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Questa Redazione, pur non condividendo sempre e necessariamente tutte le dichiarazioni degli autori nei testi citati, reputa che esse siano comunque utili fonti di informazione e riflessione. Non omologati in alcun schieramento, in rispetto della libertà di pensiero e d'espressione garantite costituzionalmente, riteniamo irrinunciabile e giusto dare spazio a molte voci del dissenso, altrove negate.

 Origini del conflitto israelo-palestinese

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Criticismo ebraico 

Albert Einstein - "Vedrei piu' ragionevole un accordo basato sulla convivenza pacifica con gli arabi piuttosto che sulla creazione di uno stato ebraico. Lasciando da parte le considerazioni pratiche, la mia consapevolezza della natura essenziale del giudaismo mi rende scettico all'idea di uno stato ebraico con delle frontiere, un esercito, un certo potere temporale, non importa quanto modesto. Temo i danni che ne ricavera' il Giudaismo"...

Einrich Fromm - "Nella legge internazionale e' chiaro che nessun cittadino perde il suo diritto di cittadinanza ne' le sue proprieta'; e il diritto di cittadinanza e' de facto un diritto su cui i palestinesi hanno ben piu' legittimita' rispetto agli ebrei. Da quando la popolazione civile che si allontana dal teatro di battaglia viene punita con la confisca delle proprieta' e con il divieto a tornare nella terra in cui e' sempre vissuta? Quindi la pretesa ebraica alla terra d' Israele non puo' essere realistica. Se tutte le nazioni all'improvviso si mettessero a reclamare i territori in cui i loro antenati hanno vissuto duemila anni fa, l'intero mondo sarebbe un caos insostenibile ... Io credo che, politicamente parlando, c'e' una sola soluzione ragionevole per Israele e cioe' il riconoscimento unilaterale degli obblighi dello stato verso i palestinesi - riconoscimento del completo obbligo morale di Israele verso i nativi della Palestina.

Nathan Chofshi - "Solo una rivoluzione interiore puo' riuscire a guarire il nostro popolo dalla malattia omicida dell'odio ingiustificato ... Esso ci condurra' alla completa rovina. Solo allora i vecchi ed i giovani capiranno quanto grande e' stata la nostra responsabilita' verso quei profughi nelle cui citta' abbiamo insediato ebrei provenienti dall'estero, le cui case abbiamo confiscato, i cui campi ariamo e coltiviamo, i frutti dei cui giardini, orti e vigne raccogliamo, nella cui terra abbiamo creato scuole di carita' e di preghiera, blaterando e vantandoci di essere il "popolo del Libro" e "luce delle nazioni"...

Criticismo

"In un articolo pubblicato dal Washington Post del 3 ottobre 1978, Rabbi Hirsch [di Gerusalemme] ha dichiarato: "Il 12esimo principio della fede, io credo, e' che il Messia radunera' gli ebrei dispersi in tutte le nazioni del mondo. Il sionismo e' diametricalmente opposto al giudaismo. Il sionismo vuole definire il popolo ebraico come un'entita' nazionalistica. Questa e' un'eresia. Gli ebrei sono forzati, dal patto divino, a non creare alcuno stato in Terra Santa, tantomeno contro il volere di chi la abitava". Sami Hadawi, "Bitter Harvest."

"Uno stato ebraico in Palestina costruito con le baionette e l'oppressione non ha alcun significato, anche se riuscisse nell'impresa, mentre il vero obiettivo dovrebbe essere quello di cooperare pacificamente con comprensione e buona volonta'. Ecco cosa ha valore". Rabbi Judah L. Magnes, citato in "Come tutte le nazioni?", ed. Brinner & Rischin.

I nuovi storici israeliani confutano i miti fondatori dello stato

"Fin dal 1980, gli studiosi israeliani concordano con la loro controparte palestinese sul fatto che il sionismo ... fu imposto come un atto puramente coloniale contro la popolazione locale: una mistura di conquista ed esproprio ...
"Essi furono motivati all'attuale revisionismo da un gran numero di materiale d'archivio declassificato in Israele, Gran Bretagna e Stati Uniti. [Ad esempio] ...

Confutazione del mito della distruzione - La nuova immagine storiografica e' fondamentale nel confutare la storia ufficiale, la quale afferma che la comunita' ebraica rischio' l'annichilimento alla vigilia della guerra del 1948. I documenti d'archivio dimostrano che il frammentato mondo arabo governato dalla confusione e dall'impotenza e la comunita' palestinese, che non possedeva mezzi militari, non potevano assolutamente spaventare l'armatissima comunita' ebraica ...

La responsabilita' israeliana per i profughi - La superiorita' militare ebraica si tradusse nell'espulsione di massa di piu' della meta' della popolazione palestinese. Le forze ebraiche, tranne rarissime eccezioni, espulsero i palestinesi da ogni citta' e villaggio che occuparono. In alcuni casi l'espulsione fu accompagnata da massacri [di civili] come nel caso di Lydda, Ramleh, Dawimiyya, Sa'asa, Ein Zeitun ed altri. L'espulsione fu accompagnata da stupri, furti e confische [della terra e delle proprieta' palestinesi] ...

Il mito dell'intransigenza araba - [Le N.U.] indissero una conferenza di pace a Losanna, nella primavera del 1949. Prima della conferenza, l'Assemblea Generale adotto' una risoluzione che in effetti sostituiva quella del novembre 1947 relativa alla partizione. Questa nuova risoluzione, la 194 dell'11 dicembre 1948, era basata sulla base triangolare per una pace giusta proposta dal mediatore ONU Conte Folke Bernadotte [assassinato da terroristi israeliani]: ritorno incondizionato dei profughi alle loro case, internazionalizzazione di Gerusalemme e partizione della Palestina. Questa volta, diversi stati arabi e diversi rappresentanti della Palestina accettarono cio' come base per i negoziati ... Davide Ben Gurion si oppose strenuamente a d ogni negoziato basato su queste linee ... Aveva partecipato alla conferenza solo per timore di una reazione rabbiosa dell'America ... La strada verso il negoziato fu bloccata dall'intransigenza israeliana, non araba ...

Conclusioni - I nuovi storici israeliani ... desiderano correggere cio' che la ricerca ha dimostrato essere errori del passato ... C'e' stato un alto prezzo da pagare per la creazione di uno stato ebraico in Palestina. E ci sono state vittime, il lamento delle quali alimenta ancora il fuoco del conflitto in Palestina". storico israeliano, Ilan Pappe in "The Link", gennaio, 1998.

"Non e' piu' il mio paese"

"Per quanto mi riguarda, questo assurdo affare chiamato "stato d'Israele" e' finito ... Non sopporto piu' di vedere l'ingiustizia fatta ai palestinesi. Ogni genere di marmaglia dall'America arriva li' e dice che quel territorio gli appartiene ... Non posso fare nulla per far cambiare cio'. Posso solo andarmene e lasciare che tutto vada all'inferno senza di me". Attrice israeliana Rivka Mitchell, citata dal periodico pacifista israeliano "The Other Israel", Agosto1998.

Gli effetti del sionismo sugli ebrei americani

"La corruzione del giudaismo, religione di valori universali, attraverso la politicizzazione fatta dal sionismo e l'adorazione di Israele in sostituzione dell'adorazione verso Dio e la legge morale, e' cio' che ha piu' alienato molti giovani americani che, cercando un significato spirituale nella vita, trovano poco nelle comunita' ebraiche organizzate". Allan Brownfield, "Issues of the American Council for Judaism", Primavera 1997.

LINKS per accedere ai capitoli  

1 - La storia antica della regione

2 - La Palestina sotto mandato britannico

3 - La Partizione della Palestina

4 - Nascita dello stato ed espulsione

5 - La guerra del 1967 e l'occupazione di Cisgiordania e Gaza

6 - La storia del terrorismo nella regione

8 - Considerazioni generali

9 - Links amici di coalizione

 

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