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<Vietato coltivare generi alimentari non di nostra
proprieta’ >
20 ottobre 2008
Si potrebbe pensare che gli agricoltori iracheni, dato
che ormai prosperano sotto la liberta’ » e la
democrazia, possano piantare semi di loro
scelta. Invece, ai sensi della poco nota Ordinanza 81
che attualmente ha in Irak forza di legge, questa
scelta e’ divenuta illegale.
Ma prima di ogni altra cosa e’ importante mettere in
chiaro il contenuto di questa Ordinanza.
Molta gente non ha mai sentito parlare delle infami
"100 Ordinanze" del "proconsole" americano Bremer, le
quali pero’ giovano anch’esse a spiegare perche’ la
maggioranza degli iracheni non cessi di avversare
l’occupazione americana. Queste 100 Ordinanze
consentono a grosse compagnie multinazionali di
privatizzare in sostanza un’intera nazione, e tale
grado di controllo da parte di stranieri e di privati
non si era mai piu’ visto dai tempi della British
East India Company e dei suoi trattati
extraterritoriali.
Alcuni esempi di queste cento Ordinanze sono
rivelatori:
·
L’Ordinanza 39 consente il trasferimento senza tasse
di tutti i profitti delle compagnie.
·
L’Ordinanza 17 concede agli imprenditori stranieri,
comprese le cosiddette "compagnie di sicurezza"
private, la non assoggettabilita’ alle leggi irachene.
·
Le Ordinanze 57 e 77 dispongono che a tutte le
Ordinanze venga data esecuzione attraverso controllori
e ispettori generali di nomina americana piazzati
all’interno di tutti i ministeri del governo iracheno,
con incarichi quinquennali e con poteri decisionali
totali in merito a contratti, programmi, impiegati e
regolamenti. (1)
Ma torniamo alla piu’ sfacciata di tutte queste
Ordinanze: l’Ordinanza 81. Secondo questa
disposizione, adesso gli agricoltori iracheni che
intendono commercializzare i loro prodotti devono
acquistare "sementi registrate", che vengono
normalmente importate dalla Monsanto, dalla
Cargill, e dalla World Wide Wheat Company.
Ma queste "sementi registrate" sono – purtroppo -
sementi "terminali", ossia "sterili", non atte alla
riproduzione. Immaginate che si rendessero sterili
tutti gli uomini, e che le donne che volessero avere
dei figli dovessero andarsi a comperare gli
spermatozoi alle banche dello sperma. In termini
agricoli, le sementi "terminali" rappresentano lo
stesso tipo di sterilita’.
Le sementi "terminali", non potendo essere
riseminate, dopo raccolte non hanno piu’ alcun valore
agricolo; servono solo a creare delle associazioni di
monopolii. Il Sierra Club – un’organizzazione
appartenente piu’ alla corrente principale
"conservativa" che a quella radicale ambientalista –
dice esattamente la stessa cosa:
"Questa tecnologia mira a proteggere la proprieta’
intellettuale delle compagnie produttrici di sementi
col rendere geneticamente sterili e non atti alla
germinazione i semi provenienti da una piantagione
geneticamente elaborata. Le sementi "terminali"
renderanno impossibile per gli agricoltori conservare
la semente di un raccolto per piantarla l’anno
appresso, e li obbligheranno a comprare ogni volta la
semente dal produttore. Nel terzo mondo questa
impossibilita’ di conservare il seme potrebbe
costituire il piu’ grave – e forse fatale - onere per
gli agricoltori poveri". (2)
Ma cio’ che rende questa Ordinanza 81 ancora piu’
oltraggiosa e’ che gli agricoltori iracheni hanno
sempre conservato e riseminato le loro sementi del
grano e dell’orzo da almeno 4000 anni Avanti Cristo,
quando comparve la prima agricoltura irrigata, e
probabilmente anche da circa 8000 anni Avanti Cristo,
quando il grano venne per la prima volta messo a
cultura. E ora i poveri agricoltori della Mesopotamia
sono stati giocati dai bio-ingegneri in camice bianco
di grosse compagnie della Florida che si danno da fare
per sostituire centinaia di varieta’ di piante
naturali con un pugno di piante ibridi geneticamente
manipolate.
Donde proviene tutta questa arroganza? Proviene
dall’intero programma che ha circondato l’invasione
dell’Irak, il quale programma – come appare da piu’
approfondite indagini – era stato progettato con anni
di anticipo da una fazione dei cosiddetti "neo-cons"
che aveva adottato la teoria di Leone Trozky della
"glorificazione dello stato", la sua teoria della
"rivoluzione permanente", e il suo intento di
esportare la rivoluzione in tutto il mondo. L’odierna
rivoluzione dei "neo-cons" mira a scalzare le
fondamenta economiche, politiche e culturali delle
nazioni dell’altra parte del pianeta rigettando i loro
"antiquati" concetti dell’autodeterminazione, della
sovranita’ popolare, e persino dello stato-nazione
come sistema politico. Di questo programma fanno anche
parte la trasformazione dell’agricoltura e
l’istituzione del "controllo alimentare" sulle
popolazioni locali.
L’Ordinanza 81 dell’Irak rientra appunto in questo
programma rivoluzionario, il quale, visto da vicino,
si rivela assolutamente diabolico. Prima obbliga gli
agricoltori iracheni che intendono vendere i loro
prodotti ad acquistare sementi "terminali" (le
"varieta’ protette"), e poi definisce illegali
("varieta’ in contravvenzione") le sementi naturali,
in un giro di parole di classico sapore orwelliano.
Si tratta di una cosa talmente incredibile che e’ bene
ripeterla ancora: le sementi esotiche e geneticamente
pasticciate sono "le varieta’ protette", e le sementi
del posto sono "le varieta’ in contravvenzione".
Cosi’ spiega Jeffrey Smith, autore della suddetta
Ordinanza 81 che reca il titolo: Ristrutturazione
dell’agricoltura irachena:
"Per venire qualificati come PVP [Plant Variety
Protection], i semi devono rispondere ai requisiti
seguenti: devono essere 'nuovi, ben definiti,
nonche’ uniformi e stabili….’ ed e’
impossibile che i semi prodotti dai popoli dell’Irak
rispondano a tali requisiti. Essi non sono 'nuovi’
perche’ sono il risultato di millenni di sviluppo. Non
sono 'ben definiti´perche’ il libero scambio di
sementi praticato per secoli ha fatto si’ che le loro
caratteristiche si siano sparse e scambiate con quelle
delle varieta’ locali. Inoltre, a causa della natura
stessa della loro biodiversita’, essi sono l’opposto
di sementi 'uniformi’ e 'stabili’. (3)
L’Ordinanza 81 si apre col titolo orwelliano di "Plant
Variety Protection" (Protezione della varieta’ delle
piante). Ora, qualsiasi scienziato che si rispetti sa
benissimo che l’imposizione di una standardizzazione
biologica raggiunge esattamente il fine contrario,
perche’ riduce la biodiversita’ e nel fare cio’
minaccia le speci. L’Ordinanza 81, pertanto, inizia
con un titolo orwelliano e consta di operazioni
orwelliane.
Jeffrey Smith spazza via quanto di deteriore si cela
dietro l’Ordinanza 81 col trovare assurdo che per
l’Irak siano state previste sei varieta’ di grano:
"Tre di esse verranno usate dagli
agricoltori per coltivare il grano [duro] da
destinare alla pasta, e tre di esse [grano tenero]
saranno destinate alla "panificazione".
La pasta?? Ma secondo quanto risulta dal "World Food
Programme report on Iraq" (rapporto riguardante
l’Irak del Programma Alimentare Mondiale) del
2001, "le abitudini e preferenze alimentari di questo
paese si basano sul consumo di grandi quantita’ e
varieta’ di carne e pollame, nonche’ di legumi,
granaglie, verdure, frutta e latticini". Di… "lasagne"
non si parla. Del pari, un rapido controllo sui libri
di cucina del Medio Oriente in possesso di chi scrive
– e che non riguardano, quindi, soltanto l’Irak –
mostra la completa assenza di pietanze a base di
pasta.
Pertanto, i motivi per i quali si vuole che in Irak il
50 per cento del grano venga destinato alla pasta
possono essere soltanto due. O gli Stati Uniti
intendono mantenere in Irak tanti soldati e uomini
d’affari americani da orientare in tal modo
l’agricoltura del paese non per dar da mangiare ai
"poveri iracheni che muoiono di fame" ma bensi’ ai
"supernutriti americani", oppure (come e’ piu’
probabile) perche’ in realta’ questo alimento non e’
mai stato per niente destinato ad essere consumato
all’interno dell’Irak… "(4)
Per il caso, poi, che l’agricoltore iracheno non
sappia leggere, l’Ordinanza 81 sottolinea il nuovo
monopolio sulle sementi facendo risuonare i suoi
stivali, con un giro di vite che - in un paragrafo a
caratteri minuti sepolto alla fine del testo - mette
bene in chiaro quanto segue:
"Il Tribunale puo’ ordinare la confisca
della varieta’ di semente in contravvenzione, e dei
mezzi di produzione effettivamente usati per
commettere il reato riguardante la varieta’ protetta.
Il tribunale puo’ altresi’ disporre la distruzione
della varieta’ in infrazione e dei materiali e
attrezzature ad essa relativi, ovvero puo’ disfarsene
in qualsivoglia modo non avente finalita’
commerciali." (5)
L’Ordinanza 81 riguarda in realta’ il potere e il
profitto, ma si traveste da legislazione umanitaria. E
come tocco finale, l’intero documento assume arie
piuttosto autoritarie. Esso venne sottoscritto, di
proprio pugno, da L. Paul Bremer in persona,
probabilmente con la sua stilografica personale:
"Avvalendomi
della mia facolta’ di Amministratore dell’Autorita’
Provvisoria della Coalizione… "
Come i Proconsoli romani, anche Paul Bremer trascorse
un anno in quelle province, governando i cosiddetti
barbari…
Quanto sopra e’ tratto dal nuovo libro di Andrew
Bosworth "Biotech Empire: The Untold Future of Food,
Pills, and Sex", in vendita presso Amazon.
Andrew Bosworth, Ph. D., e’ un professore-coadiutore
governativo presso la Universita’ del Texas a
Brownsville.
Note:
1. Uruknet
Report,
"Have
You Ever Heard of Bremer's 100 Orders?" 11
April 2008.
2. Institutional Report,
Genetic Engineering at a Historic Crossroads,"
The Sierra Club Genetic Engineering Committee
Report, March 2001.
3. Jeffrey Smith.
"ORDER 81: Re-Engineering Iraqi Agriculture - The
Ultimate War Crime: Breaking the Agricultural Cycle."
Global Research and The Ecologist, 27 August 2005, Vol
35, No. 1.
4. Jeffrey Smith.
"ORDER 81: Re-Engineering Iraqi Agriculture - The
Ultimate War Crime: Breaking the Agricultural Cycle."
Global Research and The Ecologist, 27 August 2005, Vol
35, No. 1.
5
CPA/ORD/26 April 2004/81, p. 27.
Articolo originale:
http://www.uruknet.info/?p=47991
Link:
www.albasrah.net/pages/mod.php?mod=art&lapage=../en_articles_2008/1008/sementi_2
11008.htm
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