|
16 agosto 2008
"A partire dalla mattina successiva (18 dicembre 1947,
ndr) all'adozione della Risoluzione di spartizione, i
75.000 palestinesi della città furono sottoposti a una
campagna di terrore istigata congiuntamente dall'Irgun
e dall'Haganà. Arrivati soltanto da pochi decenni, i
coloni ebrei avevano costruito le loro case più in
alto sulla montagna. Quindi abitavano sopra i
quartieri arabi e da lì potevano con facilità
bombardarli e fare i cecchini. Avevano cominciato a
farlo di frequente fin dai primi di dicembre. Usavano
anche altri sistemi di intimidazione: i soldati ebrei
rotolavano barili pieni di esplosivo ed enormi palle
di acciaio giù nelle aree residenziale arabe e
versavano lungo le strade olio misto a carburante, al
quale poi davano fuoco. Appena i palestinesi, presi
dal panico, correvano fuori di casa per cercare di
spegnere quei fiumi di fuoco, venivano colpiti dal
fuoco delle mitragliatrici.
Nelle aree dove le due comunità intrattenevano ancora
delle relazioni, l'Haganà portava a riparare le
automobili nei garage palestinesi, le riempiva di
esplosivi e detonatori, e così seminava caos e morte.
Dietro questo genere di assalto c'era un'unità
speciale dell'Haganà, la Hashahar ('aurora'), composta
di mistarvim - letteralmente in ebraico, "diventare
arabo" - cioè di quegli ebrei che si travestivano da
palestinesi.
(...)
La fase che seguì introdusse un capitolo nuovo nella
storia della Palestina. (...) Il villaggio scelto
dall'Alto Comando fu Balad al-Shaykh, luogo di
sepoltura dellao Shaykh Izz al-Din al-Qassam, uno dei
leader più venerati e carismatici degli anni Trenta,
ucciso dagli inglesi nel 1935 (...). A un comandante
locale, Haim Avinoam, venne ordinato di 'circondare il
villaggio, uccidere il maggior numero possibile di
uomini e danneggiare le proprietà, ma di astenersi dal
colpire donne e bambini'. L'attacco ebbe luogo il 31
dicembre e durò tre ore. Si concluse con la morte di
oltre 60 palestinesi, non tutti erano uomini. Ma
notate bene che in questo caso si faceva ancora
distinzione tra uomini e donne: nell'incontro
successivo la Consulta decise che per le operazioni
future questa distinzione era una complicazione
inutile. Nel momento in cui veniva attaccato Balad
al-Shaykh, le unità dell'Haganà di Haifa testarono il
campo con un'azione molto più drastica: entrarono in
un quartiere arabo della città, Wadi Rushmiyya,
espulsero gli abitanti e fecero saltare in aria le
case. Si può considerare questo come l'inizio
ufficiale delle operazioni di pulizia etnica nelle
città palestinesi. Mentre venivano commesse tali
atrocità gli inglesi mostravano indifferenza.
(...)
Gennaio del 1948
Queste operazioni erano accompagnate da atti di
terrorismo da parte del Irgun e della banda Stern. La
loro abilità nel seminare il terrore nei quartieri
arabi di Haifa, e anche di altre città, era
direttamente influenzata dalla graduale ma evidente
rinuncia inglese a qualsiasi tipo di responsabilità
nel mantenere la legge e l'ordine. Soltanto nella
prima settimana di gennaio l'Irgun eseguì più azioni
di terrorismo che in qualsiasi altro periodo
precedente. Tra queste, vi fu l'esplosione di una
bomba a Jaffa, nella sede del Comitato nazionale
locale, Casa Sarraya, che crollò provocando 26 morti.
Si proseguì con le bombe all'hotel Samiramis di
Qatamon, a Gerusalemme ovest, nel quale morirono molte
persone, tra cui il console spagnolo".
Brano tratto da "La pulizia etnica della
Palestina", di Ilan Pappe, Fazi editore, 2008, pagg.
79-82. |