61 anni colonialismo sionista
61 anni Nakba palestinese
Solo quando
appariranno con chiarezza i progetti occulti del folle
messianismo sionista, tutti comprenderanno a fondo il pericolo a
cui l'umanità sta andando incontro
(ndr)
APPROFONDIMENTI:
quaderni storici sulla Palestina
"NAKBA"
La tragedia del 1948
a cura di Angela Lano
e Jacopo Falchetta
Edizioni Al Hikma
@
www.infopal.it
www.abspp.it
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Sancte Michael
Archangele,
defende nos in
proelio,
contra nequitiam
et insidias diaboli esto praesidium.
Imperet illi
Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae
caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad
perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtude in
infernum detrude. Amen
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Da parte nostra reclamiamo il
diritto a discriminare ciò che è bene da ciò che è male, in base a
quella legge/diritto naturale inscritta nel cuore di ogni uomo, favorendo
sempre una filosofia per la vita piuttosto che una per la morte, tenendo per
fermi quei diritti divini e doveri umani inalienabili contemplati
nelle tavole dei 10 comandamenti di Dio.
La nostra visione della vita e
dello scibile non può che essere vertical-gerarchica, "...come in Cielo così
in terra...", dall'alto verso il basso, in contrapposizione a
quell'anticristica tentazione orizzontal-livellatrice che vorrebbe porre Dio
e il principe di questo mondo sullo stesso piano, se non addirittura premere
per un impossibile controllo totale delle sfere infori su quelle
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"La Palestina è sotto la tirannia di una
falsa promessa" (Patriarca
Attallah Hanna) |
Difendere il sionismo:
difendere l’indifendibile
di
Stephen Lendman,
Global Research,
6
aprile 2009
segnalazione del Canonico Francesco Peggi

Sostenere il Sionismo è ripugnante, indifendibile, ed equivale a
difendere il cancro, un male che finisce col distruggere chi lo
ospita. Esso deve essere smascherato, denunciato, ed espulso una volta
per tutte la corpo politico. Uno studio della CIA mostra
l’alternativa: tra 20 anni, Israele non esisterà più, almeno nella
forma presente.
L’Agenzia prevede “un inesorabile progredire, dalla soluzione a due
Stati, verso quella ad uno Stato unico, modello più praticabile basato
su principi democratici di piena eguaglianza per rifuggire il
profilarsi dello spettro dell’apartheid di stampo coloniale, insieme
alla concessione del ritorno dei profughi palestinesi del 1947/48 e
del 1967. Quest’ultima come pre-condizione per una pace sostenibile
nella regione”.
Secondo l’avvocato internazionale Franklin Lamb, “è scritto che
prima o poi la storia rifiuterà l’impresa coloniale israeliana”.
Il documento prevede inoltre il ritorno di tutti i rifugiati
palestinesi nella loro terra d’origine, e l’esodo di due milioni di
Ebrei in America .........(leggi tutto)
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Cristologia e “cani
giudaizzanti”
in Filippesi
Prof.
Luca Fantini,
TerraSantaLibera.org
"Guardatevi
dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si
fanno circoncidere!"
Filippesi, 3, 2

Filippi
era stata una delle tappe del secondo viaggio missionario di Paolo
(50-51 d.C.)......“Nessuno è
felice quanto un vero cristiano”.........Nonostante Paolo vorrebbe
chiudere la missiva con il motivo sublime della gioia spirituale, non
può in quanto l’Apostolo deve assolutamente salvaguardare la purezza
dell’insegnamento cristiano, donato ai fratelli filippesi,
dall’ennesimo tentativo di giudaizzazione. Coloro che giudaizzano sono
detti “cattivi operai” nel senso di falsi missionari, “cani” –
l’espressione è usata da Paolo in quanto per i Giudei l’espressione
indica uno degli animali impuri per eccellenza o il non Giudeo in
genere: l’Apostolo ribalta così l’accusa accostando il Giudeo a ciò
che è, nella sua stessa visione giudaica, massimamente impuro -,
“circoncisi”, in quanto deturpano l’evoluzione spirituale deviandola
verso riti somatici o fisiologici di carattere magico-pansessualista
(3,2).......
Ma i veri circoncisi sono tali, secondo
lo Spirito divino. La vera circoncisione, simbolo e strumento di
integrazione nel “popolo di Dio”, è quella spirituale, il “culto
divino in Spirito”, che trascende ogni morto elemento rituale o la
dimensione meramente etnico-razziale .......(leggi
tutto)
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Lessico della resistenza
Gilad Atzmon,
traduzione di Manuela Vittorelli,
3 aprile 2009
Quello
che segue è un tentativo di presentare il mio personale dizionario di
quelli che sembrano essere i termini e i concetti più pregnanti che
ricorrono quando si parla di solidarietà con il popolo palestinese e
di opposizione alla guerra..... ........
Palestina
–
un pezzo di terra sulla costa orientale del Mediterraneo. Per molti
anni la Palestina è stata la casa del popolo palestinese: musulmani,
cristiani ed ebrei che hanno vissuto in pace e armonia per centinaia
di anni. Alla fine del XIX secolo, con l'emergere del nazionalismo
europeo, pochi ebrei decisero che gli ebrei non dovevano restarne
esclusi. Si inventarono allora i concetti di "popolo ebraico", "storia
ebraica" e "nazionalismo ebraico". Decisero di insediare la
maggioranza degli ebrei del mondo in Palestina. Con il passare del
tempo il progetto nazionale ebraico, cioè il sionismo, divenne sempre
più feroce e sinistro. Nel 1949 il 70% della popolazione palestinese
autoctona era già stata etnicamente epurata. Oggi la maggioranza dei
palestinesi vive dietro il filo spinato in uno stato di terrore sotto
la vigilanza dei soldati israeliani.
Ebrei
–
il popolo che si trova a identificarsi come ebrei. Gli ebrei non sono
una razza, non seguono neanche un unico sistema di convinzioni. Mi
sono dato una regola. Mi rifiuto categoricamente di trattare "gli
ebrei" come una collettività o un gruppo etnico. Mi limito a criticare
la politica, l'ideologia e l'identità ebraiche.
...................(leggi tutto l'articolo)
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di DON CURZIO
NITOGLIA,
5 aprile 2009,
donCurzioNitoglia.com
Sergio Romano, storico e politologo
laicista scrive: « Il genocidio [degli ebrei europei] è diventato il
peccato del mondo contro gli ebrei, una colpa incancellabile di cui
ogni cristiano dovrebbe chieder perdono
quotidianamente» (Lettera a un amico ebreo, Milano,
Longanesi, 1997, p. 90). Egli continua: «La Chiesa di Roma […] deve
andare a Canossa e riconoscere che l’antisemitismo è il suo ‘peccato
originale’. Questa tesi è una sciocchezza storica, ma
particolarmente pericolosa perché “scava tra i due mondi – il
cristiano e l’ebraico – un abisso che non potrà che fare da
incubatrice di nuove persecuzioni” (come scriveva
Indro Montanelli nel
Corriere della Sera del 12 novembre 1997). Si rendono conto
[…] che stanno chiedendo alla Chiesa di Roma, in tal modo, di
rinunciare alla sua identità e originalità spirituale?» (La
Stampa, 10 dicembre 1997, p. 25).
● Ora com’è possibile che quanto Sergio Romano e
Indro Montanelli (notoriamente laicista e liberale come il Romano)
hanno capito e denunciato lucidamente e chiaramente (“se la Chiesa
accettasse la vulgata sterminazionista sulla ‘shoah’, rinuncerebbe
alla sua identità”), non riescono o non vogliono capirlo i
cattolici, persino coloro che si sono opposti alle novità
neo-moderniste e all’ecumenismo? L’ “olocausto-latria” non è solo un
problema storico, ma anche filosofico (male assoluto e non
più soltanto “privatio boni”) e soprattutto teologico
(l’olocausto ebraico di Auschwitz, rimpiazza quello sul Golgota di
Gesù Cristo). Ho già trattato su questo sito (cfr. “Olocausto”,
29 gennaio 2009) la portata teologica della ‘shoah’ e del dialogo
ebraico-cristiano iniziato con Jules Isaac, il card. Agostino Bea e
Giovanni XXIII[1].
In questo articolo cerco soltanto di far chiarezza sui termini che
si impiegano quando si parla storicamente di ‘shoah’ e di
revisionismo, per vederci meglio e non prendere “lucciole per
lanterne”.......................(leggi
tutto)
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Ci permettiamo di segnalare l'uscita, per il 31 marzo, del
nuovo libro di
Francesco Agnoli che pare sia quello che ci voglia oggi per
contrastare il pensiero debole e la generale confusione imperante...
"Perchè
non possiamo essere atei",
Edizioni Piemme
(vedi
copertina allegata),
311 pagine, 16,50 euro.
Il testo affronta un problema molto attuale: il dibattito tra chi
crede in Dio e chi considera oggi l'ateismo una certezza
“scientifica”. In particolare quindi si parte dalla posizione dei
cosiddetti ateologi: Dawkins, Harris, Odifreddi, Boncinelli,
Hitchens...
Il libro è diviso in tre parti. La prima è intitolata L'ateismo alla prova della scienza, e affronta i
problemi filosofici e scientifici più scottanti: l'origine del
cosmo, l'origine della vita e l'origine della coscienza umana. Da
un punto di vista razionale e scientifico si dimostra che oggi
rimane assolutamente inviolato il mistero intorno a queste origini,
e perfettamente razionale l'ipotesi di un Creatore e Legislatore
universale, un “divino Architetto”, come avrebbero detto Copernico e
Keplero. Si affronta poi l'evoluzionismo distinguendo tra ipotesi
scientifica, ancora piena di incertezze, e darwinismo ideologico di
matrice atea.
La seconda parte del libro, L'ateismo
alla prova della storia, prende in considerazione il
Novecento, il “secolo delle idee assassine”, e l'origine atea di
nazionalismo, razzismo, comunismo ed eugenetica.
La terza parte invece analizza
l'origine dell'istituzione ospedaliera, e la sua filosofia, e prende
in esame la degenerazione utopistica di certa medicina, toccando i
problemi più scottanti e attuali della bioetica...................................(vedi
copertina allegata)
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IL 21.mo VERTICE DELLA
LEGA ARABA A DOHA:
TRA SPERANZE DELUSE,
NUOVE POLEMICHE E DIVISIONI MUORE L'UNITA' ARABA

A MARGINE IL 2.o VERTICE TRA STATI
ARABI E SUD-AMERICANI, UNITI CONTRO SCENARI E STRATEGIE DA "SCONTRI DI
CIVILTA'"
di Dagoberto Husayn Bellucci,
TeraSantaLibera.org
Il ventunesimo vertice dei capi di Stato della Lega Araba svoltosi il
30 e 31 marzo scorsi a Doha ha messo sostanzialmente in rilievo le
divisioni e l'incapacità dei paesi arabi di trovare punti comuni sulle
tante vertenze e crisi regionali in agenda presenti nell'area
geopolitica e strategica del Vicino Oriente. In particolare a Doha
sono naufragate definitivamente le speranze di trovare punti d'intesa
su alcune delle questioni più urgenti che interessavano in particolar
modo i paesi del Golfo: l'Arabia Saudita che si presentava con una
bozza d'intesa per una riconciliazione regionale ha sostanzialmente
visto respinte le sue proposte.
Al vertice dell'organizzazione degli stati arabi , come già successo
in altre occasioni, è mancata la volontà di mettere sul tappeto i veri
problemi che rappresentano la principale incognita per il futuro
dell'intero Vicino Oriente primo fra tutti la divisione storica
esistente all'interno dei singoli Stati membri del sodalizio che -
arrivato alla sua ventunesima assise internazionale - rappresenta
oramai da tempo solamente gli interessi di alcuni governi arabi
dominanti la scena in particolar modo quelli collegati direttamente a
Riyad che fanno capo al Consiglio Supremo del Golfo ovvero i vari
emirati arabi e le piccole petrolmonarchie determinanti l'economia
regionale e insensibili dinanzi ai problemi posti anche all'ultimo
vertice dai paesi più poveri o attraversati da profonde crisi locali......(leggi
tutto)
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La ricetta per uscire dalla crisi
economica mondiale
di Antonio Grego,
cpeurasia.org
Per guardare oltre le "pacche e i sorrisi" del G20 in corso...
Mentre
si è completato il processo di unificazione del PDL, sfornando il
partito del pensiero unico liberalcapitalista, di cui il PD è la copia
ad uso degli antiberlusconiani, la crisi economica continua a
peggiorare, con previsioni per i prossimi mesi e anni sempre più
catastrofiche. Malgrado le continue ostentazioni di ottimismo da parte
di economisti e politici e malgrado momentanei rialzi di borsa, non si
riesce ad intravedere la fine del tunnel di una crisi che non accenna
a regredire. Anzi, il gruppo LEAP/Europe2020 (1) ha pubblicato sul
Financial Times del 24 Marzo scorso una lettera aperta ai leader del
G20 (2) che si terrà il prossimo 2 Aprile.
Il
messaggio della lettera può essere riassunto da due parole inglesi:
“last chance”, ovvero questa è l'ultima possibilità per i governanti
del mondo di riformare l'attuale sistema internazionale, altrimenti
sarà dissesto geopolitico globale. Si può essere certi che il G20 si
chiuderà in realtà con un nulla di fatto, a parte i soliti sorrisi,
pacche sulle spalle e dichiarazioni che lasciano il tempo che trovano.
I principali responsabili di questa crisi molto prevedibilmente non
verranno toccati, perché sono le banche e l'alta finanza, e con essi
in primo luogo gli Stati Uniti che da sempre ne proteggono gli
interessi...................................................(leggi tutto)
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L’occulta Connection Rothschild–Israele
Real Jew News,
02 aprile 2009
segnalazione del Canonico Francesco Peggi
traduzione
Milena Spigaglia
per
www.effediefe.com

La casata dei Rothschild iniziò il suo investimento multi-miliardario
nello stato sionista di Israele nel 1882, allo scopo di preservare il
controllo sul canale di Suez e i futuri diritti sull’acqua. Il Barone
Edmund, dei Rothschild del ramo di Parigi, progettò di costruire in
Palestina un canale da Ashkelon sul Mediterraneo ad Aqaba, presso il
golfo omonimo.......................(leggi
tutto)
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Dal Libano
riceviamo e pubblichiamo:
SIRIA : CENTRO
GEOPOLITICO
DEL VICINO ORIENTE
( Damasco tra stabilità e
politica internazionale nel Terzo Millennio )
di Dagoberto Husayn Bellucci
Nei rapporti geopolitici
del Vicino Oriente abbiamo sempre sostenuto
l'essenziale ruolo svolto dalla Repubblica Araba Siriana e la sua
centralità nel quadro delle relazioni stabilite dall'intero mondo
arabo verso l'estero. La Siria rappresenta da oltre quarant'anni il
principale bastione del fronte anti-
sionista: la saldatura determinatasi con l'avvento al potere dell'ala
militare del Ba'ath ( all'indomani dei tragici avvenimenti del
cosiddetto "settembre
nero"
palestinese nella vicina Giordania nel settembre 1970 ) che diede
inizio alla trentennale presidenza del compianto Hafez el Assad
(scomparso nel 2000 per lasciare spazio al figlio Bashar) sarà il
momento storico chiave che , dopo anni di incertezza e tensioni
politiche e sociali interne, darà al paese una stabilità ed una
normalizzazione che lo renderanno inattaccabile dall'esterno e
restituiranno ai siriani il loro tradizionale ruolo di ago della
bilancia vicinorientale .............................(leggi
tutto)
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Obama
e l’Iran: una “mano tesa” poco amichevole
Il
significato delle parole rivolte all'Iran da Barack Obama
di
Matteo Pistilli per
CPeurasia.org

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in questi giorni è
salito agli onori della cronaca dopo aver spedito, in occasione del
capodanno persiano, un “messaggio d’auguri” alle diverse popolazioni
interessate da questa ricorrenza......(...)......In definitiva
possiamo dire che, Obama o no, non è cambiato nulla a livello di
interessi geopolitici dell’America, ma con questa Amministrazione si è
attuato un cambio di strategia, più rivolta al lato “soft power” e
alla demonizzazione del nemico, facendolo passare per colui che
“proprio non vuole scendere a patti”, che “vuole la guerra ed il
terrore”, quando invece è proprio chi, pur essendo aldilà dell’Oceano,
vuole dominare l’area mediorientale ed eurasiatica.........................(leggi
tutto)
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INTERVISTA
CON IL DR. ALI FAISAL,
RESPONSABILE
POLITICO DEL FRONTE DEMOCRATICO PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA
di DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
Direttore Responsabile Agenzia Stampa "Islam Italia"
da Haret Hreik , Beirut sud - Libano

Il dr. Ali Faisal ci ha accolto negli uffici del Fronte Democratico
per la Liberazione della Palestina all'interno del campo profughi di
Mar Elias nel cuore della capitale libanese. Una lunga intervista per
fare il punto della situazione dei palestinesi nel paese dei cedri a
quasi due anni dai tragici fatti di Nahr el Bared e dell'insurrezione
jihaidista del gruppo di Fatah al Islam che , per oltre tre mesi, ha
tenuto militarmente impegnato l'esercito libanese occupando il campo
profughi a nord di Beirut e attorno alla regione settentrionale di
Tripoli. La presente intervista, rilasciata ai primi di settembre 2008
e integrata da alcune domande nel febbraio 2009 dopo i tragici eventi
di Gaza, è stata realizzata in lingua francese................(leggi
tutto)
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Tsahal, crimini contro civili palestinesi.
La testimonianza dei soldati.
InfoPal.it,
20 marzo 2009
Esecuzioni brutali, espulsioni forzate
d’intere famiglie, uccisioni deliberate di bambini, donne e anziani,
frasi oscene sui muri delle case palestinesi devastate: questa è solo
una parte del repertorio di crimini che i soldati d’Israele hanno
messo in atto durante l’ultima aggressione contro Gaza. Queste
informazioni non sono state rivelate da commissioni d’inchiesta
internazionali, e nemmeno da organizzazioni internazionali per i
diritti dell’uomo, ma sono le parole degli stessi soldati israeliani......(leggi
tutto)
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intervista dell'Espresso a Khaled Meshaal
"Non siamo preoccupati di una nuova guerra. Il nostro popolo non sarà
mai
sconfitto e mai si arrenderà. La sfida ci rafforza perché loro hanno
paura di morire e noi no. La pace è possibile solo se nasce una
volontà internazionale che prema per il riconoscimento dei nostri
diritti. L'obiettivo resta la costituzione di uno Stato palestinese
con Gerusalemme Est capitale, il ritorno degli israeliani ai confini
antecedenti la guerra del '67 e il diritto al rimpatrio dei profughi.
Meno di questo non possiamo accettare. C'è mai stato un governo di
Israele che abbia ritenuto giusto venire incontro alle nostre
aspirazioni? Dicono di no a tutto e simulano di essere interessati a
una soluzione. Su cosa resta da trattare, allora?"...................(leggi
tutto)
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BALFOUR NON ERA SCEMO, PURTROPPO
di John Kleeves, inviato da A.G.
Voglio fare un favore agli amici palestinesi:
voglio dire loro la verità.
Quella che mi sembra nessuno gli abbia ancora detto: che Israele
esiste non per volontà della sola Inghilterra prima e poi anche e
soprattutto degli Stati Uniti. Israele esiste per volontà di tutto il
mondo praticamente, diciamo di tutto quello che per lo stesso Israele
conta.
Immaginate
che Israele debba capitolare in guerra e che non possa più esistere
così come lo abbiamo sempre conosciuto, uno Stato razzista riservato
solo agli ebrei biologicamente documentati dove quegli altri che per
vari motivi devono essere tollerati sono però sempre odiosamente
discriminati, maltrattati, umiliati. Credete che gli ebrei che ora vi
abitano rimarrebbero là?
Neanche
per idea: ciò che volevano era uno Stato esclusivo per loro,
esattamente come quello che hanno fatto, e se questo non c’è più se ne
andranno...........................(leggi
tutto)
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di Angelo
Stefanini
Un articolato
dossier di The Lancet basato su solide prove scientifiche documenta
come la prolungata occupazione militare israeliana dei territori
palestinesi abbia determinato condizioni di vita miserevoli per la
popolazione, mini la coesione sociale e la sicurezza delle persone, e
impedisca un’organizzazione dei servizi sanitari in grado di
rispondere ai bisogni..............................(leggi
tutto)
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LA JEWISH DEFENSE
LEAGUE
ORGANIZZAZIONE CRIMINALE SIONISTA
di Dagoberto Husayn Bellucci,
Direttore Responsabile Agenzia di Stampa
"Islam Italia"

Scritte di questo tipo, "Gasare gli arabi", sono recentemente
apparse in molte zone della Palestina occupata, tutte firmate "JDL",
Jewish Defence League
Fabbricazione di esplosivi, aggressioni, atti di teppismo
metropolitano, reclutamento e addestramento all'uso delle armi, stragi
sono solamente alcuni dei capi d'imputazione che, in questi trentotto
anni, hanno segnato la lunga scia di sangue e terrore lasciata dai
militanti della J.D.L ......(leggi
tutto)
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L'incidente
descritto dall'ex soldato sembra quasi triviale se paragonato a tutto
quello che è successo da allora a Gaza, culminando con le più di 1.300
vittime palestinesi inflitte dall'Operazione Piombo Fuso a gennaio di
quest’anno.
Sarebbe potuto
essere dimenticato da tutti, con l'eccezione dei diretti interessati,
se non fosse stato per l’inusuale racconto fatto a Breaking the
Silence, organizzazione che ha raccolto le testimonianze di centinaia
di ex soldati su quanto videro e fecero - inclusi gli abusi contro i
palestinesi - durante il loro servizio nei Territori Occupati..................(leggi
tutto)
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I numeri
dell'oppressione israeliana verso i palestinesi
negli otto anni
dall'inizio della seconda Intifada
MATTANZA di dicembre
2008 - gennaio 2009
(Durata dei bombardamenti israeliani: 23 giorni (dal 27 Dicembre
2008 al 18 Gennaio 2009)
Vittime Palestinesi: oltre
1.300 di cui 412 bambini e 111 donne. L’82,6% delle vittime non
era coinvolta nei combattimenti: tra queste anche 7 medici e 167
membri della polizia palestinese.
Feriti Palestinesi: 5,300 di cui 1.855 bambini e 795
donne.
Case distrutte: 2.400, di cui 490 centrate dai
bombardamenti aerei.
Edifici Palestinesi distrutti: 28 edifici pubblici e
amministrativi, 30 moschee e 121 locali commerciali, 60 stazioni
di polizia e 29 scuole.
Numero di bombardamenti Israeliani: secondo fonti
israeliane i lanci sono stati almeno 2.500.
Vittime Israeliane dei razzi Palestinesi: 13 civili e 9
militari ( di cui 6 per “fuoco amico”).
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di Michele Paris
- 18/03/2009 -
segnalato dal Canonico Francesco Peggi
www.ariannaeditrice.it
Il
colpevole silenzio dell’amministrazione Obama ha accompagnato il
recente ritiro della candidatura a guidare il Consiglio Nazionale di
Intelligence da parte dell’ex ambasciatore americano in Arabia
Saudita, Charles W. “Chas” Freeman. Un’inerzia aggravata dal fatto che
a far naufragare la candidatura dello stimato diplomatico sono state
le reazioni stizzite di influenti lobby pro-Israele e di parlamentari
di entrambi gli schieramenti, inquietati dalle posizioni
anti-israeliane espresse dallo stesso Freeman.........(leggi
tutto)
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di Dagoberto Husayn Bellucci
da Haret Hreik
, Beirut sud (Libano)
documento scaricabile ANCHE in PDF
(202 KB)

La realtà polivalente
e multifunzionale del partito sciita libanese di Hizb'Allah
rappresenta nella regione del Vicino Oriente un fattore di primo piano
sia sul piano geopolitico che strategico-militare. Abbiamo
ripetutamente sottolineato l'importanza assunta da questa formazione e
la sua trasformazione da movimento rivoluzionario di resistenza a
partito politico di massa e di governo sia attraverso l'azione svolta
nella società libanese (mediante l'assistenza fornita alla comunità
sciita) che nelle attività parlamentari e all'interno dei ministeri
occupati dagli uomini di Hzb nel periodo compreso tra l'estate 2005 e
il novembre 2006 e ininterrottamente dall'estate scorsa dopo la
formazione di un nuovo esecutivo di unità nazionale. Hizb'Allah rimane per molti osservatori occidentali
un'incognita nel panorama politico libanese e mediorientale
considerando l'assoluta mancanza di informazioni fino a qualche tempo
fa disponibile.........(leggi
tutto)
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Cristianesimo paolino
o Giudaismo
III parte
Prof. Luca Fantini
vai al "Cristianesimo
Paolino o Giudaismo", parte prima
vai al "Cristianesimo
Paolino o Giudaismo", parte seconda

L'INTERO TESTO, NELLE 3 PARTI, È SCARICABILE ANCHE IN FORMATO PDF
(204 KB)
.........I Giudei sono dunque,
secondo la visione del divino Apostolo, inescusabili (vv. 14-21), in
quanto dall’ascolto degli annunciatori del Vangelo fino alla fede ed
alla divina invocazione del Cristo tutto è stato loro accessibile.
Insistendo sulla stretta unità tra predicazione della parola
evangelica e fede (v. 17), Paolo mette sotto accusa i Giudei che non
hanno obbedito al Vangelo e, mediante opportune citazioni profetiche
(Is. 53,1; Sal 18,5; Dt 32,21; Is 65, 1-2) ne denuncia il rifiuto
consapevole, non essendo mancato loro né l’annuncio, né l’ascolto, né
la comprensione di quanto accadeva: l’apertura dei gentili al Vangelo,
non a caso è stato annunciato, annuncio che l’Apostolo vede espresso
in questo passo biblico: “Isaia (65, 1) poi osa dire: Mi feci trovare
da quelli che non mi cercavano, mi manifestai a quelli che non mi
interrogavano” (v. 20). La stessa ribellione della gran maggioranza
dei Giudei al Vangelo non può meravigliare in quanto attestata già
nella Scrittura: “Di Israele poi dice (Is. 65,2): Tutto il giorno tesi
le mie mani verso un popolo disobbediente (apeithounta) e ribelle” (v.
21).
Il fatto che l’incredulità e l’infedeltà
dei Giudei, come la fede dei pagani, siano state annunciate per bocca
dei profeti, significa, nella dottrina paolina, che queste sono
manifestazioni del tempo escatologico, non fenomeni meramente
storico-naturali......................(leggi
tutto)
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fuori programma :
James Bacque parla del Piano Morgenthau
GLI
ALLEATI
HANNO
FATTO
MORIRE
DI
FAME
MILIONI
DI
TEDESCHI?
James
Bacque, traduzione Andrea Carancini
Non appena la seconda guerra mondiale
finì, nel 1945, il Canada e gli Stati Uniti iniziarono a inviare cibo
alle centinaia di milioni di persone che soffrivano la fame a causa
della guerra. Senza precedenti nella storia del pianeta, questo
massiccio programma adempiva gli alti ideali per i quali gli Alleati
dell’Occidente avevano combattuto. La loro generosità sembrava non
avere limiti. Essi diedero da mangiare agli ex nemici – l’Italia e il
Giappone – come pure ad un nemico nuovo: l’Unione Sovietica.
Solo la Germania venne lasciata fuori..............(leggi
tutto)
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oppure acquista qui artigianato arabo |
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Betlemme : ingresso
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La
realtà dei coloni giudei
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