ISRAELE, PALESTINA, OLOCAUSTO,
IL NUOVO TOMMASO CAMPANELLA
Giancarlo Soravia, blog-cadorin

ROMA - Celebrando il Giorno della
Memoria, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto
riferimento alle "settimane drammatiche vissute con angoscia" degli
scontri a Gaza ed ha invitato a distinguere sempre con una "chiara e
netta distinzione" le critiche che sono legittime a chi governa
Israele e "la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche
dello Stato di Israele, del suo diritto all'esistenza e alla
sicurezza, del suo carattere democratico", cose che non devono essere
messe in discussione. [Ansa]
ECÔNE (Svizzera) - "Noi domandiamo perdono al Sommo Pontefice e a
tutti gli uomini di buona volontà, per le conseguenze drammatiche di
tale atto", si legge nella lettera, firmata da Monsignor Bernard
Fellay, superiore della ''Fraternità di San Pio X''. "Le affermazioni
di Monignor Williamson non riflettono in nessun caso la posizione
della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo
ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o
storiche". [papanews]
"Non altramente opera l'anima umana, per la luna significata, e in
due parti si divide: la superiore i chiari lumi dell' intelletto
rimira, e la inferiore le cose materiali del corpo riguarda;
perlaqualcosa addiviene (quando l' anima tutta la luce, dall'
intelletto derivante, nell' amministrazione delle cose corporali
rivolge, lasciando la parte verso l'intelletto rimirante tenebrosa)
che si faccia allora l' opposizione, come fa la luna col sole: il
quale aspetto, vogliono gli astrologi, al gran lume celeste, per la
lontananza e inimicizia della figliuola vedere odioso; ma quando l'
anima, ricevendo il lume dell' intelletto, seco si congiugne
perciocché le cose corporali e terrene disprezza, lasciando la parte
inferiore oscura, si viene a fare la felice congiunzione: dalla quale
partendosi l' anima, e discendendo all'azioni corporali, alcuna volta
signoreggia la ragione, e senza contratto il senso obbedisce;
risplendendo nell'operazioni del corpo alcuna parte della luce
intellettuale: è questo aspetto, simile al quadrato, è chiamato da'
Platonici Temperanza. Seguendo più oltre l'anima per le cose inferiori
(comechè la ragione comandi) non lascia perciò di contravvenire il
senso: e questo aspetto, conforme al Trino, è detto Continenza ; ma
poiché si è abbassata l'anima, abbandonando l' altezza dell'
intelletto, e comincia a soprastare il senso alla ragione (comeché
ella si opponga ognora) si fa l' aspetto, assomigliato al sestile,
nominato Incontinenza: e finalmente tutto il lume, dall'intelletto
derivante, nella parte corporale essendo rivolto, e la parte superiore
tenebrosa rimanendo, si fa l'aspetto all' opposizione assomigliato,
che si prende il nome d'Intemperanza". [da un libro del 1730]
Ho riportato tre testi in italiano: i primi due sono contemporanei, il
terzo è del '700. La domanda è: quale è il testo più chiaro? E'
certamente il terzo, perchè, anche se involuto e oscuro nella forma,
rappresenta una verità (o almeno è sincero nello sforzo di ricerca).
Il primo testo, quello del Presidente Giorgio Napolitano, non è
completamente veritiero perché egli avrebbe dovuto anche condannare
"la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche "dello
Stato di Palestina", del suo diritto all'esistenza e alla sicurezza,
del suo carattere democratico [quando ci sarà], cose che non devono
essere messe in discussione". Ma chi mette in discussione Israele? Ha
(non ufficialmente) 400 bombe atomiche puntate su tutte le capitali
vicine, a chi verrebbe l'idea di contraddirlo? Invece, sullo Stato di
Palestina, altro che mettere in discussione, sono decenni che
discutono, e non hanno cavato un ragno dal buco. (Lasciando, senza
muovere un dito, che Israele continuasse a opprimere e a massacrare la
popolazione palestinese.)
Il secondo testo, quello di Mons. Bernard Fellay, invece, si basa su
un distorto ragionamento quando recita: "Le affermazioni di monsignor
Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra
Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa
di posizione pubblica su questioni politiche o storiche". Cosa
significa? Che se uno ha una posizione, in una materia non religiosa
quale l'Olocausto, che non riflette quella della Fraternità, non deve
prendere posizione? Oppure l' "Olocausto" è una verità dogmatica che
viene considerata rilevante, nella fissazione statuale del numero
totale delle vittime e nelle modalità indisputabili della sua
esecuzione, anche in materia religiosa (cattolica), per cui coloro che
non lo accettano si pongono al di fuori della Chiesa stessa e possono
essere accusati di eresia? Oppure la negazione dello stesso Olocausto
non ha carattere dogmatico, ma solamente disciplinare? Oppure la
negazione non ha carattere religioso, ma solamente civile, e quindi
eventualmente regolata (e punita) da leggi dello Stato? In ogni caso,
per quanto concerne la sfera religiosa, per orientare vescovi,
sacerdoti, fedeli, mi sembrerebbe necessaria o una bolla papale
(nell'ipotesi di un Olocausto elevato a dogma), o un breve, enciclica,
lettera (cioè chiarimento dottrinale), ma niente di tutto ciò risulta
finora emesso in materia. O forse siamo tornati all'epoca di fra'
Tommaso Campanella, rinchiuso per 27 anni in carcere? Solo fingendosi
pazzo Campanella poté riacquistare la libertà. Dovrà fingersi pazzo
anche Mons. Richard Williamson?
Giancarlo Soravia