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Anno IV,  27 agosto 2009

 
     
 

QUESTA Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tuttE le dichiarazioni degli autori

nei testi citati, reputa che esse siano comunque UTILi fonti di informazione, testimonianza e riflessione.

Non omologati in nessuno schieramento e in rispetto di quella libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo IRRINUNCIABILE E giustO dare spazio a MOLTE voci del dissenso, ALTROVE NEGATE.

 
 

 

Commenti a testimonianza della Conferenza di don Curzio Nitoglia

 

“Il Concilio Vaticano II e l’influenza della massoneria”

(Cortina d’Ampezzo – 13 agosto 2009)

 a cura del dott. Mauro Sgarzi, Bologna 18-08-2009

 

 

Ho avuto la grande fortuna di poter assistere alla conferenza citata, in qualità di accompagnatore e assistente tecnico per l’organizzazione.

 

La conferenza è iniziata con il solito tono pacato di Don Curzio Nitoglia che ha svolto il suo intervento seguendo il seguente schema logico che sintetizzo: ha elencato ciò che è alla base della dottrina cattolica cristiana, ha elencato gli obiettivi che si prefigge la massoneria, ha messo in risalto gli aspetti che sono antitetici a quelli cristiani, e per il principio dell’antitesi già enunciato dai filosofi greci, ed esplicitamente ricordato alla platea ha quindi messo in risalto perché la dottrina massonica essendo piena di punti contrari a quelli cristiani debba ritenersi incompatibile con la professione di fede del cristianesimo.

 

In questo escursus Don Curzio ha naturalmente citato i documenti del Magistero Pontificio che da Clemente XII hanno condannato, l’appartenenza alla massoneria, non per il gusto sadico di interdire, ma poiché essi, fedeli al loro compito di pascere il gregge, avevano individuato i principi base massonici anti cristiani.

 

Dopo l’esposizione, come da copione si è passati alle domande al pubblico e qui si sono avute le sorprese.

 

Si alzò una persona qualificatasi come medico massone di Roma che dopo con tono duro, cattivo, ha subito accusato Don Curzio di dare una falsa visione della massoneria. Si è poi lanciato in un’esposizione del pensiero massonico, che parte dall’uomo messo al centro per migliorarlo, proseguendo poi nel suo manifesto ideologico. Quest’esposizione è stata più volte applaudita da un insieme di persone che successivamente ci siamo resi conto far parte della claque coordinata dal medico e da altre persone sedute dietro. Alla fine dell’esposizione Don Curzio ha fatto gentilmente presente che quanto da lui appena esposto, coincideva con la sua dissertazione sui fondamenti della massoneria.

 

Visto che l’assalto frontale non è andato a segno, la platea organizzata dei massoni è passata agli “sfottò”, ridacchiando, facendo commenti ad altra voce, volutamente volti a ridicolizzare Don Curzio, durante le altre domande degli intervenuti.

 

A questo punto avemmo la perla sulla torta massonica: intervento di un “presbitero” (?!) che dichiara d’insegnare teologia e che si presenta in maniche corte, con un cellulare al collo al posto del crocifisso e che ingrana la quarta esponendo un pensiero “teologico” (?!) che di fatto risulta essere un appoggio totale alle tesi esposte dal massone.

 

Don Curzio risponde al prete-massone, per primo ricordandogli l’obbedienza alle direttive espresse più volte dai Papi e da ultimo da Papa Benedetto XVI e dal Cardinal Castrillon Hoyos sull’obbligo della talare o del clergyman in alternativa. Dopo aver risposto alle sue tesi, Don Curzio a un punto specifico, sull’incompatibilità della collaborazione tra cattolici e comunisti [e quindi anche la massoneria] cita Pio XI. Il prete-massone contrappone il concilio Vaticano II, al che Don Curzio fa presente che Papa Benedetto XVI ha ben chiarito la continuità con la tradizione in cui deve essere visto e letto il Concilio Vaticano II e che quindi se il prete affermava diversamente, stava affermando che vi era una rottura, quindi si contrapponeva al magistero pontificio. La reazione è stata che bisognava andare oltre a quello che aveva detto Pio XI al che Don Curzio ha fatto presente che si trattava di un sommo pontefice. Era ben evidente che non fosse chiaro (o non lo fosse volutamente) quanto sottolineato da Don Curzio relativamente al pensiero di Benedetto XVI: se il Concilio Vaticano II va letto in continuità con la tradizione, chiedere di portarsi oltre a quando detto da Pio XI significa porsi in una rottura con la tradizione e mettersi contro il magistero pontificio. Ciò dimostra che questi presbiteri moderni battono le mani al Papa per fare bella figura, ma non gli obbediscono in nulla.

 

Questo in sintesi l’evento e mi si consenta un’analisi che è mia tutta personale e su cui si potrà dissentire o acconsentire.

 

La linea di pensiero del massone è stata ben evidente: screditare le tesi del magistero pontificio facendole passare come antiquate. Infatti durante la sua esposizione non ha potuto minimamente provare in alcun modo, né lo ha tentato di fare, che quanto scritto dai vari pontefici a proposito dei principi della massoneria fosse un falso. Sarebbe stato un bel colpo per la sua posizione dimostrare che Clemente XII, Benedetto XIV, ecc. avessero scritto menzogne a proposito della massoneria.

 

Invece i principi che enunciò non erano altro che ripetizioni di quelli già esposti da Don Curzio, partendo da quanto denunciato dai vari pontefici.

 

Grazie all’evoluzionismo che i massoni hanno fatto passare nelle menti delle persone e degli ecclesiastici come cosa vera e indubitabile, mentre invece, recenti ritrovamenti antropologici e la stessa genetica hanno prodotto voragini in questa “certezza”, il massone ha cercato di porre le idee della chiesa in un contesto evolutivo che necessariamente deve passare oltre, cercando in questo modo di togliere ai giudizi dei pontefici la loro assolutezza per porli in un ambiente di relativismo ideologico.

 

“Si erano così ma sono giudizi passati non più all’altezza dei tempi…” è il pensiero che si voleva indurre nell’ascoltatore cattolico distratto e disarmato spiritualmente.

 

Sempre seguendo questa linea di ridurre il pensiero cattolico a qualcosa di coperto di polvere e puzzante di stantume, si è cercata anche la derisione di chi ha controbattuto le sue dichiarazioni e del relatore. Insomma un po’ come al bar quando si cerca di far passare come persona sciocca e non pratica delle cose del mondo un avversario di discussione.

 

La perla è stata invece l’asse clerical-massonico che è emerso dall’intervento del “presbitero” (francamente preferirei chiamarlo in altro modo).

 

Che si trattasse di un modernista, magari formatosi alla scuola di Dossetti e di Alberigo era ben evidente. Il suo intervento, di autodemolizione della chiesa, in appoggio al massone, non ho ben capito se fosse deliberato o frutto della confusione che oramai regna all’interno del corpo presbiterale. Lo stesso richiamarsi al superamento di quanto scritto in un’enciclica da parte di Pio XI, è indice che questi personaggi si sono abbeverati nel ruscello del relativismo che la massoneria ha spinto ai suoi massimi splendori.

 

Perché quest’asse diabolica? Avanzo le mie personalissime considerazioni.

 

  • la confusione regna totale nella Chiesa, e purtroppo questo fatto fu previsto da Padre Pio prima della sua morte, dicendo appunto che il seguire le idee materialistiche del mondo avrebbe portato in un baratro la Chiesa di Roma;

  • Il citare solo il Concilio Vaticano II è indice che tali presbiteri vogliono edificarsi una nuova “Chiesa” a loro piacimento, introducendo tutto ciò che era stato vietato (con un’ovvia ragione): quindi relativismo, sociologia, abolizione del peccato, ecc. Insomma un forgiarsi una nuova morale, e un nuovo credo avulso da duemila anni di Cristianesimo. Una “New Age” ecclesiastica.

  • Purtroppo questi preti non credono assolutamente più alle parole del Vangelo né al loro sacerdozio. Questo caso è il secondo di cui vengo direttamente a contatto. Il primo riguarda l’affermazione fatta da un prete pugliese a un Maresciallo dell’Arma dei Carabiniri affermante che Cristo aveva fallito il suo obiettivo. Il Maresciallo rispose che doveva cambiare mestiere. Il prete risentito affermò che il suo non era un mestiere, ma come contro risposta gli fu detto che “lui lo esercitava come fosse un mestiere”. E’ quindi evidente che tali preti che non credono più nelle parole di Amore scritte da San Giovanni l’Evangelista, e perciò si affannino a cercare altri porti di approdo e ne abbiamo visti tanti in tali viaggi durante il post concilio. Preti marxisti, sociologi, giudei e islamici, insomma tutto va bene purchè non sia il Cristianesimo come espresso dal magistero pontificio in oltre duemila anni di storia. Tali preti però dimenticano una cosa “..Cristo aveva dato le chiavi in virtù della fede di Pietro, perciò è la fede costante nel Vangelo che mantiene le chiavi di legare e sciogliere ai sacerdoti ! I sacerdoti che perdono la fede compromettendo la Verità con la Bugia perdono il potere delle chiavi.”

  • E’ ben evidente il potere della massoneria all’interno della Chiesa Cattolica. Essa continua il progetto di Stalin (il bel prodotto delle loro ideologie) che resosi conto dell’inutilità di aggredire frontalmente la Chiesa Cattolica cominciò con l’infiltrarla. E tale progetto è in uno stadio avanzatissimo basta ascoltarli non solo in quest’occasione ma anche durante le loro prediche sociologiche relativiste durante le celebrazioni domenicali.

  • Il presbitero in questione inoltre è molto ignorante anche del catechismo elementare. Una delle prime affermazioni del massone è che essi partivano dall’uomo per migliorarlo con la sua ragione. Ciò avrebbe dovuto ben ricordare al presbitero che tale punto di partenza fu causa del peccato originale in cui Eva dialogò con il serpente, e Adamo volendo essere come Dio, quindi migliorarsi da solo colse il frutto proibito compiendo un atto di orgoglio. Inoltre dimentica, sempre il presbitero, che tale punto di partenza fu alla base anche della ribellione degli angeli. Lucifero, fu arcangelo tra i più belli e i più intelligenti che volle e tentò di sedersi sul trono di Dio Uno e Trino, e ciò gli fu impedito da San Michele Arcangelo che ingaggiò con lui battaglia al motto “Chi è come Dio?”. Questi signori massoni vorrebbero farsi Dio con le loro forze, con la loro ragione, senza fede né grazia. Ma invece per il cristiano il percorso da compiere è quello della scala di Giacobbe in cui vi sono angeli che scendono e che salgono. La scala ci deve portare verso il paradiso, noi siamo tenuti a percorrerla perfezionandoci nell’Amore, poiché noi non siamo esseri perfetti ma solo perfettibili, grazie all’apporto indispensabile della grazia di Dio Uno e Trino. Il cercare di percorrere questa strada di divinizzazione dell’uomo, ha portato ai disastri che ogni giorno vediamo attorno a noi. L’uomo non deve farsi Dio, come vorrebbero i massoni, ma Bambino, e i Vangeli ce lo ricordano. Solo facendosi Bambino l’uomo riceverà la grazia che gli farà comprendere il mistero di Dio, e gli dischiuderà anche altre grazie non solo spirituali ma anche materiali. Il dramma del tempo odierno, che i massoni hanno creato inquinando le anime di ecclesiastici e fedeli è che manca questo spirito Bambino nei cuori dei cristiani cattolici.

 

Il massone si potrà compiacere dell’apporto del prete che sicuramente, farà una grande carriera (prevedo per lui un bella porpora vescovile).

 

L’attacco subito in conferenza è comunque indice che la Verità da fastidio a questi signori.

 

Perché partecipare con tanto di claque organizzata e prete compiacente a una conferenza a Cortina? Non avevamo né dirette televisive, né una cassa mediatica che avrebbe ripreso i nostri contenuti pubblicandoli sui mass-media di cui i massoni si sono già da moltissimo tempo appropriati, capendone la potenzialità per corrompere l’animo dei cristiani.

 

Concludo riportando una serie di piccole pillole di saggezza da meditare dal cristiano che non vuole farsi corrompere dal pensiero moderno e inerenti l’evento sopra descritto:

 

1.            privata dell’Autorità Divina la parola del sacerdote è vana, non entra nel cuore dell’uomo.

 

2.            Dio è Parola Infallibile, Irresistibile.

 

3.            quando è Dio che parla nell’uomo anche i demoni si piegheranno

 

4.            perché è scritto che “ i Cieli e la terra passeranno ma le mie Parole mai ”.

 

5.            le parole menzognere affonderanno nell’oceano di parole di Verità.

 

6.            la menzogna muore mentre la Verità vive eternamente.

 

7.            ….“ la menzogna fa chiasso perché ha paura del potere invincibile della verità ”.

 

8.            Le parole di Verità sono rivestite dell’autorità divina che è Spirito Santo vivente, perciò esse sono il fuoco che Gesù promise di portare sulla terra.

 

9.            Sarà questo fuoco della Parola di Verità a smascherare ogni menzogna ed a donare vita solamente alle Parole di Verità.

 

10.         I Figli di Dio sono Figli della verità e perciò si riconoscono per l’Amore alla Verità.

 

11.        Padre Pio ha detto che il dialogo con il marxismo [e quindi con le altre ideologie materialiste e anticristiane – nota di chi scrive] e con il mondo ha portato perdita di autorità delle parole dei sacerdoti e vescovi che lo hanno accettato.

 

12.        Il dialogo, diceva Padre Pio, da potere al diavolo.

 

13.        Il Diavolo è entrato in Chiesa per mezzo del dialogo con i nemici della Verità di Cristo.

 

14.        Dio è uno, Una è la Sua Verità, Una la Sua Autorevole Parola.

 

15.        Chi accetta il dialogo con la menzogna tradisce Dio e perciò finirà come Re Saul che fu esautorato e sostituito nel Regno d’Israele dal prediletto pastorello Davide, che fu ed è amante dell’Unica verità.

 

16.        Padre Pio ha detto che “ dopo lo scatafascio creato dalla Chiesa dialogante, ritornerà, risorgerà la gioia per mezzo del Davide che ha vinto e vincerà Golia.

  

 

dott. Mauro Sgarzi, Bologna 18-08-2009

 

per TerraSantaLibera.org

http://www.terrasantalibera.org/MauroSgarzi_Conf_ConcVatII_Massoni.htm

 

DUE CONFERENZE DURANTE IL MESE DI AGOSTO

IN PROGRAMMA ALLO "SPLENDID HOTEL VENEZIA" (tel. 0436.5527)

di CORTINA D’AMPEZZO

[collaborazione Assessorato Cultura e la G.I.S. del Comune di Cortina d’Ampezzo]

 

MARTEDÌ 11 AGOSTO h. 17.30

conferenza

“PALESTINA-TERRA SANTA: occupazione coloniale e conflitto"

 

Difficile testimonianza di VERITÀ E CARITÀ

Dibattono il tema don Curzio Nitoglia e Filippo Fortunato Pilato

esperti delle tematiche legate all’occupazione della Terra Santa, sia sotto il profilo politico, che filosofico e teologico.

Introduce la giornalista ROSANNA RAFFAELLI GHEDINA

 

 

GIOVEDÌ 13 AGOSTO h. 17.30

conferenza

“DOPO IL VATICANO II, L’APERTURA ALLA MASSONERIA...”

 

dibatte il tema don Curzio Nitoglia

esperto dei temi di grande attualità che minacciano la Chiesa e l’Europa.

Introduce la giornalista ROSANNA RAFFAELLI GHEDINA

 

 

 
 

 

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