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MANIPOLAZIONE DEI MEDIA

Santa
Sede:
i media, dal protagonismo al servizio.
Padre Lombardi commenta il messaggio papale sulle
comunicazioni sociali
CITTA' DEL VATICANO, domenica, 27 gennaio 2008 (ZENIT.org).-
Passare dal protagonismo al servizio: ecco la sfida dei
media, secondo il portavoce della Santa Sede.
Padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala
Stampa della Santa Sede, ha commentato nell'ultimo
numero di "Octava Dies", settimanale del Centro
Televisivo Vaticano, di cui è direttore, il tema del
messaggio di Benedetto XVI per la Giornata delle
Comunicazioni Sociali 2008: "I mezzi di comunicazione
sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare
la verità per condividerla".
Dobbiamo interrogarci seriamente sull'ipotesi che
"vengano messi al servizio del bene delle persone e del
bene comune delle società", spiega padre Lombardi.
"Spesso infatti abbiamo fondati motivi per dubitarne o
per restarne amaramente delusi", riconosce.
Troppe volte, dice citando il Papa, "la comunicazione
sembra avere la pretesa non solo di rappresentare la
realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza
di suggestione che possiede".
"Questo accade, ad esempio, quando i media non sono
usati 'per un corretto ruolo di informazione, ma per
‘creare' gli eventi stessi', o almeno per amplificarne
la portata, per manipolarne la corretta lettura, o
imporne una determinata interpretazione per fini
ideologici, per interessi economici, politici o di
qualsiasi altra natura", denuncia il portavoce
vaticano.
"Non si ripeterà mai a sufficienza un principio tanto
apparentemente ovvio quanto fondamentale: 'La parola -
detta, scritta o espressa in immagini - è fatta per la
verità, per dire la verità, per favorire l'incontro fra
le persone nella condivisione della verità'. Non per
l'inganno, non per la divisione, non per la
strumentalizzazione e l'asservimento dell'altro".
"Non si tratta qui di sognare un mondo idilliaco -
riconosce il sacerdote -. Si tratta di capire che è in
gioco la qualità dell'avvenire della nostra convivenza
umana".
"La questione è se lo straordinario potere delle
meravigliose tecnologie della comunicazione nel mondo
globalizzato dev'essere usato appunto come 'strumento di
potere', o come occasione per far crescere la
conoscenza, il dialogo e la comunione nel rispetto della
libertà e della dignità dell'altro".
"Il servizio della verità - per i comunicatori - non è
parola vuota, ma impegno morale, umile e grande, nel
lavoro di ogni giorno, nell'uso di ogni parola",
conclude padre Lombardi. |