Il nuovo anno visto da Gaza
IL
NUOVO
ANNO
A
GAZA:
“I
NOSTRI
FUOCHI
D’ARTIFICIO
SONO
I
MISSILI
ISRAELIANI”
Di
Rami
Almeghari,
dalla
Striscia
di
Gaza
occupata,
31
Dicembre
2008

“Guarda fuori, i bombardieri F-16 stanno sorridendo per
te, i missili stanno danzando per te, i
zannana
[il nome che i palestinesi hanno dato ai droni senza pilota] stanno
cantando per te. Ho chiesto a tutti loro di augurarti un felice anno
nuovo”. Questo era il testo del messaggio, dall’umorismo nero, che Fathi
Tobal, un cittadino di Gaza City, ha ricevuto oggi sul proprio cellulare
da un amico.
Tobal ha aggiunto ironicamente: “Mentre altri popoli del mondo
festeggiano, sembra che l’aviazione israeliana stia cercando di
risparmiarci il costo dei fuochi d’artificio”.
Il giorno dell’ultimo dell’anno a Gaza, un milione e mezzo di
palestinesi stanno rinchiusi nelle loro case ridotti a lume di candela e
con scarse scorte di cibo, ma la cosa peggiore di tutte è la paura
costante delle bombe che hanno già ucciso 400 persone e ferito 2.000.
Pace, solo la pace è il desiderio di tutti per il 2009. Non hanno altri
sogni o desideri che quello di vivere nella pace che agognano da quando
Israele ha occupato le loro terre nel 1967.
Ma per il quinto giorno, gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato
case, edifici ministeriali, edifici municipali, moschee, università e
istituzioni caritatevoli in tutta la Striscia così densamente popolata
di Gaza. Sebbene Israele abbia attaccato Gaza molte volte, i residenti
dicono che questo è il peggiore che stanno vivendo, da quando è iniziata
l’occupazione.
Il dr. Asad Abu Sharekh, professore universitario e analista politico,
che vive nel quartiere Tal al-Hawa di Gaza City, ha detto: “il mondo
dovrebbe svegliarsi; invece di ballare e bere, dovrebbero mobilitarsi
per fermare il nuovo olocausto contro la popolazione civile di Gaza”.
“Il loro ministro della difesa [di Israele] Matan Vilnai ha detto chiaro
e tondo che vi sarebbe stato un olocausto più grande”, dice Abu Sharekh,
riferendosi ai commenti fatti da Vilnai nel Marzo scorso, quando i
bombardamenti israeliani hanno fatto più di 100 vittime a Gaza. “Gli
Stati Uniti hanno promesso a Israele migliaia di missili in più”, ha
aggiunto, “la presunta comunità internazionale deve muoversi a
proteggere i legittimi diritti di un popolo sotto occupazione”.
“La nostra musica per il Nuovo Anno è il suono degli aerei da guerra
israeliani, le nostre luci per il Nuovo Anno sono quelle del fuoco fatto
dai missili israeliani”, ha detto Raed Samir, di 32 anni, che vive nella
zona centrale della Striscia. “Come vedi, sto cercando di vedere un mio
amico nel suo negozio, e questo è quello che posso fare, chiacchierare
un po’ e fumare una sigaretta”.
Ola al-Helo, una donna di 26 anni che lavora per un’organizzazione non
governativa a Gaza City, ha definito schiettamente la situazione: “E’
una merda”.
Hamada Hammad, 22 anni, ha ricordato lo scorso ultimo dell’anno, quando
lui, i suoi genitori, le sue sorelle, e suo cognato hanno goduto una
giornata all’aperto nella piazza al-Jundi al-Majhoul di Gaza City.
“Oggi non posso neppure andare al lavoro. Come vedi, gli aerei da guerra
stanno diffondendo la paura dovunque. Spero che i giovani fuori di qui
faranno qualcosa per solidarietà con noi, che siamo i giovani
palestinesi”., ha aggiunto Hammad.
Per la famiglia di Ali Shaath, di 75 anni, di Rafah, al confine
meridionale della Striscia, l’ultimo dell’anno è equivalso a un nuovo
rifugio,visto che 25 membri della sua famiglia sono fuggiti dalla
propria casa vicino al confine con l’Egitto per sfuggire al
bombardamento israeliano.
Israele ha bombardato la zona di confine in modo intensivo, con il
pretesto di bersagliare i tunnel sotterranei attraverso cui vengono
consegnati i rifornimenti ad una Gaza sotto assedio. Il bombardamento ha
costretto molte altre famiglie a cercare rifugio con i parenti in
edifici scolastici.
“Puoi immaginare, ora stiamo rinserrati nel mio piccolo appartamento di
due stanze, poiché i miei genitori, le mie sorelle e i miei fratelli
sono stati costretti a stare con me per paura dei raid aerei di Israele
sul loro quartiere”, ha detto Marwan, di 40 anni, uno dei figli di
Shaath, la cui casa nel campo profughi di Bader è oltre il confine.
Marwan non nasconde il proprio sdegno quando si chiede: “Quale festa del
nuovo anno? Non esiste nemmeno, nel nostro vocabolario. Forse c’è una
parola per essa in Siria, in India o in Egitto, dove vivevo. Come
possiamo festeggiare quando ci manca l’elettricità, il pane e il gas per
cucinare?”.
Israele sta bombardano Gaza con il pretesto di fermare i razzi lanciati
da Gaza verso Israele da quando Israele ha violato, lo scorso 4
Novembre, un cessate-il-fuoco durato cinque mesi e ha inasprito il suo
assedio contro la Striscia. Israele dice che i suoi attacchi
continueranno e addirittura si moltiplicheranno e si parla dei
preparativi di un’invasione di terra.
Negli ultimi cinque anni, gli aerei da guerra israeliani hanno colpito
molte zone della regione costiera con il pretesto di far cessare il
lancio da Gaza di granate fatte in casa verso le città israeliane
confinanti.
Israele dice che i suoi attacchi su Gaza continueranno fino a quando gli
obbiettivi conclamati verranno raggiunti, mentre si profila
all’orizzonte molto presto un’offensiva di terra, secondo funzionari
israeliani.
Fathi Tobal aveva ragione; Israele ci ha risparmiato i fuochi
d’artificio. Solo 20 minuti prima di mezzanotte, qui nel campo-profughi
di al-Maghazi, metre scrivo questo articolo, due bombe hanno colpito la
mia città. In arabo, le persone si scambiano gli auguri del Nuovo Anno
dicendo: “Kul am wa antum bi khair” (possa tu essere salvo e stare bene
ogni anno). Da Gaza io dico: “Kul qasif wa antum bi khair” (possa tu
essere salvo dopo ogni bombardamento).
Link
originale :
http://electronicintifada.net/v2/article10085.shtml
Tradotto da Andrea Carancini :
http://andreacarancini.blogspot.com/
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/NuovoAnnoVistodaGaza.htm
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