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Sotto mentite spoglie...
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La flotta dell’UNIFIL, la forza di interposizione sotto
mandato delle Nazioni Uniti presente nel sud del Libano, è
composta da due navi italiane - la fregata Espero e il
ricognitore Comandante Bettica - la fregata francese Courbet,
due navi greche, una turca, quattro tedesche ed una spagnola,
il ricognitore Vencedora che si è aggregato al complesso a
metà marzo 2008.
Ma… sorpresa!: a partire dal 29 febbraio, le navi italiane,
francese e spagnola non sono apposte a questa Task Force in
quanto appartenenti al loro Paese, ma a titolo di Euromarfor
(acronimo di “Forza marittima europea”). Tuttavia,
contrariamente a quello che potrebbe far credere la bandiera
europea che issa sui suoi pennoni, l’Euromarfor non sarà uno
strumento dell’Unione Europea che a partire dall’entrata in
vigore del Trattato di Lisbona, prevista nel 2009. I “27” non
hanno mai discusso del suo impegno, anche se ne sono stati
informati. L’Euromarfor è una struttura
franco-ispano-italo-portoghese posta sotto il comando di uno
Stato maggiore congiunto dei soli “4”. Per il momento,
l’Unione Europea dispone di un’altra forza marittima,
l’Eumarc, che esiste solo sulla carta.
L’Euromarfor può essere attivata sulla base dell’articolo 5
del Trattato di Bruxelles modificato (Unione dell’Europa
Occidentale, detta UEO), sia in base all’articolo 5 del
Trattato di Washington istitutivo della NATO. In pratica,
essendo l’esecutivo dell’UEO moribondo, l’Euromarfor è stata
attivata esclusivamente dalla NATO.
Creata nel 1995, essa ha svolto numerose esercitazioni, ma
finora non ha ricevuto che due missioni, entrambe assunte in
applicazione di una decisione adottata in seguito agli
attentati dell’11 settembre 2001. Nell’ottobre-novembre 2002,
l’Euromarfor ha condotto l’operazione Coherent Behavior, nel
Mediterraneo orientale, al largo della Siria e del Libano.
All’interno di Enduring Freedom, l’Euromarfor ha integrato la
Task Force 150 della Coalizione dei Volontari e sorvegliato il
traffico marittimo nell’Oceano Indiano, al largo del Corno
d’Africa, da febbraio 2003 al dicembre 2004 e di nuovo dopo
l’agosto 2005.
Ne segue che la partecipazione dell’Euromarfor all’UNIFIL
(Operazione Impartial Behavior), se avviene ufficialmente
sotto l’autorità del Comitato interministeriale
franco-ispano-italo-portoghese, può allo stesso tempo essere
intesa come una partecipazione della NATO nel quadro della
guerra al terrorismo.
La flotta UNIFIL è oggi comandata dall’ammiraglio
dell’Euromarfor, l’Italiano Ruggero Di Biase. Questi si trova
in una strana situazione: a titolo dell’UNIFIL, dipende
dall’ONU, ma a titolo dell’Euromarfor, è collegato alla NATO.
In quanto UNIFIL, egli applica le risoluzioni 1701 e 1773, che
stabiliscono un certo equilibrio tra Israele ed il Libano, ma
in base alla guerra atlantica al terrorismo, egli lotta contro
gli elementi che accusa di essere (o di essere stati)
implicati in operazioni terroristiche. E non si vede chi -
eccetto Hezbollah - possa costituire il bersaglio preso di
mira dalla NATO.
Che cosa significa dunque questa irruzione dell’Alleanza
Atlantica nel Vicino Oriente e perché essa si schiera sotto
mentite spoglie? Nel piano israelo-statunitense di invasione
del Libano dell’estate 2006, era stato previsto che l’avanzata
israeliana potesse essere interrotta dalla pressione
internazionale; in tal caso, la NATO si sarebbe schierata,
sotto mandato dell’ONU, per continuare la caccia a Hezbollah.
Il piano era stato abbandonato sotto la pressione della
Francia, con Washington e Tel Aviv costrette ad accontentarsi
di un’UNIFIL rafforzata. In seguito, ogni tentativo di
coinvolgere la NATO era stato bloccato dal presidente libanese
Emilè Lahoud. Avendo questi terminato il proprio incarico, la
NATO è tornata alla carica con la massima discrezione: anche
questa volta però – è cronaca degli ultimi giorni - la torta è
venuta senza buco.
http://byebyeunclesam.wordpress.com/2008/05/19/sotto-mentite-spoglie/ |