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SULLE INSTALLAZIONI NUCLEARI DELL'IRAN
LE CONSEGUENZE DI EVENTUALI
BOMBARDAMENTI
di Floyd Rudmin,
Mondialisation.ca
Traduzione per www.comedonchisicotte.org a cura
di IMG.ZERO
25 Ottobre 2008

Osservate
attentamente quali conseguenze avrebbero i bombardamenti sulle
installazioni nucleari in Iran, poi pregate
A causa
di un errore redazionale [Redazione di
www.ComeDonChisciotte.com] pubblichiamo con ritardo un
articolo di analisi sul possibile confronto tra USA (e/o
Israele) e Iran. Nonostante la preoccupante situazione
economica mondiale abbia spostato l'attenzione dei media (e
probabilmente anche dei governi), il rischio di una folle
iniziativa bellica contro la repubblica islamica non è
scomparso (e
potrebbe di nuovo aumentare per iniziativa di Israele dopo
le elezioni USA del 4 Novembre). Solo in questi ultimi giorni,
mentre ElBaradei e la IAEA hanno smentito la possibilità
che l'Iran stia ora sviluppando nucleare bellico, il sito
Debka legato al Mossad
ha insinuato che basterebbero 4 mesi alla repubblica
islamica per iniziare la costruzione di armi atomiche. Sul
fronte diplomatico intanto
continua il confronto per approvare nuove sanzioni.
[Redazione di
www.ComeDonChisciotte.com].
Recentemente [Aprile 2008 N.d.r.] il governo degli Stati Uniti
ha aumentato di una tacca il tono belligerante che utilizza
contro l'Iran.
Una serie di reportage apparsi su vari giornali anglofoni
lasciano intendere che la guerra è in cammino: Il Mail &
Guardian il primo aprile, il Rutland Herald il 4 aprile, il
Telegraph il 7 aprile, l'International Herald Tribune l'11
aprile, il Washington Post il 12 aprile, il Washington Times
il 16 aprile, The Progressive il 24 aprile, il Santa Monica
Mirror il 24 aprile, l'Asia Times il 25 aprile,
l'International Herald Tribune il 25 aprile, le Toronto Star
il 25 aprile, il Christian Science Monitor il 25 aprile, il
Washington Post il 26 aprile, il Washington Times il 26
aprile, il First Post il 26 aprile, il Los Angeles Times il 26
aprile e il Telegraph il 26 aprile.
Due flotte offensive di portaerei si trovano adesso vicino
all'Iran e un'altra sarebbe in viaggio. A fine marzo l'Arabia
Saudita si è applicata a fronteggiare le conseguenze nucleari
che sopraggiungerebbero in seguito a un attacco USA contro
l'Iran. A inizio aprile Israele si esercitava ad affrontare i
lanci di missili di rappresaglie in seguito a un attacco USA
contro l`Iran. Tutti nella regione si preparano a un
bombardamento della centrale nucleare e delle installazioni
d'arricchimento dell'uranio dell'Iran. Come gli altri, l'Iran
è pronto per la guerra.
Gli Stati Uniti avrebbero individuato qualcosa come 10.000
bersagli in Iran. I principali sono l'insieme delle
installazioni nucleari, comprese la centrale nucleare di
Bushehr sulla costa del Golfo Persico, vicino al Kuwait e le
installazioni d'arricchimento di Natanz vicino Ispahan.
Bushehr è una città industriale che conta quasi un milione di
abitanti. Non meno di 70.00 ingegneri stranieri lavorano in
questa regione che comprende un grande sistema d'idrocarburi.
Natanz è il principale sito d'arricchimento dell'uranio
dell'Iran, a nord d'Ispahan, che conta anche delle
installazioni di ricerca nucleare. Ispahan è una città del
patrimonio mondiale con una popolazione di due milioni
d'abitanti.
Il reattore nucleare iraniano di Bushehr dispone di 82
tonnellate d'uranio arricchito (U235), che sono adesso
caricate nel reattore, secondo alcuni reportage della stampa
israeliana e cinese. E' previsto che la centrale diventi
operativa questa estate, permettendogli di produrre
elettricità. Le installazioni d'arricchimento di Natanz
operano a piena capacità e arricchiscono l'uranio in modo che
possa essere utilizzato nei reattori, secondo i rapporti
dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica.

Effetti di un bombardamento sulle installazioni
nucleari iraniane in diverse aree. Dall'alto: morte entro 30
minuti, 50% di morti entro due settimane, possibile morte,
malattie da radiazioni, limite di esposizione per
soccorritori, limite di esposizione per persone comuni,
aumento del rischio di cancro. Accanto al titolo: veduta sulle
installazioni nucleari di Bushehr
Secondo il Centro di controllo delle malattie [degli USA],
l'uranio 235 utilizzato nei reattori nucleari ha una vita
media di 700 milioni di anni. Quando viene utilizzato come
combustibile per dei reattori si trasforma in uranio 238, che
a sua volta ha una vita media di 4,5 miliardi di anni. Questi
isotopi radioattivi sono pericolosi per la salute, perché
emettono delle particelle alfa e perché sono chimicamente
tossici. Se inalato, causa dei danni ai tessuti polmonari. Se
ingerito, causa danni ai reni e il cancro delle ossa e dei
tessuti del fegato. Secondo un recente studio di ricerca
medica, l'esposizione all'uranio causa delle deformazioni ai
nuovi nati o dei nati morti.
Mai in tutta la storia si è deliberatamente bombardato delle
centrali nucleari e delle istallazioni d'arricchimento
nucleare. Istallazioni di questo tipo, ovunque nel mondo, sono
utilizzate sotto severe regole di sicurezza poiché lo scarto
di materie radioattive è mortale al momento stesso in cui
l'evento si produce e molto tempo dopo essere stati esposti.
Se gli Stati Uniti o Israele dovessero bombardare
deliberatamente una centrale nucleare piena di combustibile
nucleare o delle installazioni d'arricchimento di combustibile
nucleare, questa regola sarebbe violata; degli elementi
radioattivi sarebbero allora dispersi nell'ambiente. Ci
sarebbero dei decessi orribili tra la popolazione circostante.
L' Union of Concerned Scientists [negli USA] stima che tre
milioni di decessi avverrebbero nelle tre settimane successive
ai bombardamenti delle installazioni nucleari d'arricchimento
vicino Ispahan e la contaminazione coprirebbe l'Afganistan, il
Pakistan, fino all'India.
Sia i reattori che le installazioni d'arricchimento sono
costruiti in cemento extra forte, spesso con strati di
ritenuta a volte e sono spesso costruiti sottoterra. I
bombardamenti di queste installazioni esigono esplosivi
potenti, come le testate penetranti sottoterra, o addirittura
delle testate nucleari. Esplosioni simili soffierebbero la
contaminazione molto in alto nell'atmosfera. Ma dove andrebbe
questa contaminazione? E' una questione difficile a cui
rispondere e difficile da prevedere.
Nel corso della guerra del Golfo del gennaio 1991, numerosi
pozzi di petrolio in Kuwait sono stati incendiati. Secondo il
Dipartimento di Stato americano «delle piogge nere sono state
segnalate in Turchia e della neve nera è caduta ai piedi delle
montagne dell'Himalaya». La nuvola radioattiva causata dai
bombardamenti delle installazioni nucleari dell'Iran
prenderebbe probabilmente le stesse direzioni se le condizioni
meteorologiche fossero le stesse. Ma la nube radioattiva
potrebbe andare verso nord, cioè in Europa. Nel corso
dell'invasione dell'Iraq da parte degli Stati Uniti nel marzo
del 2003, accompagnati dalla Gran Bretagna, l'Australia e
altri paesi, sono state utilizzate munizioni e bombe
all'uranio impoverito (U238). Ci sono voluti nove giorni alle
particelle d'uranio provenenti da queste armi in Iraq per
raggiungere l'Inghilterra, dove test dei filtri d'aria hanno
dimostrato un aumento del 300% di particelle di uranio
attribuibile alla guerra. Le condizioni meteorologiche che
hanno permesso il trasporto delle particelle fino
all'Inghilterra, sono passate sul centro della Turchia,
l'Ucraina, l'Austria, la Polonia, la Germania, la Svezia e la
Danimarca, per arrivare finalmente in Gran Bretagna dove hanno
proseguito il loro percorso sulla Norvegia, la Finlandia, fino
all'Artico. Questo fatto è stato segnalato dal The Times, che
in un articolo riassumeva uno studio europeo di biologia e di
bio-elettromagnetica.
Le conseguenze nucleari dei bombardamenti sull'Iran avrebbero
una vita media di 700 milioni di anni. E' una durata difficile
da comprendere. Gesù Cristo pregava circa 2.000 anni fa.
L'amministrazione Bush e i suoi consiglieri israeliani stanno
adesso pianificando la contaminazione del pianeta per
settecento milioni di anni. Secondo la retorica dei candidati
alla presidenza John McCain e Hillary Clinton, anche loro
pensano che sia una buona idea. I media degli USA, da parte
loro, sembrano applaudire.
Gli statunitensi, o non comprendono ciò che si preparano a
fare, oppure si sentono al riparo delle conseguenze. Il
pianeta non è così grande. Ciò che succede da qualche parte
finisce per ripercuotersi sul resto del globo. Il fumo dei
pozzi di petrolio incendiati durante la guerra del Golfo si è
propagato attorno al pianeta ed è stato rilevato in America
del Sud. Gli effetti radioattivi del bombardamento d'un
reattore nucleare si propagherebbero in luoghi molto distanti,
soprattutto se si considera che il viaggio durerà milioni
d'anni.
I paesi del Golfo Persico, principalmente l'Arabia Saudita, il
Kuwait, l'Iraq e l'Iran, possiedono più della metà delle
riserve di petrolio conosciute. Nel 1981 uno studio di Fetter
e Tsipis apparso sulla rivista «Scientific American» riguardo
alla «propagazione catastrofica della radioattività» stimava
che il bombardamento di un reattore nucleare renderebbe
inabitabile una superficie di 8.600 miglia quadrate [NdR: 1
miglio = 1.609 km] attorno al reattore, tutto a seconda del
soffiare del vento. Bombardare il reattore di Bushehr
significherebbe che la metà delle riserve di petrolio
diventerebbero istantaneamente inaccessibili. Bombardare
l'Iran significherebbe che gli statunitensi non potrebbero più
prendere l'auto, ovunque si tratti d'andare, e questo per
molto tempo. Lo stile di vita americano sarebbe finito.
Seguirebbe un crollo economico inimmaginabile per gli
statunitensi. La produzione alimentare meccanizzata e il
trasporto del cibo sarebbero cose del passato. Le sommosse per
la fame diventerebbero cosa certa se per caso l'indicatore di
carburante indicasse che la riserva è vuota, perfino negli
Stati Uniti, terra d'abbondanza.
Le nazioni del mondo non possono contare sugli Stati Uniti e
sui loro consiglieri israeliani perché questi pensino e
agiscano in modo razionale riguardo ai bombardamenti dei
reattori. Non ha senso dire che «tutte le opzioni sono sul
tavolo» ed è perfino un crimine contro l'umanità. Gli Stati
Uniti e Israele stanno preparando il pubblico ad accettare
questa follia, annunciando che hanno bombardato con successo
un reattore nucleare siriano senza effetti nocivi. Israele ha
anche recentemente pubblicato il video del bombardamento del
reattore nucleare d'Osiraq nel 1981 in Iraq. Vedete com'è
facile. Non c'è nessuna spiacevole conseguenza. Ma i due siti
erano in costruzione e i reattori non erano riempiti fino
all'orlo di tonnellate d'uranio arricchito.
I popoli e i governanti del Golfo Persico, del Medio Oriente,
dell'Europa e anche di quei paesi dove soffierà il vento, cioè
l'India e la Cina, devono adesso prendere delle misure perché
cessi questa follia. Una volta liberate le radiazioni, le
risoluzioni dell'ONU non le riporteranno in un luogo
confinato.
Gli statunitensi che hanno famiglia e amici implicati nelle
forze armate nella regione del Golfo Persico, che sia in Iraq
o in Afganistan, dovrebbero domandarsi fino a che punto
l'amministrazione Bush considera che le sue truppe possano
essere sacrificate.
Il pianeta implora: «Non bombardate i reattori nucleari»
di Floyd Rudmin
Mondialisation.ca
25 Ottobre 2008
Per le fonti vedere l'articolo in inglese: "Consider
the Consequences of Bombing Iran’s Nuclear Power Plant and
Pray".
Titolo originale: "Les conséquences des bombardements sur les
installations nucléaires de l'Iran"
Fonte: http://www.mondialisation.ca
Traduzione per www.comedonchisicotte.org a cura di IMG.ZERO |