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il libro di Tarpley
LA FABBRICA DEL
TERRORE
Made in Usa - Dall'11 settembre ai
futuri obiettivi
Un'indagine coraggiosa sul Terrorismo di
Stato nell'Era Globalizzata
e sul ruolo attivo dei servizi segreti Anglo-Americani
negli attentati attribuiti ad Al-Qaeda
autore: Webster Griffin Tarpley
Per ordini, acquisti in
rete, o nella tua libreria di fiducia, visita il sito
www.ariannaeditrice.it
Scritto
in maniera brillante, anzi, direi eccelsa; non si riesce a
smettere di leggerlo. Webster formula un giudizio
devastante. Congratulazioni! Lo appoggio con tutto il cuore.
Andreas von Bülow
ex Ministro tedesco della Ricerca e delle Tecnologie
Ex commissario parlamentare sull'intelligence.
Ha scritto Die CIA und der 11/9
Leggere queste pagine significa affacciarsi su un incubo.
Gli Stati Uniti sono in mano a un gruppo di pericolosi
sovvertitori della pace mondiale. Né il "New York Times", né
il "Washington Post" hanno recensito il libro. Si presume
che non lo faranno nemmeno i grandi giornali italiani. Che,
infatti, hanno tutti mentito sull'11 settembre.
Giulietto Chiesa
parlamentare europeo e giornalista
Con gran rammarico, concludo che questo libro di Tarpley è
il più forte tra gli oltre 770 libri da me recensiti su
Amazon, quasi tutti di saggistica. Devo concludere che
l'11/9 è stato come minimo lasciato accadere come "casus
belli" […]. Questo libro è, senza dubbio, il principale
testo di riferimento moderno sul terrorismo di Stato, e
anche il testo dove si suggerisce nel modo più puntuale che
gli elementi canaglia nel governo USA […] sono i più
colpevoli di terrorismo di Stato […] È innegabile che il
Governo USA ha voluto uccidere i suoi stessi cittadini e ha
voluto costruire attacchi per mobilitare l'opinione
pubblica.
Robert D. Steele
ex alto ufficiale della Marina USA e spia della CIA,
da sempre repubblicano, imprenditore e teorico
dell'Intelligence
e docente alla Marine Corps University.
È recensore n. 1 della non-fiction di Amazon.com
Arrivato alla quarta edizione negli Stati Uniti, "La
fabbrica del Terrore" è un libro che compie un salto di
qualità nelle indagini alternative sull'11/9 e sugli altri
atti di terrorismo che hanno scosso il mondo negli ultimi
anni: dopo le denunce delle molte incongruenze presenti
nelle versioni ufficiali, Webster Tarpley offre una
ricostruzione riccamente documentata sull'azione dei servizi
segreti e dei loro mandanti nel perseguire interessi
strategici ben precisi.
Franco Cardini
storico, docente all'Università di Firenze
Tarpley
ha creato un genere del tutto nuovo […] paragonando le
tecniche utilizzate dalle agenzie di Intelligence
statunitensi nella creazione dell'11/9 e i metodi usati in
passato dall'Intelligence USA. […] Si continuerà a tornare
su questo libro per sollevare nuove domande lungo questa
linea d'indagine.
Thierry Meyssan
ex segretario nazionale dei radicali di sinistra francesi.
Presidente del "Réseau Voltaire"
Autore dei bestseller L'incredibile menzogna e Il
Pentagate
ESTRATTO
LA FINTA GUERRA AL TERRORISMO: È TEMPO DI
METTERE IN QUARANTENA GLI AGGRESSORI
400 anni fa, in questo mese, Robert Cecil,
il Primo Ministro del Re inglese Giacomo I, compì il suo
capolavoro, la Congiura delle Polveri, per far
esplodere il Re e il Parlamento. La responsabilità di questo
tentativo era stata fatta cadere sullo zimbello Guy Fawkes e
altri cospiratori, che furono torturati e condannati a
morte.
Furono incolpati anche i cattolici, il Papa, i gesuiti e gli
spagnoli, dando così il via a secoli di conflitti e di
espansione imperiale. Ma il complotto era una provocazione
sintetica, messa in scena da Cecil. Il terrorismo era solo
una doglia nel travagliato parto con cui veniva al mondo la
fazione finanziaria angloamericana, e il terrorismo
accompagna ancora oggi quella fazione nella sua moribonda
senilità.
Secondo l'odierno regime neocon a Washington, l'evento
centrale nella storia del mondo è rappresentato dagli
attacchi dell'11 settembre 2001. I neocon chiedono che gli
affari mondiali si riorganizzino intorno a ciò che essi
chiamano la guerra al terrorismo, presumibilmente mossa
dagli USA, dalla Gran Bretagna e da altre potenze anglofone
contro le potenze oscure dell'Islam radicale. Questa finta
guerra al terrorismo è completa di opzioni per attacchi
nucleari a sorpresa su qualunque paese a scelta del regime
Bush. Questi possono essere corredati da aggressioni
convenzionali e dalle cosiddette "rivoluzioni dei colori",
il nuovo nome dei tradizionali colpi di Stato della CIA del
tipo "people power".
La principale premessa della guerra al terrorismo è il mito
del 9/11: 3.000 persone uccise presumibilmente da un gruppo
di 19 dirottatori, incluso Mohammed Atta, tutti membri di Al
Qaeda, guidati da Osama Bin Laden e operanti da una grotta
afgana con un computer portatile ecc. Come dimostro nel mio
libro, questa premessa è una balla pazzesca. Gli eventi del
9/11 sono stati una provocazione premeditata e messa in
pratica a partire dagli intimi meandri dell'apparato
militare, di sicurezza e dei servizi segreti degli USA, per
mano di una fazione profondamente radicata in questo
apparato, variamente chiamata "governo invisibile", "governo
segreto", "governo parallelo", "rete canaglia", "squadra
segreta". Tale fazione coinvolge la CIA, il Pentagono, la
NSA, l’FBI, il Ministero del Tesoro, la Riserva Federale e
altri punti strategici del governo. È una fazione che opera
da oltre un secolo. È intrallazzata con il MI6 e con il
Ministero della Difesa britannici.
Il 9/11 è stato un golpe riuscito, progettato per dirottare
la Casa Bianca di Bush verso la strategica "Guerra di
civiltà" descritta da Samuel Huntington. I mondi arabo e
islamico erano i primi obiettivi, con, a seguire, la Cina e
anche la Russia, stando alla dottrina Wolfowitz. Il 9/11
rientra quindi nella tradizione degli attacchi autoinflitti
o immaginari risalenti all'esplosione della USS Maine
nel porto dell'Avana, nel 1898, che diede inizio alla guerra
ispano-americana, e con essa all'imperialismo statunitense.
Il governo segreto provò a mettere in scena una marcia
fascista su Washington contro il Presidente Franklin D.
Roosevelt, e provò ad assassinarlo. Tale governo ci ha
portato alla Baia dei Porci, all'assassinio di Kennedy, al
falso incidente del Golfo del Tonchino (in parte ammesso
nelle ultime settimane dalla NSA), alla guerra del Vietnam,
al tentato assassinio di Reagan, al traffico di armi e droga
dell'affare Iran-Contra, al bombardamento della Serbia,
all'affondamento del sommergibile russo Kursk, e alla
loro impresa suprema, il 9/11, seguito dalle invasioni
dell'Afghanistan e dell'Iraq. I presidenti statunitensi sono
generalmente fantocci della rete canaglia, che rispondono ai
bisogni di Wall Street e della City londinese.
È stata questa rete canaglia ad aver inviato a Bush un
ultimatum sul 9/11 con le parole: "Angel is next",
"Adesso tocca all'Angelo", significando con questo che
l'aereo presidenziale sarebbe stato annientato come gli
altri aerei dirottati il 9/11, quindi: lancia la guerra di
civiltà oppure sarai fatto fuori. Bush si affrettò a
prostrarsi ossequioso, cedendo ai golpisiti il governo degli
USA. Nella terminologia della letteratura sull'intelligence,
Bin Laden, Atta e gli altri sono zimbelli. Sono doppi
agenti, pedine, fanatici, agents provocateurs.
Operano sotto l'ombrello di Al Qaeda, un gruppo che può
essere descritto soltanto come la Legione Araba della CIA e
del MI6, una classica pseudogang o controgang contro il
nazionalismo arabo. Il loro retroterra etnico-religioso fa
sì che il mondo arabo e islamico siano incolpati degli atti
terroristici. Essi ricevono appoggio dalla CIA, di cui
abbiamo come esempio la famosa dialisi renale di Bin Laden.
Queste figure hanno intenti criminali, ma ciò che non hanno
è la capacità fisica e tecnica di produrre gli effetti
osservati: proprio come Lee Harvey Oswald, per quanto fosse
malvagio, non poteva aver sparato il numero di colpi
necessari per uccidere a Dallas il Presidente Kennedy.
I direttori dei terroristi e gli agenti segreti che dirigono
le attività di uno "zimbello", o di un killer professionista
evidentemente costituiscono l'Able Danger, un progetto
congiunto della Defense Intelligence Agency e delle Forze di
Comando Speciali. Da quando è venuto alla luce Able Danger,
abbiamo saputo che ha distrutto 2,5 terabyte dei suoi stessi
dati registrati, equivalenti a un quarto della Biblioteca
del Congresso, che ha il più grande deposito librario del
mondo. Rumsfeld ha proibito ai funzionari responsabili
dell'Able Danger di testimoniare al Congresso.
Gli "zimbelli" possono operare liberamente e allo scoperto,
senza essere arrestati, a causa della rete di talpe presente
all’interno del governo USA. Queste talpe sono leali al
governo invisibile, non alla costituzione e alle leggi. Esse
si assicurano che gli "zimbelli" siano disponibili a essere
trasformati in capri espiatori, distruggono le prove e
organizzano l'insabbiamento dei misfatti. Le talpe sono
responsabili della paralisi delle difese aeree per più di
un'ora e quarantacinque minuti il 9/11, una tempistica da
paragonare con i tempi medi d'intercettazione – 15-20 minuti
al massimo – sia prima che dopo gli eventi. Nessuna forza
esterna avrebbe potuto ottenere questo risultato.
I professionisti addestrati, i tecnocrati della morte,
costituiscono il terzo gruppo. Possiedono la capacità
fisico-tecnica di far schiantare gli aerei e altri oggetti
volanti contro edifici e di distruggere il WTC con una
demolizione controllata. Alcuni di questi professionisti
operano dall'interno delle burocrazie governative, altri da
uffici privati. Vogliono l'anonimato, non la pubblicità. I
recenti progressi nella ricerca sul 9/11 si sono focalizzati
sul ruolo dei giochi di guerra, delle esercitazioni militari
e delle esercitazioni antiterrorismo, nell’occultamento e
nella agevolazione delle azioni terroristiche del 9/11.
Finora siamo venuti a conoscenza di 14 esercitazioni
separate sul 9/11 o a esso connesse. Alcune erano state
escogitate per annullare le difese aeree spostando dei
caccia verso il nord del Canada e verso l’Alaska, lontano
dagli obiettivi del 9/11. Altre avrebbero paralizzato le
difese aeree inserendo falsi bip tracciati sugli schermi
radar del personale della difesa, e con false comunicazioni
di aerei commerciali e militari che simulavano fantomatici
dirottamenti.
Ma c'è un’altro aspetto ancora. Un'esercitazione messa in
scena al National Reconnaissance Office di Chantilly, in
Virginia, quel mattino, consisteva nel far schiantare aerei
di linea commerciali su quegli edifici. Esistono tutte le
ragioni per pensare che gli aerei kamikaze fossero
controllati proprio da qui, dal quartier generale
statunitense dei satelliti spia. L'Amalgam Virgo, un'altra
esercitazione associata al 9/11, consisteva nel lancio di un
missile cruise contro un bersaglio terrestre da una nave da
carico canaglia nel Golfo del Messico. Ciò probabilmente
simulava ciò che sarebbe stato fatto al Pentagono, poiché è
chiaro che quell’edificio non è mai stato colpito da nessun
aereo commerciale.
La più sinistra di tutte era Global Guardian,
un'esercitazione del 9/11 che simulava una guerra
termonucleare totale con bombardieri, missili e
sommergibili.
Quest'esercitazione comportava un tentativo di penetrazione
della struttura di comando nucleare da parte di un outsider
"maligno", con accesso a un sistema di controllo e a un
comando chiave. Qui c'era la possibilità per la "rete
canaglia"di scatenare la guerra nucleare. Il 9/11 Bush aveva
telefonato a Putin con un ultimatum: gli USA avrebbero preso
l'Afghanistan, più alcune basi nell'Asia Centrale ex
sovietica. Se Putin avesse rifiutato, la rete canaglia
statunitense sarebbe stata in grado di dare inizio alla
terza guerra mondiale ordinando un'escalation nucleare.
Quando i terroristi di Stato attaccano, lo fanno spesso
sotto la copertura di un'esercitazione preannunciata,
apparentemente legale, che somiglia o imita l'operazione
terroristica. Questo aiuta a dissimulare l'intento criminale
dei cospiratori golpisti sotto la copertura della loro
stessa burocrazia. L'esercitazione è solo una simulazione,
finché non diviene reale. Durante la Guerra Fredda, Hilex 75
e l’Able Archer 834 erano state esercitazioni che avrebbero
potuto condurre a uno scontro e a una guerra reali.
Quando nel 1981 ci fu il tentativo di assassinare il
Presidente Reagan, come copertura per le operazioni, il
giorno successivo, era stata programmata un'esercitazione
per la successione presidenziale (Nine Lives, Nove vite). Le
bombe di Londra del 7 luglio 2005 furono preparate tramite
esercitazioni denominate "Atlantic Blue" dal Regno Unito,
"Topoff III" dagli USA e "Triple Play" dal Canada, che
simulavano un attacco al metrò di Londra mentre in
Inghilterra si stava svolgendo un congresso internazionale.
Lo stesso 7 luglio la Visor Associates di Peter Power stava
simulando esplosioni nelle stesse stazioni e nelle stesse
ore in cui esplosero effettivamente le bombe, come riferì la
BBC 5:
Peter Power, un ex di Scotland Yard, dirige un'azienda
privata di sicurezza che, il 7 luglio 2005, stava conducendo
esercitazioni antiterrorismo nel metrò di Londra, come egli
stesso ha detto alla BBC:
Power: Alle 9:30 di stamattina, a Londra, stavamo
effettivamente conducendo un'esercitazione che coinvolgeva
oltre mille persone, e che consisteva nell'esplosione
simultanea di bombe proprio nelle stazioni dove è realmente
avvenuta stamani, tanto che ancora adesso ho i capelli
dritti dallo spavento.
Presentatore: Per
intenderci, stavate conducendo un'esercitazione per vedere
come avreste potuto affrontare una cosa del genere, ed è
accaduto proprio nel bel mezzo dell'esercitazione?
Power:
Precisamente.
La scorsa estate (2005), Cheney
aveva ordinato al Pentagono di preparare il bombardamento
atomico dell'Iran, da portare a termine all'indomani di un
nuovo 9/11 su più larga scala. È chiaro che questo attentato
ricade nella tipologia del terrorismo sintetico sotto falsa
bandiera, patrocinato dallo Stato, per offrire un pretesto
all'attacco.
Negli USA e in altri Stati della NATO, è stato istituito un
servizio di sorveglianza da parte dei cittadini su queste
pericolose esercitazioni canaglia, per affrontarne la
minaccia. In agosto la "Sudden Response 05" avrebbe dovuto
simulare un'esplosione nucleare da 10 kilotoni a Charleston,
nella Carolina del Sud. Una mobilitazione di cittadini
preoccupati sollevò proteste contro quest’esercitazione e
possiamo ritenere che abbia portato alla sua cancellazione.
Fu poi la volta dell'esercitazione sulla dispersione di gas
a New York City e della "Granite Shadow/Power Geyser", che
comportavano l'utilizzo simultaneo di armi di distruzione di
massa a Washington DC. Queste esercitazioni vennero
denunciate e furono al centro di proteste.
Ora come ora (novembre 2005, N.d.T.), siamo al centro della
più densa concentrazione di esercitazioni dallo stesso 9/11.
Anzitutto c'è la Vigilant Shield, una bomba radiologicamente
sporca che viene fatta esplodere nel porto di Mobile, in
Alabama. A questo si risponderà con il Global Lightning, uno
scambio di missili nucleari fra USA e Corea del Nord, con
l'uso dei missili antibalistici USA. Simultaneamente si
svolgono "Positive Response" e "Global Storm", il nuovo nome
dato a "Global Guardian" per il piano appena adottato di un
attacco nucleare preventivo a sorpresa. Queste implicano uno
scontro con la Russia sulla questione dell'Ucraina. Una
qualsiasi di queste esercitazioni potrebbe essere usata per
lanciare provocazioni e attacchi nucleari reali. La
pianificazione della guerra contro il Venezuela continua.
C'è bisogno di una vigilanza mondiale per impedire il
peggio.
Il regime di Bush attualmente è in crisi a causa della
guerra persa in Iraq, per la reazione negligente e criminale
all'uragano Katrina e per il prezzo della benzina ai massimi
storici. Libby è stato incriminato e Rove, Feith, Wolfowitz
e Ledeen potrebbero seguire la sua stessa sorte. Come nel
film Wag the Dog (Sesso e potere), Bush o i neocon
sono tentati da una nuova guerra per ovviare a questa crisi.
Durante il Watergate, quando Nixon dichiarò un allarme
nucleare rosso, nell'ottobre del 1973, il Primo Ministro
britannico Edward Heath aveva intravisto lampanti
motivazioni politiche. Ogni volta che Nixon richiedeva il
football, la borsa contenente i codici nucleari segreti
di lancio, i funzionari della Casa Bianca Kissinger e Haig
lo sorvegliavano da vicino per tenergli le dita lontano dal
tasto nucleare. Nell'estate del 1974 il Ministro della
Difesa Schlesinger disse ai comandanti statunitensi di
disattendere gli ordini riguardanti qualsiasi attacco
militare, se provenienti da Nixon, a meno che non fossero
confermati dallo stesso Schlesinger o da Kissinger. Dato che
oggi la situazione è analoga, il Partito Democratico e gli
Stati della NATO devono esigere che l'instabile Bush e i
disperati neocon, in caso di estromissione dal governo,
siano posti sotto speciale sorveglianza per impedire nuove
avventure dalle conseguenze incalcolabili.
Ma fintantoché Bush potrà conservare il consenso del 30-35%
di popolazione statunitense, egli potrà proseguire la guerra
in Iraq a tempo indeterminato e forse estenderla alla Siria
e all'Iran. Se Bush riesce a conservare tale consenso è
grazie al potere del mito del 9/11 su una parte del popolo
americano. Ogni qualvolta Bush viene ritenuto responsabile
di qualcosa, immancabilmente risponde tirando in ballo il
9/11. Le sue argomentazioni per la guerra in Iraq non si
riferiscono all'Iraq, ma piuttosto al 9/11. C'è un solo modo
per erodere lo zoccolo duro della base di Bush: attaccarne
il mito. Distruggete il mito del 9/11 e i veri criminali di
quel settembre potranno essere chiamati in causa.
Distruggete il mito del 9/11 e Bush sarà neutralizzato. Le
istituzioni e i governi amanti della pace nel mondo devono
darsi questo compito, con una campagna di denuncia, di
smascheramento e di educazione politica sulla verità del
9/11 e sulla natura del terrorismo.
Un veicolo per farlo potrebbe essere una Commissione
Indipendente Internazionale sulla Verità del 9/11, simile al
modello del Tribunale per il Vietnam di Russell-Sartre. La
convocazione di tale commissione per la verità sul 9/11 è
più urgente che mai, e dovrebbe essere la priorità delle
forze anti-guerra ben prima delle elezioni al Congresso che
ci saranno fra un anno.
Il 5 ottobre 1937, Franklin D. Roosevelt, a Chicago, aveva
richiesto la quarantena per i dittatori fascisti,
l’isolamento e il boicottaggio degli aggressori. Da allora
le ruote della storia hanno girato, ed è ora che il regime
di Bush e dei neocon vada messo in quarantena dalle forze
dell'umanità civilizzata. Non può esserci alcuna
cooperazione militare o di sicurezza con i neocon. I patti
di libero commercio con i neocon sono suicidi. I funzionari
di Bush sono colpevoli di cospirazione internazionale per
muovere guerre di aggressione, un delitto capitale secondo
le norme di Norimberga. Mentre la popolazione statunitense
sta rivoltandosi contro Bush, assistiamo al tragico
spettacolo dell'Europa e del Giappone che continuano a
sostenerlo su così tante e fondamentali questioni. È tempo
che il mondo metta in quarantena l'aggressore. Così facendo,
avrà l’appoggio del popolo americano.
Webster G. Tarpley
INDICE
Presentazione
Introduzione
Capitolo 1 - Il mito del XXI secolo
Capitolo 2 - Teoria e prassi del terrorismo sintetico
Capitolo 3 - Le radici del 9/11: la crisi globalizzata degli
anni '90
Capitolo 4 - Al Qaeda: la legione araba della CIA
Capitolo 5 - I presunti dirottatori sapevano pilotare gli
aerei?
Capitolo 6 - Il crollo del World Trade Center 1, 2 e 7
Capitolo 7 - Cos'ha colpito il Pentagono?
Capitolo 8 - Shanksville, Pennsylvania: che fine ha fatto il
volo United 93?
Capitolo 9 - Le oltre 25 esercitazioni dell'11 settembre
Capitolo 10 - "Adesso tocca all'angelo": parlano i golpisti
Capitolo 11 - L'Antrace
Capitolo 12 - Insider Trading, telefonini, il MI6 e il
Mossad
Capitolo 13 - Teoria del complotto: la grande tradizione
americana
Capitolo 14 - Il mito del 9/11: una forma di schizofrenia
collettiva
Capitolo 15 - Reti sospette
Capitolo 16 - Integralismo islamico: fomentato dalla
politica estera USA
Capitolo 17 - L'America dopo il golpe settembrista
Appendice
Prefazione alla seconda edizione
Prefazione alla terza edizione
Bibliografia/videografia
Legenda/Glossario
L'Autore:
Webster Griffin Tarpley è uno
storico, giornalista investigativo ed è considerato uno dei
più arditi e iconoclastici "spifferatori" dei segreti
politici statunitensi. Egli per la prima volta ha attratto
le attenzioni del pubblico con il libro, scritto a quattro
mani con Anton Chaitkin, riguardante la biografia non
autorizzata di Bush ([[George Bush: The Unauthorized
Biography, 1992) Egli ha esposto la "Tesi di Versailles",
dove fa ricadere le colpe delle grandi guerre del ventesimo
secolo su intrighi della Gran Bretagna per mantenere il
proprio dominio imperiale. Tarpley ha vissuto in Italia
negli anni della contestazione e negli anni di piombo. Ha
seguito da vicino, in particolare, la vicenda di Aldo Moro,
dirigendo una commissione indipendente d'inchiesta
commissionata dal parlamentare italiano Zamberletti. Il
risultato di questa inchiesta è stato pubblicato nel volume
Chi ha ucciso Aldo Moro, che ha avuto subito vasta eco su
"Panorama". La conclusione di questa indagine era che i
mandanti dell'assassinio di Moro erano membri di alto
livello dei governi britannici e americani (un grande
sospetto sarebbe caduto su Kissinger), intenti a impedire il
"compromesso storico" che nei delicati anni della Guerra
Freddda avrebbe finito per portare i comunisti al governo,
formando un governo italiano stabile di democristiani e
comunisti insieme, con il rischio di uno sbilanciamento
dell'Italia verso l'URSS, cosa che avrebbe rischiato di
spalancare le porte a un'invasione sovietica di gran parte
dell'Europa. La filosofia di Tarpley si può descrivere come
realista, umanista e anti-maltusiana. I principali pensatori
classici a cui si ispira sono Platone, Dante, Machiavelli e
Leibniz. Fra gli altri pensatori che lo hanno ispirato ci
sono Orwell e A. Huxley. Tarpley è studioso di economia e di
storia, soprattutto storia moderna e storia veneziana. La
Repubblica di Venezia è da lui considerata il prototipo
esemplare di ogni società oligarchica ed elitista come, a
suo parere, è l'impero angloamericano odierno. Tarpley,
inoltre, ha fatto esperienza come attivista politico negli
anni del movimento di LaRouche, da cui ha preso le distanze
intorno alla metà degli anni '90. Nel 2005, il suo libro
9/11 Synthetic Terror: Made in USA è diventato un best
seller fra i libri sui fatti 11 settembre 2001; esso è
diventato un caso editoriale quando il 7 ottobre 2006, il
principale recensore di saggistica su Amazon, Robert David
Steele, ex spia della CIA e funzionario dei Marines, lo ha
definito "il più forte fra gli oltre 770 libri che ho
recensito qui su Amazon". Tarpley parla a lungo dei temi del
suo libro durante un'intervista nel film Oil, Smoke,
Mirrors. A partire dal marzo del 2006, Tarpley ha condotto
un programma radiofonico settimanale intitolato World Crisis
Radio, per Republic Broadcasting Network. Dopo una diatriba
fra Wes Perkins e John Stadtmiller nel gennaio 2007, Tarpley
apparentemente ha lasciato RBN e si è trasferito su Genesis,
dove presenta l'edizione del giovedì di World Crisis Radio.
Il format resta quello di una panoramica a 360 gradi
sull'intelligence e sulla politica internazionale. Tarpley è
un membro del gruppo mondiale antimperialista Asse per la
Pace, di Scholars for 9/11 Truth e del gruppo di ricerca
Netzwerk, che riunisce gli autori tedeschi sull'11/9, a
partire dal settembre 2006. Di questi è membro anche Andreas
von Buelow, ex ministro delle tecnologie tedesco.
Bibliografia:
- Chi ha ucciso Aldo Moro? (1978)
- George Bush: The Unauthorized
Biography (1992. Ristampato nel 2004).
- Against Oligarchy (1996)
- Surviving the Cataclysm: Your
Guide through the Worst Financial Crisis in Human
History (1999)
- 9/11 Synthetic Terror: Made in USA
(2005), Postfazione di Thierry Meyssan, quarta edizione
(maggio 2007). Version française: La Terreur Fabriquée,
Made in USA : 11 Septembre, le mythe du XXIe siècle
(Sett. 2006)
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