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(sulla lista di
ebrei)
di
Luigi Copertino per
www.effedieffe.com
10/02/2008

La
faccenda del blog «antisemita»
è soltanto ridicola.
Certo se c'è qualcuno che fa liste di proscrizione è
guarda caso la ADL, che ogni anno pubblica un rapporto
sull'«antisemitismo» nel mondo nel quale schedano tutti
coloro che a loro giudizio sono antisemiti:
priobabilmente nel prossimo rapporto ci sarà anche
Benedetto XVI!
Gad Lerner: ha parlato chiaro.
Ciò che ha dato fastidio agli ebrei non è il «perfidis»,
che è stato tolto.
Essi non è a questo che miravano ed ecco perché non
apprezzano il gesto di buona volontà del Papa. Ad essi
da fastidio l'idea stessa che si preghi per loro, per la
loro conversione.
Questo perché essi si ritengono, e la Chiesa
postconciliare è colpevole di averli in questo
assecondati, appartenere ad una via di salvezza
esclusiva e riservata a loro soltanto: soprattutto una
via che non ha bisogno di Cristo.
Il quale potrebbe andare bene per i goym ma non per
loro: gli «eletti».
Quei cardinali e teologi, giudaizzanti, che accettano
tale prospettiva apostatano dalla Fede cristiana perché
in sostanza accettano, con gli ebrei, di dire, magari
sotto voce, che Cristo non è il Salvatore di TUTTI gli
uomini!
Non è neanche vero che sia stato Giovanni Paolo II a
mettere in sordina l'espressione «Nuovo Israele»
riferita alla Chiesa.
E questo nonostante tutta la sua attenzione e
misericordia per gli ebrei.
Se
fosse vero quanto afferma Gad Lerner, egli deve però
spiegare perché mai in calce alla Dichiarazione «Dominus
Iesus» circa l'Unicità e l'Universalità Salvifica di
Gesù Cristo e della Chiesa [ed è significativo che egli
dica che tale documento del Magistero, «restauratore del
Primato di Cristo» e preparato dall'antirelativista
cardinal-panzer Ratzinger, sia stato, naturalmente per
gli ebrei, una «doccia fredda» dopo i mea culpa di Papa
Wojtila nel Giubileo del 2000] si trova questa
dichiarazione: «Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II,
nell'udienza concessa il giorno 16 giugno 2000 al
sottoscritto cardinale prefetto della Congregazione per
la Dottrina della Fede, CON CERTA SCIENZA E CON LA SUA
AUTORITA' APOSTOLICA, HA RATIFICATO E CONFERMATO QUESTA
DICHIARAZIONE, decisa nella Sessione Plenaria, E NE HA
ORDINATO LA PUBBLICAZIONE».
Abbiamo letto su EFFEDIEFFE l'amichevole diatriba tra
Franco Damiani e Domenico Savino.
Abbiamo conosciuto Damiani a Teramo, nel convegno
dell'aprile scorso di Moffa, e so bene che è un
cattolico che ha molto sofferto ed al quale va dato atto
e merito di questa sua cristiana sofferenza.
Tuttavia siamo pienamente, senza se e senza ma,
d'accordo con Domenico Savino: la crisi di Fede della
Chiesa viene da lontano e non è stata causata dal
Vaticano II, che ne è stato solo l'occasione per
rendersi visibile (e per questo che Pio XII, che ben
sapeva ed avvertiva la marea montante, non volle mai
indire il Concilio).
Tuttavia la crisi prima o poi sarebbe esplosa, con o
senza Concilio.
Essa pur fomentata dall'«antico avversario» fa,
comunque, parte di un piano della Divina Provvidenza per
saggiare e mettere alla prova la Fede della Chiesa e dei
cristiani.
E' per il Corpo Mistico di Cristo, ossia per la Chiesa,
l'equivalente storico del Venerdì Santo di Passione
subito da Nostro Signore Gesù Cristo.
Perché è scritto che «Hanno perseguitato Me,
perseguiteranno anche voi» e che «il servo non è più
degno del Padrone».
La Chiesa è storicamente destinata a patire e subire la
sconfitta come il suo Signore ha patito la Passione e la
Croce.
Ma proprio come il suo Signore anche la Chiesa è
destinata alla Resurrezione.
Dopo il Venerdì Santo viene immancabilmente la Domenica
di Pasqua.
Ecco perché sbagliano tutti quei tradizionalisti come
Damiani che non sanno leggere i segni del Cielo ed
invece di sostenere questo Papa nel suo sforzo, certo
prudente e cauto ma fermo e deciso, di ristabilire la
Regola Fidei pretendono l'assurdo di un annullamento sic
et simpliciter del Vaticano II invece di accettare, come
vuole Benedetto XVI, una sua esegesi alla luce dei
precedenti 20 concilii della Chiesa ossia di tutta la
precedente ed eterna Tradizione apostolica.
Lo
Spirito Santo ha reiniziato, se mai ha smesso, a
soffiare di nuovo potentemente nella Chiesa e le vele
della Barca di Pietro iniziano a gonfiarsi per prendere
il largo (come voleva anche Giovanni Paolo II che
incitava al «duc in altum»).
Dobbiamo avere la pazienza necessaria affinché il
disegno di Dio si sviluppi nella storia umana.
Dio è l'Eterno e pertanto ha tutto il tutto che vuole ed
è l'Onnipotente e quindi potrebbe anche intervenire
nella storia a «colpi di ascia»: ma non è questo, non è
mai stato questo, il suo modo di operare.
Anche perché in tal modo la nostra povera e fragile
umanità sarebbe incapace di sostenere il peso della Sua
Onnipotenza e ne rimarrebbe schiacciata senza acquisire
alcun merito in ordine alla libera scelta di amarLo o
rifiutarLo.
Egli da sempre nei confronti dell'uomo agisce da Padre
con amore e pazienza ma sapientemente e
provvidenzialmente tutto aggiustando e tutto portando al
fine ultimo che è la salvezza dell'umanità, o almeno di
quella parte che gli apre il cuore (e questa non bisogna
restringerla ai soli cristiani: quanti santi hanno
affermato per divina rivelazione che tra i salvati ci
saranno molti non cristiani?
Famosa, ad esempio, la visione di santa Caterina da
Siena dei cristiani e dei mussulmani che in due separate
fila entrano nella Salvezza attraverso la ferita aperta
del Costato di Cristo, Unico Salvatore Universale).
Dunque preghiamo intensamente che Dio e la Vergine Maria
ci conservi questo Papa e che lo proteggano dai nemici
di Cristo e del genere umano.
Sarà pure un caso, ma non lo è affatto, ma fu proprio
Benedetto XVI nel suo discorso dal balcone in piazza san
Pietro, appena eletto, a chiedere pubblicamente la
protezione della Madonna affinché, così disse
testualmente, egli non indietreggiasse davanti ai lupi.
Credo che Benedetto XVI fosse perfettamente cosciente di
quale compito il Cielo gli stava affidando: iniziare a
far rifiorire la Chiesa (e non è detto che sia lui che
deve terminare questo compito).
Un
compito che senza il sostegno dello Spirito Santo è
umanamente impossibile.
Quindi basta con i «cattofondamentalismi» ed i
«cattotalebani» sempre pronti a denunciare le presunte
insufficienze dell'operato di Papa Ratzinger.
Ha ragione Domenico Savino: la Pasqua di Resurrezione
della Chiesa non sarà una mera «restaurazione»
preconciliare, storicamente impossibile come è
impossibile far girare le lancette dell'orologio al
contrario, ma sarà qualcosa di diverso di cui, forse,
stiamo soltanto iniziando a vedere i contorni.
Vi
immaginate dove saremmo adesso se fosse stato eletto
Papa il cardinal Martini?
Ma, grazie a Dio, la Chiesa è Sua, di Cristo.
Non dei modernisti pur porporati.
Luigi Copertino
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