimo.
Ma Dio è nel cuore di Sarkozy?
Voleva andare in Arabia con la solita Carla Bruni, cosa che i sauditi gli hanno impedito: nel Paese della Mecca si entra solo se sposati legittimamente.
Uno che ha «Dio nel cuore» si comporta come un personaggio da Novella 2000?
Evidentemente, Sarkozy pensa che la religione è ottima «per gli altri», non per sé e la sua anima.
E così Ferrara ateo devoto.
Dunque cos'è la loro difesa del cristianesimo?

Nient'altro che la volontà di strumentalizzare la religione come mezzo di dominio.
Leo Strauss, il comune maestro dei neoconservatori, predicava che agli uomini inferiori devono essere fornite grandi illusioni, e la religione è una di queste, perché non sono in grado di guardare in faccia la nuda realtà: non c'è giustizia in questo mondo, il potere ultimo e definitivo è la forza del più forte, non esiste un aldilà dove le lacrime delle vittime saranno asciugate.
Marx sanciva: la religione è l'oppio dei popoli.
I nuovi atei «devoti» alla Strauss concludono: diamo questo oppio ai popoli.
Anche loro credono che la fede sia oppio.
La loro è la forma più estrema di nichilismo e relativismo: tanto poco c'importa di Cristo, che non siamo più nemmeno anticlericali.
Anzi, strumentalizziamo e manipoliamo la Chiesa come mezzo per arginare la «mollezza» occidentale.

Questa è la mia convinzione su Ferrara.
Il che non significa che, se si vuole, non ci si possa accodare alle sue battaglie.
Attenzione alle strumentalizzazioni, però: nei tempi ultimi, l'Anticristo «farà tali prodigi da sedurre, se possibile, persino gli eletti».

Maurizio Blondet

http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2574&parametro=politica

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