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Anno III,  Comunicato  12 ottobre  2008

 

 

 

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Pressioni israeliane sulla Spagna

Khalid Amayreh, da Gerusalemme occupata

12 ottobre 2008

Il governo israeliano ha esercitato discrete pressioni (piuttosto insistenti) sulla Spagna affinché riesamini l’emissione di mandati d’arresto contro ufficiali di alto grado dell’esercito israeliano accusati di aver commesso crimini di guerra nei territorî della Palestina occupata.

Già precedentemente, quest’anno, era stata presentata alla Corte Nazionale spagnola una denunzia richiedente che venisse spiccato mandato d’arresto contro sette funzionari militari israeliani.

I sette erano l’ex Primo Ministro Ariel Sharon, l’ex Ministro della Difesa Banyamin Benalizer, Avi Dichter, ex Capo Shin Beth, l’ex Capo di Stato Maggiore Moshe Ya’alon, l’ex comandante dell’Aeronautica Militare Dan Halutz, il Comandante del Settore Operazioni Giora Eiland, e il Capo del Comando del Sud Doron Al-mog.

Il Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR), che ha presentato la denuncia, ha sollecitato le autorità giudiziarie spagnole ad emettere un mandato d’arresto internazionale contro i sette in base al ruolo da loro sostenuto nel bombardamento di un fabbricato residenziale a Gaza avvenuto il 22 Luglio 2002, nel corso del quale venne ucciso un capo di Hamas con tutta la sua famiglia, nonché altri 15 civili 11 dei quali bambini.

La Corte Nazionale spagnola accettò la denunzia per sottoporla ad ulteriore esame, primo passo per l’inizio del processo formale.

Nel caso di un suo esito favorevole gli accusati verrebbero arrestati se entrassero in territorio spagnolo, e privati dell’immunità diplomatica della quale alcuni di loro ancora usufruiscono.

Secondo i mezzi d’informazione israeliani, Tzipi Livni, attualmente Ministro degli Esteri ad interim e candidato alla carica di Primo Ministro, si è rivolto al Ministro degli Esteri spagnolo Miguel Angel Moratinos chiedendogli di usare la sua influenza per disattivare le considerazioni legali che consentirebbero al sistema giudiziario spagnolo di "braccare" i funzionarî israeliani incriminati qualora si recassero in Spagna.

La Spagna farà bene – invece - a rifiutarsi di cedere alle pressioni che Israele le fa a tal proposito, e ciò per molte ragioni:

In primo luogo, non si tratta di una questione politica, bensì anzitutto ed essenzialmente legale e morale, riguardando l’assassinio premeditato di persone innocenti. Qui si sta parlando di centinaia, addirittura migliaia, di uomini, donne, e bambini, innocenti, ammazzati consapevolmente e deliberatamente dall’esercito israeliano agente secondo istruzioni e ordini diretti di gente come Ya’alon, Halutz e Benalizer. Testimonianze esaurienti contenenti i minimi dettagli su questi crimini sono ampiamente disponibili, essendo state meticolosamente documentate dai gruppi per la difesa dei diritti umani che operano in Palestina.

Le povere vittime - indifese e che nessuno piange - si affidano ora alla coscienza dell’umanità affinché gli accusati vengano chiamati a rispondere dei loro delitti davanti alla giustizia. Se questa non li riconoscerà colpevoli, non saranno perseguiti; ma se saranno trovati colpevoli, dovranno essere fatti loro pagare tutti i crimini che hanno commesso.

La Spagna deve quindi rivestirsi dell’autorità morale del suo sistema giudiziario e fare sì che i presunti criminali di guerra israeliani, se mettono piede sul suolo spagnolo, vengano trattati né più né meno che come criminali qualunque.

E ciò perché i criminali sono criminali, indipendentemente dalla loro origine etnica o credenza religiosa. Né deve avere rilevanza il fatto che i sospettati siano cittadini di uno stato potente o di uno debole.

In secondo luogo, esiste un vasto cumulo di prove atte ad incriminare questi sospetti criminali di guerra.

Ariel Sharon è senza dubbio un autentico criminale di guerra, ed ha vissuto tutta la sua vita come tale. Egli è stato un criminale di guerra come soldato, come comandante di un plotone, come Ministro della Difesa, e come Primo Ministro. Sharon ordinò l’uccisione in massa di centinaia di prigionieri di guerra e-giziani, ma fu il ruolo da lui avuto nei massacri e nei genocidî di Sara e di Shatilla presso Beirut nel Settembre 1982 a conferirgli la qualifica di criminale di guerra per eccellenza. E nonostante tuttociô egli ora non sarebbe in grado di affrontare un processo, perché, ridotto ormai da tre anni allo stadio puramente vegetativo, Iddio lo sta già punendo abbastanza.

Quanto a Benalizer, anche costui è un criminale di guerra che ha ordinato operazioni delittuose che hanno causato la morte di numerose persone innocenti, bambini compresi. Nel 2001 Benalizer si vant
ٍ di aver ammazzato una quantità di palestinesi senza suscitare la minima reazione della comunità mondiale. "Il mondo adesso è preoccupato per quel che succede in America" - diceva tutto contento alludendo all’11 Settembre – "e così noi possiamo tranquillamente sistemare i palestinesi".

Inoltre, più di sei anni fa Benalizer dette la sua approvazione al bombardamento, come si è detto sopra, di un fabbricato residenziale a Hay-al-Daraj al centro di Ghaza. Un aereo militare israeliano vi lanci
ٍ allora una bomba da 2000 libbre (907 chili) sulla casa dello sceicco Salh Shehadeh, un comandante dell’ala militare dell’Hamas, uccidendo oltre a lui, alla moglie e alle figlie, altre quindici persone, in maggioranza bambini piccoli.

Fra i funzionari israeliani implicati in questo mostruoso crimine vi era anche Ya’alon, all’epoca Capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano, che sapeva bene che la moglie di Shehadeh e le figlie erano con lui al momento del bombardamento.

Si tratta dello stesso Ya’alon che parecchi mesi dopo definì le vittime palestinesi "un cancro", dicendo: "Per ora mi contenterò della chemioterapia", Aggiungeva poi che se la chemioterapia non fosse bastata, avrebbe dovuto adottare la terapia hitleriana.

Quanto a Halutz, il comandante dell’aeronautica militare israeliana nel 2002, si vantò anche lui della carneficina di Hay-al-Daraj. Un corrispondente gli domand
ٍ cosa aveva sentito quando aveva fatto cadere la bomba. Halutz rispose che in quel momento aveva sentito come un movimento sotto il suo sedile. In un’al-tra intervista aggiunse di non avere pentimenti né sentimenti di colpa pur sapendo che erano rimasti uccisi dei bambini innocenti.

"La notte dormo bene" – diceva – "la mia coscienza è pulita".

Ma nel loro intimo i funzionari israeliani e gli israeliani in generale si rendono conto del fatto che molte delle azioni che effettuano nel West Bank e nella striscia di Gaza, e anche nel Libano, possono essere classificate crimini di guerra.

Alcuni portavoce israeliani cercano di menare il can per l’aia e confondere le cose dicendo che i soldati israeliani uccidono dei palestinesi innocenti scientemente ma non deliberatamente. Ebbene, non si vede dove stia la differenza. Neppure i nazisti avevano la Chutzpah [in ebraico, insolenza] di avere questa pretesa. E poi, quando il numero delle vittime innocenti diventa così immenso, come a Gaza, anche la motivazione della loro morte diviene irrilevante.

Sono queste le ragioni per le quali le autorità spagnole non devono permettere che l’integrità del sistema giudiziario spagnolo venga compromessa dalle pressioni diplomatiche esercitate dai capi di Israele, i quali albergano la credenza razzista che ciò che si applica a tutto il resto dell’umanità non si applica agli ebrei.

Nessuno sta suggerendo – si capisce – che la Spagna si metta a fare il giudice del mondo o il suo gendarme. Tuttavia la Spagna, come stato sovrano, ha tutto il diritto di impedire che sospetti criminali di guerra entrino nel suo territorio.

Questo è il minimo che dei paesi civilizzati possano fare per scoraggiare il crimine e impedire che accadano altri crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
 

FONTE : www.albasrah.net
http://www.uruknet.info/?p=47743