|
Il massacro di Ajjour (1948 ), Ajjour è stata
completamente distrutta e occupata da tre insediamenti
ebraici
Khaled
Amayreh
“Questa
mattina abbiamo visto le immagini del ghetto di Varsavia a
Vashem Yad e questa mattina andremo al ghetto di Ramallah”.
Il vescovo tedesco Gregor Maria Franz Hanke durante la sua
visita a Ramallah nel marzo del 2007.
Crogiolandosi nella loro solita insolenza e preoccupazione
di se stessi, i leaders israeliani si sono visibilmente
adirati a proposito della commemorazione del sessantesimo
anniversario della Nakba palestinese, la distruzione e la
pulizia etnica della comunità palestinese del 1948.
Il ministro degli esteri Tzipi Livni ha dichiarato che non
potrà esserci uno stato palestinese fintanto che le vittime
non abbiamo imparato a dimenticare la parola Nakba.
“I
palestinesi celebreranno il loro stato solo quando avranno
cancellato dal loro lessico la parola Nakba”,
ha detto Livni, il cui padre, Eitan, che è morto nel 1991,
ha giocato un ruolo molto attivo nell’attuare la campagna
genocida di assassinio e terrore che è culminata con la
fondazione di Israele.
Lo scorso anno, Livni, ha avuto il coraggio di dire che la
creazione dello stato di Palestina su parti della West Bank,
avrebbe dovuto essere rivolta ai cittadini arabi israeliani.
Per i non intenditori della fraseologia sionista, tali
osservazioni velenose furono un’ovvia allusione ai disegni
diabolici sionisti di un’ultima espulsione di più di un
milione e mezzo di cittadini arabi israeliani la cui
presenza in Palestina precede la fondazione di Israele di
centinaia se non migliaia di anni.
Allo stesso modo, un diplomatico israeliano delle Nazioni
Unite ha espresso la sua lamentela giovedì 15 maggio, sul
fatto che il mero uso e diffusione della parola Nakba ha
portato ad una ventata di anti-semitismo, e che la parola
stessa dovrebbe essere bandita.
Il delirio osceno è arrivato dopo che il segretario generale
delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, ha telefonato al
presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas
esprimendogli compassione con la popolazione palestinese in
onore dell’anniversario della Nakba.
Da qui emerge la brutalità della mentalità sionista.
Intendono persino eliminare l’uso della parola che ricorda
all’umanità uno dei più grandi atti di furto e rapina della
storia, che sia stato eseguito da una popolazione che
dichiara di aderire alla Torah, alla Sacra Scrittura che ha
insegnato all’umanità, tra le altre cose: “tu non ruberai”.
Ovviamente, Livni, che sta celebrando ora il sessantesimo
anniversario della pulizia etnica, vuole che le sue vittime,
i palestinesi, si dimentichino della Nakba e tutto ciò che
riguarda la loro deportazione e espulsione dalle loro terre
native, come un evento roseo.
La signora dalla mente diabolica vuole che noi applaudiamo e
acclamiamo ai massacri, al terrore, alla pulizia etnica e
agli atti nazisti che hanno condotto alla nostra propria
distruzione e dispersione. In breve desidera che noi
adottiamo la logica sionista e che effettivamente diventiamo
dei sionisti convinti e fedeli allo scopo di essere ben
accettati come “veri partner della pace”.
Tuttavia ciò non accadrà mai. Infatti, chiedere ai
palestinesi di dimenticare la Nakba è un atto così
oltraggioso come chiedere agli ebrei di dimenticare
l’olocausto. La Nakba, dopo tutto, è stata più o meno un
olocausto. E lo è ancora.
Come possono i palestinesi aspettarsi che la violenta
confisca della loro patria sia peggiore di voler vendicare
l’olocausto?
Per quanto ne sappia, il vero giudaismo proibisce qualunque
tipo di furto, ma il sionismo, che spesso è favorevole al
giudaismo e alla Torah solo a parole, ha privato un intero
paese dei suoi abitanti indigeni.
E il
processo di pulizia etnica sta ancora continuando.
E’ vero che il sionismo non ha mai usato delle camere gas
per liquidare le sue vittime, ma Israele sta assassinando
ogni giorno un gran numero di palestinesi. Vi è un giorno i
cui un bambino, un uomo o una donna palestinese non siano
assassinati da questi delinquenti autonominatisi “Forze di
Difesa israeliana”?
Basta osservare come Israele, che il bugiardo della Casa
Bianca George Bush ha audacemente definito “luce sulle
nazioni”, sta riducendo le città palestinesi e i villaggi in
veri e propri campi di concentramento, come i campi nazisti
fecero nel ghetto di Varsavia.
Per quanto diabolico, l’olocausto durò solo alcuni anni. Sì,
pochi anni di vero inferno. Pertanto non vogliamo negare
questo fatto, malgrado gli sforzi cinici dei sionisti di
voler utilizzare la sofferenza degli ebrei come pretesto e
giustificazione per infliggere altrettante sofferenze
comparabili alle popolazioni del Medio Oriente.
Tuttavia, la Nakba palestinese, nonostante sia minore nel
numero e più lenta, va avanti da ben 60 anni.
I palestinesi sono ancora uccisi, mutilati, tormentati,
umiliati e deportati. Le case palestinesi sono ancora
demolite, le fattorie palestinesi e i loro frutteti sono
ancora distrutti e decimati; i palestinesi sono ancora
ostacolati, fermati e fatti morire di fame in modi che
ricordano comunque l’olocausto. Soprattutto, la terra
palestinese viene ancora rubata e rapita dal sionismo.
Oggi in ogni scuola media in America, gli studenti leggono
Anna Frank, mentre nei licei la “Notte di Elie Wiesel”è una
lettura obbligatoria. Costui è l’uomo che ha affermato
sfacciatamente che egli si identifica con i crimini
israeliani e che non avrebbe mai costretto se stesso a dire
delle cose cattive su Israele.
Le vittime della “notte dei cristalli” accolgono
l’approvazione e la simpatia del mondo, mentre allo stesso
modo hanno demonizzato un intero popolo, per il quale la
notte dei cristalli rimane una notte senza fine.
Israele, come il filosofo spagnolo Santiago Alba-Rico ha
scritto due anni fa, non può essere il paese più ingiusto e
criminale nella storia, ma che certamente lo è stato per un
periodo lungo di tempo, e senza essere punito.
I palestinesi possono non essere il popolo più oppresso
nella storia del genere umano, ma innegabilmente essi sono
il popolo più lungamente tormentato della storia moderna.
Come popolo, i Palestinesi sono più o meno sopravvissuti
nella storia, ma la loro sopravvivenza non dovrebbe essere
vista come irreversibile a causa del genocidio e della
distruzione che aleggia sulle loro teste ogni giorno e ogni
sera.
Non lasciate che ci ingannino. Le quasi quotidiane
affermazioni e avvertimenti che continuiamo a sentire dai
rabbini, politici e generali israeliani sono rappresentano
un ricordo vivido delle dichiarazioni anti-ebraiche fatta 7
decenni fa in Germania da personaggi nazisti.
Infatti, l’olocausto non iniziò con Auschwitz-Birkenau nel
1943 e neppure con la notte dei cristalli nel 1938, ma molto
prima, con un discorso razzista molto più simile
all’approccio israeliano nei confronti dei palestinesi.
Israele sta cercando di convincere il mondo, in modo
particolare l’Occidente, che deve essere sempre dominante,
con un potere egemonico e imperiale per poter sopravvivere,
attraverso l’eliminazione del popolo palestinese nel nome
dell’olocausto e nel nome del “mai più”.
Oggi, in nome del “mai più”, Israele sta trasformando le
città e i villaggi palestinesi in campi di concentramento,
dove le vite di milioni di cittadini senza speranza e senza
aiuto sono in mano agli umori e ai capricci dei sodati e
degli ufficiali dell’occupazione israeliana, come le vite di
molti ebrei furono una volta alla mercè degli umori e dei
capricci della Gestapo, delle SS e della Wehrmacht.
Attualmente, i palestinesi sono un popolo senza diritti
umani né dignità, senza diritti civili, senza un destino
noto, e virtualmente senza un futuro perché gli ebrei
sionisti hanno deciso di mettere in pratica il nazionalismo
ebraico in modo simile a quello in cui i nazisti hanno fatto
con il loro nazionalismo quasi settanta anni fa.
Gli ebrei, i russi e gli altri europei hanno pagato un caro
prezzo per la follia nazista, i palestinesi e altri popoli
del Medio Oriente hanno pagato e continuano a pagare il
prezzo della pazzia sionista e del fascismo.
Tuttavia, proprio mentre i tedeschi hanno pagato un prezzo
più caro per la loro pazzia, gli ebrei sionisti pagheranno
indubbiamente un prezzo colossale molto presto per la loro
crudele criminalità e arroganza. Questo accadrà se
continueranno a permettere loro di essere ingannati dalla
grande bugia chiamata sionismo.
Le dinamiche e le forze che causarono la caduta del nazismo
e dello stalinismo porteranno anche alla caduta del
sionismo. Occorre del tempo, ma accadrà.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=8521
|