L’Associazione "al-Aqsa per la protezione e
ricostruzione dei luoghi sacri dell’islam", ha
rivelato che l’ente israeliano per le antichità, in
collaborazione con l’associazione coloniale “Ilaad”,
hanno profanato decine di tombe in un storico
cimitero islamico sito all’ingresso di Silwan, a sud
della moschea al-Aqsa.
In un comunicato, l’associazione al-Aqsa ha
dichiarato che "durante un'ispezione al cimitero,
abbiamo documentato attraverso fotografie e video la
profanazione", e ha aggiunto: "Dalle modalità di
sepoltura e la direzione delle tombe, si desume che
si tratta di un cimitero islamico antico".
L’ente israeliano per le antichità e l’associazione
“Ilaad” hanno confermato che stanno effettuando ampi
scavi, durante i quali hanno scoperchiato decine di
tombe islamiche spargendo le ossa nel cimitero.
L’associazione al-Aqsa ha detto di aver ricevuto
informazioni da fonti affidabili secondo cui le ossa
e i teschi dei musulmani vengono accatastati in
casse collocate in un deposito e trasferite in zone
ignote.
Nel comunicato, l’associazione condanna le
operazioni dell’ente sionista come "crimini e
violazioni della sacralità del cimitero. Crimini
contro la storia e la civiltà islamica ed araba, che
intendono cancellare ogni retaggio della città di
Gerusalemme, nel tentativo di ebraicizzarla
totalmente, in particolare la zona intorno alla
sacra moschea di al-Aqsa".
L’associazione ha aggiunto che le autorità sioniste
stanno scavando nella zona per costruire, oltre al
resto, un grande centro commerciale.
http://www.infopal.it/testidet.php?id=8625