"Notizie dalla Terra Santa"


 

Anno IV,  Comunicato del 18 gennaio  2009

Il mio messaggio all'Occidente:

Israele deve porre fine al suo attacco

18/01/2009

di Ismail Haniyeh

Scrivo questo articolo per i lettori occidentali di ogni tendenza sociale e politica mentre la macchina di guerra israeliana continua a massacrare il mio popolo a Gaza. Fino ad oggi, quasi 1.000 persone sono state uccise, per la metà donne e bambini.

Il bombardamento della settimana scorsa sulla scuola dell'UNRWA nel campo profughi di Jabalya è stato l’atto criminale più spregevole che si possa immaginare, dal momento che alcune centinaia di civili, che avevano abbandonato le loro case e cercato rifugio presso l'agenzia internazionale, si sono ritrovate attaccate e bombardate da Israele. Quarantasei bambini e donne sono stati uccisi in questo attacco odioso, e molti sono stati i feriti.

È ovvio che il ritiro di Israele dalla striscia di Gaza nel 2005 non ha messo fine alla sua occupazione, né, di conseguenza, ai suoi obblighi internazionali in qualità di potenza occupante. Israele continua a controllare e dominare le nostre frontiere di terra, di mare e di cielo.

Le Nazioni Unite hanno confermato che tra il 2005 ed il 2008, l'esercito israeliano ha ucciso quasi 1.250 palestinesi a Gaza e tra questi 222 bambini. Durante tale periodo, le frontiere sono rimaste quasi sempre chiuse, ed è stato autorizzato solo il passaggio di quantità limitate di derrate alimentari, di combustibile industriale, di mangime per animali e di alcuni altri prodotti essenziali.

Nonostante gli sforzi frenetici per dissimularlo, la causa prima della guerra criminale di Israele su Gaza è l'elezione del gennaio 2008, che ha visto Hamas vincere con una considerevole maggioranza. Avvenuto ciò, Israele, Stati Uniti e Unione Europea, hanno unito le loro forze per tentare di spezzare la volontà democratica del popolo palestinese.

Hanno cominciato col provare a ribaltare il risultato impedendo la formazione di un governo di unità nazionale e in seguito trasformando la vita del popolo palestinese in un inferno per mezzo di un asfissiante blocco economico. Il fallimento misero di tali macchinazioni ha infine condotto a questa guerra brutale. L'obiettivo di Israele è quello di mettere a tacere tutte le voci attraverso cui si esprime la volontà dei palestinesi; per imporre poi le sue condizioni in un trattato finale che ci priverà della nostra terra, del nostro legittimo diritto a fare di Gerusalemme la capitale del nostro futuro Stato e del diritto al ritorno dei profughi palestinesi.

L’assedio totale di Gaza, che viola in maniera manifesta la quarta convenzione di Ginevra, impedisce ai nostri ospedali di disporre dei presidi medici essenziali. Impedisce la consegna di combustibile e la fornitura di elettricità alla nostra popolazione. E a dimostrazione limite di questa mancanza di umanità, la priva dei prodotti alimentari e della libertà di circolazione, anche in caso di cure necessarie. Questo ha provocato la morte evitabile di centinaia di pazienti ed un aumento progressivo della malnutrizione fra i nostri bambini.

I palestinesi sono disgustati dal fatto che i membri dell'Unione europea non vedano questo assedio osceno come una forma di aggressione. Nonostante le prove schiaccianti, essi hanno senza vergogna affermato che Hamas aveva attirato questa catastrofe sul popolo palestinese non rinnovando la tregua. Poniamo allora la seguente domanda: Israele ha forse rispettato i termini della tregua negoziata dall'Egitto in giugno? No. L'accordo sanciva la fine dell’assedio e la fine degli attacchi in Cisgiordania e nella striscia di Gaza.

Nonostante la nostra totale adesione, gli Israeliani hanno continuato ad assassinare i palestinesi a Gaza come in Cisgiordania in quello che si decise di chiamare l'anno della pace di Annapolis. Nessuna delle atrocità commesse contro le nostre scuole, le nostre università, le nostre moschee, i nostri ministeri e la nostra infrastruttura civile li dissuaderà dal perseguire i nostri diritti nazionali.

Non ci sono dubbi che Israele può demolire ogni costruzione nella striscia di Gaza ma non romperà mai la nostra determinazione né la nostra tenacia a vivere dignitosamente sulla nostra terra. Se rastrellare dei civili all’interno di un edificio per bombardarlo in seguito, o l'utilizzo di bombe al fosforo e di missili non sono crimini di guerra, allora cosa sono? Quante altre convenzioni e trattati internazionali deve violare lo stato sionista di Israele prima di doverne rendere conto? Oggi, non c'è capitale al mondo dove persone libere e rispettabile non si indignino per questa brutale oppressione. Né la Palestina, né il mondo saranno gli stessi dopo questi atti criminali. C'è soltanto una sola e unica prospettiva. La nostra condizione per una nuova tregua è semplice e chiara. Israele deve porre fine alla sua guerra criminale e al massacro del nostro popolo, deve porre fine completamente e senza riserva alcuna al suo illegale assedio della striscia di Gaza, aprire tutti i nostri valichi di frontiera e ritirarsi completamente da Gaza. Dopo ciò noi prenderemo in esame le opzioni future. Il popolo Palestinese lotta per liberarsi dall'occupazione e per creare uno Stato indipendente con Gerusalemme capitale e per il diritto dei profughi a far ritorno nei villaggi da cui furono cacciati. Qualunque sia il prezzo da pagare, la prosecuzione dei massacri di Israele non spezzerà né la nostra volontà, né la nostra aspirazione alla libertà e all'indipendenza.

Fonte: The Independant

 

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