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La Caritas chiede solidarietà verso il popolo
palestinese

Il 29 novembre è la Giornata Internazionale
dell'ONU
di Solidarietà con i Palestinesi
CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 24 novembre 2008
(ZENIT.org).-
Di fronte alla sempre delicata situazione mediorientale,
Caritas Internationalis afferma che la Giornata Internazionale
dell'ONU di Solidarietà con il Popolo Palestinese, il 29
novembre, dovrebbe essere “un momento di riflessione su come
riallacciare il processo di pace in Terra Santa”.
Un comunicato Caritas inviato a ZENIT ricorda che la 31ma
Giornata di Solidarietà sarebbe una festa per tutti “con la
creazione di uno Stato palestinese e la fine del ciclo di
violenza in Terra Santa”.
Gli sforzi della comunità internazionale per promuovere una
Palestina indipendente nel contesto della pace per tutti,
tuttavia, “sono falliti”.
In questo contesto, la Caritas crede che il comitato speciale
dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite debba aumentare
gli sforzi per promuovere la pace e migliorare il monitoraggio
in loco.
“Senza la volontà politica di raggiungere nuovi e impegnativi
livelli di partnership locale e regionale, gli atti di
paziente attesa possono essere accantonati in quanto patetiche
distrazioni dalla pace”, ha affermato il responsabile della
delegazione di Caritas Internationalis a New York, Joseph
Donnell.
“Senza un sostanziale impegno per affrontare le ben note cause
di questa lotta per uno Stato indipendente, la vita dei
Palestinesi rimane prigioniera, ridotta alla sua sopravvivenza
angosciata, a livello sia mentale che fisico”.
“I diritti inalienabili del popolo palestinese sono definiti
per legge come diritto all'autodeterminazione,
all'indipendenza nazionale e alla sovranità, e il ritorno dei
rifugiati palestinesi alle loro terre d'origine. Sono parte
integrale della lunga ricerca per una sistemazione davvero
globale, giusta e durevole del conflitto israelo-palestinese”.
Le conseguenze di questo fallimento, spiega la Caritas, “sono
chiare per i Palestinesi” e si notano soprattutto
nell'“eccezionale miseria di 1,5 milioni di persone a Gaza.
Grave scarsità di cibo, acqua, combustibile, elettricità e
medicinali a causa del blocco di Gaza hanno approfondito la
crisi umanitaria”.
Allo stesso modo, “le conseguenze sono chiare anche per tutti
i popoli della Terra Santa, siano essi ebrei, cristiani o
musulmani, intrappolati in un ciclo di violenza, e per
l'intera regione mediorientale”.
Caritas Internationalis è quindi solidale con Caritas
Gerusalemme e i suoi partner, “che hanno ripetutamente
risparmiato per affrontare i bisogni umani quotidiani nei
territori palestinesi occupati – cercando anche di raggiungere
la pace necessaria tra Israeliani e Palestinesi”.
Caritas Gerusalemme lavora con altre organizzazioni Caritas e
con partner internazionali per aiutare i malati e i
vulnerabili, ad esempio portando medici a Gaza per effettuare
operazioni a un costo accessibile e inviando cibo e medicinali
ai bisognosi.
Si occupa anche di assistenza educativa e di programmi di
sostegno alle famiglie, ottiene apparecchiature di
riabilitazione per le persone ferite nelle azioni militari e
valuta le necessità nella West Bank e a Gaza.
Link originale :
http://www.zenit.org/article-16265?l=italian
Link a questa pagina :
http://www.terrasantalibera.org/ONUxPelestina.htm
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